Campobasso. I Popolari scoprono le carte, Colagiovanni sul tavolo delle trattative

I Popolari per l’Italia scoprono ufficialmente le carte e lanciano la candidatura di Salvatore Colagiovanni a sindaco di Campobasso. Ieri pomeriggio il partito di Vincenzo Niro – assente perché fuori regione – ha incontrato la cittadinanza e presentato i primi otto punti del programma, sostenuto da altre due liste: il Nuovo Partito Socialista e il gruppo civico ‘Diritto e Libertà’. Il nome del consigliere comunale, dunque, sarà proposto ufficialmente al tavolo del centrodestra in programma domani pomeriggio. Lo stesso Colagiovanni, però, ci tiene a ribadire che la proposta dei Popolari non vuole essere un diktat nei confronti della coalizione: «I criteri per la scelta del candidato sindaco li stanno stabilendo i segretari regionali, Vincenzo Niro sta portando una valida proposta per unire il centrodestra per poter battere il Pd e le sinistre. L’obiettivo è vincere le elezioni, nessun altro». Dunque nessun ‘no’ a priori alla designazione del presidente del Consiglio regionale (che poi in serata ha rinunciato ufficialmente alla candidatura, ndr) da parte di Fratelli d’Italia , quello che si contesta è il metodo della scelta. «La battaglia non viene fatta contro Quintino Pallante – rimarca – cerchiamo di fare sintesi intorno a un candidato che possa unire. Lunedì c’è un nuovo tavolo, noi non siamo quelli che dettano imposizioni, noi diciamo semplicemente che bisogna confrontarsi perché Campobasso è una piazza importante, dunque il candidato sindaco deve rappresentare tutta la coalizione».
Più diretto Pasquale Terzano che venerdì pomeriggio ha preso parte al tavolo del centrodestra in rappresentanza di Niro: «La nostra è una forza significativa del centrodestra che, in considerazione dei numeri – rappresentiamo il 17% degli elettori – chiede rispetto nella coalizione. Per individuare il candidato sindaco si discute in maniera democratica, facendo e valutando delle proposte, non accettiamo imposizioni».
Presenti all’incontro le consigliere comunali Carla Fasolino e Pina Passarelli, la neo consigliera provinciale Anna Pollace, e ‘vecchi volti’ di Palazzo San Giorgio, Gianluca Maroncelli e Giovanni Di Giorgio. L’altro consigliere del gruppo, Alessandro Pascale, era assente per motivi di salute.
«Obiettivo di oggi – ha poi spiegato il capogruppo dei Popolari – è cominciare a parlare di politica, di programmi e cominciare il confronto con le associazioni e con tutto il tessuto della città di Campobasso. Abbiamo messo nero su bianco i primi otto punti del programma ed ora inizia il cammino per la città, perché molti residenti delle contrade ci hanno chiesto di toccare con mano le tante criticità, dalla mancanza del metano, all’illuminazione pubblica.
Altro problema che poniamo sono le condizioni del centro storico che per noi è il biglietto da visita di Campobasso. Abbiamo già avviato un confronto con i residenti». I primi punti riguardano viabilità, turismo, sport, riqualificazione del centro storico, valorizzazione dei Misteri, attenzione alle contrade.
«Obiettivi concreti e realizzabili», ha sottolineato Colagiovanni. Proposte che saranno illustrate anche al tavolo della coalizione.

