Camera e Senato, ecco i fac-simile

Pubblicati ieri sul sito internet della Prefettura di Campobasso i fac-simile delle schede per le politiche del prossimo 25 settembre.
Agli elettori saranno consegnate due schede: una rosa per la Camera e una gialla per il Senato.
Per esprimere il proprio voto si può tracciare una croce sul nome del candidato o della candidata all’uninominale o sul nome del partito scelto.
Se si barra il nome del candidato all’uninominale, il voto sarà distribuito in modo proporzionale a tutte le liste che lo sostengono. Se il partito è uno solo, prenderà tutti i voti dati al rappresentante per l’uninominale.
Non è ammesso il voto disgiunto: la scheda sarà annullata se si traccia un segno su un candidato all’uninominale e un altro su una lista di una diversa coalizione.
Se invece si sceglie di barrare il simbolo del partito, con a fianco la lista bloccata di candidati (i cui nomi sono indicati sulla scheda), i voti saranno distribuiti in maniera proporzionale in base al risultato raggiunto dal partito a livello nazionale, per la Camera, e regionale, per il Senato. La preferenza accordata al partito, comunque, andrà automaticamente anche al candidato al maggioritario a cui il partito è collegato.

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Centro Alzheimer a Palazzo De Baggis, il Comune rassicura: pronto ad inizio 2023

Il presidio silenzioso di Bruno Esposito, referente dell’associazione ‘Non ti scordar di me’ – organizzato per questa mattina dalle 9 alle 11 davanti a Palazzo San Francesco – si farà ugualmente. Nonostante l’intervento chiarificatore dell’amministrazione comunale. Nonostante le spiegazioni delle ultime ore, attese dai 60 associati e dai circa 600 malati che si contano in tutta la provincia.
Il centro diurno Alzheimer potrebbe vedere la luce ad inizio anno, secondo una tabella di marcia dettata dalla necessità di alcuni lavori indispensabili per poterlo attivare a Palazzo De Baggis, struttura messa a disposizione dal Comune affinché possa finalmente vedere la luce un servizio ugualmente indispensabile per pazienti e famiglie.
Dopo il sopralluogo dell’Asrem, che ha dato parere favorevole alla struttura indicando al contempo alcuni lavori da eseguire per renderla funzionale e adatta allo scopo, il Comune di Isernia si è messo quindi al lavoro per reperire i fondi necessari.
I lavori di adeguamento infatti riguardano soprattutto l’installazione degli ascensori. Opere onerose, spiegano da Palazzo San Francesco, e a totale carico dell’Ente.
«È stato necessario attendere l’approvazione del bilancio di previsione – chiarisce il sindaco Castrataro – per poter disporre dei fondi utili alla progettazione, il cui iter amministrativo si concluderà entro pochi giorni. Per l’esecuzione dei lavori ci sarà bisogno d’una variazione di bilancio, indispensabile per procedere agli interventi cantieristici».
L’amministrazione comunale prevede che Palazzo De Baggis sarà pronto ad accogliere il centro diurno per l’Alzheimer all’inizio del 2023.
E dall’associazione ‘Non ti scordar di me’ sperano che l’iter successivo alla conclusione dei lavori di adeguamento non conosca soste. Il fattore tempo, sia per quanto attiene gli esiti della malattia sia per le cure che potranno essere prestate, è dirimente.

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Ai domiciliari da 5 mesi, Riccio torna in libertà

A distanza di cinque mesi esatti dall’arresto, Domenico Riccio torna in libertà con la sola prescrizione dell’obbligo di dimora nella sua abitazione di Venafro.
Il direttore dell’Agenza delle Entrate del capoluogo di provincia – sospeso dall’incarico non appena scattati gli arresti domiciliari ai quali è stato sottoposto fino a qualche ora fa – come si ricorderà è accusato di tentata concussione. Il gip del Tribunale di Isernia ha accolto la richiesta avanzata dalla difesa del funzionario – rappresentato dagli avvocati Benedetto Maria Iannitti (legale di Piedimonte Matese) e Giuseppe Stellato (che esercita a Santa Maria Capua Vetere) – ed ha dato parere positivo alla misura meno afflittiva per il loro assistito, ristretto ai domiciliari dal 6 aprile scorso.
Secondo la Procura, che assieme ai Carabinieri e alle Fiamme Gialle ha portato avanti le indagini, il direttore provinciale dell’Agenzia delle Entrate del capoluogo pentro (come detto sollevato dall’incarico nell’attesa che sia chiarita la posizione giudiziaria, ndr) avrebbe fatto pressioni sul commissario giudiziale della Dr Motor Company – figura questa nominata dal Tribunale – al fine di ottenere una cospicua somma di denaro in cambio di presunte agevolazioni che avrebbe potuto compiere per alleggerire il peso economico della somma che l’azienda automobilistica in concordato avrebbe dovuto versare al fisco.
Il commissario giudiziale avrebbe quindi segnalato la presunta richiesta – ovviamente irricevibile – alla Procura della Repubblica che ha avviato le conseguenti indagini, affidate ai militari del Comando Compagnia di Isernia e alla Guardia di Finanza del capoluogo di provincia.
Indagini che si sono avvalse anche di apparecchiature tecniche, non meglio specificate dal procuratore Fucci nel corso della conferenza stampa che ha tenuto a margine dell’arresto cinque mesi fa. Si ipotizza siano state usate cimici ambientali che avrebbero quindi registrato le conversazioni tra il direttore e il commissario giudiziale nel corso delle quali il primo avrebbe anche quantificato la somma richiesta: un milione di euro. Ed è su questo punto che la difesa è intenzionata a dare battaglia, puntando a dimostrare il clamoroso equivoco dal quale sarebbe poi nata tutta la vicenda: la richiesta di quella cifra, che secondo gli inquirenti configura il reato di tentata concussione, sarebbe stata avanzata nei confronti della Dr Motor Company in concordato dalla necessità di mettere in ordine i conti dell’azienda nei confronti dell’Erario. Non sarebbe stata una richiesta avanzata, quindi, a titolo personale.
Oggi come allora sono molti gli interrogativi che i familiari, gli amici, i conoscenti, le persone che hanno avuto a che fare con il direttore Riccio nella sua qualità di direttore provinciale dell’Agenzia delle Entrate si pongono.
Chi lo conosce, personalmente e professionalmente, chi conosce la storia della sua famiglia stenta a credere che le cose siano andate davvero così.

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