Termoli. Il Consiglio comunale si riunirà mercoledì 10 luglio

Mercoledì prossimo, 10 luglio, debutterà il Consiglio comunale di Termoli nell’era del sindaco Nico Balice, che presterà giuramento, indossando la fascia tricolore, e presenterà la nuova squadra di governo locale. In quella seduta si eleggerà anche il presidente del Consiglio. In corso le consultazioni del primo cittadino, sia coi gruppi consiliari che i partiti di riferimento a livello regionale, perché il centrodestra vorrà trovare la migliore quadra possibile, visto che ha a disposizione 19 eletti su 24, un quasi plenum bulgaro nell’assise civica. L’inizio dei lavori è fissato alle 18.30, quindi Balice dovrà nominare l’esecutivo in questi 8 giorni che restano, ma non crediamo lo farà all’ultimo minuto utile. Secondo le sue indicazioni, il varo, ribadiamo senza deleghe al momento, avverrà entro 3 o massimo 4 giorni. Si tratta di sistemare tutte le caselle (prevedibile una Giunta a 6) e le relative quote rosa, anche se lo scoglio maggiore sta apparendo la richiesta di una duplice rappresentanza da parte di Fratelli d’Italia, che farebbe valere i sei eletti, quasi un terzo della coalizione. Sette caselle (sei in Giunta, compreso il vicesindaco, e la presidenza del Consiglio) per sei liste, con tre donne. Questi gli ingredienti per un piatto “ricco” da divorare in maggioranza.

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Gigafactory, i 5 stelle incalzano il governo: «Investire su Termoli»

In Molise il futuro dello stabilimento Stellantis di Termoli coinvolge 10mila persone, considerando occupati, indotto e famiglie. Ma l’interrogativo sulla realizzazione della Gigafactory di Acc riguarda tutto il Paese. Per questo i 5 stelle di Palazzo D’Aimmo hanno lavorato all’interrogazione presentata dalla deputata Emma Pavanelli che chiede sostanzialmente due impegni al ministro Urso: di trasferire l’investimento del Mimit (500 milioni di cui 350 per il sito di Termoli) dal Pnrr (che ha un orizzonte temporale limitato e a questo punto difficilmente compatibile con lo stop al progetto deciso da Acc) al fondo Fsc (formalizzandolo con un contratto di sviluppo) e di seguire in qualche modo le orme della Francia, con un impegno finanziario quindi più cospicuo attraverso Cassa depositi e prestiti, ed entrare anche nel capitale di Acc.
Nella Biblioteca del Consiglio regionale i consiglieri pentastellati Roberto Gravina – che per primo ha annunciato il lavoro comune con Pavanelli nei giorni scorsi –, Angelo Primiani e Andrea Greco hanno illustrato la posizione del Movimento e anticipato che depositeranno pure una mozione in Consiglio regionale per portare su questo terreno anche la maggioranza e il governatore Roberti. Quanto meno aprire una discussione pubblica, nel merito poi delle strategie di intervento della Regione, per quello che è possibile, si vedrà.
Gravina ha ricordato come a una serie di notizie positive sul percorso verso la Gigafactory, si seguita nel giro di un paio di mesi la doccia fredda: il congelamento del progetto Termoli da parte di Acc a causa di un rallentamento del mercato europeo dei veicoli elettrici. La società di cui sono azionisti Stellantis, Mercedes e Total Energies «ha comunicato una raccolta fondi straordinaria da parte delle banche» pari a 4,4 miliardi. La Francia, ha detto Gravina, ha partecipato per 900 milioni attraverso la sua banca centrale. L’Italia no. C’è, sì, lo stanziamento di 500 milioni risalente al 2022 (il protocollo fu sottoscritto anche dalla Regione, allora guidata da Toma), ma è a valere sul Pnrr con le conseguenze del caso rispetto ai tempi, ristretti, di attuazione dell’investimento. Tempi che per la Gigafactory si sono ormai troppo dilatati.
Con l’interrogazione «vogliamo che la filiera di centrodestra, governo nazionale e regionale, faccia la propria parte», ha concluso Gravina.
«La Gigafactory di Termoli è ancora attuale. Ed è ancora una priorità per Acc? A questi interrogativi chiediamo che sia la società sia Palazzo Chigi diano risposta», ha aggiunto Primiani che ha posto poi anche il tema degli 11 lavoratori attualmente di stanza in Francia per formarsi e che dovrebbero poi a loro volta formare i colleghi di Pantano Basso alla realizzazione delle batterie. «Che ne sarà del loro futuro?».
La riconversione del sito di Termoli prevede un investimento stimato in due miliardi, occuperà un’area di 1,2 milioni di metri quadrati, produrrà 40 GWh l’anno e dovrebbe impiegare circa 2mila lavoratori entro il 2020.
«Alle sorti di questo stabilimento – la chiosa di Greco – è appeso mezzo Pil del Molise. E in Consiglio regionale vediamo una reticenza anche solo ad affrontare l’argomento. È ora invece di capire come stanno veramente le cose».
r.i.

