Termoli. «Le riforme al traguardo grazie a Giorgia Meloni»

Il lungomare Nord di Termoli porta fortuna a Fratelli d’Italia, che ha mietuto solo successi negli ultimi anni, con politiche, regionali e amministrative, sempre con iniziative in viale Cristoforo Colombo, premiando anche la tenacia e la fedeltà d’idee e valori di Luciano Paduano. Ieri mattina, sfidando anche un caldo che ovviamente puntava ai 30 gradi e tanta umidità, decine le persone che hanno risposto all’invito del partito a divulgare le quattro riforme cardine dell’azione di Governo che il premier Meloni e la sua maggioranza hanno varato, nella campagna “Stiamo cambiando l’Italia”, Le quattro riforme sono dedicate a Fisco, Giustizia, Autonomia e Premierato, con le ultime tre con un forte timbro di identità politica. Assieme a lui, il senatore Costanzo Della Porta, il presidente del Consiglio regionale Quintino Pallante, il coordinatore regionale Filoteo Di Sandro e il coordinatore cittadino, Maurizio Pangia. Ma non soltanto loro, c’erano l’assessore Paola Cecchi e i consiglieri Alberto Montano e Salvatore Di Brino, nonché l’assessore del Comune di Campomarino, Rossella Panarese, insieme ad attivisti e militanti. Il coordinatore regionale Di Sandro ha evidenziato come «Fratelli d’Italia cresce in ogni singola parte del territorio nazionale, siamo molto soddisfatti, grazie anche ai risultati positivi del governo di Giorgia Meloni e siamo qui per incontrare i cittadini per spiegare le grandi riforme che sta portando avanti con grande fiducia per il futuro, si parla molto di questa autonomia differenziata, però non si sottolinea mai che Giorgia Meloni ha voluto inserire nella norma i livelli essenziali che ogni regione devono raggiungere per l’autonomia differenziata. E questa può essere una grande occasione per le regioni più piccole e per le regioni più povere come il Molise. Insomma, siamo molto fiduciosi per il futuro e poi non dobbiamo dimenticare la realizzazione della Zes. Adesso hanno aggiunto altre riforme importanti risorse, oltre il 30 per cento a fondo perduto per le imprese piccole, medie e grandi imprese del Mezzogiorno, questi sono risultati reali, sono cose concrete e non parole». Il senatore Della Porta, che di una delle riforme è stato anche relatore, quella sull’autonomia differenziata, ribadisce il «Tanto lavoro fatto in questi due anni per rendere migliore la vita agli italiani, pensate che la riforma del fisco ha consentito agli italiani d avere e spendere più soldi nel portafoglio, riforma che ha già dato i primi frutti, ora si punta a un fisco non più aggressivo, ma un fisco che parli coi cittadini, per risolvere i problemi senza danneggiare le nostre famiglie e le imprese; l’impegno sul territorio è quotidiano e costante, così come il confronto coi sindaci del Molise. Il governo nazionale nei confronti della regione Molise continuerà dopo l’estate con un provvedimento ad hoc». Ancora più entusiasta di Palazzo Chigi è stato il presidente del Consiglio regionale, Quintino Pallante, che a chiare lettere dice che «Bisogna ringraziare Giorgia Meloni, perché ha saputo a distanza di due anni mantenere fissa La rotta e ha recuperato sia la credibilità internazionale sia quelli che erano i punti focali, senza cedere a nessuno e senza alcuno sbandamento. Cominciamo a vedere i frutti anche sul territorio, qualche giorno fa siamo stati ricevuti a Roma con la delegazione con l’impegno da parte del ministro Schillaci, diretto sui nostri problemi della sanità. Io direi che il governo sta facendo tutto quello che è possibile fare e Giorgia Meloni ha dimostrato che dalle dichiarazioni si passi direttamente ai fatti. Le riforme noi le abbiamo portate sul territorio, abbiamo divulgato il contenuto ai cittadini che hanno compreso e c’è anche un feedback dal punto di vista dei numeri perché a distanza di due anni di governo i numeri di Fdi continuano a essere elevatissimi». Padrone di casa, Paduano rimarca anche i risultati ottenuti a Termoli. «Abbiamo vinto alle ultime amministrative, eleggendo sei consiglieri comunali, quindi vuol dire che abbiamo imboccato la strada giusta, stare a contatto con i cittadini ci promuove. I risultati ce ne stanno dando ragione e la partecipazione c’è quando uno si propone, se non si propone non ci sarà mai partecipazione, noi siamo un partito che dal basso ha sfiorato il 30%, vuol dire che noi sappiamo stare in mezzo alla gente». Stesso discorso anche per il coordinatore cittadino Pangia: «Siamo contenti di aver confermato anche a Termoli questo trend sia per quanto riguarda la coalizione che per quanto riguarda il risultato di partito che è stato veramente importante, abbiamo eletto qui a Termoli sei consiglieri e abbiamo una rappresentanza in giunta con due assessori. Abbiamo anche il presidente del consiglio. Quindi siamo veramente soddisfatti. E’ importante che ci sia questa filiera istituzionale, che consente certamente di operare al meglio nell’interesse della città, nell’interesse dei cittadini».

