Colagiovanni cauto: aperti a qualsiasi soluzione ma ci si sposa in due, chi ci vuole sa dove trovarci

«Gianluca Cefaratti? Nome eccellente, ottimo per la città di Campobasso».
Il tono non è baldanzoso e nemmeno ironico. Sembra convinto Salvatore Colagiovanni, seppur non sottace un velo di disappunto. Non sulle preferenze della coalizione che sembrano indirizzate verso l’assessore della giunta Roberti ma sul metodo.
«I matrimoni si fanno in due – aggiunge – e se qualcuno volesse convolare a nozze con me, sarebbe necessario che quantomeno mi mettesse al corrente, mi chiedesse un parere. Da stamattina (ieri, ndr) ricevo telefonate di amici, giornalisti, colleghi amministratori che mi chiedono cosa penso degli ultimi nomi messi sul tavolo. Cosa penso? Poiché da settimane, anzi, mesi, ho avanzato il desiderio di candidarmi alla carica di sindaco, ho allestito due liste – complete, 64 candidati – e sto ultimando la terza, penso che qualcuno dovrebbe chiamarmi e dirmi cosa sta accadendo. Il coordinatore di Popolari, Vincenzo Niro, al tavolo di venerdì sera ha fatto il mio nome. Sono rimasto a questo e al fatto che legittimamente ogni partito ha avanzato una sua proposta. Poi se qualcuno ha già deciso il candidato della coalizione basta dirlo. Se è Gianluca Cefaratti sono più che contendo. Sediamoci intorno a un tavolo e ragioniamo».
Ragioniamo nel senso che la sua presenza in coalizione è vincolata all’assegnazione di un incarico in caso di elezione?
«Intanto le elezioni le decidono i campobassani e non i coordinatori dei partiti. E questo vale per tutti, per me più di ogni altro. Le sono sincero, la decisione di candidarmi alla carica di sindaco scaturisce da una serie di fattori e soprattutto dalla spinta di numerosi amici, molti dei quali sono pronti a scendere in campo con me. In politica non si decide da soli. Riunisco gli amici e vediamo cosa dicono. Magari un altro candidato suscita in loro più interesse di quanto ne suscitavo io, perché no. Sul piano personale dopo tanti anni in Consiglio non le nascondo che comincia a venir meno l’entusiasmo. Non escludo un ritiro. La politica non necessariamente si fa rivestendo una carica elettiva».
Ieri pomeriggio, come accennato in mattinata, Colagiovanni ha riunito i suoi, che gli hanno sostanzialmente confermato l’appoggio senza escludere altre possibili soluzioni.
«Nessuna preclusione a nessuna soluzione, purché le scelte siano condivise. Gli amici delle due liste vogliono partecipare al tavolo. Aspettiamo l’invito per lunedì sera. Non voglio insistere con il “matrimonio”, ma ci si sposa in due. Se ci vogliono, sanno dove trovarci. Se non di vogliono ne prendiamo atto. Chiaro che ognuno si assumerà le responsabilità delle proprie scelte».

ppm

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Comunali, il centrodestra pronto a calare l’asso

