2023, per Toma bis alla portata: è passata la linea degli uscenti

Quinto bilancio di fine anno del governatore Donato Toma, l’ultimo di quello che – si intuisce – lui non ha alcuna difficoltà a considerare il primo mandato. «Ho riletto il mio programma elettorale e abbiamo realizzato quasi tutto. Solo una cosa, il Dea di secondo livello, è mancata. Perché sono stato nominato commissario della sanità solo ad agosto del 2021». La conferma alla guida del centrodestra alle elezioni di primavera inoltrata (ultima domenica di maggio o inizi di giugno è l’ipotesi) per Toma è alla portata. Prenota il bis osservando, coi cronisti che gli chiedono notizie sul punto, che «negli ambienti di centrodestra è prevalsa la linea degli uscenti». Fontana in Lombardia, Fedriga in Friuli. C’erano state altre proposte, la Moratti per esempio che poi ha lasciato lo schieramento, ma si è scelta la continuità. Berlusconi poi lo chiama spesso, l’ultima volta qualche giorno fa, si informa sulle intenzioni del presidente del Molise. La casella toccherebbe a Forza Italia nella ripartizione interna alla coalizione. Fratelli d’Italia ha però ufficializzato di puntare alla leadership. Aspettativa legittima, risponde Toma, che in FdI ha un fedele alleato (soprattutto nell’assessore Pallante). Deciderà il tavolo. Per parte sua ritiene «ci siano tutti i presupposti per la mia ricandidatura ma questa cosa non la do per scontata». Si rimette al centrodestra.
Insieme al governatore, gli assessori (Pallante e Cotugno da neo consigliere delegato) e il sottosegretario (di Baggio). Gli altri (Calenda, Cavaliere, Niro, Di Lucente), avverte il capo dell’esecutivo che menziona perfino Marone e Mazzuto della Lega, sono assenti giustificati, «è come se fossero qui». Toma quindi elenca i risultati raggiunti e sottolinea che sono frutto del lavoro di tutti, della squadra. La sanità, dice, è al centro di novità importanti. «Rivendico di avere operato da commissario con più efficacia di chi mi ha preceduto, nel rispetto delle regole». Mette idealmente sul tavolo la bozza di programma operativo, spiega che le difficoltà di reperimento del personale e i conti in rosso sono un male comune della sanità italiana. Il limite del dm 70, si dice sicuro, sarà superato da una modifica del decreto. Con i fondi del Pnrr, intanto, si «è dato un nuovo impulso per ora sulla carta ma presto sarà concretizzato». Case della comunità e rafforzamento della medicina territoriale sono i punti cardine. Nuovo rapporto con i privati accreditati che ancora non firmano i contratti. «Abbiamo messo mano a situazioni che prima non erano state affrontate e c’è stato un terremoto», metaforico ovviamente. Nelle interviste smorza i toni: non voglio fare polemiche, ma i privati devono capire che su alcune questioni noi rispettiamo solo la legge.
La pandemia era considerata alle spalle, la nuova preoccupazione che arriva sempre dalla Cina con una variante sconosciuta ha messo in allarme il governo (il ministro Schillaci ha convocato per oggi l’unità di crisi). Le mancate proroghe dei precari faranno mancare oltre 200 operatori alle corsie degli ospedali dal 1 gennaio. Toma però rassicura: in Prefettura il dg Asrem ha detto che non c’è questo rischio perché ci sono gli strumenti per fronteggiare l’eventuale carenza.
Molise fra i primi nella spesa dei fondi europei per l’agricoltura, con risorse di Bruxelles la giunta ha sostenuto 5mila imprese nella fase più dura della pandemia. «Il 2022 – prosegue il governatore – è stato l’anno della svolta nei trasporti pubblici con il bando per il gestore. Le offerte sono in valutazione». E, ancora, sono stati finanziati 57 interventi per la viabilità comunale. Fiore all’occhiello, il turismo e la cultura. Oltre 7,5 milioni investiti in questi anni di mandato, plauso pubblico per Cotugno che poi si è “sacrificato” lasciando la carica di assessore per andare a sbloccare l’esercizio provvisorio incagliato in Prima commissione. Dissesto, ricostruzione, servizio idrico. «Abbiamo fatto molto, abbiamo tanto da fare». È la chiusura che gli americani sintetizzerebbero: to be continued.
ritai

