Consorzi di Bonifica, Nola attacca Cavaliere

Una stoccata all’assessore all’Agricoltura Cavaliere, accusato di dedicarsi solo al tour di presentazione del “Complemento di Programmazione dello Sviluppo rurale” e di aver dimenticato «altri temi delicati che riguardano migliaia di famiglie molisane».
È il portavoce dei 5s Vittorio Nola a puntare il dito: «Gli incontri per illustrare le opportunità che offrono i nuovi fondi comunitari non bastano a coprire il silenzio sui debiti dei Consorzi di Bonifica. Le difficoltà economico-finanziarie in cui versano i Consorzi sono da anni sotto gli occhi di tutti. In particolare il disavanzo degli enti di Termoli e Larino ha superato abbondantemente i 20 milioni e ora anche gli amministratori del Consorzio della piana di Venafro denunciano il mancato trasferimento di contributi e finanziamenti, avanzando una circostanziata richiesta per oltre 600mila euro di crediti mai erogati dalla Regione».
Sarebbe utile, prosegue Nola, «sapere se l’immobilismo su questi temi sia addebitabile al solo presidente Toma. Non si hanno informazioni infatti se siano state innescate procedure o delibere per assegnare fondi specifici per i tre enti di cui la Regione è socia. Eppure il riequilibrio finanziario dei Consorzi è questione urgente che giace da tempo sul tavolo dell’assessore alle Politiche agricole. I consorziati, intanto, attendono risposte e un intervento ben definito sul fronte del risanamento degli enti che sono sempre più in affanno nell’assicurare i servizi minimi e il lavoro ai dipendenti stagionali. Insomma, occorre offrire soluzioni concrete al commissario straordinario di Termoli e Larino e agli amministratori del Consorzio della Piana di Venafro. Enti che non possono essere concepiti come “vacche da mungere”, ma che sono risorse preziose alle quali vanno garantiti diritti e un minimo di operatività. E a proposito di questioni economiche legate alla Regione Molise: ma la giunta quando pensa di approvare il bilancio di previsione 2023? Tra qualche giorno scadono anche i quattro mesi di esercizio provvisorio e nessuno ne parla. Evidentemente, anche in questo caso, si utilizza il silenzio per tentare (invano) di coprire l’incapacità di amministrare e di gestire il Consiglio regionale», conclude.

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Si torna a scuola il 14 settembre, a Carnevale più giorni di pausa. Ok al calendario 23-24

La giunta regionale del Molise ha approvato, durante la seduta del 21 aprile scorso, il calendario scolastico per l’anno 2023/2024.
L’attività didattica comincerà giovedì 14 settembre 2023 per terminare sabato 8 giugno 2024 nelle scuole primarie e nelle secondarie di primo e secondo grado e sabato 29 giugno nelle scuole dell’infanzia.
In aggiunta alle giornate che coincidono con le festività civili e religiose nazionali e con il santo patrono del Comune in cui si trova l’istituto, l’interruzione delle lezioni è prevista il 2 novembre (commemorazione dei defunti), il 9 dicembre (ponte dell’Immacolata Concezione), dal 23 dicembre al 5 gennaio (vacanze di Natale), il 12, 13 e 14 febbraio (festività di Carnevale), dal 28 marzo al 2 aprile (vacanze di Pasqua), il 29 e 30 aprile (ponte del 1° maggio).
Non sono state introdotte vere e proprie vacanze invernali, proposta su cui si era pronunciato favorevolmente il Consiglio regionale, ma la pausa di Carnevale è stata allungata andando in qualche modo incontro all’esigenza che era stata rappresentata.
La delibera, approvata su proposta del sottosegretario Roberto Di Baggio – che cura su delega del presidente Toma il settore dell’Istruzione –, dà via libera al calendario concordato durante la sessione di concertazione che ha coinvolto l’Ufficio scolastico regionale e i sindacati di categoria.
Alle scuole dell’infanzia, in considerazione della specificità del servizio educativo che offrono, è riconosciuta la possibilità di anticipare la data di inizio delle attività per soddisfare meglio le necessità delle famiglie.
Il 31 ottobre, spiega in conclusione il sottosegretario Di Baggio, «è un giorno particolarmente importante per il Molise e per la scuola molisana. Nella delibera abbiamo formalizzato l’invito agli istituti a voler dedicare le attività didattiche, nelle modalità che riterranno più opportune, anche alla celebrazione della Giornata delle vittime del terremoto di San Giuliano di Puglia e alla sensibilizzazione sul tema della sicurezza nelle scuole».

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Inchiesta Covid, il pm non cambia idea: va archiviata

Nuova richiesta di archiviazione per l’inchiesta sulla gestione della pandemia in Molise.
Il procuratore di Campobasso Nicola D’Angelo ha chiuso le indagini che erano state disposte dal gip Roberta D’Onofrio nello scorso mese di febbraio, giungendo alle medesime conclusioni: l’inchiesta per epidemia e omicidio colposi va archiviata.
Il giudice dovrà ora nuovamente pronunciarsi e le parti possono opporsi alla richiesta. Il Comitato “Verità e Dignità per le vittime Covid” ha già deciso che proporrà una nuova opposizione, lo conferma a Primo Piano il legale dell’associazione Vincenzo Iacovino.
A febbraio D’Onofrio aveva deciso di non archiviare disponendo nuove indagini, da effettuare entro tre mesi di tempo, per sentire anche medici e primari del Cardarelli, ospedale individuato come hub per il Covid.
Alcuni di questi nelle settimane passate sono stati sentiti dopo essere stati loro stessi iscritti nel registro degli indagati.
«Occorre andare fino in fondo – scrive D’Angelo nella richiesta di archiviazione – ma il dramma dei familiari delle vittime non può trasformarsi nell’individuazione di un colpevole a tutti i costi. Le omissioni ci furono ma non ci sono prove che comportamenti o decisioni diversi avrebbero modificato l’incidenza dei decessi ospedalieri».
In questo filone, il più ampio dei numerosi che compongono l’inchiesta, sono coinvolti l’ex direttore generale dell’Asrem Oreste Florenzano, l’ex direttore sanitario dell’azienda sanitaria Virginia Scafarto, l’ex direttore sanitario facente funzioni dell’ospedale Cardarelli di Campobasso Celestino Sassi e l’ex commissario della sanità Angelo Giustini.
Oltre a questo fascicolo ne restano altri due in Procura sulla mancata realizzazione della cosiddetta “torre Covid” e sul funzionamento dell’impianto dell’ossigeno all’ospedale Cardarelli.

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