A scuola di legalità, l’Arma sale in cattedra alla Jovine

L’istituto comprensivo Jovine di Campobasso, ha organizzato un incontro con il tenente Andrea Manzo, comandante in sede vancante della Compagnia Carabinieri di Campobasso, per informare e formare gli alunni sulla prevenzione e il contrasto a comportamenti disfunzionali.
Nell’incontro con le classi delle prime e seconde medie, è stato trattato il fenomeno del bullismo, anche nella sua evoluzione del cyberbullismo, le prevaricazioni di gruppo, quindi l’importanza del sostegno e dell’aiuto ai compagni in difficoltà, nonché i pericoli derivanti dall’uso di internet e social network, soprattutto riguardo all’inserimento in rete di dati personali, foto e filmati privati, materiale di interesse per chi vuole adescare i minori.
Gli studenti sono stati sensibilizzati e messi in guardia dall’assumere comportamenti sbagliati e delle conseguenze a cui, in tal caso, andrebbero incontro. L’Ufficiale, per un maggiore coinvolgimento degli alunni, che da subito si sono mostrati partecipi all’argomento di cui già ne erano a conoscenza per l’eccezionale opera di sensibilizzazione messa in atto dall’Istituto Comprensivo Jovine, li ha invitati a leggere alcune storie reali, scritte da persone vittime del predetto fenomeno.
Questi incontri non sono una novità per l’Arma dei Carabinieri che, programmati dal Comando Provinciale Carabinieri nell’ambito delle varie attività preventive, hanno lo scopo di educare gli adolescenti di oggi alla legalità, prevenendo comportamenti violenti negli adulti di domani, formando cittadini, consapevoli e in possesso di senso civico.

The post A scuola di legalità, l’Arma sale in cattedra alla Jovine appeared first on PrimoPiano Molise.

Biometano a Pozzilli, le Mamme non mollano

Tiene ancora banco in tutta la piana di Venafro la vicenda relativa all’impianto di biometano, dopo i vari interventi di sindaci e rappresentanti istituzionali.
L’associazione Mamme per la salute di Venafro comunica la fumata nera alla conferenza dei servizi per l’impianto di biometano: «Nuove nuvole nere – le ennesime – si addensano in queste ore all’orizzonte della Valle di Venafro. Perché queste nuvole siano dissipate è necessario che la Regione Molise e la Provincia di Isernia prendano una posizione in merito al progetto del polo tecnologico per la produzione di biometano avanzato da realizzare nel comune di Pozzilli. Lo scorso 2 maggio si è tenuta la conferenza dei servizi per decidere della realizzazione dell’impianto. Dai vari documenti allegati, si evince che la Regione Molise e la Provincia di Isernia non hanno mai espresso un parere in merito al progetto. Qual è il parere del presidente della Provincia Alfredo Ricci? Perché lo stesso Ricci, che come sindaco di Venafro ha espresso parere negativo alla realizzazione dell’impianto, facendo proprie le osservazioni della nostra associazione, non ha ancora fatto altrettanto nella sua veste di presidente della Provincia? Pur apprezzando il fatto che il Comune di Venafro si è espresso contro il progetto, non possiamo non rilevare che, nel caso in oggetto, quello che conta davvero è il parere della Provincia: alla Provincia, e non già al Comune di Venafro, veniva comunicato nel 2019 l’inizio delle pratiche per la realizzazione dell’impianto. Anche il silenzio della Regione Molise – affermano le Mamme – è assordante. Qual è l’opinione del presidente Toma e della sua giunta? Sarebbe singolare se il medesimo ente che ha finanziato lo studio epidemiologico sulla Valle di Venafro autorizzasse un nuovo impianto prima di conoscere i risultati del medesimo studio. In considerazione della centralità che i pareri di Regione e Provincia rivestono nel procedimento autorizzativo – concludono dall’associazione –, chiediamo a chi ne è alla guida di prendere una posizione netta: di schierarsi, senza se e senza ma, a favore della salute e dell’ambiente, contro l’impianto in questione».

MF

The post Biometano a Pozzilli, le Mamme non mollano appeared first on PrimoPiano Molise.

