Termoli. Entrano in casa di due anziani e rubano oro e preziosi

Il ritorno della bella stagione farà circolare ancora più gente in giro, ma questo non deve essere uno scenario in cui abbassare le difese, tutt’altro. Potrebbe essere un quadro che induce a muovere ancora più lestofanti in giro, com’è avvenuto ieri intorno a mezzogiorno, nel tratto finale di via Mascilongo. In tre, addirittura, si sono presentati all’uscio di un’anziana coppia. Il marito pensionato era uscito, in casa solo la moglie. Ha aperto la porta, le si sono infilati in casa e mentre in due l’hanno distratta, il terzo ha pensato bene di adocchiare la refurtiva da trafugare e portare via e a sparire sono stati una catenina e altri preziosi. Ma il dettaglio del maltolto alla serata di ieri non era ancora definitivo. Sul posto, appena rincasato il marito e raccontato cosa fosse accaduto, estendendo la notizia del furto anche al figlio, sono intervenuti i Carabinieri della compagnia di Termoli. Si procederà con furto aggravato appena verrà formalizzata la denuncia da parte delle vittime dell’ennesimo episodio di raggiro avvenuto sul territorio termolese. Quante lezioni e suggerimenti vengono impartite dalle forze dell’ordine, ma a volte non si pensa possa accaderci personalmente. Altri anziani riferiscono di non aver aperto a chi suonava e bussava anche con vigore alla propria porta. E’ chiaro che non si possa non parlare di allarme sociale quando ciò avviene. Occorre anche mettere “in rete” quanti più impianti possibili di videosorveglianza, magari riuscendo a carpire in tempo reale anche fotogrammi da quelle private, perché non solo l’incolumità fisica, ma anche la serenità psicologica sono fondamentali per i più deboli.

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Carresi, si è chiusa la stagione delle prove

Un messaggio social anche a carattere personale, quello che il Tutore delle Carresi, Pasquale di Bello, ha voluto condividere sui social nel gruppo Unione Carresi, che rappresenta l’ambiente di discussione virtuale (e non solo) dell’associazione che ha contribuito a fondare nei periodi più bui degli ultimi anni, quando la sopravvivenza della tradizione era a forte rischio. «Sono passati esattamente due mesi. Tanto sono durate le prove della Carrese di San Martino in Pensilis. Iniziate il 4 febbraio, la prima domenica dopo San Biagio, si sono concluse ieri. Le ho seguite tutte, di tutti i Carri: Giovanotti, Giovani e Giovanissimi. Di questo sono molto felice, perché a dicembre, quando la mia salute se n’è andata e anch’io ho rischiato di andarmene chissà dove, ho pensato che da quel punto in avanti avrei conservato nella mia vita solo quello che conta, quello che per me conta. Così, insieme ai volti delle persone care, tengo strette altre poche cose. Tra queste la mia identità. Il passato e il presente e il sogno futuro. La Carrese, per un sammartinese, è quella indissolubile ricchezza capace di andare oltre la vita e la morte e che ci unisce alle generazioni passate insieme a tutte quelle che verranno. Ma c’è di più, qualcosa di più grande e che in questa foto si vede, l’incredibile bellezza e armonia che unisce uomini, animali e paesaggio con l’intero Creato. Nascere e passare, è davvero questo il destino che abbiamo? Questa foto dice il contrario. Dice che oltre a nascere e passare, noi restiamo. Restiamo in quello che ci appartiene, in quello che altri ci hanno consegnato e che noi siamo stati capaci di passare a chi ci ha seguito. Lontano, in questa foto, oltre la linea del mare, ci sono le Isole Tremiti; davanti ci sono uomini e buoi, terra e cavalli, ci sono memorie, legami, storia. Quando tra milioni di anni nessuno di noi sarà più da queste parti, quando ce ne saremo andati tutti e nessuno si ricorderà di noi, io sono certo che questi luoghi lo faranno. Perché dove siamo passati, è lì che restiamo». Ora si metterà a punto il tracciato, che dovrà rispondere ai disciplinari che servono anche a tutelare gli animali, per i Carri l’attesa ci sarà con delle passeggiate.

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Morto l’operaio ustionato alla cementeria di Guardiaregia

Non ce l’ha fatta l’operaio ricoverato al Centro grandi ustionati di Napoli, a causa delle gravissime lesioni riportate in seguito all’incendio scoppiato improvvisamente lo scorso giovedì all’interno di una cabina elettrica nello stabilimento della cementeria Heidelberg Materials di Guardiaregia.
Si sono spente ieri pomeriggio tutte le speranza e le preghiere della comunità matesina e molisana che erano concentrate da ore sulla salute dell’uomo di Vinchiaturo, Claudio Amodeo, che a luglio avrebbe compiuto 54 anni, insieme a quelle del suo collega – 60enne di Guardiaregia – che invece è ricoverato al Sant’Eugenio di Roma, dove è stato estubato e sarebbe in miglioramento.
Le condizioni dell’uomo di Vinchiaturo si sono ulteriormente aggravate tra venerdì e sabato e, purtroppo, nel pomeriggio di ieri il suo cuore ha smesso di battere. Un dolore lancinante, per i familiari, il momento della telefonata arrivata dai sanitari di Napoli che lo avevano preso in cura dopo un primo ricovero all’ospedale Cardarelli a cui è seguito a stretto giro il trasferimento nel centro campano specializzato per le ustioni. Di secondo e terzo grado, su quasi il 90% del corpo, quelle riportate dal 54enne, fatali dopo due giorni trascorsi nel tentativo di stabilizzarlo e salvargli la vita. Tentativi purtroppo rivelatisi vani.
Sono momenti di immenso dolore, questi, per la scomparsa del lavoratore che lascia una moglie e due figli. Al cordoglio si sono uniti tutti i colleghi di lavoro e i rappresentanti sindacali, che giovedì terranno un presidio davanti allo stabilimento, giornata nella quale era già previsto uno sciopero a livello nazionale dei lavoratori dei settori privati per chiedere più sicurezza sul lavoro. Dalla Heidelberg Materials il cordoglio dei colleghi della cementeria di Guardiaregia e di tutta l’Azienda che «si stringono alla famiglia di Claudio Amodeo, deceduto ieri in seguito all’incidente avvenuto giovedì. Abbiamo sperato con tutto il cuore che Claudio potesse superare le gravi ferite riportate, ma non è stato così e tutti noi viviamo questo momento come una tragedia che ci colpisce profondamente. Le cause dell’incidente sono ancora in corso di accertamento e l’Azienda continuerà a collaborare con le autorità per ricostruire la dinamica dell’accaduto».
Affidato agli esperti dell’Asrem, dell’Ispettorato del lavoro e ai Carabinieri di Bojano il compito di ricostruire la dinamica dell’accaduto, al fine di fare chiarezza sulla drammatica vicenda, con l’azienda che si è messa a disposizione delle forze dell’ordine per collaborare nelle indagini.

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