Molise riunificato con l’Abruzzo? Marsilio non scende nella mischia

Non scende nella mischia il governatore dell’Abruzzo Marco Marsilio. Confermato il 10 marzo scorso alla guida della Regione, l’esponente di Fratelli d’Italia (tra i fondatori del partito con Meloni e Crosetto) non esprime giudizi sulla raccolta di firme in corso in provincia di Isernia per chiedere la riannessione al territorio e all’amministrazione abruzzesi.
«Motivi di opportunità e rispetto istituzionale mi portano a non esprimere un giudizio personale su questo tema né a fare interpretazioni che potrebbero essere interpretate come una ingerenza», le sue dichiarazioni diramate dall’ufficio stampa.
Il collega presidente, collega anche di schieramento, Francesco Roberti è stato categorico nel respingere questa ipotesi e auspicando che la petizione sia una provocazione. Nella mente dei promotori non lo è, lo dimostra anche la riflessione dell’ex questore di Campobasso Pozzo (fra i componenti del comitato nato nella provincia pentra) che pubblichiamo a pagina 4. E il dibattito continua a destare interesse anche a livello nazionale. Martedì sera, l’ipotesi “riunificazione” per le due Regioni che “divorziarono” nel 1963 (quando il Molise decise di staccarsi dall’Abruzzo e ottenne con legge costituzionale l’autonomia) è stato fra i temi trattati nella trasmissione di Rai Radio 1 “Tra poco in edicola” con approfondimenti e collegamenti con Primo Piano Molise e Il Centro.
Inoltre, ancora non si spegne l’eco dell’inchiesta di Milena Gabanelli, nel suo Dataroom per il Corriere della Sera. Per Gabanelli l’autonomia della XX Regione si è dimostrata un fallimento. Dura la reazione del governatore Roberti. E anche nella seduta di martedì dell’Assemblea legislativa di Palazzo D’Aimmo il “caso Gabanelli” ha fatto capolino. A dare il via all’ennesimo botta e risposta fra il presidente e l’opposizione sono state le dichiarazioni del consigliere Angelo Primani (5s), intervenuto su una mozione relativa alle criticità del trasporto pubblico locale e alla mancata gara per l’affidamento del servizio ad un gestore unico.
L’esponente dell’opposizione, nel mettere a confronto quanto realizzato dalla Regione Abruzzo attraverso l’affidamento del servizio a una società in house, la Tua, si è rivolto così al presidente Roberti: «Lei ha contestato quanto detto da Gabanelli, rivendicando l’autonomia del Molise, ma mentre in Abruzzo la Tua gestisce anche la tratta ferroviaria dall’Aquila a Roma, in Molise da tredici anni si continua a discutere sull’affidamento di questa gara». Il Molise, dunque, «deve continuare a mantenere l’autonomia? Ma questi devono essere i servizi? A questo punto – le parole di Primiani – un po’ di interrogativi li metterei sul tavolo».
La replica del governatore non si è fatta attendere. «Anziché andare dietro alla Gabanelli, che dice che il Molise è nata come Regione semplicemente perché non volevamo andare a fare la patente a Pescara e la Corte d’Appello a Napoli, offendendo in questa maniera un intero territorio, sarebbe servita una presa di posizione da parte di tutti, e non solo mia, nel difendere questa regione». Inoltre, «la Gabanelli dovrebbe spiegare quale sarebbe, andando con l’Abruzzo o con la Campania, l’equazione matematica che ci garantirebbe di poter assicurare gli attuali servizi».

