Due decessi, le vittime arrivano a quota 600. Un ricovero in intensiva

La terapia intensiva del Cardarelli non è più Covid free. Nel reparto diretto da Romeo Flocco è stata ricoverata una 68enne di Campobasso che per patologie pregresse era stata trasportata al Pronto soccorso dove è stata scoperta anche la positività al SarsCov2.
Anche il 49enne di Vinchiaturo deceduto in malattie infettive soffriva di gravi patologie associate. Nel reparto anziano fragile, invece, è morta una 87enne di Lesina. Con le vittime conteggiate ieri, il bilancio dell’Asrem sale a 600 morti in Molise dall’inizio dell’emergenza.
Due i ricoveri di ieri, un paziente è stato dimesso. All’ospedale regionale, quindi, sono assistiti in 29: 18 in infettive, 10 in anziano fragile e 1 in rianimazione.
Aumenta ancora il numero dei contagi attivi: ora sono 8.286. I nuovi casi emersi ieri, all’esito della refertazione di 2.602 tamponi (fra molecolari e antigenici), sono 464. Il tasso di positività è al 17,8%.
I guariti sono invece 387, complessivamente 42.417.

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Punto nascita, Roma batte i pugni: chiudere. Caso al tavolo tecnico

Fisiologico, c’era da aspettarselo e in fondo il presidente-commissario Donato Toma lo aveva fatto capire con la cautela nelle dichiarazioni a margine dell’incontro con il comitato San Timoteo: è ripreso il braccio di ferro con Roma sul punto nascita dell’ospedale della città adriatica.
È stato lo stesso Toma, rispondendo ieri in Consiglio a un’interrogazione del vicepresidente dell’Assise Gianluca Cefaratti sul destino del reparto – chiuso in seguito alla morte di un neonato e poi riaperto dal Tar – a confermare che il tavolo tecnico ha chiesto e sollecitato la soppressione del punto. Non per l’evento avverso, naturalmente, ma perché non raggiunge il numero minimo di nascite richiesto dalle normative nazionali. «Ho ricevuto sollecitazioni per la chiusura del punto nascita di Termoli, a cui ho risposto comunicando semplicemente che c’è sentenza del Tar per cui non procederò», ha detto Toma all’Aula. «Anche se – ha aggiunto – le valutazioni del tavolo tecnico sono abbastanza preoccupanti in quanto si continua a registrare un numero dei parti, rispetto ai 500 previsti, notevolmente inferiore. Valuteremo questa situazione al tavolo tecnico del 12 aprile».
Il percorso sembra in salita, considerando che nel 2019 l’Asrem aveva già chiuso il reparto sia per le pressanti richieste dei ministeri che affiancano la Regione che è in piano di rientro sia per carenza di personale, che ora in parte pare superata. La decisione sull’argomento non è estranea all’attività più impegnativa della struttura commissariale, vale a dire l’elaborazione del programma operativo 2022-2024. Si tratta, a più ampio raggio, di definire il ruolo del San Timoteo. Toma ha assicurato: rafforzeremo i servizi che nessuno, intendendo anche in base alle norme evidentemente, ci può togliere.
La bozza del piano, ha spiegato sempre ieri in Aula rispondendo in questo caso a una interrogazione della capogruppo dem Micaela Fanelli, sarà pronta presumibilmente entro giugno. Comunque, «appena terminata la fase di ascolto degli stakeholder», ha annunciato, «verrò in Consiglio per informare di quello che la struttura commissariale sta facendo».
Nel merito, l’interrogazione di Fanelli mirava ad avere informazioni sul passaggio del Gemelli al fondo Responsible Capital e quindi sui nuovi assetti, in relazione alle specialistiche che il centro eroga ed erogherà, all’integrazione col Cardarelli, ai livelli occupazionali e a una eventuale voltura. Quest’ultima, ha spiegato Toma, non è necessaria in quanto il soggetto titolare dell’accreditamento è cambiato ma non ora, bensì nel 2019 (col passaggio dalla Fondazione Giovanni Paolo II alla Gemelli Molise Spa sancito con un decreto dell’ex commissario Giustini). Ora è cambiato il socio di (stra)grande maggioranza. Sull’integrazione, pur dando conto di una interlocuzione informale appena avviata con il nuovo management, Toma ha specificato quanto previsto dal piano 2019-2021: si tratterà, anche se va tutto approfondito e costruito, di una integrazione funzionale. «A mio parere, lo dico politicamente, quella prevista dal piano 2018-2021, integrazione fisica intendo, non è attuabile. Con il Gemelli dovremo pervenire a un accordo di collaborazione, un’integrazione funzionale appunto, su farmaceutica, emergenza-urgenza, post acuzie, liste d’attesa e integrazione ospedale-territorio».
Duro lo scontro poi con Fanelli, che si è dichiarata insoddisfatta della risposta. La capogruppo dem ha chiesto a Toma se la Regione esercita il controllo su quanto avvenuto nella compagine di uno dei due grandi erogatori privati e quindi se si preoccupa del futuro dei dipendenti e delle prestazioni. E sull’integrazione col Cardarelli, ha aggiunto, «lei non può rispondere con un solo rigo nel nuovo piano, cioè “vedremo”».
All’accusa di inerzia, Toma ha ribattuto a muso duro: non rispondo ai comizi elettorali.
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Bimba scomparsa, si cerca la verità nei filmati

