Campobasso. Una ‘visione al femminile’ per dare alla città la capacità di sognare

Ha avviato il confronto con i cittadini già da diverse settimane con l’obiettivo dichiarato di «raccogliere suggerimenti e consigli per un programma condiviso che possa dare voce a tutti». A pochi giorni dalla scadenza per la presentazione delle liste, Marialuisa Forte, candidata sindaco del campo progressista sostenuta da Partito democratico, Movimento 5 Stelle, Verdi e Sinistra e Partito socialista, parla della sua idea di città e delle aspettative in vista del voto dell’8 e 9 giugno.
Al di là del ruolo istituzionale e delle responsabilità in capo ad un sindaco di un capoluogo di regione, cosa significherebbe per lei diventare il primo cittadino di Campobasso?
Sarebbe un grande onore diventare sindaca di Campobasso, rappresentare la mia città, la città in cui sono nata e vissuta, la città che amo profondamente. Mi riempirebbe di orgoglio, sarei felicissima di portare ovunque il nome di Campobasso.
Tra pochi giorni scadono i termini per la presentazione delle liste, a che punto siamo con la composizione della sua “squadra”?
La squadra è compatta, è una squadra forte, coesa perché nata da un percorso democratico di condivisione e partecipazione. I candidati che mi sostengono ed io siamo pronti a correre tutti insieme con un unico obiettivo: aumentare le chance di crescita per la nostra Campobasso e l’unico mezzo è vincere le elezioni.
A differenza delle elezioni regionali, per le amministrative di Campobasso è previsto il voto disgiunto. Crede che questo sistema possa penalizzare la sua coalizione?
Assolutamente no, anzi.
Teme il ballottaggio o pensa si possa vincere al primo turno?
Spero si possa vincere al primo turno ma il ballottaggio è una subordinata che non temiamo nel modo più assoluto.
Veniamo al programma. Quali, secondo lei, le priorità per Campobasso e gli interventi non più rinviabili?
Coesione e inclusione sociale sono le priorità del nostro programma elettorale. Vogliamo che Campobasso sia sempre più una città che non lasci indietro nessuno, che offra garanzie a tutti. Vogliamo prenderci cura di tutti occupandoci innanzitutto delle persone che non hanno un salario dignitoso, che non hanno un reddito, di tutte le persone più fragili che hanno bisogno di un sostegno. Lo faremo attraverso il salario minimo garantito di nove euro lordi l’ora per tutte le persone che lavorano per il Comune di Campobasso attraverso enti, cooperative, strutture che si occupano delle mense scolastiche, delle pulizie dei locali comunali, dei servizi sociali dell’Urp, che prestano servizi ad anziani e disabili. Reintrodurremo i patti sociali che prevedono, in base a dei criteri stabiliti, l’erogazione di contributi alle famiglie disagiate e alle persone bisognose in cambio di un loro impegno civile e sociale. Tra gli interventi non rinviabili c’è la rivitalizzazione del centro storico e dell’economia cittadina attraverso il sostegno alle attività produttive e commerciali.
C’è da puntare con decisione sulla formazione: Campobasso vogliamo diventi un hub della formazione, città della scuola e dei saperi, che metta i giovani in connessione con il tessuto produttivo locale e che aumenti le loro possibilità occupazionali. Investiremo nella cultura, nell’arte e nelle nostre tradizioni per rendere attrattivo il centro storico e l’intera città.
La questione relativa alla vendita dell’ex Roxy da parte delle Regione tiene banco da mesi, un tema particolarmente sentito tra l’elettorato. Qual è la sua posizione?
L’area dell’ex Roxy e dell’ex Romagnoli deve assolutamente essere riqualificata. La Regione ha intenzione di realizzare degli uffici al posto dell’ex Roxy e vuole cementificare anche l’area dell’ex Romagnoli, sempre di sua proprietà. Noi, non lo accetteremo mai. Ci opporremo con tutte le forze e ci impegneremo affinché si realizzi un parco urbano attrezzato. Il Consiglio comunale, sia nel luglio del 2014 che lo scorso marzo, si è espresso chiaramente votando un Ordine del giorno all’unanimità per invitare il Presidente della Giunta regionale del Molise a perseguire ogni strada utile per scongiurare una nuova edificazione sull’area dell’ex Romagnoli. Noi vogliamo che l’intera zona sia ridisegnata da architetti del verde e trasformarlo in un luogo di aggregazione e socializzazione per i campobassani di tutte le età dove poter passeggiare, fare sport e ospitare concerti, eventi, cinema all’aperto, manifestazioni culturali e sportive. Partendo da Scarafone e realizzando un raccordo tra l’ex Romagnoli e Villa De Capoa, dove a breve inizieranno i lavori di riqualificazione con il restauro della parte monumentale, architettonica e della compagine vegetale, si potrà valorizzare il centro murattiano e rivitalizzare il centro della città.
Perché gli elettori dovrebbero preferire lei e la sua proposta programmatica rispetto a quella dei suoi avversari politici?
Perché, insieme ad una squadra fatta di persone con esperienza e competenze, anche amministrative, penso di poter dare a Campobasso il contributo della mia visione al femminile, della mia esperienza come dirigente nella pubblica amministrazione e, soprattutto, come docente che ha guardato la città, da sempre, anche attraverso gli occhi dei ragazzi e delle ragazze, che ho accompagnato negli anni più delicati della loro vita. Alla città serve capacità di sognare, esperienza e concretezza. Noi possiamo e vogliamo offrirla al capoluogo.
Infine, con i nostri ragazzi, vogliamo aprire un confronto costante: attiveremo una piattaforma digitale come fosse una piazza virtuale in cui avanzare e confrontarsi su proposte, con i giovani che vivono a Campobasso, ma anche con quelli che lavorano lontano dalla nostra città e che hanno accumulato esperienze importanti.

