Termoli. Finita l’odissea di Mariagrazia in via Maratona

Lieto fine per la triste vicenda che ha visto protagonista, suo malgrado, la 34enne disabile Mariagrazia Mazzella di Bosco. Ragazza di grande brillantezza, due lauree all’attivo, ma la sfortuna di essere paraplegica. A causa del guasto dell’ascensore dello stabile di via Maratona, dalla sera del 4 agosto scorso era costretta a stare in casa, visto che è seduta su una carrozzina. Dopo l’evidenza mediatica del suo caso, scatenato dall’amica Giuseppina, finalmente l’ascensore è stato riparato ieri mattina e Mariagrazia è potuta uscire di nuovo. «Ringrazio chi si è interessato per la disponibilità e sensibilità, spero non accadano mai più episodi di questo tipo a nessuno, in nessun luogo».

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Paola Cerimele, disposta l’autopsia sulla salma dell’attrice

Disposta l’autopsia sulla salma dell’attrice Paola Cerimele, rimasta coinvolta in un incidente mortale nel pomeriggio di giovedì mentre percorreva in auto, insieme al compagno, la fondovalle del Trigno, sul territorio comunale di Castelguidone, appena al di là del confine con quello di Trivento. L’esame autoptico sarà eseguito nell’obitorio dell’ospedale di Chieti, dove la salma è stata trasferita dopo il recupero, su disposizione dell’Autorità giudiziaria competente. La nota attrice di Agnone era alla guida della Fiat Panda e accanto a lei viaggiava il compagno, Raffaello Lombardi, 56 anni, anche lui attore, originario di San Marco in Lamis in provincia di Foggia. Per cause ancora in fase di accertamento da parte dei Carabinieri della compagnia di Vasto, al comando del maggiore Amedeo Consales, l’utilitaria si è schiantata contro un’Audi. Paola Cerimele è morta sul colpo; il suo fidanzato è stato estratto dalle lamiere dai Vigili del fuoco del distaccamento di Agnone e trasferito d’urgenza, in condizioni gravissime, presso l’ospedale di Pescara. L’attore è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico ed è uscito dalla sala operatoria dell’ospedale adriatico intorno alle due di notte, dopo sei ore sotto i ferri. Ora è in stato di sedazione profonda presso il locale reparto di rianimazione. Stando alle prime indiscrezioni circolate sul suo complesso quadro clinico, presenta un importante trauma toracico-addominale, oltre a diversi politraumi anche a carico degli arti superiori e inferiori. Presenta anche un versamento cranico in via di valutazione da parte del personale della neurochirurgia. Pare che l’attore sia arrivato in ospedale, in eliambulanza, ancora cosciente e abbia fornito alcune importanti indicazioni ai medici, magari utili per ricostruire l’esatta dinamica del sinistro. Successivamente è stato sedato. La notizia della tragica scomparsa di Paola Cerimele ha fatto il giro delle redazioni, rilanciata anche da testate nazionali. La comunità agnonese è intuibilmente sotto shock, come anche il mondo dello spettacolo. Tra gli innumerevoli messaggi di cordoglio, giunti praticamente da tutta Italia, anche quello del presidente del Consiglio regionale, Salvatore Micone: «Con sconcerto e dolore il Molise e la comunità di Agnone hanno appreso l’ennesima notizia della morte di un’altra figlia di questa terra. Il tutto in un’estate in cui la tagliente lama della morte ci ha più volte colpiti attraverso il tragico verificarsi di vari incidenti stradali con esito mortale, che hanno portato via la vita di nostri congiunti, amici o corregionali. Ogni volta lo stesso strazio, la medesima disperazione, la ripetuta domanda destinata a non avere risposta: perché a lui o a lei? È stata la volta di Paola Cerimele, un’altra bella persona la cui scomparsa ci lascia attoniti e sconcertati. Paola era una molisana doc, fiera e orgogliosa delle sue origini. Un’artista impegnata, carica di estro e voglia di fare, piena di interessi e capace di entusiasmare chiunque, in qualche modo, avesse la fortuna di interagire con lei. In lei certamente bruciava il fuoco sacro dell’arte, ma parimenti ardeva la fiamma della dolcezza, della sensibilità, dell’umanità e della voglia di farsi altro per gli altri. Ci ha regalato tante emozioni sul palcoscenico e sul set, come tante ce ne ha donate nella vita privata. Di ciascuna, a vario modo, porteremo ricordo e gratitudine per quello che è stata, per l’esempio che ci ha dato, per l’affetto e la simpatia che ha voluto riconoscere sia al suo pubblico che a ciascun suo amico e a tutti i suoi compaesani o corregionali, che sono stati fieri di lei e di ciò che è saputa diventare». Il Consiglio regionale, nella sua interezza, «piange questa ennesima morte, esprime vicinanza al compagno di Paola, che lotta in queste ore per la vita, e si stringe a tutti i loro familiari in questo momento così doloroso, nella certezza che il messaggio positivo che ci ha lasciato chi stimiamo e amiamo, non morirà mai, restando in peritura memoria nella nostra mente e nel nostro cuore». Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente della Regione, Donato Toma.  «La cortesia e la forza d’animo di questa donna, che tanto ha dato in termini di determinazione e abnegazione alla cultura molisana, emerge oggi forte dalle tante foto e testimonianze dirette che ne esaltano il sorriso e il profilo umano e professionale. Era partita dal Molise per inseguire il suo grande sogno ottenendo tante soddisfazioni – scrive il governatore -. Ha quindi voluto riportare nella nostra terra l’importante esperienza acquisita negli anni, per metterla a disposizione dei giovani e non solo. Una missione nella quale ha prodotto risultati eccellenti che hanno lasciato il segno in tanti molisani. Non conoscevo direttamente Paola Cerimele, ma il contributo enorme e la vivacità intellettuale che caratterizzavano la sua bella persona mi erano noti. Così come erano apprezzati, in quello straordinario mondo di sguardi, complicità e di intensità emotiva che è il teatro, dai suoi allievi della Compagnia Stabile del Molise che ha gestito e curato con volontà e passione con il compagno, cui vanno il mio pensiero e la mia forte vicinanza. Una perdita dolorosa – conclude Toma – per i suoi cari e per il Molise: perché è un vuoto che non potrà essere colmato quello che lascia. Ma l’eredità di quanto realizzato per il nostro Molise e per il teatro rimarranno per sempre valori da preservare e ricordare».
Anche l’assessore alla Cultura del Comune di Campobasso, Paola Felice, si è detta sinceramente addolorata per la scomparsa di Paola Cerimele che ha così voluto ricordare: «Paola Cerimele è stata una donna forte e dalla grande sensibilità umana che proprio attraverso la recitazione riusciva a trasmettere al suo pubblico tutta la propria passione, soprattutto per l’arte teatrale. Personalmente la ricorderò per la sua grinta, unita a un forte desiderio di sperimentare e mettersi in gioco in ogni occasione, senza paura e, anzi, sempre con tanto coraggio».

