Rocco Sabelli nuovo presidente di Invitalia

Nuovo prestigioso incarico per Rocco Sabelli. Su proposta del ministro dello Sviluppo economico e d’intesa con il titolare del dicastero all’Economia, il manager agnonese è stato nominato ieri presidente di Invitalia al posto di Andrea Viero. Per la carica di amministratore delegato invece la scelta di Palazzo Chigi è ricaduta su Berardo Mattarella (figlio del fratello del Capo dello Stato e attuale amministratore delegato della controllata Mediocredito Centrale) che invece va a rimpiazzare Domenico Arcuri a capo della controllata del Mef dal 2007.
Rocco Sabelli, classe 1954, è un top manager di lungo corso che in passato ha anche ricoperto il ruolo di amministratore delegato di Alitalia e Piaggio. Nato ad Agnone, laureato in Ingegneria Chimica all’Università ‘La Sapienza’ di Roma, ha lavorato per l’allora Gepi, per l’agenzia di riconversione, privatizzazione e dismissione della aziende del gruppo Eni, Ageni, per la finanziaria Nuova Ideni, per Telcom Italia. Nel 2006 ha lasciato la Piaggio con un utile di oltre 70 milioni di euro, in Alitalia invece si è occupato del piano Fenice per il salvataggio e il rilancio della compagnia aerea di bandiera. Nell’aprile 2019, nominato presidente e amministratore delegato di Sport e salute, la società che ha rilevato la Coni Servizi nell’ambito della riforma dello sport portata avanti, si dimette otto mesi più tardi a causa dei contrasti con l’allora ministro Spadafora. Ma a pesare sulla scelta di Sabelli anche la fine del governo gialloverde e la complicata convivenza con il presidente del Coni Giovanni Malagò. La durata dell’incarico era di tre anni.

The post Rocco Sabelli nuovo presidente di Invitalia appeared first on PrimoPiano Molise.

Campobasso. Dolore in città, se n’è andato Santino Garocchio

Quando notizie come quella della scomparsa di Santino Garocchio giungono così, all’improvviso perché da tempo, ormai, abbiamo perso l’abitudine del frequentarci, si è colti da malinconia per l’ulteriore vuoto, uno strappo che viene prodotto nel nostro vissuto quotidiano.
Santino Garocchio chi non lo conosceva! E siccome noi, tutti, pur nella relativa immensità del nostro universo cittadino non siamo né ci sentiamo soli, proviamo la sensazione di una’amputazione, come se una parte di noi stessi ci fosse stata tolta. Conosciuto dal punto di vista professionale come un qualificato odontotecnico, Santino è stato un precursore di questa professione, un tempo del tutto nascosta.
Fino a qualche decennio del secolo che abbiamo appena lasciato alle nostre spalle gli odontotecnici lavoravano all’interno degli studi di Medico Dentista, senza alcuna identità né personale né tantomeno professionale.
Santino si può dire che è stato uno dei primi, forse l’unico a sganciarsi da questa anonima sudditanza e, aprendo un proprio laboratorio, ha conferito dignità professionale a quello che era considerato solo un mestiere subalterno.
Fatto è che, grazie al suo esempio, quello che era il mestiere del tecnico di laboratorio è diventata una professione e per di più appetibile e presa in considerazione da molti giovani che si sono indirizzati verso tale apprendimento frequentando vere e proprie scuole professionali.
Tracciando questo breve ricordo di una persona a tanta gente cara e alla sua famiglia in modo particolare amata, confidenzialmente ne parliamo chiamandolo semplicemente Santino.
E già perché Santino era soprattutto un personaggio, un protagonista della quotidianità poiché amava le tradizioni, il teatro, il recitare. E qui la malinconia si fa ancora più intensa mentre ancora lì addolorati e smarriti vogliamo lo sguardo intorno sorprendendoci a contarci. Dio mio, ma in quanti siamo rimasti? Se ne sono andati in tanti in questi due anni di pandemia. Se ne sono andati da soli senza che abbiamo potuto salutarli ed elaborare il lutto stringendoci l’uno all’altro.
Santino con la genialità che lo caratterizzava, quel viso teatrale come fosse di cartapesta e l’amore per questa città e le sue tradizioni rappresentava il lievito e il motore nella messa in scena di mascherate e opere teatrali. La sua era una genialità duttile, coinvolgente. Sapeva tenere la scena, dal canto alla recitazione, dal vernacolo alla lingua.
Da autentico autodidatta aveva tratto insegnamento dalla strada, dalla piazza, dai vicoli. I suoi libri di testo sono stati gli affanni, i sogni, le gioie che la gente comune con la semplicità di uno sguardo o una smorfia comunicava alla collettività. Prendeva spunto dalla vita e traduceva in arte quello che la vita offre restituendo al pubblico la traduzione in piece teatrali o semplici sketch gli affanni e le risate. E le persone lo capivano, comprendevano il senso morale della vita che Santino Garocchio porgeva loro tramutata in arte popolare.
La passione che nutriva per la città e la voglia di affrontare, per risolverli, i tanti problemi che tutt’ora l’affliggono, è stata la motivazione per una sua discesa in politica. Insieme a Gino De Renzis, anche lui purtroppo non c’è più, a Remigio Farinaccio e Tonino Sandomenico formarono un gruppo che diede l’assalto (in senso dialettico) a Palazzo San Giorgio. Fu quella una parentesi vivace che diede una scossa al paludato sistema politico campobassano diviso tra lo strapotere democristiano e l’acrimonia di una sinistra che non riusciva a governare. Un gruppo divenuto popolare tra la gente comune che in loro vedeva i paladini in grado di avanzare quelle istanze da sempre ignorate.
La sua è stata una vita serena nonostante sia stata attraversata da cocenti dolori. Ha saputo indirizzare i suoi figli nell’apprendimento di quella professione esercitata con perizia ed onestà. Ci ha lasciato come altri ci hanno lasciato, ammutoliti e stranieri in una città che un tempo ci apparteneva e dove tutti si sentivano amici. Amici abbracciati l’uno con l’altro come si usa alla processione del Venerdì Santo quando, dolore, pietà e tradizione cementano l’appartenenza ad una comunità.
V.T.