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«Vigilante come Gravina», affondo di Termoli Domani

Scorie delle ultime regionali nell’editto con cui la formazione civica Termoli Domani ha letteralmente scomunicato il tandem progressista che ha scelto di puntare sulla candidata a sindaca Manuela Vigilante, ripetendo a dire di Famiano Crucianelli e della componente l’errore che vide ammainare Domenico Iannacone per favorire Roberto Gravina. Molto duro il giudizio espresso contro Pd e Movimento 5 Stelle. La componente civica aveva dato vita assieme ad altre tre formazioni al tavolo della coalizione civica, quindi esteso (dopo qualche turnover) alla coalizione civico-progressista. Ora, l’editto di “scomunica”, che richiama l’esperienza del 2023 alla Regione Molise, quando fu preferito Roberto Gravina a Domenico Iannacone. «I vertici regionali e locali di Pd e Movimento 5 Stelle hanno organizzato un disastro politico-elettorale senza precedenti in questo nostro Molise. In meno di due anni hanno azzerato la rappresentanza parlamentare e hanno contrastato, con un esito fallimentare, la candidatura alla presidenza della Regione Molise di una personalità autorevole e credibile come quella di Domenico Iannacone. Lo hanno fatto incuranti dei danni causati da questa irresponsabile gestione all’elettorato progressista, ma anche a quello appartenente alla componente moderata che non si riconosce nei principi e nelle politiche delle destre attualmente al governo. Destre che adesso si apprestano a ricevere un (inaspettato?) assist per la prossima competizione elettorale. Alla vigilia del rinnovo del consiglio comunale di Termoli, viene del tutto ignorato il contributo di cittadini ed esponenti della società civile che, finalmente consapevoli di dover offrire il proprio servizio alla Città erano scesi in campo con un programma concreto. Un programma di azioni di breve periodo, per affrontare le problematiche più acute di cui soffre il nostro territorio, e di azioni di medio/lungo periodo per prefigurare la Termoli del prossimo futuro come città innovativa, inclusiva, sostenibile. In realtà, in questa meschina e vergognosa guerra di potere, nessun partito di destra e di sinistra ha fin qui sentito la necessità di elaborare un programma e di anteporlo ai nomi. Per parte loro, il Pd e i 5 Stelle hanno imposto e presentato ufficialmente Joe Mileti come candidato alla carica di sindaco di Termoli e poi l’hanno sostituito inaspettatamente con Manuela Vigilante, come fosse un affare privato, senza sentirsi in dovere di dare una spiegazione plausibile al loro cambio di rotta. Non sappiamo quale sarà l’esito di questa improvvida impresa, ma i progressisti e tutti coloro che non condividono le logiche delle attuali destre non possono continuare a subire le angherie di una presunta classe dirigente interessata a tutelare i propri interessi particolari. Nei giorni 8 e 9 del prossimo mese di giugno, saremo chiamati a votare anche per il rinnovo del Parlamento Europeo. Si tratta di un appuntamento importante che vedrà una netta contrapposizione tra le forze europeiste, quelle euroscettiche e quelle che vogliono dichiaratamente distruggere l’Europa, come la Lega di Matteo Salvini. Noi di Termoli Domani siamo in campo a fianco dei partiti di orientamento europeista, progressista e di sinistra. Lo facciamo perché sappiamo che l’Italia ha un futuro solo all’interno di un’Europa più forte, più coesa e più democratica. Siamo profondamente convinti che coloro che si schierano contro un’Europa coesa e solidale lavorano in realtà contro gli interessi dell’Italia e ci battiamo perché dalle elezioni europee esca sconfitta la destra di Salvini, Meloni e Tajani». Ma, a uscire allo scoperto, sempre ieri mattina, è stato anche Mileti, che ha ribadito come lui andrà avanti. «Per quanto riguarda le voci che il Pd stia cercando di farmi aggregare a loro rinunciando alla mia candidatura a sindaco sono totalmente infondate, e ci mancherebbe altro, io sono sempre stato indipendente con le mie liste civiche e sono loro che volevano aggregarsi a me e mai potrebbe accadere il contrario, la loro “politica” non mi appartiene».