Agnone. Beni del Comune affidati senza gara, scoppia il ‘caso’ Protezione civile

«Dare in affidamento diretto una struttura comunale ad una associazione il cui presidente è un consigliere comunale, bypassando la procedura che prevede apposita gara, induce sicuramente a fare delle riflessioni e noi dell’opposizione non possiamo essere d’accordo, perché riteniamo si debba sempre espletare una gara per concedere un immobile pubblico al miglior offerente». Così il capogruppo di minoranza in Consiglio comunale, Vincenzo Scarano, intervenendo durante gli ultimi lavori dell’assise civica. Viene fuori, dunque, ufficialmente, la questione della incompatibilità, presunta o reale, tra la carica di consigliere comunale e quella di presidente di una associazione che opera sul territorio e gestisce beni di proprietà dell’ente municipale. Il riferimento è al consigliere di maggioranza Mario Petrecca che è anche presidente del nucleo di Protezione civile locale che fa capo, almeno stando a quello che si legge sulle divise indossate dai volontari e sui mezzi in dotazione, all’associazione nazionale Carabinieri. Scontata la replica del diretto interessato, il cavaliere ufficiale Mario Petrecca: «L’associazione nazionale Carabinieri non ha come priorità quella di rimanere dentro quello stabile. Siamo disponibili a restituire quella struttura, che però, forse Scarano non lo sa, è adibita ad uso esclusivo di Protezione civile e al cui interno è stato attivato il Coc, cioè il centro operativo comunale. Inoltre la nostra è una associazione di volontariato che sta facendo del bene alla comunità agnonese da anni, anche a spese proprie. Qual è il problema se sono consigliere e sono a capo di quella associazione? Questo accanimento e questa cattiveria io le rispedisco al mittente». «Sindaco, mi consenta una replica – ha chiesto Scarano prendendo nuovamente la parola -. Qui dentro non c’è l’associazione nazionale Carabinieri, ma c’è un Consiglio comunale. Il cavaliere ufficiale Petrecca, quando sta qui dentro, si deve porre in una condizione di neutralità. E neutralità significa che siccome si sta parlando di beni pubblici, della collettività, non c’è alcun accanimento nei confronti di una persona, ma si tratta semplicemente di comprendere che l’affidamento di un bene pubblico, appunto, deve seguire un iter perché possa essere affidato ad un terzo. Se qualcuno ha la coda di paglia è ovvio che risponda così, perché evidentemente non riesce a giustificare questa commistione di ruoli». Scarano, che di professione fa l’avvocato, ha argomentato meglio il suo pensiero: «Il Comune ha dei beni di proprietà, bene; se intende affidarli a terzi, chiunque essi siano, deve seguire una prassi, una procedura, non ci può essere alcuna agevolazione. A maggior ragione se un consigliere comunale è implicato in qualcosa che possa creare una commistione tra l’interesse pubblico e l’interesse privato. Quantomeno si dovrebbe alzare e non partecipare alla discussione. Questo non lo dico io, sia chiaro, lo dice la legge. Non c’è alcun accanimento, – torna a ripetere Scarano – a noi interessa solo che i beni del Comune vengano affidati con trasparenza, che si faccia quindi una gara pubblica. Chiediamo solo il rispetto della legge. Se poi qualcuno pensa che siccome ha un particolare titolo può bypassare la legge, beh questo è un problema di chi si vanta di avere questo o quel titolo. Lo ripeto: chiediamo che si rispetti la procedura prevista dalla legge». Posizione chiara, non preconcetta, e in linea con i principi di trasparenza e buona amministrazione quella del capogruppo Scarano. «Siedo in questa sede, in ruoli diversi, da dieci anni e non ci siamo mai posti il problema, ammesso che lo sia, quando stavamo insieme tra i banchi dell’opposizione – ha contro replicato il sindaco Saia all’indirizzo del consigliere Scarano -. Credo che la Protezione civile, indipendentemente dal fatto che Petrecca sieda in questo consiglio comunale, in tutti questi anni abbia fatto del bene all’intera comunità in ogni situazione ed emergenza. E l’associazione medesima ha fatto anche un’azione di manutenzione di un bene pubblico a spese proprie». «Nessuno sta parlando male del singolo – ha ribattuto Scarano, costretto a spiegare l’ovvio -. Io sto facendo un discorso generale e astratto. Nessuno sta mettendo in dubbio le capacità, le doti e la buona volontà dell’associazione di Protezione civile. Lei sindaco mi deve dire semplicemente se è d’accordo e meno sul fare una gara pubblica o se al contrario intende procedere per affidamento diretto». E il sindaco Saia, tagliando il discorso e le polemiche, ha ribadito che l’indirizzo politico dell’amministrazione che presiede è quello di assegnare direttamente e in comodato le strutture pubbliche alle varie associazioni senza scopo di lucro che operano meritoriamente sul territorio comunale.

The post Agnone. Beni del Comune affidati senza gara, scoppia il ‘caso’ Protezione civile appeared first on PrimoPiano Molise.