Campobasso, testa alla sfida di Coppa per il team rossoblù

Un successo nel turno preliminare in occasione del derby con il Termoli e ora la prospettiva di un ulteriore derby, quello con il Vastogirardi, per provare ad entrare nei trentaduesimi.
Il Campobasso è determinato a proseguire nel suo cammino tricolore in quella che sarà la trasferta di domani al ‘Di Tella’ con il pubblico di fede rossoblù che è pronto a seguire in massa i propri beniamini.
Il team di Mosconi vuol far emergere, ancora una volta, quelle che sono le principali qualità di un team che, in tanti, tra gli addetti ai lavori, pongono al vertice della categoria come una delle formazioni favorite per il salto in Lega Pro.
Dalla loro i lupi cercheranno di essere determinati e dar vita ad una prova di tutta sostanza. Il vicepresidente Cirrincione, nei giorni scorsi, è andato a visitare anche la formazione juniores.
Da parte sua, il difensore Bonacchi lascia ad intendere come già col Termoli «c’è stata una prestazione di gruppo importante ed è stato bello vedere tanta gente vederci. Dobbiamo essere un gruppo di venticinque fratelli che gioca assieme».
«Per noi è stato bello vedere questo ambiente e dopo esserci sbloccati dopo i primi due-tre minuti di tensione, siamo riusciti a sbloccarci e giocare al meglio».
La squadra dovrebbe essere presentata ufficialmente assieme agli altri team di punta del capoluogo di regione (basket femminile di A1, volley di B maschile e futsal di A2 élite) venrdì prossimo nel corso di un evento in programma nella zona centrale del capoluogo di regione, inserito nel novero di una kermesse ancora più ampia.

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Uccisa con un colpo di fucile, tutta l’Italia piange Amarena

Uccisa da un uomo a colpi di fucile, nella periferia di San Benedetto dei Marsi, fuori dal Parco e dall’area contigua. È morta così Amarena, l’orsa divenuta famosa negli ultimi anni e simbolo del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise. Amarena – mamma di Juan Carrito, morto in un investimento sulla statale 17 a gennaio scorso – era una celebrità, famosa per le sue scorribande nei borghi abruzzesi e molisani senza mai creare problemi, spesso con i suoi cuccioli al seguito, ed era amata da tutti. Il responsabile, un allevatore e cacciatore di 56 anni, è stato immediatamente identificato dai guardiaparco e poi sottoposto ai rilievi dai Carabinieri arrivati intorno alle 23 di giovedì sul luogo della tragedia. Nei suoi confronti il pm Maurizio Maria Cerrato, della Procura di Avezzano, ha aperto un fascicolo per il reato 544bis del codice penale, ossia chiunque procuri per crudeltà o senza necessità la morte di animali: l’uomo rischia dai 4 mesi ai 2 anni di reclusione. Nel frattempo si apprende che l’uccisore era legittimato alla detenzione di armi da fuoco. I carabinieri della stazione del Comune di San Benedetto dei Marsi hanno sequestrato tutte le armi dell’uomo ed il bossolo esploso. Il 56enne si è difeso dicendo di aver «sparato per paura ma non volevo uccidere, l’ho trovata dentro la mia proprietà è stato un atto impulsivo, istintivo».
Una notizia che ha fatto il giro dei maggiori quotidiani nazionali scatenando l’ira di istituzioni e cittadini. Intanto sono ancora in corso le ricerche degli altri cuccioli: «Stiamo procedono attraverso una task force di carabinieri, guardiaparco e veterinari, anche attraverso l’uso dei droni», ha dichiarato Goffredo Arcieri, vice comandante del Reparto Carabinieri Parco in Pescasseroli. Proprio qualche giorno fa, il 26 agosto, Amarena era stata ‘avvistata’ insieme ai suoi piccoli nel centro abitato di San Sebastiano. Il video, ora diventato virale sui social, l’ha immortalata mentre ‘passeggiava’ tra le vie del borgo a pochi passi dai cittadini, senza mostrare alcun segno di aggressività.

Abruzzo sotto shock, Marsilio: «Ci costituiremo parte civile»

«La notizia dell’uccisione a colpi di fucile dell’orsa Amarena rappresenta un atto gravissimo nei confronti dell’intera Regione che lascia dolore e rabbia per un gesto incomprensibile». Lo ha dichiarato il governatore della Regione Abruzzo Marco Marsilio. «In tutti questi anni le comunità fuori e dentro ai parchi hanno sempre dimostrato di saper convivere con gli orsi senza mai interferire con le loro abitudini.
Mai un orso ha rappresentato in Abruzzo un qualunque pericolo per l’uomo, neanche quando si è trovato a frequentare i centri abitati. L’atto violento compiuto nei confronti del plantigrado non ha alcuna giustificazione. Confidiamo nelle indagini che sono state avviate dalle forze dell’ordine e dai vertici del parco, che hanno già individuato il responsabile, affinché la giustizia faccia il suo corso. Sono pronto a costituire la Regione come parte civile contro questo delinquente per tutelare l’immagine e l’onorabilità della nostra gente. Invito le comunità locali e tutti i turisti a continuare ad osservare tutte le norme prescritte affinché gli animali presenti sul territorio possano vivere indisturbati nel loro habitat», ha concluso Marsilio.

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Operaio folgorato: lunedì l’autopsia, Montaquila si prepara per l’ultimo abbraccio ad Antonio Di Lollo

Sarà l’autopsia a fare piena luce sulle cause del decesso di Antonio Di Lollo, l’operaio di Montaquila che ha perso la vita giovedì pomeriggio a Castel di Sangro, folgorato dopo aver urtato i cavi dell’alta tensione mentre stava tinteggiano la parete esterna di un’azienda agroalimentare. Il pm della Procura di Sulmona – che sul caso ha aperto un fascicolo – ha infatti disposto l’esame autoptico che sarà eseguito lunedì all’obitorio dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila, dove si trova la salma del 46enne.
L’ennesimo incidente sul lavoro che ha profondamente commosso le comunità di Montaquila e Venafro dove Antonio Di Lollo, operaio edile responsabile di una ditta, era molto conosciuto e ben voluto da tutti. Viveva, infatti, a Roccaravindola con la compagna e la figlia da molti anni. Dopo l’autopsia la salma verrà riconsegnata alla famiglia per l’ultimo saluto.

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