Santino Garocchio non è più, Campobasso perde un odontotecnico che ha fatto scuola

Stimato e benvoluto da tutti, a Campobasso era considerato un’istituzione nel suo campo. Si è spento oggi, a 82 anni, Santino Garocchio, uno degli odontotecnici più conosciuti e apprezzati del capoluogo di regione.
Lo piangono i figli Filomena, Santo e Marco – che nella professione hanno seguito le sue orme – insieme ai nipoti, ai familiari, agli amici e a quanti hanno avuto modo di conoscere e amare il signor Santino. A tutti i suoi cari giungano i più profondi sentimenti di cordoglio e vicinanza delle redazioni di Primo Piano Molise e Teleregione.

I funerali si terranno domani, giovedì 30 giugno, alle ore 15.30, nella chiesa di San Francesco a Campobasso.

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Spoil system a Sviluppo Italia, Fabio Sebastiano amministratore della società

Per otto anni al vertice di Sviluppo Italia Molise – la partecipata della Regione che ha gestito partite importanti e da ultimo quelle sugli aiuti Covid alle imprese e sul marketing territoriale attraverso il piano strategico per il turismo – Claudio Pian da ieri non è più l’amministratore. La giunta regionale guidata da Donato Toma, e di cui è vicepresidente Vincenzo Cotugno, gli ha preferito Fabio Sebastiano: ingegnere, fino al 30 aprile componente del Cda di Neuromed di cui è stato anche delegato alla ricerca. Da qualche settimana in forze lavora con il gruppo Valerio (che ha rilevato la ex Ittierre e punta a un progetto di economia circolare al Bruco di Pozzilli). In che rapporti si sia lasciato con l’eurodeputato Aldo Patriciello non si sa, fatto sta che se ne è andato dall’Irccs. Mentre Pian è da tutti considerato un fedelissimo dell’onorevole. E, altro dato, a Pozzilli lo spoil system non è stato preso affatto bene.
Le voci avevano cominciato a circolare alla fine della scorsa settimana. L’ufficialità con la delibera approvata lunedì sera dall’esecutivo, assenti Pallante e Cavaliere. Resta presidente del Cda Serena Melogli, la figlia dell’ex sindaco di Isernia. La stessa linea che l’esecutivo Toma ha seguito per gli altri vertici degli enti subregionali rinnovati in questi giorni: lasciare un elemento di continuità. Mentre Sebastiano è nominato ad ed entra nel board anche Angelo Cristofaro, storico dipendente del Gemelli Molise e considerato vicino al sottosegretario Roberto Di Baggio.
Nessun commento ufficiale da parte dell’uscente Pian. Solo un post su Facebook in cui rivendica di non essersi «mai venduto al dio denaro e ai compromessi con comitati di affari» e di aver «sempre avuto lo specchio come confronto quotidiano, con lui non posso barare».
È vittima di una guerra interna al centrodestra e alla famiglia Patriciello? È un caso che al suo posto venga scelto un manager che non lavora più al Neuromed? Di sicuro non è un mistero per nessuno che i due cognati, Aldo e Vincenzo Cotugno, siano ai ferri corti. L’assessore non ha gradito affatto il veto alla ricandidatura espresso dall’eurodeputato che ha annunciato qualche mese fa: nel 2023 nessun parente in lista. Cotugno, anzi, ha replicato pubblicamente annunciando la volontà di essere ancora della partita.
Il governatore Toma dal canto suo non parla di spoil system: «È un avvicendamento che deriva da scelte compiute dalla giunta in base a motivazioni politiche, di pesi e contrappesi. Nessun atto di demerito o punitivo nel cambiamento dei consigli di amministrazione e dei collegi dei revisori, anzi rispetto per il lavoro svolto. E ringrazio tutti coloro che sono stati avvicendati. Sviluppo Italia poi la porto in palmo di mano. Mi sono promesso anche di fare dei recuperi se ci sarà la possibilità».
Motivazioni politiche dell’esecutivo, quindi è guerra a Patriciello? «Assolutamente no, io le guerre non le faccio a nessuno. Non ho alcun motivo per farne. Ho invece motivi per includere e non per escludere. Se fosse dipeso esclusivamente da me, ma così non è, non sarei proprio andato in giunta e avrei confermato tutti».
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Mercurio, le ali ai piedi della logistica molisana

