Al supermercato, sul bus o al bar: le regole sulla mascherina

Per andare a fare la spesa non è più obbligatorio indossare la mascherina, anche se resta raccomandato. Lo stesso vale per bar e ristoranti, discoteche e palestre: l’obbligo vale ancora per i lavoratori, mentre i clienti hanno accesso libero. Mentre in altri luoghi al chiuso anche i clienti non possono stare a viso scoperto.
Queste le nuove regole sulla base delle norme in vigore e dei protocolli approvati.

Bar e ristoranti
Nei bar e nei ristoranti i lavoratori devono indossare sempre la mascherina chirurgica. I clienti non hanno invece più alcun obbligo anche quando si alzano dal tavolo per consumare al bancone, andare alla cassa o alla toilette.

Discoteche
Nelle discoteche tutti i dipendenti hanno l’obbligo di mascherina. I clienti possono stare a viso scoperto sia in pista sia quando non si balla.

Cinema, teatri, sale da concerto
Secondo l’ordinanza firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza in vigore fino al 15 giugno e il protocollo valido fino al 30 giugno, sia per i lavoratori sia per i clienti è obbligatorio indossare la mascherina Ffp2 per gli spettacoli aperti al pubblico che si svolgono in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche, locali di intrattenimento e musica dal vivo.

Stadi e palazzetti
Negli stadi per gli spettatori non c’è alcun obbligo, mentre va indossata la Ffp2 per gli eventi e le competizioni sportive che si svolgono al chiuso fino al 15 giugno.

Alberghi
Negli alberghi il personale alla reception e chi fa servizio ai piani o negli altri locali aperti al pubblico deve indossare la chirurgica. I clienti possono stare senza mascherina.

Treni, aerei, autobus
Secondo l’ordinanza firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza in vigore fino al 15 giugno per il personale e per i viaggiatori è obbligatorio indossare la mascherina Ffp2 su: aeromobili adibiti a servizi commerciali di trasporto di persone; navi e traghetti adibiti a servizi di trasporto interregionale; treni Intercity, Intercity notte e Alta velocità; autobus che collegano più di due regioni; autobus adibiti a servizi di noleggio con conducente; mezzi del trasporto pubblico locale o regionale, autobus, tram e metropolitane; scuolabus.
Negozi e supermercati
Per lavoratori di negozi, supermercati e centri commerciali è previsto l’uso obbligatorio delle mascherine in tutti i casi di condivisione degli ambienti di lavoro, al chiuso o all’aperto (non nel caso di attività svolte da soli). Per i clienti la mascherina è invece soltanto raccomandata.

Palestre e piscine
Nelle palestre e nelle piscine e nei luoghi al chiuso dei circoli sportivi il personale deve indossare la mascherina chirurgica. I clienti non hanno alcun obbligo anche quando non fanno attività sportiva.

Ospedali, Rsa, strutture sanitarie
È obbligatorio indossare la mascherina chirurgica per il personale sanitario, per gli utenti e i visitatori di strutture sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali; strutture di ospitalità e lungodegenza; Rsa, hospice, strutture riabilitative, strutture residenziali per anziani.

Uffici pubblici
Secondo la circolare firmata dal ministro Brunetta è raccomandata la Ffp2 per la pubblica amministrazione per il personale che si trovi a contatto con il pubblico (sportello) e che sia sprovvisto di altre idonee barriere protettive; per il personale che svolga la prestazione in stanze in comune con uno o più lavoratori, anche se si è solo in due, salvo che vi siano spazi tali da escludere affollamenti; nel corso di riunioni in presenza; nel corso delle file per l’accesso alla mensa o altri luoghi comuni; per coloro che condividano la stanza con personale “fragile”; in presenza di una qualsiasi sintomatologia che riguardi le vie respiratorie; negli ascensori; in ogni caso in cui, anche occasionalmente, si verifichi la compresenza di più soggetti nel medesimo ambiente
Per gli utenti la mascherina è invece soltanto raccomandata.

