Campobasso, De Benedittis assicura: nell’area dell’ex Romagnoli un grande polmone verde

Dopo l’annuncio del presidente della Regione Francesco Roberti durante la presentazione della lista di Fratelli d’Italia, anche Aldo de Benedittis conferma quanto deciso sulle sorti dell’ex hotel Roxy: «Al suo posto sorgerà un nuovo palazzo, moderno, innovativo ed esteticamente accattivante, che ospiterà gli uffici della Regione – il candidato sindaco del centrodestra – e che si affaccerà sull’area dell’ex Romagnoli, trasformata a sua volta nel grande polmone verde di Campobasso, un parco aperto a famiglie, ragazzi e bambini ed utile anche per organizzare tutto l’anno manifestazioni culturali, artistiche e musicali. Il governatore Francesco Roberti è stato chiaro, con lui l’intesa è massima e il centrodestra, attraverso la sua filiera politica e istituzionale, è pronto a far rinascere il Capoluogo partendo proprio da una delle zone maggiormente colpite da degrado e abbandono. Un brutto biglietto da visita che noi siamo pronti – non a parole, ma attraverso progetti ben precisi – a cancellare presto per far tornare alla luce la tanto amata città giardino». Il nodo su cui si è dibattuto per mesi era proprio la destinazione d’uso dell’area del vecchio stadio: sia il campo progressista che il cantiere civico hanno sempre rimarcato la necessità di difendere l’area da nuove cementificazioni, restituendo un polmone verde alla città. Ora anche il centrodestra conferma questa precisa volontà.

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Dimensionamento, Chimisso sgombera il campo dai dubbi

Dopo le polemiche scoppiate nelle scorse settimane sul dimensionamento dell’istituto Alighieri di Ripalimosani, ma pure sul decreto dell’Usr che ha disposto il direttore dei servizi generali amministrativi in reggenza per la scuola Jovine di Campobasso (oltre al dirigente scolastico, ndr), la direttrice dell’Ufficio scolastico regionale, Maria Chimisso ha convocato la stampa per fare il punto della situazione. «Sulla scuola di Ripalimosani – ha spiegato – i procedimenti sono due: uno è quello del Consiglio di Stato a cui hanno fatto appello il Ministero dell’Istruzione, la Regione Molise, l’Ufficio Scolastico Regionale come Ente periferico rispetto al ministero e siamo in attesa dell’udienza di merito che sarà discussa supponiamo, in autunno. A livello locale, c’è un giudizio di ottemperanza che, mi auguro, il Tar dia il prima possibile e che dovrebbe concludersi, come accade in questi casi, con la nomina di un commissario ad acta cui seguirà un tavolo interistituzionale per trovare una soluzione legislativamente e giuridicamente compiuta». Di fatto, però, il giudizio di ottemperanza non si discosterà da quanto già stabilito dai giudici amministrativi che hanno annullato il dimensionamento scolastico licenziato dal Consiglio regionale ripristinando la dirigenza dell’istituto di Ripalimosani che non poteva essere soppressa. La sentenza è però stata emessa a metà marzo, mentre le iscrizioni per l’anno scolastico 2024-2025 si sono chiuse il 10 febbraio, quando era ancora in vigore il piano di dimensionamento approvato da Palazzo D’Aimmo. Dunque con l’istituto Dante Alighieri ‘senza dirigenza’. Di qui il cortocircuito che verrà sanato presumibilmente nelle prossime settimane.
Chimisso ha ribadito la volontà di difendere le arre interne.
In merito alla scuola Jovine di Campobasso, la direttrice Chimisso ha sottolineato che «l’istituto non perderà la sua autonomia e avrà in reggenza, quindi con piena facoltà, un direttore dei servizi generali amministrativi che farà con abnegazione il suo lavoro e lo garantisco io di persona. Sul dirigente non possiamo fare valutazioni perché siamo in attesa di un Decreto Legge che definisca a livello normativo i movimenti dei dirigenti scolastici che al momento sono collocati fuori regione. Ma al momento non sono in grado di dire quali scuole andranno in reggenza, in verità poche – ha chiosato – e quali avranno la titolarità».
Non sono dello stesso parere i docenti e i genitori degli alunni della Jovine che, in netto segno di protesta, hanno organizzato questa sera, alle 18.30, un sit in nelle pertinenze della scuola del quartiere San Giovanni.

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Da via Genova a via Berta: i ‘viaggi’ andata e ritorno… dei finanziamenti regionali

Un viaggio, ma non della cultura, andata e ritorno: da via Genova a via Berta, da via Berta a via Genova. La Regione Molise ha ufficialmente revocato i finanziamenti destinati alla Provincia di Isernia per il progetto “I viaggi della cultura”, per cui aveva concesso nel 2019 un’anticipazione di circa 374mila euro. Il progetto, approvato nel 2018 e gestito dalla Provincia di Isernia, prevedeva la realizzazione di quattro sottoprogetti: il “Museo dei costumi del Molise”, “L’osservatorio astronomico Leopoldo del Re”, il “Centro europeo di ricerche preistoriche” e uno per la “Formazione e promozione dell’offerta turistica”.
Quasi 2,5 milioni di euro il valore complessivo dell’investimento nell’ambito del Piano di Sviluppo e Coesione, e in particolare del Patto per lo sviluppo, area tematica “Turismo, cultura e valorizzazione delle risorse naturali”. Fondi che facevano parte del programma integrato per lo sviluppo e la promozione del turismo denominato “Il Molise che incanta”.
A partire dal 2019, sono arrivate da parte della Regione, le anticipazioni alla Provincia pentra sui finanziamenti per ciascun sottoprogetto. Dapprima il 10% dell’importo totale per il Museo dei costumi, cioè 40mila 656 euro. Stessa percentuale a valere sulla cifra finale per l’Osservatorio per la cui realizzazione vengono anticipati 24mila euro, a cui si aggiungono 43mila euro circa per il Centro europeo di ricerche preistoriche e 92mila 253 euro per il progetto sulla Formazione e la promozione dell’offerta turistica.
Poi, sono arrivate le proroghe per la completa realizzazione e rendicontazione del progetto complessivo. La prima concessa fino al 31 dicembre 2021. La seconda, dopo una richiesta di rimodulazione del progetto da parte della Provincia, fino a fine 2022. Nel frattempo, è stata liquidata anche la seconda rata di anticipazione per il Centro europeo ricerche preistoriche: il 40% del finanziamento e cioè 173mila 649 euro.
Tuttavia, la mancanza di progressi significativi ha portato la Regione Molise, il 25 maggio scorso, a revocare le determine con cui aveva erogato le somme anticipate, richiedendo la restituzione dei fondi già versati. Ciò nonostante l’ultima richiesta di proroga giunta da via Berta, il 3 gennaio 2023, per un altro anno di tempo. Il mancato rispetto dei termini per la realizzazione e rendicontazione dei progetti ha spinto la Regione ad avviare formalmente il procedimento di revoca, notificato alla Provincia lo scorso 10 maggio.
Il risultato finale, dunque, è l’annullamento dei progetti, il definanziamento degli stessi e la richiesta di restituzione dei 374mila euro già erogati. Un fallimento che evidenzia la necessità di una gestione più efficace e tempestiva dei fondi pubblici per progetti culturali e turistici di così grande rilevanza.
Altro che viaggi della cultura, insomma. Ad ogni modo, non è escluso che da via Berta possano ricorrere al Tar: i termini previsti sono fissati a 60 giorni dalla notifica del provvedimento.

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