Mese: Dicembre 2023
Pizzone II bis, il sindaco: se fanno affondare il vascello chiederemo il conto a tutti

«Chiariamoci subito: se l’incontro con i funzionari dell’Enel è stato riservato ai consiglieri di maggioranza e di minoranza un motivo c’è. E questa decisione non può giustificare gli epiteti vergognosi rivolti a tutti gli amministratori da un cittadino pizzonese. Prima, durante e dopo l’incontro, verso i colleghi di maggioranza e di opposizione».
Non le manda a dire il sindaco Vincenzo Di Cristofano dopo l’onda di polemiche che lo hanno coinvolto: colpa della decisione di inibire l’accesso nella sala consiliare agli attivisti del Coordinamento per il No alla centrale idroelettrica che Enel Green Power vorrebbe realizzare sul territorio.
Un motivo c’è, ed è legittimo: a differenza dell’incontro avuto a Castel San Vincenzo il 28 novembre scorso, questo che si è tenuto a Pizzone l’altro ieri è durato molto meno ma ha fornito molti dettagli in più. Perché Enel ha portato – dietro specifica richiesta – informazioni che diversamente non avrebbe potuto fornire per ragioni di riservatezza.
I funzionari hanno illustrato, attraverso slide e simulazioni in 3D, informazioni ancora ‘sensibili’ che sono contenute nel nuovo progetto – il Pizzone II bis – per il quale l’iter partirà presto, in luogo del vecchio che ormai è finito nel cassetto di quelli che non si realizzeranno.
«Se non avessimo fatto questa scelta – spiega il battagliero sindaco Di Cristofano – Enel non avrebbe condiviso con noi queste informazioni per ovvi motivi. Dati oggettivi e non teorici quelli sui quali l’intero consiglio è stato informato. E sono quelli che io ho preteso. Ma, mi piace ricordarlo a tutti, ho già messo nero su bianco che a seguito della riunione che consiglieri di maggioranza e di minoranza hanno avuto con Enel, sarà organizzato un incontro con la cittadinanza alla quale verranno fornite tutte le informazioni.
Perché le decisioni le deve prendere chi vive su questo territorio 365 giorni all’anno. Non chi viene con il cagnolino al guinzaglio, a fare il week end».
Caustico, sì, ma nei fatti anche realistico il sindaco Di Cristofano. Al quale il Coordinamento non ha risparmiato bordate (vedi articolo in pagina, ndr).
«Ma scusi – dice – se vedono ombre, forse sono i primi adombrati… Oggettivamente, la nostra scelta ha pagato: la riunione ha permesso di avere le informazioni di cui avevamo necessità e che condivideremo con la comunità. L’esito della riunione che si è tenuta a Castel San Vincenzo mi pare sia stato molto diverso: è durata sette ore e mezzo, i tecnici Enel sono stati continuamente interrotti da un atteggiamento ostruzionistico che non ha consentito di chiarire nel concreto i dettagli del nuovo progetto e le modifiche apportate.
Noi oggi, di certo, abbiamo informazioni in più e queste aiuteranno ad affrontare la vicenda assieme alla comunità. Ma, attenzione, qui il campanilismo non c’entra. Ho già sentito la sindaca di Castel San Vincenzo, Marisa Margiotta, perché ritengo che anche noi amministratori si debba avere una sola voce che ci consentirà di essere più forti, con Enel e con le Istituzioni coinvolte.
