Il turismo lento nasce con “Cammini in Molise” con la Pro loco Termoli

Le Pro Loco Molisane, in collaborazione tra di loro, sperimentano un progetto sul turismo lento realizzando un percorso da inserire in “Cammini in Molise”. Quest’ultimo è il primo itinerario di turismo lento delle Pro Loco Molisane, ideato dal presidente, Luciano Calignano, e sviluppato dalle ragazze del servizio civile 2023/24, Alessia Troia e Alessandra Ferrante, con la collaborazione delle Pro Loco in itinere. La brochure verrà realizzata, in parte, con i proventi del 5×1000 destinati alla Pro Loco di Termoli. Patrocinata dalla regione Molise, Unpli Molise e dai comuni di: Termoli, San Giacomo degli Schiavoni, Castelmauro, Castelpetroso. “Cammini in Molise” è un percorso che parte dalla Cattedrale di Santa Maria della Purificazione di Termoli per arrivare, passando tra le bellezze della regione, alla Basilica Minore dell’Addolorata di Castelpetroso. I comuni dei borghi molisani che vengono toccati sono: Termoli, San Giacomo degli Schiavoni, Guglionesi, Guardialfiera, Castelmauro, Civitacampomarano, Trivento, Bagnoli del Trigno, Frosolone, Sant’Elena Sannita, Macchiagodena e Castelpetroso. L’obiettivo è quello di un turismo lento caratterizzato dalle bellezze della nostra regione per immergersi nella sua natura, dal mare azzurro di Termoli al verde delle colline dell’entroterra, i laghi, i borghi storici, le chiese ed i castelli, entrando a contatto con le varie tradizioni, assaporando i piatti tipici locali. Tutto ciò da vivere camminando, per poter ammirare, degustare e vivere tutto ciò che la nostra bellissima regione offre. Intanto, sempre l’Unpli Molise, oggi è in assemblea dalle 10.30, in via Giambattista Vico, dove deve eleggere gli organi dell’associazione, presidente, ufficio di presidenza, componenti del Consiglio regionale, Probiviri regionali e organo di controllo. Appuntamento al Centrum Palace.

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Concorso o stabilizzazione, per reclutare gli Oss si attende il Consiglio di Stato

Insieme all’ennesimo sollecito rivolto all’Asrem – attingere dalla graduatoria del concorso per operatori sociosanitari dopo lo stop del Tar alla stabilizzazione dei precari Covid – il Cobas Pubblico impiego mercoledì aveva annunciato un presidio che ieri mattina si è svolto in via Petrella.
Un primo confronto con il dg Giovanni Di Santo si è tenuto davanti alla sede dell’azienda di via Petrella, poi al secondo piano il vero e proprio “tavolo”. Dopo la revoca della convocazione degli Oss da parte dell’Azienda sanitaria, quindi, c’è stato il chiarimento. Di Santo ha spiegato che a tutela degli idonei collocati in graduatoria, oltre che della stessa Asrem, è stato doveroso annullare le convocazioni. Prima di procedere, è necessario attendere i prossimi giorni, quando il Consiglio di Stato si pronuncerà sulle istanze cautelari. È quindi indispensabile capire se bisogna procedere prima alle stabilizzazioni degli operatori socio sanitari per poi attingere dalla graduatoria dedicata.
Alla riunione con Di Santo hanno partecipato il legale rappresentante dell’organizzazione Cobas Maria Luisa di Bianco, la delegata Oss Vittoria Calarese, il direttore delle Risorse Umane Asrem Loredana Paolozzi.
Da parte del Cobas, al termine, soddisfazione per la sinergia che si è creata, con l’auspicio che anche in futuro ci possa essere assoluta collaborazione su più fronti. Stessa posizione da parte del direttore Di Santo, che ancora una volta fissa l’obiettivo sulla garanzia del servizio e della legalità di ciascuna procedura.
Non mancano però solo gli Oss nelle corsie. Una carenza in organico che è ancora nella fase di «vera emergenza», come è definita negli stessi atti dell’Asrem, è quella dei neonatologi. A metà maggio l’ennesimo Sos lanciato dalla responsabile Debora Simonetti: fra pensionamenti e ferie, sarebbe impossibile con il personale a disposizione sarebbe impossibile garantire la copertura dei turni. La Neonatologia garantisce, tra l’altro, il servizio fondamentale di terapia intensiva.
Per questo l’Asrem ha stipulato una convenzione di sei mesi con l’Azienda ospedaliera Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta per l’acquisto di prestazioni specialistiche di Neonatologia e Terapia intensiva neonatale (Tin).
Il provvedimento a firma del dg Di Santo, «in considerazione della perdurante grave carenza di personale medico-ospedaliero» e della «oggettiva difficoltà a reperire risorse umane», nonostante siano state espletate procedure concorsuali che «si sono rivelate infruttuose e non risolutive delle criticità tuttora in atto, tali da assumere dimensioni di una vera emergenza».

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