Difficile che domani sera il centrodestra possa tirare fuori il nome del candidato sindaco del capoluogo di regione. Molto probabilmente prima della decisione servirà un altro giro di carte sul tavolo romano.
C’è un duplice nodo da scogliere: quello di nomi e quello delle caselle.
Nei fatti Campobasso “è” di Fratelli d’Italia, primo partito della coalizione in termini di consensi. È tuttavia necessario che il nome del candidato sindaco – a prescindere dal simbolo – piaccia a tutto il centrodestra. Non può essere imposto sic et simpliciter. E il partito della Meloni in questo ha già fatto un passo falso, perché quando Donzelli ha chiesto al presidente del Consiglio regionale, Quintino Pallante, di scendere in campo, gli alleati (ma anche qualche fratellino) non hanno mostrato l’entusiasmo atteso. Tant’è che lo stesso Pallate, nel volgere di qualche ora, ha fatto – con senso di responsabilità – un passo indietro.
Nel corso della riunione di venerdì sera, ogni partito ha messo sul tavolo un suo candidato e con grande stupore il coordinatore regionale di Fratelli d’Italia ha riproposto Pallante: va da sé che se il nome non è passato 15 giorni fa difficile che possa passare oggi.
Strategia, provocazione o cosa quella di Filoteo Di Sandro?
Ecco dunque che senza un intervento del tavolo nazionale è complicato che i partiti riescano a superare l’impasse. Roma potrebbe infatti prendere atto dello stallo e assegnare la casella ad un altro soggetto della coalizione. O a Forza Italia o alla Lega. Considerando che gli azzurri di Tajani e Roberti sono interessati ad ottenere il candidato sindaco a Termoli, è assai probabile che la spunti la Lega.
Il coordinatore del Carroccio, Michele Marone – che oltre ad essere assessore regionale è consulente del ministro e leader del partito, Matteo Salvini – ha fatto tre nomi. Intanto Alberto Tramontano, capogruppo a Palazzo San Giorgio che negli anni ha maturato la giusta esperienza per poter bene amministrare la città. E, ancora, il consigliere regionale Massimo Sabusco e l’assessore della giunta Roberti, Gianluca Cefaratti.
A Forza Italia non dispiacerebbe invece il consigliere Nicola Cavaliere. Vincenzo Niro dei Popolari insiste – a ragion veduta – per Salvatore Colagiovanni.
Dal giro di telefonate e dai ragionamenti del giorno dopo, il nome di Cefaratti sembra aver riscosso notevole apprezzamento, fermo restando che Roma decida di “assegnare” Campobasso alla Lega.
L’eventuale candidatura dell’assessore al Bilancio sarebbe assai gradita intanto al presidente della Regione, ovviamente, all’eurodeputato Aldo Patriciello e passerebbe senza alcun problema il vaglio di buona parte di Fratelli d’Italia (Miche Iorio e Salvatore Micone, in particolare).
Gianluca Cefaratti, per quanto entusiasta, mantiene un profilo basso.
«Intanto – spiega al telefono – sono onorato che si sia pensato a me. Sgombro però subito il campo: non voglio stare in paradiso a dispetto dei santi. Se la coalizione mi chiedesse di assumere l’impegno di amministrare la città, che per me non sarebbe un sacrificio ma un onore, accetterei volentieri anche perché reputo l’incarico assolutamente prestigioso».
L’eventuale accettazione della candidatura – su questo è intransigente l’assessore – passerebbe per la condivisione dell’intera coalizione: «Se il mio nome unisce e non divide non esiterei un solo istante ad accettare. In politica – aggiunge – non sempre si può fare ciò che si vuole o ciò che è più comodo. Lo spirito di servizio e di sacrificio va anteposto a qualsiasi altro desiderio o esigenza. Campobasso è la città che mi ha dato i natali e mi ha visto crescere. A Campobasso mi sono realizzato professionalmente e politicamente. Avverto il dovere di ricambiare quello che questo luogo e la sua gente mi hanno dato negli anni».
In politica, si sa, le cose hanno sempre un’evoluzione in tempi brevissimi, talvolta impercettibili. Fino a domani sera – quando i coordinatori regionali della coalizione si riuniranno di nuovo – può accadere di tutto. Ma che Cefaratti potrebbe spuntarla è qualcosa di più di una sensazione.
A Fratelli d’Italia cedere Campobasso ad un alleato, in un ragionamento di “spartizione” dei capoluoghi, potrebbe anche convenire. L’ostacolo più duro da superare potrebbe essere Colagiovanni. Ma se la regola che il candidato scelto deve essere gradito a tutti i partiti vale per Pallante e per Cefaratti, per forza di cosa deve valere per tutti, Colagiovanni compreso.
ppm

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Paoletti controcorrente: ecco quello che funziona al Caracciolo

Una voce controcorrente su quanto accade nel presidio ospedaliero di Agnone arriva dal primario facente funzione del reparto di Medicina, il reumatologo, Franco Paoletti. Nelle ultime ore, sulla sua pagina facebook, Paoletti scrive: «Per una volta, solo per una volta, parliamo anche di cose belle che succedono al Caracciolo. Mi riferisco in particolare al nuovo Pos – scrive Paoletti – che prevede la conferma della Unità operativa complessa di Medicina interna e del Centro di riferimento regionale per le malattie reumatologiche ed autoimmuni». Ed ancora, riporta il medico agnonese: «È stato attivato l’ambulatorio per l’osteoporosi con servizio Moc-dexa, nonché quello di Pneumologia con cabina pletismografica (spirometria semplice e totale)».
In fatto di servizi, aggiunge il reumatologo, «resiste l’ambulatorio di Diabetologia (realizzato con tanti sacrifici dal compianto dottor Antonio Antonelli), mentre è stato riattivato l’ambulatorio di Medicina interna». Non solo, perché lo sguardo è rivolto al futuro con «l’attivazione dell’ambulatorio di Medicina dello Sport e dell’arrivo della nuova Tac e del mammografo». A questo punto, Paoletti parla di un reparto vitale, quello da lui diretto, grazie soprattutto all’opera messa in campo dai colleghi «D‘Agostino, Castagnacci, Di Vico, Mostacciuolo, Di Matteo», ma anche dal lavoro svolto quotidianamente dal personale infermieristico e dagli operatori socio sanitari. Infine, Paoletti rivolge un plauso «per la disponibilità e il sostegno continuo che arriva dalla Regione Molise, dalla direzione generale della Salute, dal commissario e sub commissario alla Sanità, dalla direzione Asrem e dall’amministrazione comunale tutta. Al pessimismo della ragione – chiosa – preferisco l’ottimismo della volontà».

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