Termoli. «Ancora in gioco»: la Rete della Sinistra ci riproverà

Una doppia interlocuzione, prima nella coalizione civica, ma abbandonata quasi da subito, quindi col tavolo promosso da Alternativa civica, anche questa con poca strada fatta, un tentativo di ticket con Termoli libera, ma poi, per la Rete della Sinistra, che la politica viene considerata ancora un fattore di credibilità e coerenza, si spalanca la seconda candidatura a sindaco di Marcella Stumpo.
«Ancora in gioco. Non è casuale aver scelto questo giorno per comunicare che Termoli Bene Comune-Rete della Sinistra ha deciso di partecipare alla prossima competizione elettorale: oggi è il compleanno dell’Italia libera, democratica e antifascista, dunque difficile trovare un giorno più adatto per continuare la nostra personale resistenza in nome di una città migliore. La sinistra vera, antiliberista, e plurale sarà di nuovo presente in campagna elettorale, come opportunità per chi non si rassegna a cementificazione, interessi di categoria, indifferenza agli ultimi, distruzione dell’ambiente, chiusura totale a qualsiasi idea di inclusione e integrazione. E chi deciderà di darci di nuovo fiducia può essere certo che saremo sempre baluardo a tutto ciò che viene deciso in danno di chi vive questa città e dell’interesse pubblico, senza dare tregua ai disinvolti tentativi di sottrarre spazi di democrazia e di diritti che abbiamo visto e contrastato puntualmente in questi anni. Avremmo voluto farlo insieme ad altri gruppi civici di buona volontà, e abbiamo tentato in tutti i modi di costruire un raggruppamento ampio, fuori dall’abbraccio soffocante dei partiti locali; ma protagonismi, secondi fini e scarso interesse per l’elaborazione di un programma davvero condiviso hanno reso impossibile il raggiungimento di questo obiettivo. Siamo consapevoli che non sarà semplice far capire ai tanti che ci chiedevano massima unità contro questa destra in perfetta continuità con i progetti dell’amministrazione Sbrocca (e questo era stato il motivo principale della costituzione della nostra lista 5 anni fa): ma la responsabilità di questo fallimento non è nostra, e dopo aver preso atto che ancora una volta senza la Rete della Sinistra mancherebbe la voce di radicalità e coerenza che rivendichiamo, abbiamo deciso di non poter restare in disparte. Rivendichiamo cinque anni di opposizione dura e costante, le battaglie continue ed ostinate per fermare le finanze di progetto che hanno svenduto la città, la partecipazione ininterrotta a consigli e commissioni consiliari, l’attenzione e lo studio ogni documento e delibera, il coinvolgimento continuo dei cittadini, l’informazione puntuale, lo spirito di servizio all’interesse pubblico che ha segnato la nostra presenza in Comune. Noi non siamo cambiati, siamo quelli di cinque anni fa; il nostro programma parte sempre dai beni comuni e dai diritti, arricchito dall’esperienza del lavoro svolto e dalla conoscenza dei meccanismi a volte perversi che impediscono ai cittadini di avere contezza di ciò che succede in comune e delle carenze spesso volute che inceppano la macchina amministrativa. Soprattutto abbiamo imparato quanto sia indispensabile per un sistema democratico la presenza di un’opposizione capace di lottare, tenace nella denuncia e nella proposta, non disposta a chiudere gli occhi. Si partecipa sempre per vincere, certo; ma è fondamentale anche che sugli scranni della minoranza siedano persone capaci e coerenti, rispettose del voto di chi li ha eletti, memori del dovere di dare voce alle persone che hanno dato loro fiducia. E’ con questa consapevolezza che Termoli Bene Comune-Rete della Sinistra annuncia la sua partecipazione alle elezioni 2024: oggi come 5 anni fa, per far cambiare il vento e provare a rovesciare qualche gioco che si crede già scritto. Perché chi combatte può perdere. Ma chi rinuncia a combattere ha già perso», il verbo di Termoli Bene Comune-Rete della Sinistra.