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Casanova rompe gli indugi: «La Lega merita Termoli»

Fratelli d’Italia ha scelto di puntare sul capoluogo, con la proposta di candidatura a sindaco rivolta a Quintino Pallante; a Termoli, invece, in rampa di lancio c’è Forza Italia, con l’assessore Nico Balice. Tuttavia, arriva dalla Lega una istanza, a firma dell’europarlamentare Massimo Casanova, che si è trasferito proprio in città, a vivere, con la famiglia. «Ci sono tutte le condizioni, politiche e di spessore qualitativo dei profili, affinché la coalizione di centrodestra metta da parte egoismi personali e di partito e, per le prossime elezioni del sindaco di Termoli, prenda in considerazione la voce dei leghisti termolesi. Lo si deve ai numeri che questo partito ha sempre saputo esprimere sul territorio e alla fin troppa generosità sempre dimostrata nei confronti degli alleati durante le competizioni elettorali. Ripeto, abbiamo qualità, spessore e programmi per rappresentare la giusta sintesi rispetto agli interessi particolaristici di queste ore. Ci aspettiamo che i partner lo riconoscano». È l’appello alla nostra testata di Massimo Casanova, europarlamentare della Lega eletto nella circoscrizione Sud (che comprende anche il Molise), a qualche ora dal tavolo di coalizione che si riunirà per valutare candidature e programmi per le imminenti amministrative di giugno. «Lo dico anche ai nostri: la Lega ha saputo dimostrare nel tempo di essere forza concreta e pragmatica nel Paese, di saper ben amministrare e di avere a cuore le proprie città – afferma Casanova –. Anche Termoli ha il diritto di far parte di questa rete di buongoverno. Sarebbe il giusto riconoscimento alla fiducia che i cittadini termolesi ci hanno sempre tributato, non ultimo alle scorse regionali dove il partito, con il 15% delle preferenze, si è affermato a Termoli quale prima forza politica. È tempo, quindi, che, dopo i numerosi passi indietro che abbiamo sempre generosamente saputo fare, ci venga riconosciuta la bontà del lavoro portato avanti e la dignità della proposta che siamo in grado di mettere in campo, su indicazione non già delle segreterie politiche ma del popolo e dei nostri militanti». L’amore per la città e la voglia di fare sono tutte in un dato, secondo Casanova. «Io stesso – dice – da qualche tempo ho scelto di viver qui con la mia famiglia, per l’affetto che ho imparato a nutrire per questa realtà ed i suoi cittadini e per mettermi a disposizione di tutte le istanze che provengono da questo territorio, straordinario per potenzialità e voglia di fare. Lo sviluppo e la crescita della città sono prioritari nell’agenda mia personale e del partito che rappresento. Per Termoli ho, abbiamo grandi progetti. Penso per esempio sul fronte turistico, ed io ne so qualcosa di turismo», dichiara il deputato europeo e noto imprenditore turistico, patron del famoso Papeete che muove l’economia sulla riviera romagnola. E che conclude: «A ciò si aggiunga che, assieme a Matteo Salvini, grande è il lavoro che stiamo portando avanti sul fronte infrastrutture e vie di collegamento. Abbiamo il governo centrale dalla nostra parte. Si costruisca una filiera seria e proficua, con uomini di spessore e competenza. E la Lega ne ha. Lo merita il territorio, lo merita Termoli. Lo meritano i nostri figli. I miei compresi, che qui, in questa bellissima terra, vivono, studiano e crescono».

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Sanstefar garantisce: nessuno è stato lasciato senza assistenza

