Colletorto non perderà la caserma dei Carabinieri

Il sindaco di Colletorto, Cosimo Damiano Mele, ha vinto la sua battaglia. Da ex appartenente all’Arma dei Carabinieri (ora in pensione), è riuscito nell’obiettivo di preservare la caserma a Colletorto, che in precedenza altri avrebbero voluto trasferire a San Giuliano di Puglia. La vicenda della dislocazione della Caserma dei Carabinieri di Colletorto verso il Comune di San Giuliano di Puglia, dunque, è giunta a conclusione. Ieri, il Sindaco Cosimo Damiano Mele annuncia che la Caserma dei Carabinieri resterà a Colletorto. Tutto questo grazie all’impegno profuso dall’amministrazione comunale e alla sensibilità mostrata dall’Arma dei Carabinieri nel recepire le problematiche che sarebbero sorte in seguito al trasferimento della stessa. Dal tavolo tecnico tenutosi in data 27 ottobre 2023 presso il Provveditorato per le Opere Pubbliche di Campobasso, cui hanno partecipato sia il Sindaco di Colletorto sia l’Arma dei Carabinieri nella persona del Colonnello Luigi Delle Grazie, è stato confermato l’interesse unanime a realizzare una nuova struttura da adibire a Caserma Stazione dell’Arma dei Carabinieri in Colletorto. Inoltre, grazie alla preziosa disponibilità del Provveditorato di Campobasso è stata verificata l’esistenza e l’entità delle risorse finanziarie sul bilancio del Mit, ancorché perenti, per la fattispecie costruttiva che doveva essere realizzata, all’epoca dei fatti, in contrada Pozzo Berardinelli. Si ricorda infatti che nel 2004 iniziava l’iter per la costruzione della nuova Caserma di Colletorto, subito dopo interrotto a causa di problematiche emerse circa l’idoneità del sito. Negli anni a seguire (2012) veniva individuata una nuova area, redatto un nuovo progetto preliminare, tra cui anche una relazione geologica e geotecnica attestanti l’idoneità del nuovo sito. Purtroppo a distanza di tanti anni tale progetto risulta non essere più adeguato alle normative tecniche in vigore oltre che ai nuovi parametri dimensionali dell’Arma dei Carabinieri e pertanto sarà necessario, da parte del Provveditorato, apportarvi degli aggiornamenti tecnici. A questo punto, rimane essenziale e propedeutico procedere con l’acquisizione dell’area e successivamente al trasferimento a titolo gratuito della stessa al demanio dello stato. In questo senso, il sindaco Mele conferma che, grazie ad una attenta gestione delle risorse finanziarie del bilancio comunale che si è avuta negli ultimi anni, il Comune ha accantonato le risorse necessarie per procedere all’acquisto del terreno e la successiva consegna al demanio dello Stato e poi al Provveditorato per le fasi procedurali di propria competenza».

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Partono ufficialmente i saldi, Di Lucente: riforma del settore ascoltando le associazioni

Partono ufficialmente oggi, ma le vendite promozionali sono proposte da molti negozi già da qualche giorno, i saldi invernali in Molise.
La decisione di mantenere la data inizialmente prevista è stata assunta dalla Conferenza Stato-Regioni.
L’amministrazione di Palazzo Vitale, attraverso il vicepresidente e assessore alle Attività produttive Andrea Di Lucente, aveva chiesto una posticipazione a causa delle temperature ancora molto elevate.
«Alla fine, è stato deciso di mantenere il calendario in vigore ogni anno, ma di iniziare a discutere una riforma del settore – spiega Di Lucente – Già in un primo incontro con le associazioni dei commercianti, abbiamo analizzato i problemi che attanagliano il settore. La concorrenza di colossi online, la necessità di regole più flessibili e di maggiore dialogo con le associazioni sono punti sui quali stiamo lavorando per cercare di dare nuova linfa ad un settore che risente più degli altri il momento economico particolare. Con l’aiuto delle associazioni di categoria presenteremo anche a livello nazionale proposte per provare a riequilibrare il peso che i piccoli negozi possono avere nei confronti delle grandi catene online».

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Agnone. Al Caracciolo chiude anche la mensa, servizio esternalizzato per 4 mesi

L’alibi è sempre il solito: la grave carenza di personale. E l’azienda ovviamente cosa fa? Invece di assumere, taglia il servizio, esternalizzando. E magari alla fine della fiera la cifra spesa per l’esternalizzazione sarà anche maggiore del costo vivo di qualche dipendente da assumere. Questione da ragionieri, non da cronisti. Un copione già visto, e forse in questo caso è davvero uno dei mali minori, per l’ospedale di area disagiata “San Francesco Caracciolo”di Agnone. Poco prima di Capodanno, infatti, il direttore dell’unità “Acquisizione beni e servizi” dell’Azienda sanitaria regionale del Molise, Rosa Vergalito, ha accettato e autorizzato quanto proposto dal ragionier Biagio Nardoia, che firma nella duplice veste di responsabile dell’istruttoria e di funzionario proponente, dichiarando definitivamente estinto il servizio di preparazione pasti del piccolo ospedale di frontiera. L’atto aziendale fa riferimento ad una nota con la quale il direttore sanitario dei presidi ospedalieri di Isernia, Venafro e Agnone ha fatto rilevare la «grave carenza di personale presso il servizio di cucina interne di Agnone a seguito di numerosi pensionamenti». Lo stesso dirigente medico, sempre con la medesima nota ai vertici aziendali, ha chiesto «la sostituzione del personale collocato riposo, al fine di continuare a garantire il servizio in parola, essenziale per l’assistenza dei ricoverati» nel reparto di Agnone. L’Asrem ha preso la palla al balzo e ha chiesto alle ditte titolari, attualmente, dei contratti di ristorazione presso gli ospedali di Campobasso, Isernia e Termoli, la disponibilità alla fornitura dei pasti, quindi colazione, pranzo e cena, presso il presidio ospedaliero di Agnone. A questo punto il primo intoppo: il Consorzio nazionale servizi, titolare del contratto di ristorazione presso l’ospedale di Isernia, tramite la sua consociata All-Food Spa, si è dichiarato disponibile ad attivare il servizio di ristorazione anche ad Agnone, ma «limitatamente alla produzione dei pasti e fatta eccezione per il trasporto» dal capoluogo pentro all’alto Molise. Si è presentata dunque la necessità di affidare il servizio di trasporto pasti ad un altro operatore economico. Uno cucina, l’altro trasporta i pasti da Isernia a Agnone. Dopo tutte le procedure previste, il servizio è stato assegnato alla ditta “Ri.Ca” srl, con sede a Somma Vesuviana in provincia di Napoli, al prezzo complessivo di ventottomila e cinquecento euro, più Iva. La spesa complessiva si aggira intorno ai 35mila euro, per il solo servizio di trasporto dei pasti dalla cucina del “Veneziale” di Isernia ai presidi ospedalieri di Venafro e di Agnone «per la durata presunta di mesi quattro». Inoltre, sul documento Asrem, si fa esplicito riferimento solo al pranzo e alla cena, mentre nel computo del prezzo da pagare per il servizio trasporto, non viene inglobata la colazione. Vuoi vedere che l’Asrem ha considerato superfluo il primo pasto, quello del mattino, per i ricoverati di Agnone? Infine, atteso che il provvedimento è della durata «presunta» di quattro mesi, cosa accadrà dopo la scadenza temporale indicata? Misteri dell’Asrem.

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