Mese: Gennaio 2023
Direzione Salute “svuotata”, il governatore spinge sulla conclusione dei concorsi: col rendiconto approvato si può assumere

Il presidente Donato Toma ha chiesto al terzo dipartimento della Regione, competente per le iniziative occupazionali e la gestione del personale, di accelerare le selezioni avviate così da poter assegnare i dipendenti necessari al funzionamento della direzione della Salute.
È il riscontro, fornito con le dichiarazioni rilasciate a Teleregione, alla nota con cui i vertici amministrativi della sanità regionale – la dg Lolita Gallo e i dirigenti Antonella Lavalle. Riccardo Tamburro, Michele Colitti e Alessandro Altopiedi – hanno sollecitato la ricostituzione di un nucleo minimo venuto meno mesi fa, quando la giunta (il 18 luglio scorso) decise di istituire la struttura di supporto al commissario, lo stesso Toma, e al sub Giacomo Papa assegnandovi (da inizio agosto) un dirigente, tre funzionari e una collaboratrice, tutti provenienti dalla direzione guidata dalla Gallo.
La nota dei dirigenti è un grido d’allarme al contempo una denuncia forte, che rende palese un conflitto da qualche settimana percepibile anche dall’esterno. I pochi dipendenti rimasti in forza alla “Sanità” lavorano troppo e male, rischiando così – si legge nella lettera inviata a Toma e all’assessore Pallante e resa nota da Trsp – l’integrità psico fisica e la sindrome da burnout. Non solo, c’è il pericolo di errori e ritardi nelle procedure di competenza che esporrebbero Palazzo Vitale a contenziosi. Lo stesso vale per le eventuali conseguenze da stress per i dipendenti e per il demansionamento che di fatto si sta verificando.
È tutto nero su bianco insieme la richiesta di risolvere immediatamente la paralisi amministrativa in cui versa un settore nevralgico dell’amministrazione di via Genova (con l’avvertenza che in difetto si adiranno le vie legali) e, alla struttura commissariale, di ristabilire un clima di collaborazione avendo Toma e Papa poteri sostitutivi per risolvere i problemi e non ispettivi.
Sul merito di uno scontro finora inedito il governatore ha preferito non replicare spiegando solo che in realtà le due unità operano in tandem e ribadendo di aver impresso un’accelerazione al capo del terzo dipartimento affinché concluda concorsi e selezioni che dovrebbero portare nell’organico della Regione entro la fine di gennaio 120 forze fresche, secondo previsioni e numeri forniti da Toma a Teleregione. Fra queste, 70 unità per il potenziamento dei Centri per l’impiego, dieci dirigenti e funzionari anche attraverso la mobilità da altri enti. Con l’approvazione del rendiconto 2021 da parte del Consiglio regionale, avvenuta il 29 dicembre scorso, ha concluso il presidente, non ci sono più ostacoli e Iocca può procedere alle assunzioni.
ppm
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Reparti senza operatori, Cardarelli in affanno

Come previsto e paventato da più parti, il capodanno degli ospedali molisani – soprattutto del Cardarelli di Campobasso, centro di riferimento per il Covid – è all’insegna del caos. Letti ridotti nei reparti di degenza perché a disposizione c’è meno personale, pazienti assistiti in Pronto soccorso per giorni (in tal senso sono numerose le segnalazioni dei parenti dei ricoverati in redazione) in attesa di un posto o di essere trasferiti in strutture a più bassa complessità. Infermieri e Oss costretti a turni ancora più massacranti, revocati permessi e ferie almeno fino alla terza settimana del mese.
Primari e caposala cercano di fare miracoli riorganizzando l’offerta assistenziale con le poche risorse umane a disposizione e finora ci sono riusciti. Ma la situazione di affanno dell’ospedale regionale è arrivata al limite. «È inconcepibile che i malati debbano stare nei corridoi del Pronto soccorso perché non ci sono posti letto a disposizione al Cardarelli», tuona il segretario regionale della Fials Vasile che insieme alle altre sigle firmatarie del contratto nazionale della sanità ha indetto per il 12 gennaio uno sciopero di 24 ore. Nei primi giorni dell’anno il reparto d’emergenza ha avuto fino a 40 assistiti. Ieri si è un po’ sfollato. «Questo accade perché sono venuti a mancare dal 1° gennaio 153 infermieri e numerosi Oss, oltre a 40 tecnici di laboratorio e di radiologia. Una gestione assurda Era evidente, e per questo noi lo avevamo chiesto, che i precari andassero prorogati tutti e senza soluzione di continuità – ancora Vasile – Allo stesso modo sarebbe stato, e sarebbe ancora, utile prevedere reparti a bassa complessità assistenziale da affidare agli infermieri presenti per alleggerire le altre unità del Cardarelli».
Il 31 dicembre sono scaduti i contratti dei precari reclutati per il Covid. Dal giorno dopo, oltre 200 operatori in meno per ospedali e ambulatori dell’Asrem che, insieme alla struttura commissariale della sanità, ha deciso di prorogare solo 85 infermieri e 40 tecnici (ma dopo che saranno stati in pausa per 20 giorni).
Problemi si sono registrati subito soprattutto negli ospedali, è da lì che i vertici hanno attinto per spostare per esempio negli ambulatori vaccinali o nelle carceri infermieri per sostituire i precari. «La sanità penitenziaria è un segmento delicato, non si dovrebbe avvicendare il personale che ha acquisito esperienza», prosegue il segretario Fials. Con il riacutizzarsi della pandemia, che pure secondo Vasile è stato sottovalutato, è stato riattivato il quinto piano. Ma i letti che si sono riusciti ad allestire non sono tanti, sempre per carenza di personale. Quindi, nell’area grigia del Pronto soccorso sono ricoverati almeno quattro o cinque pazienti Covid che non trovano posto altrove.
r.i.
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