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Il bomber Di Nardo: «Un punto di partenza»

Dall’Inferno al Paradiso, dall’Eccellenza alla Lega Pro nell’arco di una stagione. Quella di Antonio Di Nardo è una delle tante, belle storie che il calcio racconta come solo lui sa fare.
Lo scorso maggio, la cocente delusione del ritorno nei tornei regionali della Vastese, nonostante i gol (undici) e prestazioni. A distanza di dodici mesi, la gioia irrefrenabile del salto di categoria, l’approdo tra i professionisti, dove, negli anni addietro, ha già militato con poca fortuna e nessun gol, indossando le maglie di Arezzo, Lucchese e Vis Pesaro.
Classe 1998, napoletano, Antonio Di Nardo è stato uno degli indiscussi protagonisti della strepitosa vittoria del Campobasso, squadra capace di sbaragliare la concorrenza e di tornare in tempi record nel calcio che conta.
Capocannoniere della squadra con 13 reti, Di Nardo non ha alcuna intenzione di andare in vacanza e, a pochi giorni dall’inizio della poule scudetto, al microfono di Teleregione, intervistato da Francesco Presutti, afferma che ha non ha «alcuna voglia di fermarsi e anzi ho ancora tanta fame e tanta voglia di segnare e di migliorarmi. Per me – aggiunge – quanto fatto fino ad ora rappresenta un punto di partenza, l’inizio di un nuovo percorso che spero di condividere con i miei compagni che ringrazio molto per il supporto che mi hanno dato dall’inizio della stagione».
Tredici reti a Campobasso, undici a Vasto, dodici l’anno prima con la maglia del Sora. Ma per Di Nardo non sono state solo rose e fiori. Ha vissuto anni bui, difficili, alle prese con infortuni e pochissimi gol. Un cammino tormentato che talvolta lo ha portato a pensare di cambiare mestiere.
«La vittoria del campionato la dedico a me stesso, a mio fratello e ai miei genitori – spiega Di Nardo – ma soprattutto a me stesso perché non ho mai mollato e ho sempre dato il massimo. In alcuni momenti della mia carriera volevo smettere e quei momenti li ho superati grazie a mio fratello che mi è stato sempre vicino e mi ha esortato ad andare avanti. Per questo dedico il successo alla mia famiglia e a chi mi è stata sempre accanto».
Consuelos – L’attenzione di tutti è ovviamente rivolta alla prossima stagione. Mark Consuelos, socio forte di Matt Rizzetta e volto noto della tv a stelle e strisce, in un’intervista rilasciata al portale seried24 ha parlato delle prossime mosse del club definito «macchina perfetta» e annunciato che «il progetto è solo all’inizio».
Insomma, musica per le orecchie dei tifosi del Lupo che sognano di tornare a calcare i campi della cadetteria nazionale.

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