Boccardo affonda: prima di distruggere quello che c’è bisogna avere pronta una soluzione alternativa

«Il commissario alla sanità, nonché presidente della Regione, emettendo il decreto 2/2022 che taglia il budget assegnato alle strutture accreditate e in particolare all’assistenza specialistica radioterapica del Gemelli, dimentica che dietro quelle decisioni ci sono centinaia di malati bisognosi di cure e lavoratori onesti danneggiati da quelle scelte».
La segretaria della Uil Tecla Boccardo torna a puntare il dito su Palazzo Vitale e il suo inquilino numero 1 in tema di sanità «Prima di distruggere un qualsiasi sistema o settore bisognerebbe avere già pronta una soluzione alternativa e attuabile immediatamente – evidenzia la sindacalista –. Non si può lasciare nel baratro la popolazione con il vuoto assistenziale, azzerando ciò che con la fatica e il sacrificio di tutti è stato realizzato negli anni. Difenderemo sempre la sanità di qualità e non faremo sconti a nessuno, perché dietro quelle scelte ci sono sofferenza e lavoratori che oggi non percepiscono lo stipendio e sono a rischio di licenziamento, nonostante continuino a prestare la loro opera con grande professionalità in difesa del diritto alla tutela della salute. Medici e infermieri, personale sempre più prezioso e introvabile, ma che sta purtroppo programmando l’abbandono del Molise per andare a lavorare fuori regione, dove ovviamente gli operatori saranno seguiti anche dai loro pazienti, con il conseguente aumento della mobilità passiva e del deficit sanitario».
Boccardo non nasconde poi l’indignazione perché «ci sono soluzioni alternative praticabili, a partire dall’utilizzo delle risorse ancora bloccate per l’abbattimento delle liste d’attesa finanziate dal Ministero, mentre per i pazienti provenienti da fuori regione basterebbe stabilire che le strutture accreditate potranno essere pagate solo a seguito dell’effettiva riscossione delle risorse da parte delle altre Regioni, riducendo di fatto con la compensazione il deficit che deriva dalla mobilità passiva, con un’operazione virtuosa per le casse regionali. Non comprendiamo – conclude la sindacalista – l’ostilità della struttura commissariale rispetto a queste soluzione già praticate in tante altre Regioni italiane».

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I privati si difendono: «Non pensiamo al profitto, salviamo vite umane»