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Trenta milioni per il viadotto sul Liscione, Salvini rilancia: 2023 anno dei cantieri

Il ministro delle Infrastrutture Salvini si dice certo: il 2023 sarà l’anno dei cantieri. Gli ultimi giorni dell’anno si stanno rivelando produttivi per il settore delle opere pubbliche. Da una parte per gli effetti dei fondi Anas sbloccati dal Cipess, si tratta di 4,55 miliardi per opere da realizzare da Nord a Sud. Dall’altra per l’entrata in vigore, a breve, del nuovo Codice degli Appalti finalizzato a tagliare burocrazia e velocizzare i lavori. È previsto anche un significativo incremento degli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria – lo stanziamento è pari a 1,8 miliardi – in netta discontinuità, evidenziano dal Mit, rispetto al passato.
Su impulso del dicastero guidato dal vicepremier Salvini, dunque, sono state liberate risorse significative e che garantiranno un forte impatto anche sul fronte occupazionale. A partire da gennaio partiranno appalti per numerose opere Anas in tutta Italia – attese e richieste dai territori – e che sono state completamente finanziate. Per quanto riguarda il Molise, il Mit segnala (dopo l’accelerazione sul Lotto Zero deliberata dal Cipess) l’intervento di messa in sicurezza dell’invaso del Liscione (si tratta del secondo stralcio): adeguamento delle barriere, consolidamento e impermeabilizzazione degli impalcati, realizzazione del sistema di raccolta liquidi sul viadotto Molise I. L’importo è pari a poco più di 30 milioni.

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Un sorriso indimenticabile, radioso e coinvolgente: oggi l’omaggio a Paola Cerimele

Era originaria di Agnone ma a Campobasso aveva trovato la sua seconda casa, facendo avvicinare al Teatro centinaia di persone. A quattro mesi dalla sua scomparsa il ricordo d’amore che il capoluogo dedica all’attrice Paola Cerimele è un abbraccio a ciò che lei è stata per l’arte, non solo recitazione. Paola aveva scelto di vivere a Campobasso, dove aveva anche aperto la Compagnia di Teatro Stabile- Scuola Studio del Molise. Brillante, dinamica, eccellente insegnante, resta indimenticabile il suo sorriso, radioso e coinvolgente. ‘L’alba dentro l’imbrunire’ è il titolo dell’evento in programma questo pomeriggio nell’aula magna del Convitto Mario Pagano. Il pomeriggio dedicato a Paola Cerimele vede come esecutori della musica due grandi nomi della sua città di origine: Sobrino Coppetelli (voce e chitarra) e Roberto Carlomagno, noto musicista agnonese. La parte recitativa vede invece protagonisti i giovani e bravi attori allievi della Cerimele: Sharon Santella, Francesca Bozza e Leandro Lombardi, oltre ad un intervento di Andrea Cerullo, maestro della compagnia Stabile. Gli interventi saranno accompagnati dalle immagini della vita di Paola e da un passaggio recitativo della Divina Commedia, a lei molto cara. Interverranno i due sindaci delle città che l’hanno vista attiva cittadina, Daniele Saia, sindaco di Agnone e Roberto Gravina, Sindaco di Campobasso. L’evento è stato curato dalla professoressa Rosa Maria Socci, profondamente legata a Paola Cerimele. «Un ringraziamento speciale va al rettore del Convitto Nazionale Mario Pagano – sottolinea Rosa Socci – la professoressa Rossella Gianfagna, che ha accolto nell’ Aula Magna questo evento che la città di Campobasso vede come moralmente ed affettuosamente doveroso. Il ricordo a Paola ha inizio alle 17.30 con ingresso libero a chiunque voglia partecipare con un personale saluto».

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