Muore una 89enne, guariti oltre il doppio dei nuovi contagi

Il tasso di positività è tornato a livelli ragionevoli: 13,4% contro il 37 di lunedì. Più alto della media nazionale, comunque, che ieri è stata dell’8,8%.
I tamponi refertati, molecolari e antigenici, sono 2.382. Le nuove diagnosi, 320. A Campobasso (66), Isernia (37), Termoli (49) e Venafro (20) i numeri più elevati. Ma i guariti, 709, hanno più che doppiato i positivi, così i contagi attivi sono scesi a 6.144.
In ospedale, nel reparto di malattie infettive, un nuovo decesso: non ce l’ha fatta una 89enne di Salcito. Mentre una 74enne di Belmonte del Sannio è stata trasferita dall’unità anziano fragile a terapia intensiva. Tre i nuovi ricoveri, nessuna dimissione. Al Cardarelli sono assistiti in 31: 15 in malattie infettive, 13 in anziano fragile e 3 in rianimazione. Sette non sono vaccinati, 1 lo è con una sola dose, 7 con due dosi o con la dose unica e 16 anche con il booster.
Il numero dei guariti aumenta a 32.604, Fra i 709 comunicati ieri, 62 a Campobasso, 20 a Campodipietra, 10 a Campomarino, 20 a Cercemaggiore, 37 a Isernia, 19 a Jelsi, 82 a Riccia, 56 a Termoli, 34 a Trivento e 48 a Vinchiaturo.
Primi booster agli immunodepressi.
Da ieri al via le somministrazioni delle dosi booster di vaccino agli immunodepressi. Al centro vaccinale del Cardarelli, la prima puntura a un 60enne trapiantato.

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Piano neve flop, mattinata da incubo per i campobassani

Questa volta, nonostante il peggioramento delle condizioni climatiche fosse ampiamente previsto, Campobasso si è fatta trovare impreparata. A differenza di quanto accaduto nello scorso weekend, con i mezzi della Sea entrati in azione già nel primo pomeriggio di sabato, ieri mattina gran parte delle strade del capoluogo era coperta da ghiaccio e neve. Traffico in tilt nei principali snodi della città, del tutto impraticabili soprattutto in prossimità dei licei. Il sindaco Roberto Gravina, infatti, non ha ritenuto necessario disporre la chiusura delle scuole come fatto nella giornata di lunedì e molti istituti hanno tenuto i cancelli aperti per poi essere costretti a rimandare a casa docenti e alunni a metà mattinata. Le classi erano infatti semi deserte: gli autobus hanno accumulato ritardi considerevoli all’orario di entrata tanto da spingere quei pochi studenti che hanno ‘sfidato’ la bufera a fare dietrofront e tornare a casa. Anche i docenti hanno avuto non poche difficoltà a raggiungere il posto di lavoro – come segnalato sui social – con le auto sommerse dalla neve e le strade impraticabili.
Diversi gli incidenti registrati in città: il più grave intorno alle 11 lungo via Conte Rosso. Il manto stradale ghiacciato ha provocato un tamponamento a catena che ha coinvolto, a distanza di pochi metri, sei auto. Inoltre un pedone che stava camminando lungo la strada – visto che il marciapiede era impraticabile – è scivolato battendo violentemente la testa. Per il 60enne è stato necessario il ricovero in ospedale ed i soccorritori del 118 hanno dovuto raggiungere il ferito a piedi poiché la carreggiata era occupata dei veicoli finiti di traverso.
Disagi pure lungo via IV Novembre e via Puglia dove sono intervenute le squadre dei Vigili del fuoco per soccorrere auto in panne. Insomma, una mattinata da incubo per i campobassani.
Problemi più contenuti, invece, lungo le arterie provinciali dove sono stati attivati, sin dalle prime ore del mattino, gli interventi volti a garantire una ottimale e coordinata gestione dell’emergenza.
«I mezzi degli enti proprietari delle strade – hanno fatto sapere dalla Prefettura – sono impegnati attivamente nello sgombero neve e le principali arterie stradali risultano percorribili con dispositivi antineve montati. Particolare attenzione è stata riservata all’arteria di collegamento al nosocomio del Capoluogo, ai presidi delle Forze di polizia».
Nei comuni dell’hinterland, invece, i sindaci hanno preventivamente disposto la chiusura delle scuole, dunque i disagi sono stati più contenuti.
Fortunatamente nella giornata di oggi il maltempo concederà una tregua. Sarà un mercoledì all’insegna del bel tempo con cieli soleggiati praticamente ovunque, resisterà un po’ di nuvolosità al Sud a causa di una residua ventilazione fredda settentrionale. Temperature in lieve rialzo. Vento ancora sostenuto, a tratti forte, dai quadranti settentrionali al Sud.
Nella seconda metà della settimana però l’Italia rimarrà in balia della variabilità. La Penisola si troverà a metà tra una timida rimonta anticiclonica, infiltrazione umide atlantiche e ancora qualche sbuffo freddo da Est.