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Sovraffollamento e carenza di medici, in via Cavour 143 detenuti su 86 posti

Le condizioni dei detenuti nelle carceri molisane sotto la lente dell’associazione ‘Nessuno tocchi Caino’ che, nei giorni scorsi, ha toccato con mano la vita dietro i cancelli di via Cavour. Insieme all’associazione anche gli avvocati campobassani che, dopo la visita nell’istituto penitenziario di Campobasso, hanno evidenziato le tante carenze riscontrate, una su tutte quella legata al sovraffollamento.
In Italia – ha spiegato il segretario dell’associazione Sergio D’Elia – il sovraffollamento della popolazione detenuta in generale va dal 120 e al 125%. A Campobasso siamo al 180%. Stamattina abbiamo trovato 143 detenuti. Gli spazi regolamentari dovrebbero essere 106, solo che c’è il piano di una sezione chiusa per ristrutturazione.
Di conseguenza abbiamo 143 detenuti su 86 posti disponibili. In qualsiasi altra struttura civile, fosse anche un albergo, saremmo in ‘overbooking’. Se le stanze sono quelle non possono essere occupate da più persone rispetto a quanto quella stanza prevede. Questo non avviene nel nostro paese. Siamo fuori non solo dalla legge italiana e dal regolamento penitenziario italiano ma anche dalle norme europee che sul sovraffollamento hanno già condannato l’Italia per trattamenti inumani e degradanti con la sentenza Torreggiani 2013. Eravamo 62mila allora, adesso ci stiamo avvicinando ad un ritmo di 150 detenuti in più ogni mese per raggiungere quel livello. La Corte europea ha detto: “In Italia basta trattare i detenuti- e io aggiungo i detenenti, come diceva Pannella, ovvero gli operatori penitenziari – in modo inumano e degradante”. Per quanto riguarda la pianta organica del personale di polizia penitenziaria è tarata sulla capienza regolamentare. Oggi non solo abbiamo una pianta organica sottodimensionata rispetto alla realtà del sovraffollamento ma ne mancano ancora molti. Su 112 che dovrebbero esserci ce ne sono un’ottantina di effettivi, il ché significa che un poliziotto penitenziario invece di fare le sue ore di turno ne fa altre quattro in più ed è costretto a farle come lavoro straordinario. In qualsiasi altra azienda dovrebbe essere volontario, invece qui è obbligatorio e non ci si può rifiutare».
Non solo carenza di agenti, ma anche l’assistenza sanitaria all’interno delle carceri non è sempre garantita. Per questo l’avvocato Mariano Prencipe, presidente della Camera penale di Campobasso, ha lanciato un preciso appello: «Il primo è rivolto alla Regione e all’assessorato al Lavoro, è necessario attivarsi affinché in carcere venga data l’opportunità ai detenuti di partecipare a corsi di formazione, il secondo aspetto è il limitato impegno da parte della Asrem in termini economici che determina una carenza di personale sanitario, solo due medici per tre istituti penitenziari. Abbiamo anche verificato con piacere che c’è un’attenzione da parte degli operatori ma purtroppo abbiamo una direttrice che, nonostante la grande professionalità, è costretta a dividersi tra Isernia e Campobasso. Crediamo sia opportuno che il carcere del capoluogo abbia un direttore stabile».
«Lo scopo riabilitativo della pena di fatto è inattuato – ha infine denunciato il presidente dell’ordine degli avvocati di Campobasso, Giuseppe De Rubertis – dovremmo rifarci prima di tutto all’articolo 2 della Costituzione che non fa eccezione per i detenuti ai quali va garantita la dignità più degli altri. La politica, se vuole affrontare il problema, deve investire su questo settore».

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Termoli. Centrosinistra in panne, Andrea Montesanto corre da solo

Dopo lo strappo consumato ormai da un mese e mezzo sul nome di Joe Mileti candidato sindaco, dopo aver sondato la coalizione civico-progressista, Costruire Democrazia ha maturato una scelta chiara: meglio da soli che male accompagnati e così, in una elezione amministrativa che si preannuncia balcanizzata nel centrosinistra, dove il campo si fa poco largo per tutti, decide di giocare tutte le proprie chance sull’identità e la proposta politica. domattina, alle 11, nella sede di Corso Umberto, con la presenza di Massimo Romano, Andrea Montesanto ufficializzerà la propria candidatura a sindaco. Una battaglia civica, non di bandiera, corroborata da un impianto programmatico e una squadra di persone nuove. Intanto, sull’asse dem-M5S i nomi pervenuti sul tavolo composto da Paola Taverna e Davide Baruffi sono giunti quelli di Ettore Fabrizio, Laura Venittelli, Sergio Sorella e Simone Coscia, ma il quadrilatero composto da Ovidio Bontempo, Vittorino Facciolla, Oscar Scurti e Antonio Giuditta non molla e la partita si fa sempre più dura, perché loro insistono sulla ipotesi di Mileti, che ormai da sabato santo ha fatto decollare la propria candidatura.

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