Termoli. Medicina interna, l’avviso Asrem per il responsabile

Asrem al lavoro per colmare un vuoto direttivo all’interno dell’ospedale San Timoteo di Termoli. Dal luglio scorso, col pensionamento del primario del reparto di Medicina interna, Nicola Milano, l’unità operativa è rimasta senza guida ufficiale, peraltro era l’ultimo primario (eccezion fatta per il direttore del Csm, Angelo Malinconico) di corsia titolare, e non facente funzione. A distanza di sei mesi, dunque, l’Azienda sanitaria regionale del Molise, con avviso interno del 2 gennaio scorso, ha disposto di indire un avviso ai sensi del Ccnl vigente, per il conferimento dell’incarico di sostituzione del direttore S. C. di Medicina interna del plesso ospedaliero di Termoli. Secondo quanto previsto, potranno partecipare all’avviso i dirigenti medici con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, in servizio presso lo stesso reparto dell’ospedale San Timoteo. Gli interessati dovranno far pervenire l’istanza all’Uoc Gestione Risorse Umane, coi curricula professionali datati e firmati. Quindici i giorni a disposizione di chi vorrà manifestare l’interessa a concorrere per la funzione.

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Pazienti dirottati al Caracciolo, «reparti stracolmi e turni massacranti per noi infermieri»

Ospedale “Caracciolo” di Agnone: “Non è tutto oro quel che luccica”. L’antico proverbio ben si adatta alla situazione che si registra all’interno del presidio sanitario di area disagiata dell’alto Molise. In poche parole, non bisogna farsi ingannare dalle apparenze, perché se è vero che ci sono stati timidi segnali di ripresa dell’attività ospedaliera, è altrettanto vero che la situazione, soprattutto quella del personale, è ormai prossima al collasso. E infatti proprio dal “fronte” interno del mondo ospedaliero agnonese arriva la conferma delle difficoltà. «Noi infermieri stiamo facendo turni esorbitanti e massacranti», si sfoga con la nostra redazione un operatore sanitario. «I reparti sono stracolmi, ma gli infermieri sono pochi e ci costringono a turni massacranti appunto». Già, perché per fare spazio ai pazienti negli ospedali maggiori del Molise, a cominciare da quello di Isernia, ma anche di Campobasso, da qualche tempo si assiste ad un dirottamento degli stessi verso Agnone. Quella che apparentemente potrebbe essere considerata una bella notizia per l’ospedale altomolisano, nuovi e costanti ricoveri di pazienti provenienti anche da altre zone del Molise, in realtà non è stata affiancata da una oculata politica di rimpiazzo di personale da parte della solita e distratta Asrem. Qualche unità in più è arrivata, stando a quanto riferiscono dalle corsie del “Caracciolo”, ma il consistente flusso di pazienti delle ultime settimane rende evidente che l’organico è ancora e assolutamente sottodimensionato rispetto alle reali necessità operative. Tra l’altro, trattandosi in massima parte di pazienti cronici e di lungodegenza, le necessità assistenziali sono anche maggiori. E oltre agli infermieri servono anche gli operatori socio sanitari, come ovviamente servono urgente medici. Un paio di professionisti sono già stati assegnati all’ospedale altomolisano, ne accennava anche il sindaco Saia nel corso del consuntivo di fine anno. Ad oggi il personale, soprattutto quello infermieristico, stenta a coprire tutti i turni e spesso, solo grazie alla disponibilità e all’abnegazione dei singoli, si riesce a tamponare e «mandare avanti il reparto». Turni lavorativi spesso al di là di quanto previsto dalle norme contrattuali che si basano, inoltre, su delicati equilibri di tenuta anche fisica degli stessi operatori. Ferie e malattie sono diventati un lusso che gli addetti ai reparti del “Caracciolo” non possono permettersi, proprio per non far crollare il complicato e delicato tetris con il quale vengono incastrati e assicurati i servizi sui vari turni. Inoltre non si sa ancora nulla delle nuove apparecchiature diagnostiche promesse dalla direzione generale dell’Asrem. Se ne parla di mesi e lo stesso sindaco Saia, nei giorni scorsi, proprio su queste colonne, ha dichiarato: «Arriveranno le nuove apparecchiature diagnostiche: la Tac, l’ecografo e il mammografo». Quando arriveranno? Questa è la domanda da fare nelle sedi opportune, quelle della struttura commissariale e nell’ufficio ormai traballante del direttore generale Florenzano. Inoltre, chi farà funzionare quelle apparecchiature? Ci sono, oggi, al “Caracciolo”, le professionalità in grado di far funzionare efficacemente la Tac a 68 strati? Perché altrimenti si sta vendendo fumo, non la sostanza psicotropa, ma quello che annebbia la vista. Insomma, le chiacchiere e le rassicurazioni di Toma, Florenzano e dello stesso Saia al momento trovano scarso riscontro nella realtà dei fatti oggettivamente registrabile all’interno del “Caracciolo”. Altrove, dove la sanità territoriale e di prossimità prende concretezza, si inaugurano nuovi reparti ed apparecchiature diagnostiche. Non bisogna spostarsi di troppi chilometri, infatti, per imbattersi in un altro ospedale di area disagiata, quello di Atessa, nella confinante Val di Sangro, che sta effettivamente facendo registrare una ripresa dell’operatività, grazie agli importanti investimenti messi in campo dall’azienda sanitaria. E infatti proprio nei giorni scorsi, alla presenza dell’omologo abruzzese di Florenzano, Thomas Schael, e dell’assessore regionale Nicoletta Verì, è stata inaugurata la nuova risonanza magnetica del “San Camillo de Lellis”, dedicata agli esami diagnostici per le patologie articolari. Si tratta di un apparecchio che garantisce alta qualità d’immagine ed efficienza nel tempo di esame e nei costi di gestione. Offre anche un alto livello di comfort per il paziente e sarà utilizzato per ginocchia, caviglie, mani, polsi, gomiti, spalle e spina dorsale. Già operativa e funzionante, mentre al “Caracciolo” siamo ancora agli annunci e agli spot propagandistici del sindaco Saia.

