Cuore, Responsible centro pilota per la nuova valvola Mitris Resilia

Il Responsible Research Hospital di Campobasso è stato il secondo centro in Italia e il primo del Centrosud a impiantare l’innovativa valvola cardiaca Mitris Resilia.
L’ospedale presieduto da Stefano Petracca è stato scelto come centro pilota per l’utilizzo di questa valvola, in totale sono solo tre le unità di Cardiochirurgia individuate nel panorama nazionale. L’azienda statunitense produttrice della Mitris Resilia ha effettuato un’accurata selezione, assicurandosi che gli specialisti avessero la necessaria expertise per impiantare questo particolare dispositivo.
Ieri, l’equipe diretta dal professor Severino Iesu ha effettuato i primi due interventi chirurgici, nei prossimi giorni ne seguiranno altri. Le condizioni cliniche dei pazienti sono stazionarie, con un normale decorso post operatorio.
La protesi Mitris Resilia rappresenta quanto di più moderno e tecnologicamente avanzato è a disposizione della Cardiochirurgia in termini di valvole biologiche da impiantare in posizione mitralica. Infatti, la geometria della valvola e l’utilizzo del pericardio bovino, per le cuspidi della stessa, trattato col metodo resilia, peraltro già ampiamente utilizzato con successo sulle protesi in posizione aortica, promettono una maggiore durata nel tempo, aprendo scenari importanti riguardo alla qualità e alla “quantità” della vita offerta ai pazienti che la impiantano. «Responsible – assicurano i vertici dell’ospedale – contribuirà in maniera determinante a scrivere questa storia proiettata nel futuro».

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Dimensionamento, sicurezza e priorità agli studenti: la “scuola” di Chimisso

Piano di dimensionamento, sicurezza degli edifici scolastici, lo studente al centro dell’azione educativa. Di questo e altro ha parlato ieri la neo direttrice dell’Ufficio scolastico regionale del Molise Maria Chimisso, nel corso della prima conferenza stampa del suo mandato.
«Oggi noi siamo chiamati a riflettere sul significato di essere e poter fare scuola – ha detto la ex preside dell’Alberghiero di Termoli – e questo significa sicurezza degli edifici scolastici, significa attenzione anche alla logistica, per la gestione e per l’aggregazione degli istituti attorno alla figura delle studentesse e degli studenti. C’è sicuramente un impegno significativo da parte dell’Europa, del governo e del ministero dell’Istruzione e del Merito che riguarda gli investimenti e i fondi che arrivano dal Pnrr – ha aggiunto – sia per la sicurezza, sia in ordine all’istruzione ‘0-6’, sia in ordine alle opportunità che vengono date alle scuole per quanto riguarda l’ammodernamento delle strutture e per la gestione delle attività extracurriculari aggiuntive».
Un passaggio, poi, sugli investimenti dell’Agenda Sud. «Noi siamo Sud, e nell’ambito dell’Agenda Sud dobbiamo trovare risorse, modi e tempi per valorizzare la scuola molisana – ha sottolineato la direttrice dell’Usr – Dobbiamo ragionare sulla valorizzazione dei giovani molisani che spesso sono costretti a dimostrare le loro capacità e le loro qualità al di fuori di questa terra. Le nostre ragazze e i nostri ragazzi vanno messi al centro, attraverso la valorizzazione del dialogo con tutte le istituzioni del territorio. La scuola deve essere un luogo di aggregazione e deve essere aperta a tutta la comunità, deve essere motore di un cambiamento culturale forte all’interno delle comunità molisane».
Per quanto riguarda le sfide educative sulla disabilità e sull’inclusione, Chimisso ha ricordato di aver dedicato una vita a questi temi. «Continuerò a lavorare su questo fronte – ha concluso – così come continuerò a lavorare con grandissima energia sulla valorizzazione dell’istruzione tecnico/professionale perché sono consapevole di quale potenzialità essa esprima».
Prima della conferenza stampa si è tenuta la cerimonia di intitolazione della “Sala Riunioni” dell’Usr Molise al dirigente tecnico Fabio Calandrella, scomparso un anno fa. All’evento (cui ha preso parte anche Marina Calandrella, sorella del compianto dirigente) hanno partecipato le massime autorità civili, militari e religiose del territorio, oltre a tanti dirigenti scolastici e personale della scuola.

