Niente studentato al Roxy, Gravina: lo avevamo detto

L’ex hotel Roxy non diventerà uno studentato, la Regione l’ha messo all’asta per sei milioni.
L’avevamo detto in modo chiaro nei mesi scorsi come la decisione della giunta regionale sull’ex Roxy fosse un’operazione di facciata, decisamente pericolosa per il futuro della città di Campobasso, con una valutazione data allo stabile di sei milioni di euro, stessa cifra pagata dalla Regione per acquistarlo 13 anni fa, messa lì solo per evitare un danno erariale – commenta l’ex sindaco del capoluogo, oggi consigliere regionale 5s, Roberto Gravina – Il fallimento conclamato e fin troppo prevedibile della procedura che si voleva attivare con il Mef diventa, infatti, la scusa da parte del governo regionale per rendere possibile la vendita dell’ex Roxy e, soprattutto, per permettere di edificare sull’area di sedime dell’ex stadio Romagnoli, ignorando completamente le istanze del territorio e della collettività, contraria da sempre ad una cementificazione dell’area e che, invece, vede non nella vendita dell’ex Roxy ma nella riqualificazione dell’intera area la soluzione ideale per permettere di sviluppare l’idea di un importante parco urbano cittadino».
Ora, conclude, sarebbe il caso che «i consiglieri di centrodestra del Comune di Campobasso che in questi mesi hanno avvalorato con fervore l’intenzione della giunta regionale di privare i cittadini campobassani di un parco urbano in centro, spieghino alla città il perché del forte disinteresse, anche in termini di confronto, che la comunità campobassana ha ricevuto dai vertici regionali con il loro interessato consenso».

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Attività produttive, c’è il tavolo permanente. Cabina di regia per aumentare la competitività

Presieduto dall’assessore Andrea Di Lucente, riunisce i rappresentanti delle organizzazioni e associazioni di categoria e rappresenta la necessità di «canalizzare in una sede istituzionale unitaria le istanze del tessuto produttivo regionale in un’ottica di definizione e condivisione delle misure di promozione e di sostegno e di riposizionamento in campo internazionale».
È stato istituito con questo obiettivo dalla giunta regionale il tavolo permanente per le attività produttive. La prima riunione c’è stata il 30 gennaio, a margine dell’incontro fu dichiarata dall’assessore l’intenzione di “stabilizzare” quella sede di confronto.
L’esecutivo guidato da Francesco Roberti, con il provvedimento formale, ha condiviso in particolare «l’opportunità di adottare uno strumento che possa connotare l’azione strategica regionale, suscitando processi virtuosi di condivisione e di crescita, secondo un disegno unitario, valorizzando le istanze che provengano dal territorio e inserendole all’interno della programmazione regionale».
Si tratta quindi di un organismo a supporto dell’amministrazione di via Genova, un sede di confronto, raccordo e consultazione, uno strumento «di lavoro fondamentale sia nelle fasi di disegno dell’insieme dei provvedimenti da adottare sia nelle fasi relative all’attuazione delle medesime politiche», si legge ancora nella delibera 96 del 27 febbraio scorso.
Alle riunioni partecipano stabilmente i rappresentanti di Cna, Confartigianato, Ura Claai, Ama Casa, Casartigiani Molise (per l’artigianato); Confcommercio, Confesercenti, Associazione commercianti Molise, Unimpresa Molise, Asec e Confimprese Italia (per il commercio); Confindustria, Api e Confimi Industria Molise (per l’industria); Ance e Acem Ance (per l’edilizia); Agci Molise, Confcooperative Molise e Legacoop Molise (per la cooperazione); Sviluppo Italia Molise e Finmolise (per il sistema Regione Molise). L’elenco può essere aggiornato su indicazione
Durante gli incontri saranno condivisi strategie e modelli per aumentare la competitività del tessuto produttivo molisano per esempio attraverso l’elaborazione di supporti alle imprese che consentano di sostenerne il rilancio, la riconversione e la riqualificazione; lo studio di processi riposizionamento e specializzazione delle imprese regionali in segmenti produttivi al fine di conseguire un aumento della competitività; ma anche attraverso strategie di riposizionamento competitivo delle imprese e promozione e informazione in merito agli elementi di attrattività del territorio.

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«Non entro nelle beghe di partito, ma da sempre ho sostenuto il Pd»

L’avvocato Joe Mileti ha le idee chiare, o meglio: non vuole stare al gioco dell’elastico nei partiti della coalizione progressista, che a suo dire si aggiungono al treno della lista civica che lo vede a capo di questo progetto innovativo per la città di Termoli, che lo vede candidato sindaco. L’ha ribadito agli iscritti del Pd, riuniti in assemblea a “La Vida” nella sala Tropicana, mercoledì sera, ma anche nell’intervista che ci ha concesso. «Sono convinto che il singolo da solo non va da nessuna parte, ma il nostro progetto è nuovo, innovativo e credo risolutivo. C’è bisogno di una squadra vincente che governi questa città, di un’aggregazione ampia e un dialogo che io sto portando avanti e che con estrema soddisfazione si sta concretizzando in maniera sempre più ampia, ma non mi fermo qui. Io cercherò di allargare il più possibile questa coalizione partendo da un presupposto importante: arrivare veramente a una unitarietà di intenti, di programmazione, di voglia di fare, non restare così sul balcone, aspettando che gli eventi accadano. Ma io voglio essere il protagonista degli eventi e per questo sono molto contento di come si stanno concretizzando queste situazioni». Sull’accusa di aver sostenuto il centrodestra e Leo Antonacci alle ultime regionali, Mileti risponde: «Non posso entrare nelle dinamiche dei partiti, perché io non sono un tesserato del Pd. Io ho soltanto coalizzato e aggregato anche il Pd in questo mio ideale politico; a quello che mi si contesta, non si può parcellizzare un dato e strumentalizzarlo. Ho sempre messo la faccia per Vittorino Facciolla da quando è iniziato il suo percorso politico, così per Angelo Sbrocca. Il Pd mi ha scelto come vicepresidente del Corecom. Io non posso certamente rinnegare quella che è la mia amicizia con tutti gli esponenti di qualsiasi centro politico». Insomma, Mileti parla da fautore di una lista civica che aggrega gli altri e che non preclude alleanze, anzi le sollecita, come ribadito anche nelle dichiarazioni che abbiamo pubblicato domenica scorsa. Un modus operandi diverso da chi è abituato alla postura di candidati con una vis civica differente, non solo quelli di stampo eminentemente politico, ma è proprio sulla sua empatia che Mileti punta, per andare alla conquista di un elettorato trasversale, pur nella consapevolezza di essere a capo di un fronte progressista. Un debutto in cui si è proposto di interessarsi anche di temi concreti già dalla campagna elettorale, nell’incontro a cui hanno preso parte anche il commissario di circolo, Antonio Giuditta, il segretario di federazione Oscar Scurti, il segretario regionale Ovidio Bontempo, il presidente della federazione del basso Molise Salvatore Mascia e decine di esponenti, anche consiglieri regionali come Vittorino Facciolla, amministratori comunali come Angelo Sbrocca e Manuela Vigilante, e tanti dirigenti e militanti.

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