 

foto dal profilo fb di Adriano Neri

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Ucraini in fuga, Molise operativo

I primi ‘ex’ bambini di Chernobyl, accolti per la prima volta nel 1997, starebbero tornando in Molise proprio in queste ore. Pronte a riabbracciarli per dare loro un posto sicuro mentre in casa hanno la guerra, le famiglie che li hanno continuati a pensare come ‘figli’. Sono, però, prevalentemente bimbe diventate donne e mamme, che con sé possono portare i loro bambini fuori dall’orrore. I ragazzi no, loro dall’Ucraina non possono uscire, sono arruolati per combattere contro gli invasori russi.
L’associazione Solidarietà senza confini, che sta seguendo la crisi, ha riattivato la rete e i canali con altre onlus e con rappresentanti istituzionali. «Ci rivolgiamo a tutti i genitori che come noi hanno aiutato a crescere un bambino sopravvissuto al disastro nucleare di Chernobyl: adesso questi ex bambini hanno ancora bisogno di noi e se vogliono venire in Italia possiamo aiutarli», è l’appello di Adelmo Di Lembo e sua moglie Fernanda Di Gregorio, fra i promotori di Solidarietà senza confini.
Domani, dalle 16.30, si terrà una riunione operativa con le famiglie dei bimbi di Chernobyl nella sala Alphaville a Campobasso.
Sarebbe fondamentale, aggiungono Fernanda e Adelmo rivolgendosi alla Regione ma anche ai Comuni dove i bambini furono ospitati, ottenere attraverso le autorità nazionali e diplomatiche, un corridoio umanitario. Permetterebbe agli interessati di lasciare l’Ucraina in meno tempo e in modo più sicuro, protetti da un percorso dedicato.
La macchina della solidarietà concreta si è messa in moto in Molise come altrove. In redazione arrivano, numerose ormai, le richieste di informazioni e domande semplici: cosa possiamo fare concretamente per aiutare una popolazione che ha già sofferto e oggi subisce la guerra?
Per i bambini malati di tumore, curati nell’ospedale pediatrico di Kiev dall’equipe di Damiano Rizzi, si può intanto donare per acquistare adesso anche le aspirine. Il conflitto ha reso difficilissima l’assistenza nella struttura di Soleterre, la onlus con cui da anni anche Solidarietà senza confini collabora. «Sul sito internet e sulle pagine social dell’associazione si possono trovare tutte le informazioni per contribuire alla raccolta fondi che è stata avviata», spiega Fernanda.
In ultimo, ma non meno importante, il ricongiungimento. «Nelle nostre città e nei nostri paesi ci sono tante signore ucraine che assistono i nostri anziani e ora sono disperate perché hanno le figlie, i figli e i nipotini sotto le bombe. Sarebbe importante aiutarle a far venire qui i loro familiari, restituendo loro la serenità che regalano a noi. Anche in questo – conclude Adelmo – atti concreti delle istituzioni sarebbero fondamentali, sia la Regione sia gli enti locali, come sta avvenendo già in Trentino e in Toscana».
Intanto, le Regioni si sono dette pronte a fornire farmaci e materiale sanitario, aderendo alla richiesta arrivata dal dipartimento nazionale di Protezione civile. Il governo Draghi, nella riunione del Cdm di ieri, ha disposto con decreto che i cittadini ucraini vengano ospitati nei Cas anche indipendentemente dal fatto che abbiano presentato domanda di protezione internazionale. Inoltre, ha deliberato fino al 31 dicembre lo stato d’emergenza in relazione all’esigenza di assicurare soccorso e assistenza alla popolazione ucraina sul territorio nazionale in conseguenza della grave crisi internazionale in atto. Per organizzare ed attuare gli interventi più urgenti sono stati stanziati 10 milioni a carico del Fondo per le emergenze nazionali.
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