La crescita pluriennale del settore della logistica negli anni pre Covid, trainata dall’aumento del traffico merci, dal continuo incremento delle esportazioni e dalla ripresa del Pil, è stata interrotta dall’emergenza sanitaria che ha messo a dura prova i sistemi logistici di committenti e fornitori e ha provocato un forte calo del fatturato solo in parte compensato dalla robusta ripresa estiva dello scorso anno (fonte Osservatorio Contract Logistic “Gino Marchet”).
Confcommercio Molise, con “Obiettivo Imprese”, ha voluto incontrare una solida azienda del settore, organizzata in forma cooperativa dal 2002, visitando la base operativa della Cooperativa Mercurio, situata nella zona industriale di Campobasso. Un incontro che intende continuare a raccontare la cultura aziendale e la storia spesso familiare di tante imprese molisane, attraverso uno storytelling narrato da imprenditrici e imprenditori che investono in questa regione.
Con quasi 90 dipendenti, due sedi operative a Campobasso e Pescara, la società Cooperativa Mercurio rappresenta quell’esempio di impresa che applica al suo interno una vera collaborazione “aperta” orizzontale e verticale, attraverso un dialogo costante con i propri lavoratori.
«Sono stato io stesso, dopo alcuni episodi negativi – ci racconta il presidente Mauro Minervini – a recarmi anni fa presso un sindacato regionale per verificare la possibilità di applicazione di un contratto di secondo livello per i nostri dipendenti, che oggi ci permette di offrire stipendi adeguati con la soddisfazione di tutti».
Il presidente Minervini ricorda gli arbori dell’attività, iniziata nel 1995, come corriere espresso per Sda: «Quello che facciamo oggi con 40 operatori nella provincia di Campobasso, in quegli anni lo svolgevamo solo in tre. Allora arrivava solo un furgone dalla filiale di Pescara, oggi arrivano mediamente tre bilici carichi di pacchi e corrispondenza. Nel 2001 ci fu richiesto di costituirci in forma associata, decidemmo allora di strutturarci in società cooperativa nell’anno successivo con cinque soci».
Una crescita determinata dallo sviluppo del mercato legato al corriere espresso e dalle innovazioni tecnologiche applicate alla tracciatura elettronica dei pacchi e alla cura dell’utente finale. Il rapporto duraturo con Sda (oggi Gruppo Poste italiane) ha permesso nel 2006 di portare il know how maturato nella provincia di Campobasso anche in quella di Pescara.
«Un’esperienza sviluppata con altri due soci. All’inizio – confessa Minervini – partimmo con due giri bancari e un terzo ordinario, per arrivare oggi a 40 giri, ovvero quaranta corrieri assunti, con un fatturato totale della cooperativa che oggi supera i 3,5 milioni all’anno». Orgogliosamente il presidente della società Mercurio rivendica l’identità della cooperativa: «Puntiamo al continuo reinvestimento in azienda, per esempio innovando i furgoni e le attrezzature. Siamo probabilmente tra le pochissime società che oggi offre contratti di lavoro di categoria G1 Logistica e Trasporti che rappresenta il massimo per i contratti del settore, in più stipulando l’accordo di secondo livello, abbiamo assicurato ai nostri dipendenti buoni pasto, trasferte e straordinario forfetizzato.
Continua il suo racconto: «Ci sono stati anni in cui i corrieri rappresentavano il massimo della precarizzazione e dello sfruttamento tra i lavoratori, con salari bassi. La nostra società ha scelto di garantire stabilità e salari adeguati al contratto nazionale vigente, con un focus importante sulla qualità che diamo ai nostri clienti finali. Questo anche grazie alla scelta di Certificazione Iso 9001, su cui abbiamo investito quattro anni fa. Applichiamo processi innovativi e sperimentiamo nuovi settori come il ‘collettame’, ovvero il trasporto di merce su bancali e poi tutto il settore ecommerce con Sda, che ci permette di diversificare la nostra offerta e di resistere rispetto ad un mercato spietato e in continua mutazione».
La pandemia ha rappresentato un importante banco di prova per il settore Logistica e Spedizioni, anche nella nostra regione. Se il Covid inizialmente ha frenato il settore, la consegna pacchi ha in seguito incrementato il volume di lavoro: «Mediamente – continua Minervini – dopo il primo mese di blocco, c’è stato poi un aumento del 30% che abbiamo dovuto affrontare in assenza di protocolli di lavoro specifici, di mascherine, di materiale disinfettante e soprattutto con la paura dei contagi, ma che ci ha permesso di misurare la nostra competenza gestionale, assumendo decisioni rapide e risolutive per offrire risposte efficaci alle problematiche derivanti dalle normative intervenute per la pandemia e quelle propriamente di salute per tutta la cooperativa e per i nostri lavoratori».
A fronte della crescita del settore, il presidente della Cooperativa Mercurio un appello lo rivolge agli amministratori regionali in tema di infrastrutture: «Abbiamo la necessità di migliorare prima di tutto la viabilità interna. Lasciando perdere l’aumento del costo del carburante causato dalla crisi ucraina, il costo delle trazioni rappresenta circa il 30% della nostra spesa quotidiana determinato dalla mancanza di strade e sul disastroso stato in cui versano. Faccio un esempio: la pessima condizione delle nostre strade incide molto sulle spese legate alla manutenzione dei nostri furgoni. Guardando i dati su Campobasso registriamo dei costi che, paragonati a quelli della provincia di Pescara, sono maggiori del 30%».
Infine Minervini sottolinea l’importanza che la cooperativa riconosce alla formazione continua dei propri dipendenti e dei dirigenti. E sottolinea il ruolo importante di Confcommercio: «Essere associati permette non solo di usufruire di varie agevolazioni, ma consente anche di dare una formazione adeguata e continua ai nostri lavoratori per una crescita professionale e personale che si rivela quotidianamente necessaria per affrontare i continui cambiamenti del mercato».
Venti anni di attività e tanti traguardi ragguardevoli, dunque, per una società che mette al primo posto la qualità e l’eticità del lavoro, nonché estrema attenzione e capacità di verifica dei servizi offerti alla propria clientela. Un’esperienza lavorativa destinata a crescere grazie alla conoscenza accurata del settore e soprattutto alla volontà, nonostante l’incertezza del momento per la crisi ucraina, di guardare con fiducia e determinazione al futuro.

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