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Da Matera a Campobasso, monsignor Biagio Colaianni è il nuovo arcivescovo

Arriva dalla Basilicata, una regione piccola, molto simile al Molise, «dunque saprà comprendere i limiti della nostra terra ma anche valorizzare le sue ricchezze». Biagio Colaianni è il nuovo vescovo della Diocesi di Campobasso-Bojano. L’ufficialità è arrivata ieri mattina dalla Nunziata Apostolica in Italia che ha comunicato la nomina al vescovo dimissionario Giancarlo Bregantini che, a sua volta, ha convocato la stampa ed i presbiteri nella sala auditorium Celestino V.
Nato a Matera 66 anni fa, monsignor Biagio Colaianni lascerà presto la Diocesi della sua città di origine – dove è stato vicario Generale e moderatore della Curia – per abbracciare i fedeli molisani.
I tempi non sono ancora stati definiti, bisognerà infatti attendere l’ordinazione episcopale di Colaianni. Con molta probabilità arriverà a Campobasso con il nuovo anno.
«La nomina da parte di Papa Francesco nella mattinata del 6 dicembre 2023, festa di San Nicola – ha detto Bregantini – è stato accolto con gioia dalla chiesa particolare molisana e dal suono festoso delle campane delle parrocchie di tutta la Diocesi.
Padre Giancarlo, che ha presentato le dimissioni per raggiunti limiti di età, da oggi assume l’incarico di amministratore apostolico dell’Arcidiocesi che manterrà fino alla presa di possesso della sede da parte del nuovo arcivescovo Colaianni.
Bregantini esprime la sua gratitudine piena al Santo Padre con queste parole: «Oggi, a pochi giorni dalla festa dell’Immacolata, accogliamo la nomina di Monsignor Biagio Colaianni come annuncio di vera gioia e di speranza per la nostra Chiesa. Certi che il pastore scelto e designato a venire in mezzo a noi ci aiuterà a camminare verso la luce di Cristo, Signore della vita».
Bragntini però promette di rimanere in Molise: «Vorrei continuare a vivere a Campobasso, in questa terra che mi ha dato tanto, seguendo la volontà di Dio, esattamente come feci 30 anni fa quando andai a Locri. Perché per essere vescovi è necessario seguire il valore dell’obbedienza. Ora un’altra figura ha detto ‘sì’ a Dio. Monsignor Colaianni ci aiuterà a camminare verso Cristo». A margine della conferenza garantisce anche sulla riapertura della chiesa della Santissima trinità: «Nonostante lo slittamento dei lavori che sono dipesi da problemi tecnici e di reperimento delle materie prime – dice – io riaprirò la Cattedrale per accogliere il nuovo vescovo».
Monsignor Colaianni ha compiuto gli studi presso il Pontificio Seminario dell’Italia Meridionale San Luigi di Napoli. È stato ordinato sacerdote il 9 maggio 1984 ed è stato incardinato nella diocesi di Matera. Ha conseguito la Licenza in Teologia Spirituale presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma. Ha ricoperto i seguenti incarichi: mansionario del Capitolo Cattedrale (1979-1988); vicerettore del Seminario Minore di Matera (1983-1985); parroco di S. Giovanni Battista in Ferrandina (1988 -2005); docente di Religione (1989-1997); moderatore dell’Unità Pastorale S. Giovanni Battista in Ferrandina, Sacro Cuore al Borgo Macchia e S. Michele Arcangelo in Pomarico (1998-1999); vicerettore del Seminario Maggiore Interdiocesano di Basilicata Giovanni Paolo II a Potenza (2005-2006) e poi rettore (2007-2012); membro del Consiglio Presbiterale Diocesano (1989-1993; 2011-2004; 2005; 2009-2014); vicario foraneo della Zona Collina (2001-2005); assistente ecclesiastico Agesci per i Campi Formazione Associativa (1990-2005); membro della Commissione Presbiterale Regionale, membro del Centro Vocazioni Regionale, delegato della Ceb per il Coordinamento della Formazione al Presbiterato attuata nel Seminario Minore, nel Corso Propedeutico e nel Seminario Maggiore (2007-2012); delegato regionale dell’Unione Apostolica Clero (2008-2009); membro della Commissione Presbiterale Nazionale (2008-2012); direttore del Centro Diocesano Vocazioni (2011-2018); sindaco del Collegio dei Revisori dell’Idsc di Matera (2014-2018); vicario foraneo della Città di Matera (2016-2019); assistente spirituale di zona dell’Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani (2016-2020); delegato del Percorso sinodale per il X Sinodo Diocesano dell’Arcidiocesi di Matera-Irsina (2017-2018); membro del Collegio dei Consultori (2018-2023). Attualmente è parroco di S. Giacomo a Matera; dal 2019, vicario generale dell’arcidiocesi e moderatore di Curia; dal 2020, componente del Consiglio Episcopale; dal 2021, Canonico del Capitolo Cattedrale di Matera; dal 2023, Membro del Consiglio presbiterale diocesano.

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