L’annuncio, che era nell’aria e in molti temevano, arriva dai banchi del Consiglio comunale, direttamente dal presidente del Gemelli Molise Stefano Petracca: «Da domani (oggi, ndr), se la situazione non cambierà, non accetteremo più pazienti in Radioterapia, garantendo le prestazioni solo a chi è già in cura».
L’intervento di Petracca è di quelli che fanno rumore, ma è solo la punta dell’iceberg di una seduta convocata proprio per affrontare le problematiche del sistema sanitario regionale, il nuovo Piano Operativo Sanitario e cercare di dirimere la ‘disputa’ in atto tra la struttura commissariale e le strutture convenzionate.
In aula c’erano infatti i rappresentanti di Neuromed – l’avvocato Raffaele Panichella – del Gemelli e di Villa Maria – con l’ingegnere Nicola Baranello.
Assenti, invece, il commissario Toma – che aveva però comunicato tramite pec l’impossibilità a partecipare ai lavori – il sub commissario, l’ormai ex dg Asrem Florenzano e la delegazione parlamentare. L’onorevole Lancellotta ha fatto sapere di non poter partecipare per ragioni di salute, il senatore Della Porta perché impegnato nelle attività parlamentari, mentre l’onorevole Cesa ha provato a intervenire online, nel corso dei lavori, senza successo a causa di problemi di connessione.
«Il confronto di oggi è utile per capire senza fraintendimenti dove sta andando, nel concreto, la sanità molisana – ha esordito il sindaco Roberto Gravina – che, è bene ricordarlo, risulta commissariata dal 2009 e che da allora si è contraddistinta per una rincorsa continua al pareggio di bilancio che però progressivamente sempre meno ha tenuto conto delle oggettive richieste dei cittadini.
L’organizzazione contabile della sanità deve sempre tener conto anche delle caratteristiche del territorio e della popolazione che lo abita. Il budget assegnato ad oggi per la nostra sanità è evidentemente insufficiente. – ha detto il sindaco – A questo va aggiunto che ciò che è stato detto sull’azzeramento del debito sanitario in campagna elettorale, purtroppo, per il momento non trova un riscontro negli effetti delle azioni parlamentari.
Sappiamo che intanto la situazione si sta particolarmente aggravando e conosciamo le vicissitudini che stanno interessando il management della sanità molisana, ovvero le dimissioni del sub commissario, sta di fatto che cambiano gli attori ma non i risultati perché il discorso va affrontato non solo sui tavoli regionali.
Di fatto, lo stato attuale ad oggi della sanità regionale, da una parte penalizza il cittadino che ha diritto alle cure per la propria salute e dall’altra parte non consente alle strutture private di eccellenza di operare. È per questo del tutto inutile creare dinamiche di contrapposizione tra strutture pubbliche e private, piuttosto bisogna lavorare alla definizione di un complesso sanitario integrato a livello regionale, perché è bene che tutti si rendano conto che i pazienti sono poco interessati dagli aspetti di contabilità che competono ai decisori politici e amministrativi. I cittadini vogliono che venga difeso, garantito e tutelato il proprio diritto alla salute. A ciascuno dei decisori tocca dare risposte non rinviabili».
Chiare le posizioni dei rappresentanti delle strutture private che sono intervenuti in aula per spiegare le loro ragioni, numeri alla mano. «Quando abbiamo acquisito la struttura – esordisce Petracca – sapevamo già che da tre anni il Gemelli accumulava crediti in contenzioso con la Regione, quindi abbiamo cercato subito il dialogo. Ci sono stati almeno 20 incontri con i commissari in cui abbiamo fornito le proiezioni della Radioterapia. Il tetto di spesa invalicabile avrebbe significato stoppare le prestazioni ad ottobre, per cui abbiamo chiesto di trovare una soluzione perché non è certo il nostro interesse accumulare crediti, ma garantire le migliori cure ai pazienti. Sull’accuse di presunte irregolarità nelle fatture della Radioterapia – prosegue – posso garantire che noi abbiamo sempre operato secondo la legge e secondo i migliori standard, sicuramente non truffando o facendo profitto. Eppure secondo il commissario ad acta per curare un paziente oncologico molisano sono sufficienti circa 3mila euro, quando nelle altre regioni, come Lazio e Abruzzo, la spesa per la terapia è quasi il doppio. Un atteggiamento che non so se definire accanimento. Voglio solo rimarcare – rivolgendosi ai consiglieri e ai comitati – che gli effetti degli ultimi due decreti avranno ripercussioni devastanti sull’economia dell’intera regione. Bloccare la mobilità passiva porterà inevitabilmente al taglio dell’occupazione e dei servizi. Ne ho abbastanza di sentire parlare di contrapposizione tra e pubblico – sottolinea – il convenzionato offre sanità pubblica con soldi pubblici. Le condizioni proposte nel contratto del commissario non coprono neanche le spese minime per una struttura come il Gemelli. A luglio abbiamo messo sul piatto 11 milioni per l’ azienda, ora non c’è più liquidità, siamo al limite. Senza una soluzione ci sarà la chiusura».
«Il nostro obiettivo è salvare vite umane – ha poi aggiunto l’avvocato Panichella in rappresentanza del Neuromed – noi siamo parte del sistema sanitario nazionale. Ai privati spettano circa 100 milioni dei 600 complessivi che il fondo sanitario assegna al Molise. Ed il 70% di questa somma viene recuperata grazie alla mobilità passiva dopo due anni».
«Nel nostro piccolo – ha infine concluso l’ingegnere Baranello per conto di Villa Maria – credo che siamo un vanto per questa città. Negli ultimi anni ci siamo salvati grazie alla volontà e all’impegno dei nostri dipendenti. Alla regione abbiamo sempre chiesto solo una cosa: chiarezza. Da sei mesi chiediamo risposte che però non arrivano. Mi mortifica come uomo sentire dire che i privati pensano al margine, nessun medico a Villa Maria pensa al profitto, noi vogliamo solo risposte. Con questo budget la struttura non sopravvive».
Parola poi ai rappresentanti della Consulta cittadina: «Per strutturare il Servizio sanitario Regionale secondo altre logiche e altre regole diverse da quelle attuali, è necessaria una programmazione virtuosa. – ha detto il presidente della Consulta dei Servizi socio sanitari del Comune di Campobasso, Giuseppina Bozza – Nonostante gli anni di commissariamento, la sanità molisana è ancora in piano di rientro dal deficit accumulato e i servizi sono peggiorati fino a mettere seriamente in discussione il diritto alla salute dei cittadini molisani.
Le possibili soluzioni per la sanità molisana passano – ha aggiunto Giuseppina Bozza – per una revisione legislativa che possa permettere al Molise di derogare dai limiti imposti dal Balduzzi e di essere sollevato dal deficit sanitario. Per giungere a questo, il ruolo dei rappresentanti istituzionali del nostro territorio è importantissimo e determinante ed è a loro che ci rivolgiamo noi e tutti i cittadini molisani, perché si agisca al fine di ripristinare un servizio sanitario regionale che sia in grado di garantire a tutti il diritto alla salute».

