Giunta. Fanelli annuncia ricorso al Tar: «Senza donne è da medioevo»

«Illegittima e medievale». Micaela Fanelli definisce così la scelta del governatore Francesco Roberti di non nominare donne nella sua giunta.
La consigliera del Pd riproporrà l’impugnativa al Tar che aveva avanzato nella passata legislatura prima dell’ingresso nell’esecutivo Toma di Filomena Calenda e promette battaglia: «Nel momento in cui la parità di genere va rafforzandosi anche grazie alla giurisprudenza, in Molise le politiche di genere non esistono. Non una parola, neanche su questo, nelle linee programmatiche del neo presidente. Lo trovo gravissimo».

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Entrano Micone e Iorio per FdI, giunta al completo: al lavoro per dare risposte

Ha siglato l’ultimo decreto per la composizione della giunta a Roma, da remoto. Appena Giovanni Donzelli gli ha comunicato che la riserva di FdI sul secondo assessore era stata sciolta a favore di Michele Iorio, il governatore Roberti ha chiuso la pratica.
Il luogotenente della premier Meloni ha voluto condividere con lei la designazione. In ballo c’era anche Armandino D’Egidio, terzo eletto di Fratelli d’Italia, e secondo gli ultimi rumors reggeva l’ipotesi dell’ingresso del coordinatore Di Sandro, da esterno. È finita, con qualche patema e senza la vicepresidenza (rimasta saldamente a Forza Italia con Andrea Di Lucente come pare abbia chiesto venerdì scorso Tajani), secondo le previsioni.
Agricoltura, turismo, cultura, sport, sviluppo della montagna e transizione digitale: bottino pienissimo per il primo eletto Salvatore Micone. «Ringrazio il presidente Roberti – il suo primo commento – per la fiducia che ricambierò con tanto lavoro e i dirigenti di Fratelli d’Italia che hanno puntato sul mio nome per l’esecutivo. Potrò occuparmi di deleghe belle e importanti, settori che sono molto legati fra loro e tutti dalla transizione digitale che può essere determinante per lo sviluppo degli altri settori. Innovazione e ricambio generazionale credo debbano diventare prioritarie nel Psr, per il turismo penso a una cabina di regia in grado di valorizzare bellezze e capitale umano che non hanno nulla da invidiare ad altre realtà. Della montagna conosco potenzialità e criticità, voglio perciò dare una mano al necessario cambio di passo. E finalmente c’è un assessorato allo sport, ce n’era bisogno per dare risposte all’ambiente a cui sono stato vicino anche nella passata legislatura da presidente del Consiglio. Soprattutto, per ogni delega darò priorità all’ascolto degli imprenditori, degli amministratori, delle associazioni per creare una rete, una filiera che parta dal cittadino e arrivi al governo regionale».
Riforme istituzionali, coordinamento dei fondi europei, Pnrr e politiche di coesione, rapporti con i
Ministeri per l’attuazione del piano di rientro sanitario sono invece le materie affidate all’ex governatore Iorio. Non può che essere soddisfatto, ha dichiarato a Primo Piano. «Compiti che mi consentiranno di lavorare al fianco del presidente, che ringrazio, e sono determinanti per riprendere un cammino virtuoso. Sono convinto che faremo presto cose buone per il Molise». Rispetto alla sanità, la delega è a tenere i rapporti con i ministeri affiancanti. «Accompagnare e coordinare il piano di rientro e quindi parlare del futuro – ha precisato Iorio – Spero si possa raggiungere l’obiettivo che abbiamo annunciato: un intervento strutturale attraverso un accordo fra governo e Regione che consenta di superare l’impasse finanziario e organizzativo che sta bloccando la nostra sanità».
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Più contributi regionali e ricavi ma il “rosso” dell’Asrem aumenta

Undici milioni di euro, tanto è costato all’Asrem il caro bollette nel 2022. Questa la cifra (precisamente 10,8 milioni) riportata nella relazione che accompagna il consuntivo per le “utenze elettricità” (3,5 milioni in più del 2021). È salita in generale la spesa per l’acquisto di tutti i “servizi non sanitari”: 64 milioni di euro, 9 in più rispetto all’anno precedente.
Più care le pulizie: 11,1 milioni di euro, l’aumento è di quasi 6 milioni. Stesso trend (+ 6 milioni) per i combustibili e carburanti (10,6 milioni).
Il documento contabile è stato pubblicato all’albo pretorio venerdì scorso ed è ora all’attenzione del collegio sindacale. L’esercizio, l’ultimo gestito dall’ex dg Florenzano, si è chiuso con una perdita di 61 milioni di euro (contro 54 dello scorso anno). Nonostante sia aumentata, invece, di 11,6 milioni la quota del fondo sanitario nazionale assegnata dalla Regione all’azienda di via Petrella (che ha ricevuto 525 milioni) e nonostante si sia registrato anche un sostanzioso incremento dei ricavi dalle prestazioni (8,6 milioni contro i 4,9 del 2021).
È lievitato, dunque, l’acquisto di beni sanitari e non. È leggermente sceso, al contrario, il conto per i servizi sanitari ma è salito quello per i servizi non sanitari.
L’assunzione di 145 Oss, 105 infermieri e 36 medici ha portato la spesa per il personale da 169 a 172,6 milioni.
Fra le altre voci inserite nella relazione sulla gestione, anche un milione per l’assistenza informatica.
Ancora una volta, leggendo la relazione, la colpa del disavanzo sembra essere del Covid. «In considerazione dello scenario correlato all’epidemia di Covid19, anche nel corso dell’anno 2022 l’Asrem ha disposto appropriate misure organizzative per far fronte alle esigenze emergenziali, compiendo uno sforzo rilevantissimo, in termini di personale e mezzi. Il contesto emergenziale, soprattutto con riferimento alla necessità di realizzare una compiuta azione di previsione e prevenzione, ha imposto – attesta il documento – la prosecuzione di iniziative di carattere straordinario ed urgente finalizzate soprattutto ad acquisire la disponibilità di personale, beni e servizi, individuando altresì idonee procedure amministrative di carattere informativo e di tempestivo intervento nell’ambito della definizione di un quadro di misure operative, anche strutturali, di carattere preparatorio per fronteggiare adeguatamente possibili situazioni di pregiudizio per la collettività. La gestione della pandemia ha notevolmente inciso sugli acquisti per i dispositivi di protezione, le assunzioni di personale oltreché i servizi non sanitari quali, ad esempio, la sanificazione, i trasporti, lo smaltimento rifiuti ed ha condizionato i volumi di attività, andando a pregiudicare in modo sensibile le risultanze economiche del bilancio aziendale. I finanziamenti straordinari assegnati per la copertura dei costi sostenuti per l’emergenza Covid hanno consentito solo una parziale copertura delle spese effettivamente sostenute, che hanno – dunque – impattato sull’utilizzo del Fondo ordinario».
I conti dell’azienda sanitaria sono argomento di strettissima attualità nel dibattito politico di inizio legislatura. Sta andando avanti, infatti, la ricognizione avviata dalla struttura commissariale (in particolare dal sub Marco Bonamico) e concordata con il neo governatore Francesco Roberti sulla situazione finanziaria e più in generale sull’assetto organizzativo di via Petrella: appalti, forniture e personale. Sono, inoltre, confermate le voci su un imminente o comunque prossimo commissariamento dell’azienda.
r.i.

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