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Quattro riforme per cambiare l’Italia, il gazebo di FdI fa tappa a Isernia

Fisco, Giustizia, Premierato e Autonomia differenziata: queste le quattro grandi riforme che, secondo Fratelli d’Italia, sono destinate a cambiare profondamente il volto della nazione. Le quattro riforme al centro della campagna informativa lanciata a livello nazionale dal partito della premier Giorgia Meloni, che ha fatto tappa ieri nel cuore del centro storico di Isernia, in Piazza Celestino V. L’incontro, che ha visto la partecipazione attiva degli esponenti locali e regionali di Fratelli d’Italia, è stato un’occasione per illustrare ai cittadini le novità legislative introdotte dall’attuale governo nazionale.
«Con il governo Meloni stiamo cambiando l’Italia – ha dichiarato con convinzione Lancellotta -. Questo è testimoniato da dati concreti e tangibili. Il sistema Italia ne è la prova, soprattutto nel Sud, dove il Pil è cresciuto dell’1%. Nell’ambito del Pnrr sono stati stanziati 11 miliardi di euro e l’occupazione è in crescita». La deputata ha poi sottolineato l’importanza delle riforme fiscali: «Per quanto riguarda il fisco, abbiamo finalmente varato una riforma attesa da anni, ponendo il cittadino al centro per garantire un sistema fiscale più equo». Altro tema caldo affrontato durante l’incontro, quello della giustizia, con particolare riferimento alla separazione delle carriere. «La separazione delle carriere è fondamentale per avere una giustizia più equa e per garantire la terzietà dei giudici», ha aggiunto Lancellotta.
Il gazebo di Fratelli d’Italia ha attirato numerosi cittadini, molti dei quali desiderosi di saperne di più sull’autonomia differenziata, una delle riforme più discusse. Gli esponenti del partito di Meloni hanno quindi affermato che «non ci saranno conseguenze negative per le regioni del Sud. Tutti i servizi essenziali saranno garantiti. L’autonomia differenziata deve essere vista come un’opportunità di crescita, anche per quei territori che attualmente sono in difficoltà» – ha detto Lancellotta, che ha concluso sottolineando l’impegno del partito nel garantire che la riforma possa essere attuata in modo equo: «Abbiamo dato alle regioni la possibilità di aderire all’autonomia differenziata, ma abbiamo anche garantito che i livelli essenziali delle prestazioni siano rispettati in ogni singola regione».
Solo una delle tante tappe di una campagna informativa volta a sensibilizzare l’opinione pubblica sulle riforme in corso, quella di ieri a Isernia promossa da Fratelli d’Italia, con l’obiettivo di «cambiare l’Italia».