E guardi che io, con Enel, ho litigato perché ho sollecitato gli aggiustamenti utili per l’intero comprensorio. Non solo per Pizzone. Noi siamo chiamati a fare l’interesse dell’Ente che amministriamo. Ci accusano di essere arroccati nel palazzo, bene: ho una squadra di giovani consiglieri che stanno tutto il giorno in Comune, noi non abbiamo personale, facciamo tutto. Sì, è vero, siamo arroccati in Comune ma perché lavoriamo lì – aggiunge, con una punta nemmeno tanto velata di sarcasmo -. Io non sono per i no ideologici, oltre i quali non ci sono alternative. E non seguo nemmeno le onde del momento. Se avessi voluto cavalcarle, mi sarei fatto un bel selfie con la scritta “No Pizzone” e oggi non saremmo qui a parlarne. Qui servono i fatti. E poi, ma chi l’ha detto che il Coordinamento rappresenta tutta la comunità, mi scusi? Si tratta di persone ideologicamente collocate, che non vivono nemmeno qui. Noi abbiamo la necessità di sopravvivere, stiamo morendo e ci siamo stancati di aspettare quello che sarà».
Contesta su tutta la linea anche la ricostruzione fatta dagli attivisti. Lei è un sindaco che sfugge alla sua comunità?
«Stamattina (ieri, ndr) ho partecipato alle celebrazioni per il nostro patrono. Ho incontrato i miei concittadini e le persone ritengono che io abbia assunto la decisione giusta per gestire la vicenda. Ma non è questione di medaglie. Qui, lo ripeto, è questione di sopravvivenza. E non solo di Pizzone ma di un’intera area.
Il Coordinamento per il No non può arrogarsi il diritto di rappresentare tutti i cittadini. Chiariamoci, non sono il Ponzio Pilato della situazione: il nuovo progetto, in vece di quello che non esiste più, ha risolto le problematiche più impattanti e mi riferisco ovviamente al nostro comprensorio, non solo al mio comune. Quindi da oggi ragioniamo su fatti concreti».
Con Enel si sarà affrontato, ovviamente, anche l’argomento ‘opere compensative’ che potranno sostanziarsi, ad esempio, nella realizzazione di infrastrutture importanti per la comunità, per il suo futuro.
«Appunto, ma quale bar – rilancia il sindaco, punzecchiando il Coordinamento che ha fornito questa versione dei fatti -; si tratta della direzione da dare allo sviluppo».
Intanto, nell’ottica del fare rete, la questione pare essere a questo punto: con la sindaca Margiotta, il primo cittadino di Pizzone ha avuto un confronto telefonico proprio l’altra sera.
Con il sindaco di Alfedena sembra che le strade non siano propriamente identiche ma c’è da dire che Enel ancora non illustra il nuovo progetto all’amministrazione comunale (lo farà nelle prossime ore, come Primo Piano ha anticipato nell’edizione di ieri, ndr).
E con il Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise?
«Non ho discusso – commenta Di Cristofano – ma devono capire che se per causa loro naufraga il vascello, noi chiederemo conto. Come lo chiederemo alla Regione Molise. Guardi, il Pnalm ha progetti fermi da decenni, come quello per l’area faunistica per l’orso sulla quale noi puntiamo per essere attrattivi. Per portare gente. Se faranno affondare il vascello, io andrò a bussare e chiederò, per la mia comunità, cosa c’è dopo il loro no. Ho apprezzato molto il nuovo presidente della Provincia, che non è della mia stessa parte politica e che non ho appoggiato – commenta senza filtri il sindaco di Pizzone -: ha detto che è un progetto da perorare. E lui è un geologo, non è solo un amministratore. La verità è che siamo tutti impegnati nella difesa del nostro territorio, lo facciamo ogni giorno. E siamo impegnati nel dare un futuro a chi vive il territorio, a chi vuole restare. E servono i fatti, non gli slogan».
lucia sammartino
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Fino a Isernia tratta terminata, Castrataro ‘inchioda’ Trenitalia

Trenitalia ha chiesto, tra gli altri, al Comune di Isernia la proroga ad accedere con gli autobus sostitutivi nel piazzale davanti alla stazione per tutto l’anno 2024. Non si capisce perché, visto che da Rfi – ancora nelle ultime ore pur se in via informale – il sindaco della città pentra ha ricevuto conferma che la linea elettrificata fino a Roccaravindola sarà collaudata a partire dal 10 dicembre. Perché non far partire tutte le corse per la Capitale da Isernia, si chiede allora Piero Castrataro, dimezzando la percorrenza dei pendolari sui pullman?