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Campobasso. Scuole da demolire, alla lista si aggiunge l’asilo di via Verga

Il 2023 sarà un anno di svolta per l’edilizia scolastica cittadina. Gran parte degli edifici di proprietà comunale, infatti, non sono sicuri dal punto di vista sismico come accertato ormai sei anni fa dall’équipe dell’Unimol che, su richiesta dell’ex sindaco Battista, passò in rassegna quasi tutte le scuole campobassane. Da allora, ad eccezione degli interventi sulla Don Milani, diversi istituto ‘attendono’ di essere adeguati simicamente o addirittura abbattuti. Lungaggini burocratiche, finanziamenti in ritardo, modifiche ai progetti da parte della giunta pentastellata (come sulla Montini di via Scarano, ndr) e tempi dilatati dall’emergenza pandemica, hanno rallentato di parecchio il cronoprogamma dei lavori. Ora però la squadra Gravina ha dato una decisa accelerazione, approvando diverse delibere che di fatto aprono l’iter per l’affidamento dei lavori e l’apertura dei cantieri.
L’ultima in ordine di tempo è quella relativa all’asilo nido di via Verga, che verrà abbattuto e ricostruito grazie ad un finanziamento di un milione e 700mila del Pnrr. L’obiettivo strategico del progetto di fattibilità tecnico- economica approvata dalla giunta mira alla sostituzione edilizia del fabbricato esistente adibito ad asilo nido e il nuovo edificio manterrà invariate le finalità funzionali e sarà ubicato nella stessa area di sedime dell’attuale edificio, regolarizzando parzialmente la sagoma.
L’edificio infatti evidenzia gravi carenze strutturali che incidono pesantemente sul comportamento sismico e che hanno imposto la scelta di demolire e ricostruire l’edificio.
L’edificio sarà di fatto diviso funzionalmente in due blocchi, uno relativo al gruppo “A” lattanti, idoneo ad ospitare 12 unità ed uno relativo al blocco “B” semidivezzi e divezzi, idoneo per 48 unità.
I principali ambienti sono, nel blocco A, zona ingresso; spazio di accettazione; soggiorno e zona alimentare; riposo (in ambiente separato); servizi igienici; servizi igienici dipendenti; cucinetta per la preparazione delle pappe (direttamente comunicante con lo spazio per il pranzo).
Nel blocco B: zona ingresso e deposito carrozzine; accettazione; soggiorno pranzo (separato per ogni sottogruppo); riposo (in ambiente separato per ogni sottogruppo); servizi igienici (servizio separato per ogni sottogruppo).
Inoltre sono presenti dei locali che saranno utilizzati da entrambi i blocchi: cucina – dispensa; lavanderia – stireria; spogliatoio del personale e servizi igienici; locale plurifunzionale per il personale (pranzo; riunione; segreteria; preparazione materiale d’uso; ambulatorio pediatrico e infine un locale tecnico. Gli ingressi dei due blocchi saranno indipendenti l’uno dall’altro.
L’edificio rispetterà tutte le norme per l’abbattimento delle barriere architettoniche e nella parte retrostante l’edificio è prevista una scala metallica che consente l’accesso alla copertura a terrazzo per le opere di manutenzione delle macchine degli impianti e dei pannelli fotovoltaici in numero sufficiente per realizzare un fabbricato ecosostenibile rispondente alle norme Nzeb. Gli infissi saranno realizzati in PVC con triplo vetro e per le zone maggiormente esposte all’irraggiamento solare in cui vi è presenza costante di persone, si disporranno delle schermature solari motorizzate orientabili.
L’opera potrà essere realizzata in un tempo ragionevolmente breve, vista la tipologia dei lavori e la situazione tecnico amministrativa, sia in termini di vincoli che di possibilità d’intervento.
I tempi previsti per la realizzazione dell’opera si valutano indicativamente in complessivi 365 giorni.

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