Campobasso. Risse in centro, stranieri in questura: la polizia vuole chiudere il cerchio

Gli agenti della Squadra Mobile sono ancora la lavoro per ricostruire l’esatta dinamica e identificare tutti i responsabili della rissa – l’ennesima – consumata sabato sera in via Ferrari. Dai pochi dettagli trapelati, pare che due gruppi di stranieri siano venuti allo scontro per futili motivi. L’inizio del diverbio in piazza Municipio poi la rissa qualche metro più avanti, nel cuore del centro storico. nel corso della colluttazione sarebbe spuntato anche un coltello e due persone sono rimaste ferite. Trasportate al pronto soccorso del Cardarelli sono state medicate e dimesse nel giro di poche ore. Ieri mattina gli agenti hanno portato in Questura alcuni presunti responsabili per raccogliere testimonianze ed elementi utili a ricostruire l’escalation di episodi che sta allarmando i residenti del centro. Non è escluso che, nelle prossime ore, possano scattare i primi provvedimenti. Un’azione promossa dal questore che, in accordo con la prefettura, ha potenziato i controlli nel borgo. La polizia sta indagando anche per stabilire se ci sia un unico movente alla base dei numerosi episodi. Non si esclude la pista dello spaccio, ma tutte le altre ipotesi restano in piedi.

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Polo di riferimento anche per i centri limitrofi, a Petrella nasce uno spazio coworking

Dopo il successo in altre regioni, in Molise è stato firmato il primo protocollo d’intesa tra il sindaco di Petrella ed Antonio Arcu – presidente del Consiglio di amministrazione della 3g s.p.a. Roma, per l’apertura di uno spazio coworking in uno dei locali a piano terra della scuola (ingresso lato Cappella).
Una grande opportunità di lavoro per tanti giovani ed a sostegno delle attività già esistenti sul territorio.
Petrella sarà il polo di riferimento per una serie di Comuni limitrofi.
La 3g s.p.a. leader nel settore call e contact center, si occupa di innovazione tecnologica, sostenibilità ed intelligenza artificiale.

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Termoli. Ricordi e prospettive nella figura di Massimo Petrone

Sono trascorsi 9 anni dalla scomparsa prematura del professor Mario Massimo Petrone, con diversi profili, tra gli artefici dell’affermazione e dell’espansione dell’UniMol, sotto il rettorato di Giovanni Cannata. Una figura che resta indimenticabile per il popolo dell’Università degli studi del Molise e ieri pomeriggio, nella sala Adriatico di via Duca degli Abruzzi, in tanti sono riuniti per ricordarlo. Spazi gremiti per un evento speciale intitolato “Una Giornata di Memoria e Prospettive”, perché Mario Massimo Petrone, benvoluto da tutti, stimato docente e pioniere dell’informatica molisana. Il Prof. Petrone ha lasciato un’impronta indelebile nel mondo accademico e professionale, noto non solo per le sue competenze tecniche, ma anche per la sua capacità di ispirare e guidare colleghi, studentesse e studenti. La comunità universitaria, i professionisti del settore e tutti coloro che hanno conosciuto e apprezzato il Prof. Petrone non hanno fatto mancare la propria presenza, che come in un filo conduttore temporale, ieri, oggi e domani, crede nella realtà accademica e dà lustro a chi ha costruito l’attuale UniMol. Significativa l’immagine dell’ex Rettore Cannata e dell’attuale Magnifico Luca Brunese, che anche in modo simpatico e ironico, mostrando un rapporto cordiale, hanno onorato il passato, ispirato il presente, guardando con fiducia al futuro dell’informatica, in particolar modo a quella dell’Ateneo e del Dipartimento di Bioscienze e Territorio, oltre che una significativa occasione di riflessione sull’impatto e sull’eredità lasciata dal Prof. Petrone all’Ateneo molisano. Al termine dell’incontro è stata inaugurata la nuova aula destinata al Corso di laurea in Informatica nella sede di Termoli, intitolata proprio al Prof. Petrone, come tributo permanente al suo impegno, alla sua passione e dedizione per l’Informatica. Tanti coloro che hanno voluto offrire il proprio contributo di idee, anche chi non ha avuto modo di collaborarvi personalmente, ma hanno compreso quanto importante sia stata la sua impronta, non solo tecnica e di docenza, nell’UniMol, precursore dei rischi legati al mondo cyber. Si respirava un clima di emozione, specie quando Cannata ne ha rievocato le varie esperienze. Ci ha colpito come Cannata ha descritto il Molise, «Luogo dell’anima», regione e territorio non amati da tutti, a dire il vero. Si parla di oltre 20 anni fa, non un’era geologica, ma nel mondo dell’informatica si era come nel paleolitico rispetto a oggi, con Petrone che seppe indovinare ogni tipo di autostrada per rendere al meglio l’evoluzione nei calcoli dell’Ateneo, fino a portarne qui l’Aica, l’associazione di riferimento nazionale. Una manifestazione che ha permesso in senso crossmediale di dare memoria anche di altri perni dell’UniMol che non ci sono più, come Natalino Paone. Oltre all’attuale rettore Brunese e a Cannata (che ora presiede il Pnalm) intervenuta la direttrice del dipartimento di Bioscienze e Territorio, Gabriella Stefania Scippa, il dottor Eugenio Pasquariello, il dottor Pasquale Sorgonà, il professor Antonio Cianfrani e il professor Rocco Oliveto, moderati dal professor Giovanni Capobianco. In platea oltre alla famiglia di Petrone, tanti altri docenti e il numero uno della Struttura, Valerio Barbieri.

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