Mese: Agosto 2024
Condotta dal Liscione a Occhito? «Prima l’acqua per il basso Molise»

Al vertice del Consorzio di Bonifica nato dall’unificazione degli enti “Larinese” e “Destra Trigno Basso Biferno (Termoli) da inizio 2024, Fabio Talucci sta lavorando in maniera serrata al recupero dell’equilibrio finanziario. Mission non impossibile ma molto complicata. L’esposizione debitoria dell’ente, è noto, era (e verosimilmente è ancora) milionaria. E voci di corridoio mai confermate ma mai smentite raccontavano di come il decreto ingiuntivo ottenuto nei confronti della Regione e notificato l’estate scorsa sia probabilmente costato il posto al suo predecessore Fabio Rastelli.
Talucci – in passato assessore provinciale di Campobasso e nella passata legislatura regionale presidente del Corecom – però è un professionista abituato a far circolare poche chiacchiere. Testa bassa sui conti e sulla programmazione. Pagamenti alle società che forniscono l’energia (fondamentale per la funzionalità degli impianti di sollevamento e quindi dell’irrigazione) e, cosa che fa sorridere facendo mente locale sull’argomento di questo articolo, al Consorzio della Capitanata per le risorse prelevate da Occhito a servizio di 700 ettari a Santa Croce di Magliano. «Certo, fra i primi arretrati che ho eliminato ci sono quelli nei confronti dei “cugini” di Foggia, anche per mantenere rapporti di buon vicinato».
È risaputo invece che la Puglia (se così non è aspettiamo con gioia una smentita) non ha invece mai pagato alla Regione Molise le compensazioni previste per l’utilizzo prevalente dell’acqua del Fortore raccolte nell’invaso che si trova fra Macchia Valfortore e Colletorto. Talucci sorride e allarga le braccia. L’acqua è un bene comune, non è di nessuno… è un adagio che ha un suo fondamento.
Inoltre, a differenza dei Consorzi della Capitanata e dell’Alto Vastese, che gestiscono gli invasi artificiali di Occhito e Chiauci, il “Basso Molise” non è proprietario né gestore del Liscione. Paga le risorse prelevate a Molise Acque.
Una cosa però è certa: la condotta dal Liscione a Finocchito non è un progetto che nell’adempimento del suo mandato prende in considerazione. I lavori per il bypass sono in realtà una iniziativa del Consorzio Integrale Larinese, uno dei due enti confluiti nel “Basso Molise” di cui Talucci è stato nominato commissario dalla giunta Roberti. Ma non sono stati finanziati. Inserita in un ordine del giorno di un deputato foggiano di Fratelli d’Italia, La Salandra, a cui il governo ha dato parere favorevole a metà luglio, l’opera è tornata a spaventare il Molise e, allo stesso tempo, a ridare speranza alla Capitanata che da metà agosto ha dovuto rinunciare all’acqua di Occhito. La diga è praticamente prosciugata a causa della siccità. «Per gli agricoltori di Santa Croce nostri associati che avevano ancora bisogno di irrigare i pomodori – tranquillizza Talucci – abbiamo trovato soluzioni alternative».
Resta il nodo centrale della questione: la crisi idrica ha colpito duramente la Puglia e il governo nazionale potrebbe decidere di dar corso al finanziamento del bypass da Guardialfiera. «Al momento non ci sono state riunioni o nuove informazioni di sorta sul punto. Iniziative politiche o mediatiche dalla Puglia, ma penso siamo allo stato embrionale. Ritengo comunque che in caso si arrivasse a una proposta, Regione Molise, Molise Acque e Consorzio avranno l’obbligo di fare in modo che il territorio del basso Molise non venga penalizzato. È l’area in cui prevalentemente si sviluppa il settore primario, il motore dell’agricoltura della nostra regione. Prima il Molise, mi viene da semplificare. E poi noi, come le dicevo paghiamo l’acqua all’azienda speciale regionale e non consentiremmo che venisse ceduta senza corrispettivo».
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Pronto soccorso pediatrico, commissari e dg Salute correggono l’Asrem: turni coperti

Non è vero che l’Asrem ha riaperto i termini dell’avviso per il “Pronto soccorso pediatrico” perché scarseggiano le disponibilità dei medici e i turni non sono coperti. Al contrario, l’azienda di via Petrella «ha riaperto i termini del bando pubblico solo per dare la possibilità ad altri pediatri che, in possesso dei requisiti richiesti, hanno fatto richiesta di essere coinvolti nel progetto assistenziale».
Struttura commissariale e direzione generale della Salute mettono nero su bianco un’interpretazione non autentica – quella solo l’Asrem può farla – ma “informata” di una delibera dell’Asrem che sembra dire altro. Ma è evidente che Marco Bonamico, Ulisse Di Giacomo e Lolita Gallo sanno come stanno le cose.
«Nei giorni scorsi si è diffusa la notizia che il Pronto soccorso pediatrico, attivato con decreto della struttura commissariale 91/2024, presenterebbe problemi di carenza di personale pediatrico.
Una notizia che non corrisponde al vero», si legge nel comunicato diffuso ieri.
Il progetto, che prevede la presenza nei quattro ospedali molisani di pediatri di libera scelta nel fine settimana (quando gli ambulatori sono chiusi) per consulenze e assistenza ai bambini che arrivano in Pronto soccorso, è stato attivato con decreto dei commissari della sanità istruito dalla dg Salute. Partito a luglio, «ad oggi è perfettamente attivo e funzionante e sono già assicurati e coperti i turni per i prossimi mesi di settembre ed ottobre», si legge ancora nella nota giunta da via Genova.
Non c’è carenza di specialisti, anzi, ce ne sono più di quelli che servono a coprire i turni e per dare loro modo di partecipare all’iniziativa è stato bandito un nuovo avviso, facendo salve le disponibilità presentate entro il 10 luglio (la prima scadenza del bando).
Ai pediatri, concludono Bonamico, Di Giacomo e Gallo, «va il nostro ringraziamento per la disponibilità e la sensibilità dimostrate partecipando ad una iniziativa lodevole che trova il consenso di tutte le famiglie molisane».
Ma come si è “originata” la notizia che «non corrisponde al vero», secondo la ricostruzione dei commissari? La delibera della direzione generale Asrem 1251 del 23 agosto scorso nelle premesse, a motivazione della riapertura dei termini, menziona espressamente solo l’eventualità che le domande pervenute fossero poche.
Vale la pena riportare con precisione il testo: «Visto il provvedimento del Direttore Generale n.958 del 20/06/20024 con il quale veniva emesso apposito avviso per la formulazione di un elenco di disponibilità di pediatri per l’adesione al progetto di assistenza pediatrica ambulatoriale, i cui termini sono scaduti il 10 luglio 2024; dato atto che con il su citato provvedimento del direttore generale n.958/2024 l’Azienda si è riservata l’opportunità di riaprire i termini dell’avviso pubblico, qualora le manifestazioni di disponibilità dei pediatri non dovessero risultare sufficienti a coprire i turni; ritenuto di dover provvedere alla riapertura dei termini ad integrazione dell’avviso approvato con provvedimento del direttore generale n.958/2024 e scaduto in data 10/07/2024 (…)». E seguiva il “dispositivo”. La sintesi, quindi, è stata del tutto logica: riaperti i termini perché le adesioni sono state poche.
Un errore, evidentemente, di motivazione dell’atto. A cui i commissari e la direzione Salute hanno messo una pezza.
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