Termoli. “Pace, Terra e Dignità”: raccolta firme per Bruxelles

«Portare al Parlamento europeo un progetto di pace, contro le politiche attuali che vogliono promuovere una economia di guerra, con un massiccio riarmo. Ci porterà tutto questo sull’orlo della terza guerra mondiale. L’Unione europea non rappresenta la volontà dei cittadini, che vorrebbero percorrere una via diplomatico e negoziale, come professa Papa Francesco. Politiche belligeranti che sono pagate soprattutto da chi sta peggio, come nel Mezzogiorno. Nel Sud ancora più critica la prospettiva delle aree interne. Il registro di Bruxelles deve cambiare». Venerdì sera e ieri mattina in città è approdato con Piernicola Pedicini il tour per la raccolta firme: «Sostieni la Pace e il Sud con la lista per le Europee2024 “Pace, Terra e Dignità». «È giunto il momento di dare voce alla nostra volontà di cambiamento! Unisciti a noi nel sostenere la lista “Pace, Terra e Dignità”, l’unico progetto politico che mette al centro la pace e il rilancio del Sud. Siamo gli unici a chiedere un cessate il fuoco ovunque ci sia guerra e a combattere per ridare dignità al Mezzogiorno d’Italia. Vogliamo trasformare il Sud da periferia d’Europa a locomotore dell’intero continente, un crocevia di rapporti economici con il resto del mondo. Vieni ai nostri gazebo che allestiremo, a partire da oggi, nelle varie regioni del Sud. La tua firma darà forza al nostro impegno!»

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«Il paziente deve essere preso in carico subito»

La presenza del sindaco di Colletorto e di un assessore all’incontro sulle esperienze di Hospice promosso dall’Asrem certifica l’interesse ad ampliare i posti letto, che come affermato dal primario Mariano Flocco passeranno a 30, sfruttando la capacità di una nuova struttura. Interessante analisi delle cure palliative, quello di venerdì scorso a Termoli, nell’auditorium di via Elba. «Nel Dna delle cure palliative c’è l’approccio globale, come dice l’Oms, che la salute è stato di benessere, non assenza di malattie». Si esprime così la sociologa Annamaria Perino, che ha moderato il simposio medico. «Il paziente “inguaribile” deve essere preso in carico molto prima del fine vita ed essere trattato a tutto tondo, noi siamo qui a promuoverne la cultura delle cure palliative e prendiamo in carico anche la famiglia L’1% circa della popolazione molisana è interessata dalle cure palliative. Un percorso che avvolge e che prende in carico il malato ma anche la sua famiglia, per dare dignità, assistere, supportare chi soffre. Gli approfondimenti nel convegno che si è tenuto questo pomeriggio all’auditorium del Comune di Termoli, dal titolo “La cura delle malattie inguaribili tra dolore, dignità e speranza: l’apporto dei servizi di cure palliative”. «Celebriamo uno straordinario evento scientifico di elevato valore morale, sociale e religioso che investe etica, bioetica e religione – ha commentato il direttore generale Asrem, Giovanni Di Santo – Le cure palliative in definitiva consistono in un insieme di interventi finalizzati ad alleviare sia i sintomi fisici della malattia, per esempio il dolore o la nausea, sia quelli psicologici, dalla sensazione di rabbia, alla depressione, alla paura. Rappresentano inoltre una importante e straordinario pallium (mantello) che avvolge il paziente nella sua globalità e multi complessità patologica, esercitandone la charitas cristiana. Le cure palliative accompagnano e custodiscono il “malato terminale” assistendolo nel dolore, nelle sofferenze e nelle difficoltà che incontrerà durante l’ultimo periodo della sua vita rappresentando un sottile, fragile ma imprescindibile equilibrio tra sacralità della vita e garanzia di qualità, dignità e benessere fisico e psichico. L’Asrem ritiene prioritarie questi argomenti impegnando risorse umane, tecnologiche e strutturali alle cure palliative, avendo anche assicurando ai pazienti in carico in questo setting assistenziale la telemedicina a garanzia di una offerta consulenziale a distanza sia per i pazienti in hospice che in quelli domiciliarizzati». Immancabile l’accenno all’Hospice di Larino, affidato alla responsabilità e all’umanità del dottor Mariano Flocco che con determinazione e amore porta avanti un lavoro incessante. «Per poter stare vicino ai paziente che scelgono le cure palliative – ha concluso il vertice Asrem – c’è necessità di avere una certa predisposizione di animo del malato». La road map vedrebbe il trasferimento nella Rsa di Colletorto, nuova e mai entrata in funzione, ambienti che non potrebbero essere rinnovati nell’attuale sede e ci sarebbe comunque la volontà di tenere separate le attività dell’Hospice da quelle della casa della salute dell’ex Vietri.

