Salute, ambiente e transizione energetica: 28 milioni per il Polo di ricerca Unimol

Il Centro di ricerca Polo Ecosistemi Sostenibili per Salute, Ambiente e Transizione Energetica sarà realizzato. Approvato e finanziato il progetto dell’Università degli Studi del Molise con Decreto a firma del Direttore Generale dell’Agenzia per la Coesione Territoriale.
«Un grande risultato che inorgoglisce me e tutta la compagine dell’Ateneo che ha lavorato al progetto – le prime dichiarazioni del rettore Brunese -. Eravamo fin dall’inizio convinti dell’efficacia progettuale e di aver rispettato in maniera attenta tutte le limitazioni imposte dal bando. Il pieno riconoscimento delle nostre motivazioni, che ci consente di accedere al finanziamento, ha determinato la decisione dell’Agenzia di Coesione di erogare il contributo all’Ateneo secondo la graduatoria pubblicata nei mesi scorsi. Un vero e proprio polo degli ecosistemi sostenibili con un finanziamento importante che può consentire di costruire una grande struttura di ricerca in Molise e offrire un grande spunto per i prossimi anni. Non siamo soli, abbiamo partner importanti pubblici e privati, tra cui l’Asrem, il Comune di Campobasso e altri atenei italiani. Tra i partner privati ci sono La Molisana, il Neuromed, Sviluppo Italia, Nikon, Samsung. Una compagine ben formata e coesa, ognuno dei partecipanti ha un asset importante per garantire lo sviluppo del progetto».
Il progetto prevede la realizzazione di un nuovo centro di ricerca nell’area di c/da Tappino, adiacente al Collegio Medico Unimol, zona che già di per sé rappresenta un’oasi di particolare rilevanza paesaggistica, naturalistica e ambientale.
Il “Polo Ecosistemi Sostenibili per Salute, Ambiente e Transizione Energetica” sarà un centro di ricerca, sviluppo e trasferimento di conoscenze e tecnologie, dedicato all’approfondimento di tematiche ad alto contenuto scientifico, nell’ambito della salute, della biodiversità, della sostenibilità.
L’investimento complessivo sarà di 28 milioni di euro e prevede la realizzazione di un complesso ecosostenibile a bassissimo impatto ambientale (NZEB) in cui verranno anche implementate soluzioni altamente affidabili e sismicamente sicure. All’interno della struttura si creerà un ecosistema della ricerca con i Partners progettuali caratterizzati da alto livello tecnologico nei rispettivi campi di ricerca, per la creazione di posti di lavoro ad alta qualificazione e di ricadute positive sul territorio in termini di indotto e prodotti della ricerca.

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Sea Cleaners: progetto sperimentale innovativo a tutela dell’ecosistema

Termoli Sea Cleaners è un progetto avviato a gennaio 2022, della durata di 18 mesi, finanziato con 604.471,10 euro: 302.235,55 euro dall’Unione Europea su Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca 2014/2020 Misura 1.40 “Protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi marini e dei regimi di compensazione nell’ambito di attività di pesca sostenibile“ Art. 40, par. 1, lett. a) del Regolamento Ue n. 508/2014; 211.564,89 euro dallo Stato Italiano; 90.670,66 euro dalla Regione Molise . Promotore e capofila è l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise, con la fattiva collaborazione di 76 imbarcazioni aderenti all’Associazione Armatori Pesca del Molise e alle Società Cooperative Defmar (di AGCI Agrital), GLS – Servizi Marittimi e Pescatori Molisani (di Fedagripesca-confcooperative). Al progetto collabora anche il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria. Il settore della pesca è il più minacciato dal problema del marine litter (rifiuti marini) ma è anche quello che può ricoprire un ruolo da protagonista nella pulizia del nostro mare: una misura quanto mai necessaria prevista dalla Direttiva Europea Marine Strategy in Italia non ancora pienamente agevolata dalle normative vigenti. Il progetto Termoli Sea Cleaners permetterà ai pescatori di diventare dei veri e propri “Spazzini del Mare”, riuscendo a ripristinare aree marine inquinate dai rifiuti e contribuendo alla riduzione del fenomeno delle reti fantasma. Le imbarcazioni aderenti all’iniziativa realizzeranno la raccolta dei rifiuti marini sia durante le normali attività di pesca che nel corso di uscite dedicate.