Scuole
Fino alla fine dell’anno scolastico gli studenti che hanno più di 6 anni devono indossare la mascherina chirurgica.

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“Metti una sera a cena”, mastelliani e renziani fondano il polo di centro con Micone

Il battesimo, a cena. Come si conviene. È nato il polo di centro in Molise e non è detto che alle elezioni del 2023 non scelga la corsa in solitaria, in autonomia. Anche in ossequio alla natura democristiana della XX Regione.
Beccati, ma non pare si stessero nascondendo, al tavolo di un noto ristorante di Campobasso – il cui proprietario ha chiare e orgogliose origini matesine come il più in vista dei commensali – il presidente del Consiglio Salvatore Micone, il sindaco di Petrella Tifernina Alessandro Amoroso e l’ex sindaco di Santa Croce di Magliano Donato D’Ambrosio. Non in queste vesti, però. Bensì come esponente dell’Udc che, in Molise sta svolgendo il ruolo di federatore dei moderati (Micone), coordinatore del neonato partito di Mastella Noi di Centro (Amoroso) e coordinatore dei renziani di Italia Viva (D’Ambrosio). Lo aveva annunciato nell’intervista a Primo Piano qualche settimana fa il numero uno di Palazzo D’Aimmo: al centro c’è molto fermento e voglia di avere voce in capitolo. Alla cena mancavano i rappresentanti di altre due sigle, che però hanno iniziato il percorso di confronto con Udc, Iv e Noi di Centro.
Micone, al telefono con Primo Piano, non solo conferma l’avvio delle operazioni. Ma aggiunge che anche le sue iniziative politiche in Consiglio regionale da ora in poi saranno condivise e concordate con i nuovi compagni di viaggio. Insomma, Mastella vuol realizzare il Molisannio e questo obiettivo lo ha portato a dialogare fittamente col governatore Toma. Ma il cuore resta al centro, quello è il posto dei mastelliani molisani. Per ora. Perché Micone conferma anche che il confronto sarà ad ampio raggio, Con tutti. Non è escluso che l’anno prossimo i centristi restino (o approdino nel caso dei renziani locali) nel centrodestra. Ma neanche che facciano la scelta opposta o che vadano da soli. Intanto si rafforzano e si strutturano.
«Con i rappresentanti delle altre forze di centro ci eravamo già visti più volte e ci eravamo trovati d’accordo sulla strategia. L’ho dichiarato e lo ribadisco: in Molise c’è una grande voglia di tornare alla politica moderata e che dia voce al territorio, tenendone in considerazione valorizzandone le istanze. Ora – spiega Micone – abbiamo definito già alcuni punti programmatici su cui siamo d’accordo e su cui puntare. Avvieremo una campagna di incontri, appunto con il territorio. Ma non solo con gli amministratori, anche con gli imprenditori, i rappresentanti del tessuto economico e sociale del Molise. Incontri che terremo tutti insieme. Così come anche le iniziative che porterò avanti in Consiglio da qui in poi saranno concordate con i colleghi e amici che con me condividono l’esigenza di un polo moderato. È partito il percorso per costruire il centro in Molise», conclude Micone. O meglio, per ricostruirlo.

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Spot Rai sul Molise, «pronti a regalare autentiche emozioni»