Il ricordo di Sergio Castellitto: colpito dal suo talento

«Non incontravo Paola da vent’anni. L’avevo conosciuta durante alcune selezioni in Molise ed ero rimasto così colpito dal suo talento dall’immaginarla come la prima, insostituibile scelta nel ruolo di Italia in “Non ti muovere”. Poi le cose andarono in un altro modo, ma la volli a tutti i costi nel film come un talismano, e lei recitò con gioia e umiltà un piccolo toccante ruolo di un’infermiera». Sergio Castellitto esprime il proprio cordoglio, ricordando le doti dell’attrice Paola Cerimele morta a 48 anni sulla Trignina proprio dopo averla rivista ad Agnone . «Il destino ha voluto che ci rivedessimo pochi giorni fa. Ci siamo abbracciati e tenuti stretti. E ci è sembrato che quei vent’anni non fossero trascorsi. Paola era così felice, così io. Così Margaret. Aveva continuato a fare egregiamente teatro, dirigeva assieme a Raffaello, il suo compagno, una bellissima scuola di recitazione piena di giovani. Margaret ed io non dimenticheremo mai il tuo sorriso privo di sotterfugi. Ti vogliamo salutare, Paola, con le parole di Non ti muovere: “Io non so dove vanno le persone che muoiono, ma so dove restano”. Buon viaggio, Paoletta».

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Lupi, addio C. La società tenta di ripartire dalla D

26 agosto 2013-26 agosto 2022. Una data nel destino dei colori rossoblù: nove anni fa si ripartì dall’Eccellenza con il sogno di una dirigenza dal basso, con l’azionariato popolare. Ieri il Consiglio di Stato ha messo la parola fine sulla serie C. Il club è ancora in vita ma fuori dai campionati di calcio al momento. L’ottimismo delle ore antecedenti all’ordinanza si è trasformato in delusione ardente, in un tormento acuto. Alle 10.45 il gelo: ricorso respinto, rigettato, come tutti gli altri. Nonostante le buone premesse dello scorso 4 agosto fatte dal presidente della quinta sezione Luciano Barra Caracciolo. Considerazioni spazzate via, non prese minimamente in considerazione dai giudici che hanno deciso ieri di dare il colpo mortale ai Lupi: niente serie C. Tutto davvero inaspettato. Le motivazioni sono quelle lette e rilette, dalla Covisoc al Consiglio Federale, dal Coni al Tar del Lazio: la società non ha pagato per intero il debito Iva pari a 94mila euro, non rateizzato. Se l’avesse fatto sarebbe dentro. Questo in estrema sintesi il parere espresso nelle sette pagine del documento pubblicato a ora di pranzo. Dunque? Lo ribadiamo: le responsabilità da parte di Mario Gesuè e dei suoi collaboratori sono evidenti. La gestione della vicenda è stata tutt’altro che efficace soprattutto da parte di chi ha fatto i bagagli, ci si è voluto prendere un rischio enorme in maniera consapevole. Perché? Non è dato saperlo, sta di fatto che si poteva e si doveva colmare un debito (anche in una sola soluzione) che ha estromesso i rossoblù dal calcio di terza serie. Questo è, ci si può girare intorno quanto si vuole ma da qui parte tutto. E qui finisce pure. La Figc ha svincolato d’autorità tutti i calciatori del Campobasso e del Teramo, altra società bocciata ma qui c’erano poche speranze. Un brutto colpo, una pagina bruttissima della storia centenaria del Lupo.
E ora? I tifosi si domandano giustamente: che ne sarà del calcio campobassano? Chi ci rimborserà i soldi degli abbonamenti acquistati a giugno? Molto difficile rispondere ora. Una cosa appare certa e sarà ufficializzata nelle prossime ore: la proprietà farà di tutto per provare ad essere inserita in sovrannumero in serie D. E si è anche ricevuto l’ok dal sindaco nella serata di ieri per partecipare al bando. La via non è semplice, la Figc dovrebbe comunque approvare e deliberare a settembre inoltrato. Ma è il percorso che si batterà. L’Eccellenza? Non da escludere purtroppo. Discorsi che sarebbero stati incredibili due mesi fa e oggi terribilmente d’attualità. Il bando emanato dal sindaco, del resto, è andato deserto e in prospettiva si vede poco o nulla. Forse Rizzetta, che pare possa essere interessato a un progetto che riparta dal basso. Fa fresco a Campobasso, e non è solo la pioggia a rendere l’aria frizzante.

Franco de Santis

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