Isernia. Seimila euro per un trattore ‘fantasma’, la Polpost incastra i due truffatori

Quasi seimila euro per l’acquisto di un trattore, pagato ma mai ‘ricevuto’. L’ennesima truffa è stata però scoperta: gli agenti della sezione di Polizia Postale e delle Comunicazioni di Isernia hanno identificato e denunciato all’ autorità giudiziaria due persone.
La vicenda vede protagonista un cittadino pentro che, attratto da un annuncio pubblicato su internet, ha effettuato due distinti bonifici di pagamento, rispettivamente di 4.000 e 1.800 euro, per l’acquisto di un trattore: solo dopo aver effettuato i bonifici e a seguito di alcune conversazioni avute con il presunto venditore, il malcapitato si è reso conto di essere stato vittima di una truffa.
Immediatamente si è recato presso gli uffici della Polizia Postale del capoluogo che, dopo gli accertamenti di rito, ha proceduto al blocco ed al sequestro preventivo del conto corrente verso il quale erano stati indirizzati i bonifici e ha individuato i presunti autori della truffa.
Pochi giorni fa, a seguito di ordine del pubblico ministero è stato restituito alla vittima il denaro che gli era stato sottratto. L’uomo non ha potuto far altro che ringraziare gli agenti. A loro ha inviato una lettera in segno di riconoscenza.
«Al personale della Polizia Postale di Isernia, che con professionalità, competenza e passione ha reso possibile il recupero del denaro che mi era stato sottratto a seguito di truffa. Grazie di cuore per ciò che fate per la cittadinanza e per il tempo che avete dedicato al mio caso» le sue parole.
Il procedimento nei confronti delle due persone accusate di truffa si trova nella fase delle indagini preliminari e ciascun indagato potrà quindi rappresentare le proprie ragioni difensive.

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L’Infiorata a Campobasso: storia, tradizione e devozione popolare

Giungendo a Campobasso, la prima cosa che colpisce lo sguardo è il castello Monforte che dall’alto del Monte svetta sul ventaglio di case del centro storico e vigila solenne ed altero sui quartieri della città moderna. Il Monte, utero da cui si è originata la città e fulcro delle vicende che ne hanno caratterizzato la storia e ne hanno connotato l’assetto politico ed amministrativo, sociale e culturale.
Sul Monte si recavano i devoti a trovare consolazione in Maria e a chiederne l’intercessione nella chiesa posta di fronte al castello. Al posto dell’antica cappella gentilizia dedicata alla Vergine e destinata alla sepoltura dei feudatari – la cui prima attestazione pare risalire al 1241 – sta attualmente la chiesa di Santa Maria Maggiore, tenuta dai Cappuccini e vissuta, per un periodo della sua vita, da San Pio da Pietrelcina.
Da essa si snoda una delle manifestazioni di devozione popolare più cara ai campobassani.
Il 31 maggio, partendo dalla chiesa, ha infatti luogo una solenne processione che conduce Maria tra le stradine del borgo antico e per le vie del centro. Da anni, quella che è nata come manifestazione di gioia al termine dei lavori di restauro della chiesa il 30 maggio 1911, si è arricchita anche a Campobasso della tradizione di preparare tappeti devozionali con petali di fiori ed erbe, la cosiddetta Infiorata. Tradizione nata a seguito del Miracolo di Bolsena, allorquando gli abitanti delle terre attraversate durante il tragitto dei paramenti sacri intrisi di sangue a seguito del Miracolo di Bolsena, ne accompagnavano il passaggio lanciando petali di fiori.
In questa giornata le stradine del centro storico si colorano di nastri, di quadri floreali con invocazioni alla Madre, soggetti religiosi o motivi geometrici grazie alla creatività ed alle mani operose degli abitanti della zona. Grandi e piccini fanno a gara per creare il “tappeto” più bello o significativo.
La statua della Madonna attraversa il percorso preparato per il suo passaggio in un tripudio di colori, sotto una cascata profumata di petali di rosa che piove dai balconi vestiti delle coperte o delle tovaglie più preziose di corredi antichi.
Ad impreziosire ultimamente il dono della città a Maria un ulteriore elemento originale e fortemente identitario: la presenza di donne in costume tradizionale campobassano dell’associazione “MoliseRadici: Cultura, Costume, Tradizioni” di Campobasso.
I componenti del sodalizio culturale si appassionano da anni alla riscoperta del costume tradizionale locale in uso fino ai primi decenni del 1900 e lavorano alacremente per la corretta trasmissione della cultura tradizionale, soprattutto alle nuove generazioni.
Nuove generazioni coinvolte da MoliseRadici in percorsi didattici finalizzati alla scoperta delle tradizioni cittadine, come appunto quella dell’Infiorata: alcuni alunni dell’ I.c. Montini di Campobasso hanno animato la preghiera dei fedeli e l’offertorio durante la celebrazione della messa, e accompagnato Maria Regina dei Monti intonando antichi inni a Lei dedicati; le bambine, vestite di bianco, hanno fatto corona intorno alla statua di Maria tenendone i nastri e recitando l’ antico rosario cantato, ormai pressoché sconosciuto alla maggior parte dei campobassani stessi, proprio come il costume tradizionale cittadino, ricostruito scientificamente da MoliseRadici attraverso lo studio dei vari tipi di fonte e consultando i capitoli matrimoniali dei Fondi Notarili.
Un momento di forte devozione popolare diviene cosi, grazie ad associazioni come MoliseRadici, occasione anche di crescita e di promozione culturale della città.

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Al Cardarelli solo dieci pazienti, torna a salire il numero di guariti

Buone notizie dal Cardarelli. Cinque i pazienti trasferiti in reparti no Covid perché non più positivi. Uno di loro è uscito dalla terapia intensiva. Due, invece, i ricoveri. In ‘anziano fragile Covid’ non ci sono assistiti, il reparto è tornato a lavorare in regime ordinario quindi. Otto invece i ricoverati in malattie infettive e 2 in terapia intensiva. Complessivamente dieci ospedalizzati, segnala il bollettino Asrem diramato ieri.
Torna ad aumentare il conto dei guariti, 213 fra cui 79 a Campobasso, che portano il totale a 60.647.
Le diagnosi sono 93, emerse dalla refertazione di 715 tamponi (fra molecolari e antigenici). I contagi attivi in regione, 4.023.
Pnrr Salute, Asrem approva i documenti di fattibilità
Con la delibera di ieri, che riguarda gli investimenti su ospedali di comunità, digitalizzazione e grandi apparecchiature (tra cui Tac, mammografi, ecotomografi per tutti i presidi ospedalieri, anche quelli di comunità), l’Asrem ha concluso l’approvazione dei documenti di fattibilità dei progetti che saranno realizzati con i 50 milioni del Pnrr Salute. Il 27 maggio, il dg Florenzano aveva infatti firmato i provvedimenti relativi alle case della comunità e centrali operative territoriali, ai device e all’adeguamento antisismico del San Timoteo. «Ringraziamo la struttura commissariale e la direzione generale della Salute che hanno profuso uno sforzo enorme per la programmazione degli interventi da candidare ai finanziamenti per il Pnrr – ha commentato Florenzano – Ad Asrem tocca adesso l’attuazione di questa mole di interventi. Attuazione che dovrà essere veloce e altamente performante. Ho già riunito la squadra che supporta la direzione strategica per concordare modalità di lavoro, procedure snelle e revisione delle tempistiche di intervento così da lavorare al meglio agli interventi del Pnrr».

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