Montenero. «Preghiamo tutti per il ragazzo affinché possa tornare presto tra di noi», l’appello ai fedeli

Atmosfera mesta e triste, quella in cui due sere fa, in occasione del solenne pontificale dei Santi Pietro e Paolo, a Montenero di Bisaccia, è stato vissuto il momento di condivisione dei fedeli, durante la santa messa col vescovo Gianfranco De Luca e il parroco don Stefano Rossi. Poche ore dopo il dramma del 13enne rimasto folgorato mentre giocava nel parchetto poco distante il pensiero di tutti era rivolto proprio al ragazzino, ricoverato in prognosi riservata e coma farmacologico nel reparto di Rianimazione pediatrica degli Ospedali Riuniti di Foggia. Le sue condizioni sono sempre molto gravi, anche se stazionarie, il quadro si è stabilizzato. Don Stefano Rossi si è rivolto alla comunità parrocchiale, in mezzo c’era anche il papà del 13enne, chiedendo a tutti di pregare per lui, affinché possa uscire al più presto da questo tunnel. Attimi che hanno fatto salire i brividi, visto il coinvolgimento della popolazione nella vicenda. Intanto, proseguono le indagini e gli accertamenti tecnici disposti dalla Procura di Larino, che ha disposto il sequestro dell’area in cui il minore si è appoggiato a un palo, accasciandosi subito dopo con segni di bruciatura alle spalle; al lavoro Carabinieri e Vigili del Fuoco, che dovranno risalire all’effettiva dinamica di quello che ha provocato la folgorazione dell’adolescente.

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Questura di Campobasso, in pole Vito Montaruli

L’ufficialità non è ancora arrivata ma secondo indiscrezioni sempre più insistenti Vito Montaruli è in pole per l’incarico di questore di Campobasso. Il dirigente superiore della Polizia di Stato, attualmente a capo della questura di Treviso, dovrebbe dunque prendere il posto di Giancarlo Conticchio che ha lasciato gli uffici di via Tiberio ormai un mese fa, il 1° giugno. Il nome di Montaruli circola da alcune ore e, salvo clamorosi colpi di scena, potrebbe arrivare in città nelle prossime settimane.
Classe 1961, Vito Montaruli è laureato in Giurisprudenza ed ha conseguito anche il titolo di specialista in Scienze delle Autonomie Costituzionali e la laurea in Scienze delle Pubbliche Amministrazioni; è abilitato all’esercizio della professione forense. È coniugato con due figli. Entrato in amministrazione nel 1987, è stato subito impegnato nella lotta ai sequestri di persona, fenomeno drammatico che ebbe in quegli anni epicentro in Calabria. Trasferito alla Questura di Matera, ha diretto i Commissariati di Pisticci e Scanzano, coordinando numerosi servizi in materia di traffico di sostanze stupefacenti nel metapontino ed attività investigative finalizzate alla cattura di latitanti. La sua esperienza nel capoluogo materano si è conclusa con la direzione della Digos. Promosso alla qualifica di Primo Dirigente nel 2003 in seguito a concorso interno, è stato dapprima assegnato alla Questura di Parma, dove ha diretto la Divisione Polizia Anticrimine, coordinando vari servizi di ordine pubblico riguardanti incontri di calcio in serie A, nelle competizioni internazionali e anche della Nazionale. In seguito è stato in servizio alla Questura di Potenza, sempre con l’incarico di Dirigente della Divisione Polizia Anticrimine, dove ha dato particolare impulso al settore delle misure di prevenzione. Acquisisce le funzioni di Vicario del Questore a Vibo Valentia nel 2008, ritornando dopo molti anni in un’area territoriale colpita gravemente dalla criminalità organizzata. E’ stato Vicario del Questore a Lecce dal 2012, dove si è occupato principalmente della gestione dell’ordine pubblico assumendo, tra l’altro, la responsabilità del Gruppo Operativo di Sicurezza per lo stadio “Via del Mare”. Il dott. Montaruli ha accompagnato la sua attività di servizio con frequenti approfondimenti, pubblicati su riviste specialistiche, circa questioni di carattere giuridico o professionale in materia di procedimento amministrativo, trattamento dei dati personali, polizia amministrativa, rapporti tra Convenzione Europea dei Diritti dell’uomo e ordinamento italiano, legislazione antimafia e di polizia. Collabora con “Rivista di Polizia”, periodico sul quale ha pubblicato vari articoli, tra l’altro, relativi ai provvedimenti di espulsione degli stranieri per motivi di ordine pubblico o terrorismo e alla chiusura di esercizi pubblici ai sensi dell’art. 100 del Tulps. E’ stato coautore del volume “I contratti pubblici nella legislazione antimafia” ed è autore del testo “Lo scioglimento degli organi elettivi degli enti locali per infiltrazioni della criminalità organizzata”. Con decorrenza 1.1.2016 è stato nominato Dirigente Superiore della Polizia di Stato dal Consiglio di Amministrazione del Ministero dell’Interno. Da 1° marzo 2017 assume la direzione della Questura della provincia di Lucca, dove ha iniziato la sua attività con la pianificazione dei complessi servizi realizzati per il vertice per dei Ministri degli Affari Esteri per il G7e del successivo incontro con gli omologhi rappresentanti dei più importanti Paesi Arabi. Di notevole rilievo anche l’approntamento del dispositivo di sicurezza per lo storico concerto dei Rolling Stones sotto le Mura della città, con la partecipazione di oltre 50.000 spettatori. Notevole l’impegno profuso anche nel campo del contrasto alla criminalità predatoria, dove sono stati conseguiti notevoli successi operativi, anche in occasione dei servizi di controllo del territorio.