Mancano i treni elettrici? Vero. Ma anche quelli che partono già da Isernia non lo sono. In attesa che sia completata l’opera e implementato il parco mezzi, ragiona il sindaco, si potrebbero diminuire i disagi per i viaggiatori. E, ancora, qual è l’esatto cronoprogramma di un intervento che si sta rivelando oltre modo lungo e maledettamente costoso, considerando che la stima dell’investimento complessivo è passata dagli originari 80 milioni a 290 milioni di euro, come dichiarato a Primo Piano dai vertici di Rfi.
Per venire a capo dell’intricata vicenda Castrataro ha scritto a Trenitalia. La sua nota è stata indirizzata per conoscenza anche a Rfi, al presidente della Regione Francesco Roberti (che ha la delega ai Trasporti), all’assessorato alle Infrastrutture retto da Michele Marone, alle prefetture di Isernia e Campobasso e al ministero dei Trasporti guidato dal vicepremier Matteo Salvini.
Trenitalia ha chiesto la proroga dell’accesso al piazzale della stazione di Isernia per via del «dilazionarsi dei tempi per il completamento dei lavori di elettrificazione del percorso ferroviario Campobasso – Roccaravindola, sulla tratta Campobasso – Roma».
Ma Castrataro ha tenuto con Rfi un contatto costante e collaborativo, interessandosi direttamente anche dei procedimenti per le autorizzazioni necessarie per la realizzazione delle opere, in modo – spiega a Primo Piano – che questo «avvenisse nel minor tempo possibile». Quindi, è al corrente dello stato dell’arte.
I problemi legati alle interferenze sulle linee elettriche tra le stazioni di Isernia e Roccaravindola sembrano risolti, ha argomentato nella nota a Trenitalia. Nelle ultime ore ha avuto conferma che il collaudo della galleria Campacchione, nella tratta Sant’Agapito e Isernia, è stato effettuato. A questo adempimento aveva dato cenno Rfi nelle risposte alla domande di questa testata sul collaudo della tratta, sui tempi per la messa in esercizio e sui costi dell’opera (pubblicate il 30 novembre scorso).
Tenuto conto, allora, dei disagi per i passeggeri, anche in termini di allungamento dei tempi di percorrenza per Roma, e delle ricadute negative dal punto di vista economico e ambientale, il sindaco di Isernia ha chiesto «chiarimenti circa le motivazioni tecniche e/o amministrative che attualmente impongono il ricorso al servizio sostitutivo su gomma, almeno sulla tratta Isernia-Venafro, percorso che potrebbe effettuarsi su rotaia considerata la fruibilità della tratta stessa». Fondamentalmente, Castrataro ha sollecitato «il ripristino di Isernia quale stazione capolinea di arrivo e partenza dei treni in esercizio sulla tratta Roma-Campobasso».
Una scelta che, da quanto in qualche modo gli è stato fatto capire, ora appartiene al gruppo Ferrovie dello Stato e alla Regione Molise. Ma Trenitalia non è estranea, visto che è con questa società che Palazzo Vitale ha firmato il contratto di servizio.
E, non ultimo per importanza, il sindaco chiede un cronoprogramma preciso della messa in funzione definitiva della tratta elettrificata Campobasso-Roccaravindola per poterne informare in maniera «puntuale, corretta e doverosa» la cittadinanza.
Quanto all’incremento monstre della spesa per elettrificare una settantina di chilometri di ferrovia, a Castrataro «sembra spropositato, anche considerando l’aumento dei materiali e l’inflazione, comunque molto superiore alla media degli aumenti di altri appalti. A fronte di un’opera, poi, che non è ancora terminata. Quattro milioni a chilometro per cosa?».
ritai
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