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Dg Asrem, fine corsa per Oreste Florenzano. Gollo diventa numero 1

Dicono che stamattina lo aspettino al Pascale, l’istituto dei tumori di Napoli di cui è dipendente e dove, prima di iniziare la carriera manageriale alla guida di aziende ospedaliere e sanitarie, è stato direttore del personale.
Cominciata tre anni fa, l’esperienza da dg dell’Asrem per Oreste Florenzano si è chiusa ieri. In quello che era il suo ultimo giorno di mandato, in base al contratto firmato tre anni fa con il presidente della Regione Donato Toma e che non gli è stato prorogato. Da oggi e per 60 giorni le funzioni di vertice saranno svolte dal direttore anziano, come prevede il decreto legislativo 502, vale a dire dalla direttrice sanitaria Evelina Gollo.
La notizia è diventata ufficiale nella tarda mattinata di ieri, dopo una riunione fiume della giunta di Palazzo Vitale (la seconda lunga seduta su questo argomento).
In base al parere istruttorio reso dalla direzione Salute della Regione, a Florenzano sarebbe stato riconosciuto il raggiungimento degli obiettivi (anche quello dell’equilibrio finanziario a quanto pare) in considerazione del peso preponderante della pandemia negli anni 2020 e 2021. Ma l’indennità di risultato subirà una decurtazione, probabilmente per il ritardo nel pagamento dei fornitori (target a cui è legato il 30% del premio previsto per i dg delle Asl). Per avere contezza e certezza di questi elementi bisogna aspettare la pubblicazione della delibera.
Il rapporto con l’avvocato napoletano poteva essere prorogato fino a un massimo di altri due anni. Ma Palazzo Vitale ha scelto di non farlo. Queste le indicazioni che sono filtrate al termine della seduta dell’esecutivo Toma (che ha chiamato Florenzano per dargli la notizia), che ha anche approvato il nuovo avviso per il ruolo di direttore Asrem.
Nelle more della scelta del successore di Florenzano, il numero 1 della direzione strategica è sostituito da Gollo. Trascorsi i due mesi senza una nuova nomina, la giunta regionale potrà procedere al commissariamento (per essere designati commissari bisogna essere iscritti nell’albo degli idonei a direttore delle aziende sanitarie e ospedaliere tenuto dal ministero della Salute).
Ieri pomeriggio in via Petrella Florennzano ha firmato (digitalmente) gli ultimi provvedimenti, fra cui l’incarico di primario della chirurgia del Veneziale di Isernia al prof Unimol Sciaudone che prende il posto dell’ospedaliero Gagliardi. Poi gli scatoloni e il viaggio verso il capoluogo campano.
È un saluto caustico quello che gli ha riservato il capogruppo dei 5 stelle Andrea Greco, con cui il feeling non è mai nato. «Da domani (oggi, ndr) il Molise sarà libero dal direttore generale di Asrem, Oreste Florenzano. Per ben due volte abbiamo portato in Aula la richiesta di rimozione, perché per noi non ha mai raggiunto gli obiettivi che gli erano stati assegnati. Questo certifica – così Greco – il fallimento della gestione del centrodestra molisano, sia nell’attività ordinaria che durante la pandemia, e ora ne è la palese ammissione. Ahimè, fino a giugno non cambierà molto ma almeno risparmieremo un sacco di soldi. Il Molise, durante la sua dirigenza, è peggiorato dal punto di vista fiscale, ma anche da quello dell’erogazione dei servizi. Per questo, monitorerò se gli verranno dati eventuali premi di produzione».
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