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Elezioni a Campobasso, Pallante dà forfait: ringrazio il partito ma rinuncio alla candidatura a sindaco

Il ‘forfait’ era nell’aria. Del resto il tavolo del centrodestra riunito venerdì pomeriggio ha dato una indicazione chiara: attorno alla figura di Quintini Pallante, candidato sindaco di Campobasso, non c’è convergenza. E così, a distanza di 24 ore dalla riunione della coalizione, il diretto interessato ha sciolto le riserve ed ha fatto un passo indietro, rinunciando alla designazione fatta dallo stato maggiore di Fratelli d’Italia. «In riferimento alla richiesta di offrire la mia disponibilità a candidarmi alla carica di sindaco di Campobasso – scrive il presidente del Consiglio regionale – mi preme sottolineare come, da parte mia, ci sia sempre stato l’interesse all’unità della coalizione di centrodestra senza mai anteporre obiettivi personali e quelli della compagine politica a cui mi onoro di appartenere.
In virtù di tutto ciò, ringrazio innanzitutto il mio partito nella persona dell’onorevole Giovanni Donzelli per la fiducia accordata, ancora una volta, alla mia persona e ringrazio, altresì, i partiti alleati che, sin da subito, hanno ritenuto di sostenere il mio nome.
Tuttavia, tenendo conto del ruolo affidatomi dal Consiglio Regionale, che pure ringrazio, e ritenendo tale impegno a garanzia dello stesso e del Governo regionale, come pure dei cittadini molisani, continuerò a svolgere il mio ruolo, assicurando al contempo il massimo sostegno alla coalizione di centrodestra».
Una decisione che di fatto toglie dall’imbarazzo il partito e il centrodestra – in una fase di stallo da dieci giorni – in vista dell’arrivo di Giorgia Meloni domani a Campobasso e che rimette tutto in discussione all’interno della coalizione che, a distanza di meno di tre mesi dal voto, non ha ancora trovato la quadra né nel capoluogo né a Termoli.

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Trivento. Nicodemo messa alla porta «perché ho chiesto chiarezza e trasparenza»

Fino a tre giorni fa era assessore ai Lavori pubblici e alla Programmazione al Comune di Trivento. La revoca dell’incarico all’ex assessora Angelica Nicodemo, a ridosso delle elezioni amministrative, non è stata però indolore. Lei stessa in una nota inviata in redazione precisa: «Prendo atto di questa decisione ma non riesco a trovare, nelle parole del decreto, la motivazione di questa presa di posizione». L’atto di cui parla Nicodemo è del 21 marzo, giorno in cui il sindaco Pasquale Corallo le revoca l’incarico per affidarlo al consigliere comunale Angelo Vasile. «Durante il mio mandato – evidenzia la Nicodemo – ho sempre chiesto al sindaco Corallo chiarezza in merito alla programmazione cittadina da svolgere e trasparenza nella comunicazione della stessa verso la cittadinanza. Il risultato è stato: nessuna risposta nel merito ma un ennesimo cambio alla guida di uno, se non il più importante assessorato comunale». Va precisato che Angelica Nicodemo era entrata in giunta meno di un anno fa, precisamente il 1 luglio 2023, al posto di Angelo Lomastro, a sua volta dimessosi dall’incarico per motivi strettamente personali.
«Credo fermamente che la trasparenza e la collaborazione siano fondamentali per una efficace amministrazione pubblica – aggiunte Nicodemo – Ho sempre lavorato seguendo questo modus operandi, cercando di coinvolgere tutti gli attori interessati nel processo decisionale e garantire la massima chiarezza nelle azioni intraprese. Che potessero esserci delle frizioni all’interno del gruppo di maggioranza, dei punti di vista diversi tra me e il primo cittadino – l’accusa dell’ex assessore Nicodemo – credo sia una cosa normale durante un mandato amministrativo. Ciò che trovo poco democratico (ovviamente sono bene a conoscenza dei poteri in mano al sindaco e della possibilità di nomina e di revoca; il mio è un aspetto umano: ecco la poca trasparenza) è la mancanza di confronto e di comunicazione diretta della decisione presa». Infine Nicodemo ringrazia «tutti coloro che mi hanno sostenuto in questo percorso, di chi ha creduto in me: da parte mia c’è sempre stata responsabilità e disponibilità verso tutta la comunità di Trivento ma, soprattutto, coerenza programmatica con quanto i triventini decisero di scegliermi come loro amministratrice nel 2019».

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