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“Grazie per avermi amata”, a Campobasso un ulivo in ricordo di Marianna

Persona rara, dall’animo gentile. La sua risata contagiosa era per tutti un’iniezione di felicità. Sorella, amica, confidente, compagna di risate e punto di riferimento per la scuola e l’intero quartiere: è così che familiari e amici ricordano Marianna Priano, 33enne di Busso ma campobassana di adozione, titolare del Bartime in via Svevo, scomparsa pochi mesi fa a causa di un male incurabile.
Ieri mattina l’omaggio nel parco di via Leopardi organizzato da docenti, genitori, alunni, dirigenza e personale scolastico dell’istituto comprensivo Igino Petrone.
Intorno alle 13.30 un momento di preghiera e di riflessione insieme a padre Gianpaolo, parroco della Mater Ecclesiae, seguito dalla benedizione dell’ulivo messo a dimora nel terreno del parchetto quale simbolo di pace e di amore che dura nel tempo. Un albero stabile e forte come il ricordo e l’affetto che i presenti continuano a nutrire nei confronti di Marianna.
Visibilmente commossi i genitori della 33enne, papà Peppe e mamma Antonietta, presenti insieme alla sorella maggiore di Marianna, Cristina, e a suo marito Silvio.
Dopo la benedizione i bambini hanno decorato l’arbusto con dei cuori di carta colorati.
Al fine di rendere omaggio all’immensa generosità e al buon cuore di Marianna, l’iniziativa è stata anche occasione per aiutare i bimbi meno fortunati. Nel corso della manifestazione, infatti, è stata realizzata una raccolta fondi destinata all’Unicef per garantire materiale scolastico e contribuire all’istruzione di bambini e bambine che vivono in condizioni di povertà o in situazioni di emergenza.
A rimarcare il forte impatto che Marianna ha avuto sulle vite di tutti le parole del dirigente scolastico Giuseppe Natilli che ha commentato così l’iniziativa: «Marianna amava davvero la scuola. Lavorava nel suo bar con una passione ed una dedizione incredibili e amava molto anche i bambini, ai quali riservava sempre un sorriso o una parola affettuosa. A Pasqua e a Natale, addirittura, era solita donare un regalo o un pensierino ad ognuno di loro. Il bar che gestiva era diventato un punto di unione per la scuola e per il quartiere. Ogni mattina il rito del caffè, al quale spesso e volentieri partecipavo anche io, dava un’idea reale del momento di condivisione che si viveva. Uno scambio di battute, un sorriso e la gioia condivisa negli ultimi giorni di scuola: era diventata una sorta di studentessa, insegnante, mamma e membro effettivo della nostra scuola. Oggi siamo qui per commemorare la sua presenza riprendendo una delle frasi che pronunciava sempre: “Grazie per avermi amata”. Era una persona eccezionale, non c’è dubbio. Abbiamo scelto di organizzare una manifestazione molto semplice perché siamo certi che avrebbe voluto così e che avrebbe apprezzato molto vedere i bambini felici anche in un momento così delicato e particolare».
«Una iniziativa tanto meravigliosa quanto inaspettata – il commento di mamma Antonietta -. Siamo grati per tutto l’affetto che oggi abbiamo ricevuto. Siamo certi che Marianna ci stia guardando da lassù e stia sorridendo. Sono commossa. Grazie di cuore a tutti».
Al termine della cerimonia i presenti hanno preso parte ad un pic nic per condividere insieme un momento di gioia nel ricordo di Marianna.
Serena Lastoria

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