Montenero, la postazione 118 senza medici di notte

Giorni fa abbiamo ipotizzato la trasformazione del turno di notte del 118 a Montenero di Bisaccia in postazione demedicalizzata, con l’ambulanza India. Detto, fatto. Da ieri sera per tutto il mese di settembre alla postazione del 118 di Montenero di Bisaccia ci sarà solo l’ambulanza India, quella demedicalizzata, insomma. Presenti infermiere e soccorritori. Un provvedimento assunto per garantire continuità notturna nella presenza dei medici alla postazione del 118 di Termoli. In merito strali giungono dall’avvocato Enzo Iacovino: «Dalle parole al nulla! La politica delle promesse elettorali sta continuando a dare i suoi frutti. Da ieri, primo settembre 2023 la postazione di 118 di Montenero di Bisaccia sarà demedicalizzata secondo quando stabilito dai turni di servizio inviati dall’Asrem. Ciò significa che da questa sera, durante i turni notturni, i sindaci di Tavenna, Mafalda, Montenero di Bisaccia e Petacciato avranno disponibile per i loro cittadini solo una ambulanza 118 India (ovvero con la sola presenza dell’infermiere, dell’autista volontario e del soccorritore volontario). Nei codici di intervento più gravi potrà intervenire la prima ambulanza medicalizzata futile per tali paesi che potrà essere quella di Termoli (che già serve Termoli, Guglionesi, San Giacomo degli Schiavoni, Portocannone e Campomarino). Che dire! Complimenti ai politicanti e a chi ha creduto nelle chiacchiere! Adesso cercate di non stare male e fornitevi di un manuale di primo soccorso, così magari vi confrontate adeguatamente con l’infermiere sul da farsi! E mi raccomando: quando incontrate i vostri parlamentari e consiglieri regionali di riferimento continuate pure a farvi dare pacche sulle spalle!» Nel pomeriggio di ieri nuova interlocuzione della prima cittadina di Montenero Contucci col Governatore e anche col sub-commissario Ulisse Di Giacomo.

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Agnone. “Casearia”, la tre giorni dei formaggi entra nel vivo

«Complimenti agli organizzatori di Casearia. Ad Agnone, in Molise, terra di transumanza e ambiente incontaminato, riflettori puntati anche sulle tante eccellenze delle regioni del Centro e del Sud, a volte meno conosciute, ma che possono contribuire allo sviluppo di interi territori, delle aree interne e di montagna. Nonostante i tentativi, nessuno può copiare i formaggi italiani, la loro qualità rimane unica e apprezzata in tutto il mondo».
Parole entusiastiche quelle del sottosegretario all’Agricoltura, Luigi D’Eramo, intervenuto ad Agnone al taglio del nastro di “Casearia”, la prima fiera-mercato sui formaggi del centro Sud Italia.
Una tre giorni, fino al 3 settembre, che intende diventare «un appuntamento fisso nel circuito nazionale per cercare di colmare il gap con le regioni del Nord», secondo le intenzioni degli organizzatori. E il sottosegretario di Stato, che è un cugino abruzzese, ha colto le potenzialità di questa prima e riuscitissima manifestazione che dà lustro alla filiera lattiero-casearia dell’Alto Molise, quasi simbolo delle zone interne della Penisola. Una “terra alta” che non si arrende e che spinge i prodotti che ha e che è in grado di produrre.
«Una manifestazione importante che reputo strategica per continuare questo processo di conoscenza, non soltanto dall’altissima qualità del nostro settore lattiero caseario, dei nostri formaggi, conosciuti oltreconfine, ma anche una vetrina intelligente per promuovere un territorio come quello di Agnone e più in generale del Molise che offre bellezze ambientali, architettoniche e culturali da conoscere e da vedere» – ha aggiunto, parlando con i giornalisti, il sottosegretario D’Eramo.
«In questa direzione, questo governo, con il ministro Lollobrigida, ha deciso di istituire una delega fondamentale come quella dell’agricoltura di montagna e delle aree interne capace di combattere il fenomeno dello spopolamento e quindi mantenere in vita aziende che sappiamo produrre prodotti tipici e di qualità – ha sottolineato l’esponente della maggioranza –. L’obiettivo è mettere in campo azioni mirate con interventi economici che sostengano logistica, viabilità e in particolare quei servizi come i presidi ospedalieri, asili e scuole. Del resto si può e si deve continuare a vivere in posti stupendi, ma occorre la capacità, l’intelligenza, la determinazione per potenziare e portare quei servizi che mancano. Attraverso l’agricoltura e partendo dall’agricoltura, stiamo pianificando un progetto pilota che punti ad una riqualificazione e al rilancio delle nostre aree di montagna».
Nella giornata inaugurale di ieri sono stati presenti l’onorevole Elisabetta Lancellotta, il senatore Costanzo Della Porta, oltre alla delegazione regionale con Quintino Pallante, presidente del Consiglio, Salvatore Micone, assessore all’Agricoltura, Andrea Di Lucente, assessore alle Attività produttive, Michele Marone, assessore ai Lavori pubblici, la consigliera Stefania Passarelli, Alfredo Ricci, presidente della Provincia di Isernia.
A fare gli onori di casa il sindaco di Agnone, Daniele Saia, che ha voluto complimentarsi con gli organizzatori prima di ribadire che «simili iniziative rappresentano il sale del tessuto sociale ed economico dell’intera area».
Non da meno le parole di Paolo Spina, presidente della Camera di Commercio del Molise, che senza esitazione ha sposato il progetto messo in piedi dal presidente di Casearia, Giuseppe Di Pietro, e dai suoi collaboratori.
«Sono queste le manifestazione che fanno bene al Molise e, nello specifico, ad un comparto cruciale come quello lattiero-caseario» – ha detto Spina.
L’onorevole Lancellotta ha poi ricordato il bando agrisolare emanato dal governo con scadenza il 15 settembre che permetterà alle aziende di usufruire dell’80 percento dei finanziamenti a fondo perduto oltre alle Pac 2021-2027 a sostegno degli agricoltori e portatori di interessi rurali.
«Manifestazioni come queste significano per il nostro territorio l’opportunità di crescere. Lo Stato, il governo, le istituzioni regionali devono comprendere che iniziative come queste devono essere supportate perché il marketing dei nostri prodotti significa fare arrivare gente, quindi far crescere la produzione e di conseguenza creare occupazione arginando la fuga dei nostri giovani verso altri posti» –, ha evidenziato Costanza Della Porta.
«Casearia apre una prospettiva assai interessante che può e deve essere sostenuta in tutti i modi dalle istituzioni. La presenza del sottosegretario D’Eremo è un punto di partenza importante» – la dichiarazione di Ricci, presidente di Palazzo Berta.
«Dobbiamo saper cogliere e sfruttare queste occasioni di confronto facendoci trovare pronti per il futuro» – ha rimarcato Andrea Di Lucente.
«Noi non possiamo essere la Regione che partecipa alle vetrine di altre regioni; dobbiamo iniziare ad essere la vetrina e quello che oggi, ci auguriamo, possa essere l’inizio di un lungo percorso» – le parole di Micone nel suo intervento.
In serata la visita di Giuseppe Antoci, già presidente del Parco dei Nebrodi, che vive sotto scorta, impegnato da anni nel contrastare la “mafia dei pascoli”, quella che minaccia anche le produzioni casearie e il mondo imprenditoriale del settore. Casearia va avanti fino a domani, con convegni, degustazioni e visite guidate.