«Non abbiamo lasciato nessuno senza assistenza. Né i pazienti della provincia di Isernia che prima trattavamo al domicilio, né i bimbi che afferiscono al nostro centro di Campobasso». Respinge totalmente le accuse Stefano Petracca, presidente di Responsible che detiene il 100% di Sanstefar.
La struttura di riabilitazione, convenzionata con l’Asrem “ex articolo 26”, è finita da un paio di settimane al centro di lamentele di utenti e familiari. L’ultima in ordine di tempo, quella riportata ieri su queste colonne: l’appello della mamma di un bimbo disabile che non può più usufruire delle prestazioni di una psicomotricista. Prima, c’era stata la segnalazione relativa a nove pazienti della provincia pentra che Sanstefar non segue più per i trattamenti a casa.
I centri sono accreditati per la riabilitazione ambulatoriale e domiciliare. Accanto alla fisioterapia per adulti, la direzione ha scelto di far rientrare nel budget assegnato dall’azienda sanitaria l’assistenza per l’età evolutiva. «Non siamo l’unico centro accreditato in Molise – precisa Petracca a Primo Piano – perché in realtà non esiste un centro “ex articolo 26” pediatrico».
Nel 2021 l’ingresso della società – che ha poi acquistato anche l’ex Gemelli – nella compagine Sanstefar. La cura Responsible ha fatto bene ai centri: stipendi regolari, nuova governance e valorizzazione delle risorse professionali presenti in azienda.
Il budget, ancora le parole del presidente Petracca, è calcolato però sul fabbisogno del distretto sanitario di Campobasso. «Nel valutare come ottimizzarlo al meglio ci siamo accorti che nove dei nostri pazienti erano in cura domiciliare in provincia di Isernia, dove esistono altre strutture convenzionate più vicine e adatte ad assistere i pazienti. A ottobre scorso – ripercorre le tappe – abbiamo quindi comunicato al distretto di Isernia che quelle persone andavano prese in carico da un centro di quel territorio. Il distretto ci ha risposto chiedendoci le schede dei pazienti che noi abbiamo trasmesso. Ci sono state anche interlocuzioni fra il nostro direttore sanitario e il distretto. A distanza di cinque mesi essere additati come coloro che hanno lasciato i pazienti senza assistenza è inaccettabile. Se dal distretto ci avessero chiesto di continuare temporaneamente a fornire quel servizio per agevolare la presa in carico dei pazienti, noi lo avremmo fatto. Come abbiamo dato una mano all’Asrem per la riapertura della camera iperbarica di Larino o per l’emodinamica di Termoli».
Conferma tutti i passaggi il direttore sanitario Francesco Sforza, che dopo l’articolo di Primo Piano di ieri ha verificato anche la situazione denunciata dalla mamma del bimbo disabile utente del centro Sanstefar. «Il bambino – riferisce – è in trattamento da noi da giugno 2022 e attualmente sta facendo logopedia e fisioterapia. Di norma le prescrizioni del neuropsichiatra infantile sono multidisciplinari, riguardano due o tre prestazioni. E due continuano a essere garantite».
Nessuno dei bimbi è rimasto a casa, senza assistenza, ribadisce Petracca. Il problema riguarda la psicomotricità. A novembre è andata in pensione una psicologa. «Avevamo individuato una giovane neuropsicomotricista ma non ha superato il periodo di prova. Non abbiamo licenziato nessuno, il periodo di prova è previsto dalle norme del diritto del lavoro», chiarisce sul punto il presidente di Responsible. In servizio ora Sanstefar ha due neuropsicomotriciste e una psicologa. Poche per seguire tutti i pazienti del centro (che ha anche liste d’attesa molto lunghe). «Abbiamo 32 bimbi in lista d’attesa e a dicembre abbiamo scritto all’Asrem chiedendo un aumento delle ore o l’assegnazione ad altro centro».
La figura del neuropsicomotricista, aggiunge Sforza, è molto richiesta anche perché “rara”. In Molise solo in 17 sono iscritti all’albo. «Ci siamo rivolti anche a un’agenzia e speriamo di riuscire a trovare questo specifico professionista. Ma, ripeto, nessun bambino disabile è rimasto senza assistenza. La prestazione generale viene erogata da logopedisti e fisioterapisti. Nessuno è stato abbandonato». In queste ore, come avvenuto anche per le cure domiciliari in provincia di Isernia, l’Asrem ha avviato verifiche. «Con l’azienda sanitaria – stempera il clima il presidente Petracca – c’è un dialogo fattivo, un rapporto di collaborazione. Insieme troveremo una soluzione nel più breve tempo possibile. Ma noi non abbiamo lasciato nessuno senza assistenza da un momento all’altro».

r.i.

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