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Stroncato da un infarto a 44 anni, i suoi organi regalano nuova vita a cinque persone

Un infarto fulminante non gli ha lasciato scampo a soli 44 anni. Ma grazie a Mario, lo chiameremo così, cinque persone avranno una nuova vita.
Arriva dal Gemelli Molise questa storia di grande umanità e un esempio di sinergia fra altissime professionalità. Quando Mario è stato trasferito nel centro Tappino dall’ospedale di Isernia, le sue condizioni erano già disperate e qualche ora dopo il ricovero è stata dichiarata la morte cerebrale. Attivo nel volontariato, pieno di vita, il ragazzo aveva più volte manifestato alla famiglia il desiderio di donare gli organi. Per questo la mamma e la moglie non hanno avuto dubbi quando purtroppo per lui non c’è stato più nulla da fare.
Il direttore della terapia intensiva del Gemelli Gaetano Castellano ha quindi immediatamente attivato la procedura, coinvolgendo i reparti di anestesia e anatomia patologica del Cardarelli. L’equipe, coordinata dal dottor Romeo Flocco, ha raggiunto nell’arco di pochi minuti i colleghi del Gemelli e del Centro Trapianti dell’Abruzzo arrivati in Molise per l’occasione. Poco dopo sono stati espiantati i reni, il fegato, la cornea e una parte del pancreas (isole di Langerhans). La tempestività dell’intervento in questi casi è fondamentale ed è stata possibile, sottolineano dal Gemelli, grazie al lavoro di squadra e alla collaborazione tra gli ospedali del territorio, pubblici e privati.
Ma soprattutto, dicono i vertici della struttura, «raccontiamo questa storia per testimoniare, ancora una volta, l’importanza della donazione di organi, anche nella nostra regione». Il Molise è al 17esimo posto fra le regioni italiane, con un indice del dono di 54,11/100 (consensi alla donazione: 62,9%), sotto la media nazionale che nel 2021 si è attestata a quota 59,23/100 (consensi 68,9%). Tra le province, Campobasso è 86esima, subito davanti a Isernia (87esima). Questi i dati dell’ultima edizione dell’Indice del Dono, rapporto realizzato dal Centro nazionale trapianti e basato sulle dichiarazioni di volontà alla donazione di organi e tessuti registrate nel 2021 all’atto dell’emissione della carta d’identità nelle anagrafi dei 6.845 Comuni italiani in cui il servizio è attivo.
«Questa commovente storia sia da esempio per tutti noi, auspichiamo che il gesto di amore di Mario e della sua famiglia possa incoraggiare chi non ha ancora fatto una scelta», concludono dal Gemelli ricordando che esprimere il proprio consenso è possibile anche contestualmente al rinnovo della carta d’identità.

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