La Rai sta lavorando a uno spot sul Molise, che presto sarà in onda sulle reti nazionali. L’estate 2022, senza restrizioni Covid, promette già molto bene per la piccola XX Regione. L’ultima novità in termini di promozione l’ha annunciata l’assessore Vincenzo Cotugno alla presentazione del bando “Turismo è Cultura”. E arriva dopo il lancio del Guardian che ha messo il Molise in cima alle vacanze da sogno di quest’anno.
Tre milioni di dotazione finanziaria, la quarta edizione del bando che finanzia gli eventi caratteristici del territorio regionale – dagli appuntamenti che ne connotano la storia da sempre a quelli più nuovi e originali – ha una valenza biennale: copre l’anno in corso e tutto il 2023. La scelta è motivata, ha spiegato il presidente della Regione Donato Toma nell’auditorium di Palazzo Gil, dalla volontà di non interrompere il sostegno alla cultura per via della scadenza elettorale. Il rinnovo degli organi è spesso una soluzione di continuità per decisioni e procedimenti amministrativi. È proprio questo che la giunta ha inteso evitare. C’è anche un’altra ragione, però, ha aggiunto Cotugno: «In questo modo possiamo recuperare il biennio della pandemia che ha fermato e comunque condizionato pesantemente le iniziative culturali».
Aprendo l’incontro con amministratori e associazioni – i potenziali destinatari della misura – e con gli organi di informazione, il governatore Toma ha ribadito come attraverso il bando, avviato dalla sua amministrazione poco dopo l’insediamento, nel 2018, si sia voluto legare il sostegno alle attività culturali regionali, la loro promozione, il loro sviluppo, la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale locale a regole certe e trasparenti. La cultura, ha evidenziato, non porta solo vantaggi in termini di attrattività turistica, ma riesce a fare da volano per la crescita socioeconomica del territorio. Un claim riuscito, quello coniato da Cotugno con “Turismo è Cultura” e che ha rappresentato la prima azione seguita alla decisione politica di ripristinare l’assessorato per la gestione di due deleghe strategiche. «Finora, compresa la dotazione di questo bando che presentiamo, abbiamo investito qualcosa come 7,5 milioni di euro. Accanto a queste risorse, va considerato il sostegno all’attività della Fondazione Molise Cultura che dà al nostro territorio un respiro internazionale». Una scommessa vinta, ha concluso.
Con la prima edizione, ha ricordato Cotugno, «si voleva elevare l’offerta culturale del Molise e destagionalizzarla. Poi il nuovo logo, gli infopoint che man mano stanno fiorendo nei Comuni. Non solo, negli esercizi commerciali cominciano a spuntare gli angoli in cui sono in vendita i souvenir della nostra terra. E ancora il successo recentissimo alla Bit di Milano, dove siamo andati con uno stand innovativo che dava perfettamente l’idea di cosa può trovare il turista da noi». I primi ritorni, ha raccontato l’assessore, ci sono stati proprio in questi giorni: alcuni turisti austriaci che hanno conosciuto il Molise alla fiera di Milano sono stati a visitare una cantina vinicola a Larino. «Molto è stato fatto e molto c’è ancora da fare. Il numero dei residenti è un grande handicap ai tavoli romani, come sa bene il presidente Toma, ma dobbiamo lavorare tutti perché diventi il nostro punto di forza», ancora Cotugno che ha quindi annunciato che la Rai sta lavorando al nuovo spot promozionale da mandare in onda sulle reti nazionali. «Quando ci siamo insediati al governo della Regione – ha concluso l’assessore – abbiamo dichiarato l’obiettivo di trasformare il Molise in destinazione turistica di alta gamma, di alta qualità. Attraverso le scelte che abbiamo sancito con il piano strategico del turismo stiamo andando in quella direzione. Siamo pronti per regalare ai visitatori autentiche emozioni».
La seconda parte dell’incontro, dedicata agli approfondimenti tecnici sul bando, è stata curata dal direttore del primo dipartimento della giunta Mariolga Mogavero e dal direttore del servizio Turismo Nicola Pavone.
A grandi linee, destinatari dei finanziamenti sono i Comuni e i privati senza scopo di lucro. La dotazione complessiva di 3 milioni è così suddivisa: 2,4 milioni per gli eventi ‘ordinari’ e 600mila euro per i grandi eventi straordinari (che devono avere una ‘anzianità’ trentennale). Le due ‘finestre’ temporali coprono gli eventi che si svolgono dal 27 aprile 2022 al 30 aprile 2023 e quelli dal 1 maggio 2023 al 31 dicembre 2023.
r.i.

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