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Al via il secondo avviso per la reindustrializzazione dell’area di crisi complessa

Al via gli incentivi per l’area di crisi complessa Venafro Campochiaro Bojano. Si tratta del secondo avviso ai sensi della legge 181 per il sostegno alle attività produttive che intendono realizzare progetti nella zona interessata, dopo quello che si è chiuso a dicembre del 2017.
Dalle 12 del prossimo 5 settembre 2023 alle 12 del 7 novembre 2023 le imprese possono chiedere i finanziamenti della legge 181, gestita da Invitalia. A disposizione ci sono 8,8 milioni di euro, messi a disposizione dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy per sostenere i programmi di sviluppo industriale.
L’iniziativa si inserisce nell’ambito del progetto di riconversione e riqualificazione industriale per l’area di crisi, avviato con l’accordo di programma del 27 luglio 2017, con proroga al 2023, per rilanciare le attività imprenditoriali e di sostenere l’occupazione nei 67 Comuni appartenenti all’area industriale.
L’area Venafro Campochiaro Bojano è stata riconosciuta “area di crisi industriale complessa” per le problematiche legate alla grave crisi che ha colpito le principali aziende, oltre l’indotto, che operano (sarebbe più corretto dire operavano) nell’avicolo e agroalimentare (Solagrital-Gam), nel tessile (Ittierre Spa) e nel settore metalmeccanico (Venafro-Pozzilli).
Comprende 67 Comuni (sono indicati nel box in pagina) così individuati: Comuni soci del Consorzio per lo sviluppo industriale Isernia-Venafro; Comuni soci e/o appartenenti al comprensorio del Consorzio; Comuni con presenza di aziende dell’indotto avicolo, tessile, metalmeccanico e di aree artigianali/industriali.
Con l’accordo di programma del 27 luglio 2017 il ministero dello Sviluppo economico, la presidenza del Consiglio dei ministri, il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, l’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro, la Regione Molise e Invitalia si sono impegnati ad attuare il progetto di riconversione e riqualificazione industriale dell’area. L’accordo prevede complessivamente l’impiego di 45,58 milioni ed è stato prorogato per utilizzare le risorse nazionali residue.
Gli obiettivi del piano di riqualificazione, elaborato e coordinato da Invitalia sono: rafforzare il tessuto produttivo esistente, attrarre nuovi investimenti, sostenere il reimpiego dei lavoratori espulsi dal mercato del lavoro. L’offerta di incentivi e agevolazioni è composta da risorse nazionali (15 milioni), regionali (21 milioni), politiche del lavoro (fondi regionali per 9,5 milioni), aree industriali immediatamente fruibili dagli investitori, infrastrutture, networking con il sistema del credito e servizi di informazione.

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