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Turismo balneare, il Molise è l’unica regione che cresce

Incredibile il dato emerso a giugno, Molise in vetta per incremento delle presenze turistiche in spiaggia, con un + 10%. «Il maltempo ha condizionato l’inizio della stagione balneare 2024 facendo registrare un calo delle presenze in spiaggia fino al 60% nel solo mese di giugno, ancora peggio a maggio», ha dichiarato Antonio Capacchione, presidente del Sindacato Italiano Balneari aderente a Fipe-Confcommercio. «Gli stabilimenti balneari in tutte le regioni registrano una diminuzione di presenze sui nostri litorali a due cifre rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso – ha precisato Capacchione, con perdite molto pesanti in Liguria e nel Lazio, unica eccezione, (con il segno più): il Molise. Hanno sofferto meno quelle località meta del turismo straniero, mentre i vacanzieri italiani hanno disertato le nostre spiagge, principalmente a causa delle avverse condizioni meteo. Siamo ottimisti perché le prenotazioni per luglio ed agosto fanno ben sperare». «Ma gli imprenditori, oggi, devono affrontare e risolvere grandi e gravi problemi che condizioneranno il loro futuro e quello dell’immagine turistica del nostro Paese – ha concluso Capacchione. Continua, infatti, l’assenza di una iniziativa legislativa del Governo: è grave la mancata emanazione di un provvedimento chiarificatore sulla questione concessoria. Una irresponsabile e sconcertante fuga dalle proprie responsabilità dell’attuale Governo. Persino iniziative parlamentari come quelle ultime al DL Agricoltura vengono bloccate dal Governo, senza che Palazzo Chigi presenti proposte normative alternative. Stiamo pianificando un calendario di manifestazione su tutti i litorali italiani per tutelare 30.000 imprese balneari italiane e 100.000 addetti diretti». Il Molise è l’unica regione in saldo positivo, le altre accusano cali dal -10% della Basilicata, passando dal -20% di Puglia e Abruzzo al -60% della Liguria. «L’attività balneare è fortemente condizionata dalla meteorologia. Forse più dell’agricoltura. Anche per questo si tratta di un lavoro precario. Quest’anno la stagione balneare è completamente “saltata” a maggio e nella prima metà di giugno. Non solo al nord. Speriamo nelle prossime settimane. Al netto di situazioni specifiche, di fatto restano 45/60 giorni di lavoro. Delle quali 8/10 domeniche nelle quali è maggiormente concentrata la presenza dei bagnanti. E non è affatto escluso che possano ancora “saltarne” 4 o 5 a causa della pioggia o del vento forte. Scarsamente utile se c’è il sole durante la settimana (dove si assiste a presenze turistiche assai limitate) e c’è il maltempo la domenica (nella quale si concentra la maggiore affluenza). Spesso accade che il balneare è vittima persino di previsioni meteo sbagliate. Questa la realtà della balneazione. Merita di essere descritta con maggiore serietà e onestà. Non con faziosità e falsa rappresentazione. Come purtroppo spesso avviene».

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