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Larino, coltura di ceci e Tintilia affascinano i transalpini

Giornata densa di eventi quella di ieri a Larino, dove è stato presentato il gemellaggio culturale e didattico tra l’istituto Agrario San Pardo e la delegazione del liceo Agricolo di Saint Gaudens, località francese che si trova nei Pirenei.
E’ iniziato a Roma presso l’Ambasciata Francese il percorso operativo del progetto di cooperazione Italo-Francese “Perpetua Doctrina”, all’interno dell’accordo del Quirinale siglato tra lo stato Italiano e francese. Il progetto elaborato dal Centro Rurale di Assistenza Multiservizi Cramm Geaco srl, diretto da Nicola di Niro, prevede una fase sperimentale in Italia a Larino presso l’Istituto Agrario San Pardo e in Francia, dal 25 e fino a domani la delegazione francese è presente a Larino. Ieri mattina, alle 10.30, c’è stata la conferenza stampa presso l’Istituto Agrario. Il progetto si inserisce nel programma di cooperazione Transnazionale delle “Terre Rurali d’Europa–Tre”. Il programma T.R.E. (Terre Rurali d’Europa), è il frutto di una esperienza praticata per consolidare sinergie e condividere idee ed esperienze con altre Regioni, Territori e Popolazioni Rurali d’Europa, territori e genti molto differenti tra di loro per cultura, tradizioni, stili di vita, ma tuttavia con problematiche ed aspirazioni comuni, quali la ricerca di uno stile di vita sano in un ambiente salubre, stile di vita fondato su una cultura del territorio aperta all’uso di una antica “saggezza” ed a nuove conoscenze che non rechino danno allo stesso. La previsione e la realizzazione di vie “blu” o “verdi”, costituiscono un nuovo strumento strategico dell’Europa per il futuro sviluppo rurale delle nazioni dell’Unione. Il Programma delle Terre Rurali d’Europa T.R.E. si pone i seguenti obiettivi: valorizzare i territori rurali e le risorse sopra di essi esistenti, per ricondurre l’uomo a custode, tutore e gestore del territorio; evitare lo spopolamento e riqualificare il lavoro come impegno per garantire un benessere in senso ampio; sostenere il benessere del territorio per mettere in evidenza la qualità e lo stile di vita di coloro che lo abitano e lo rendono unico: uomini, animali e varietà vegetali; individuare laddove possibile, valorizzare e rivitalizzare, il Patrimonio e le infrastrutture presenti sulla rete Tratturale, come misura di interesse primario e trasversale alle altre del Piano di Sviluppo del Territorio (PIST o PSL) recuperare e riqualificare il patrimonio storico, culturale, ambientale e delle tradizioni della civiltà agropastorale, delle produzioni tipiche agroalimentari e dell’artigianato, per creare opportunità idonee a favorire l’implementazione di attività multisettoriali capaci di generare sviluppo del territorio anche ecocompatibile con la propria identità; recuperare e rivitalizzare i principali ambiti tratturali ed i percorsi agropastorali ancora agibili e funzionali, praticabili o in uso, in tutta Europa valorizzare gli eventi legati alla conoscenza ed alla promozione della civiltà della Transumanza e delle Terre Rurali d’Europa. formare ed informare con attività multidisciplinari e con supporti tecnologicamente avanzati le nuove generazioni, per sostenere contemporaneamente anche la fidelizzazione di un pubblico interessato al recupero delle culture autoctone e specifiche della vita pastorale. Nel caso di specie, il connubio è mirato a promuovere uno scambio culturale completo tra il modello francese del liceo agricolo e quello tecnico agrario italiano, affrontando gli aspetti specifici orientati alla formazione tecnico-agraria, finalizzata alla rivitalizzazione e allo sviluppo strategico delle aree rurali e montane. A chiusura dei lavori, illustrati i risultati dello sforzo congiunto svolto, con la pianificazione dei prossimi incontri, che avverranno anche nel territorio transalpino, con la delegazione pirenaica che si è mostrata molto interessata alle colture varietali di ceci e al vitigno autoctono della Tintilia.

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