The post Campobasso. Dolore in città, se n’è andato Santino Garocchio appeared first on PrimoPiano Molise.

Donne, terzo settore e sport: il Csv Molise accende un faro su competenza e abnegazione

Donne alla guida del terzo settore e dello sport: si terrà oggi a Isernia, nel chiostro di Palazzo San Francesco, il convegno del CSV Molise. Ospiti del momento formativo Titti Postiglione, Chiara Tommasini, Elisabetta Lancellotta e Antonella Iammarino.
Sbagliato e fuorviante etichettarla come una giornata ‘in rosa’ perché sarà invece un interessante pomeriggio che evidenzierà la passione e l’abnegazione con cui le donne, sempre, riempiono la loro professione e in generale la loro quotidianità.
Un tocco unico e spesso rivoluzionario che tante volte consente di andare oltre barriere e discriminazioni, di porre sempre al centro del dibattito temi sociali e che sarà al centro del convegno, che si annuncia come sempre interessante, organizzato per oggi dal CSV Molise, il Centro di servizio per il volontariato, nella persona del presidente Gian Franco Massaro, in collaborazione con l’Ussi Molise (l’Unione stampa sportiva italiana).
A partire dalle ore 17, nel chiostro di Palazzo San Francesco prenderà il via un evento di respiro nazionale che vedrà confrontarsi, con pubblico e giornalisti, ospiti d’eccezione sul tema «La rivoluzione delle donne alla guida del Terzo Settore e dello sport, emergenza e informazione nelle testimonianze di chi è in prima linea».
Arriverà per la prima volta a Isernia Titti Postiglione, vice capo Dipartimento nazionale di Protezione Civile. La professionista delle emergenze, impegnata per circa 20 anni nella gestione di terremoti e altre calamità naturali, negli ultimi anni si è occupata anche del Servizio civile universale, fino al ritorno ‘a casa’ nel Dipartimento, accanto a Fabrizio Curcio. Con lei ci sarà Chiara Tommasini, numero uno del CSVnet, l’associazione dei Centri di servizio italiani, prima donna alla guida del volontariato italiano, eletta esattamente un anno fa, inserita tra le 54 donne dell’anno 2021 dal Corriere della Sera.
Tra le relatrici, inoltre, Elisabetta Lancellotta, consigliera nazionale del Coni, prima donna molisana e prima cittadina di questa regione in assoluto a rivestire il prestigioso ruolo nel Comitato olimpico, delegata provinciale del Coni Point di Isernia e del comitato paralimpico, professionista da sempre impegnata nel mondo dello sport e della divulgazione dei valori delle diverse discipline, reduce dall’organizzazione della giornata nazionale dello sport.
Sul palco anche Antonella Iammarino, giornalista molisana, per anni ai vertici dell’Unicef e direttrice della testata online Colibrì, quotidiano di settore e riferimento del mondo del sociale. Svolge e promuove costantemente attività di volontariato.
Accanto a loro la direttrice del CSV Molise Lorena Minotti, giovane professionista isernina che, dopo un lungo periodo trascorso all’estero, un paio di anni fa ha scelto di tornare e di abbracciare la causa del volontariato, mettendo a servizio di questo mondo la sua esperienza, acquisita sul fronte dell’imprenditoria e del sociale. A moderare i lavori la giornalista Valentina Ciarlante, da un anno al vertice dell’Ussi Molise, prima donna a livello nazionale a ricoprire il ruolo di presidente di un gruppo regionale dell’Unione stampa sportiva. In apertura i saluti del sindaco di Isernia Piero Castrataro, dell’assessora alle Politiche Sociali Leda Ruggiero, del presidente dell’Ordine dei Giornalisti Vincenzo Cimino e del presidente dell’Assostampa Molise Giuseppe Di Pietro. Il Comune, l’Ordine e l’Associazione della stampa, così come il Dipartimento regionale di Protezione Civile diretto da Manuel Brasiello e il Coni Molise, presieduto da Vincenzo D’Angelo hanno inteso patrocinare questo appuntamento che prevede l’attribuzione di crediti formativi ai giornalisti.
Inoltre il convegno è inserito nel programma di iniziative incentrate su temi sociali che vede lavorare insieme Sport e Salute nazionale e l’Ussi.
E il CSV Molise ha pensato anche al pubblico, che si spera sia numeroso: per tutti, i ventagli utili a contrastare il caldo e a consentire di poter godere di un incontro che si annuncia, come sempre, interessante.

The post Donne, terzo settore e sport: il Csv Molise accende un faro su competenza e abnegazione appeared first on PrimoPiano Molise.