A due giorni dal ritrovamento della piccola di cinque anni, che lunedì pomeriggio è tornata a casa dopo una notte di osservazione all’ospedale Cardarelli, le indagini coordinate dalla Procura di Campobasso e affidate a Carabinieri e Polizia proseguono a 360 gradi. Per il momento l’unica persona iscritta nel registro degli indagati è la madre 24enne con l’ipotesi di reato di abbandono di minore. Un atto dovuto secondo la Procura che, oltre all’ipotesi di un allontanamento della madre dalla casa per alcuni minuti, sta infatti vagliando ogni possibile scenario. Nelle scorse ore davanti ai carabinieri, che hanno già ascoltato i genitori della piccola, sono comparsi anche gli altri familiari, per cercare di fare luce su alcune incongruenze emerse nei minuti precedenti alla scomparsa. I punti da chiarire sono diversi e, come fanno sapere fonti investigative dell’Arma, «sono in corso attività a 360 gradi per valutare tutte le sfaccettature del caso e per garantire che non sia stato commesso alcun reato». I militari si stanno concentrando in particolar modo su quanto accaduto prima della ‘fuga’ della piccola.
La famiglia era infatti ad una festa di compleanno a Limosano. Un clima tranquillo e sereno, come hanno confermato anche i presenti. Intorno alle 21.30 la madre, con i due figli, ha lasciato la festa ed è tornata a casa, mentre il padre è rimasto in paese. Circa un’ora dopo è stato lanciato l’allarme. I militari stanno quindi visionando i filmati di telecamere dei due comuni, Sant’Angelo Limosano e Limosano, per verificare gli spostamenti da e verso l’abitazione e l’eventuale presenza di altre auto.
Accertamenti che continueranno anche con l’ascolto di altri testimoni. Intanto ieri mattina in Prefettura si è tenuta la riunione di fine ricerche per fare il punto su quanto fatto nella notte tra sabato e domenica. Operazione che per fortuna non ha mostrato alcuna criticità ma solo un encomiabile lavoro da parte di tutta la macchina dei soccorsi. Alle operazioni, andate avanti dalle 22.30 circa di sabato, hanno preso parte Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza, Polizia stradale, Vigili del fuoco, Protezione civile regionale, il Corpo nazionale di soccorso alpino e speleologico. In campo anche il servizio di emergenza territoriale 118. Per trovare la piccola sono stati utilizzati mezzi tecnologici innovativi, droni e termocamere. In supporto è arrivato l’elicottero del Reparto Volo di Pescara della Polizia, sul terreno c’erano i cani molecolari che per ore non si sono allontanati da un ristretto perimetro intorno all’abitazione.

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