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Campobasso. Non solo carenza di organico, Trotta: «In carcere serie problematiche strutturali»

Non si attenua la eco generata dai recenti episodi di violenza avvenuti tra le mura del carcere di via Cavour. Cresce tra le sigle sindacali la preoccupazione sulle criticità riguardanti la casa di reclusione del capoluogo, più volte evidenziate dai sindacalisti, che rischiano di minare la sicurezza e l’ordine pubblico nonché l’incolumità di detenuti e agenti penitenziari. A porre l’accento su questi aspetti anche il segretario generale regionale della Uilpa Angelo Trotta che, in una missiva indirizzata a prefetto, sindaco, presidente della Regione, Dap, provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria Lazio Abruzzo e Molise, direzione del carcere e segreteria nazionale Uilpa, mette a conoscenza le autorità della «grave situazione che attanaglia la gestione della casa circondariale di Campobasso.
È infatti dell’altro giorno la notizia di disordini occorsi nel pomeriggio, che hanno visto coinvolti più detenuti di una sezione detentiva che hanno messo in serio rischio la sicurezza dell’istituto e quindi l’ordine pubblico nel centro cittadino, trovandosi lo stesso, a beneficio di quanti non lo sapessero, a ridosso delle strade centrali della città di Campobasso, attorniato da civili abitazioni che lo sovrastano.
L’episodio dell’altro giorno, seppur grave – precisa Trotta -, non vuole essere l’oggetto di questa missiva, bensì dallo stesso prendere spunto per evidenziare e ribadire le criticità e la pericolosità che attengono al penitenziario campobassano.
Se la atavica carenza di personale di Polizia penitenziaria è una emergenza a livello nazionale, non vi è infatti, numeri alla mano, un solo Istituto della Nazione che possa vantare di avere una pianta organica al completo. Per quanto riguarda l’Istituto di Campobasso la carenza è fortemente amplificata, in primis a causa dell’età media del personale in servizio, e in secondo luogo, non certo trascurabile, a causa delle problematiche strutturali che l’istituto presenta, che fungono da moltiplicatore di posti di servizio.
Infatti, definire anacronistico il penitenziario campobassano è dir poco: sezioni detentive che si sviluppano su più livelli, assenza di scale di emergenza, o comunque accesi dedicati al personale penitenziario, mancanza di ascensori, mancanza materiale di spazi e di aree dedicate, che a loro volta, si ripete, moltiplicano oltremodo i posti di servizio, che sistematicamente non vengono coperti per carenza di personale.
È del mese scorso, la nota unitaria di tutte le OO.SS. nella quale si evidenziavano le condizioni in cui “gli operatori penitenziari sono costretti ad operare in un Istituto ormai datato e anacronistico rispetto alle attuali norme che attengono, tanto i diritti delle persone private della libertà personale, che dei lavoratori che in esso prestano la loro opera. Il carcere di Campobasso rappresenta la struttura panottica per antonomasia, che, se rispondeva alle esigenze della sua costruzione 1856, non può di certo far fronte alle nuove e legittime esigenze attuali”… “lo stesso fatto che l’Istituto si trovi nel centro cittadino comporterebbe l’innalzamento degli standard di sicurezza, che, purtroppo, stando alla attuale situazione sopra descritta, non possono essere minimamente soddisfatti”.
È quindi giunta l’ora, a parere di questa O.S., tanto per l’Amministrazione penitenziaria che per la classe politica locale e regionale, interrogarsi sul fatto se vale ancora la pena e se vi siano le condizioni per avere un carcere nel centro cittadino, in relazione in primo luogo alla correlazione costi/benefici, data la vetustà della struttura, e in secondo luogo, ancora più pregnante, sulla sicurezza tanto dei detenuti ospitati, del personale penitenziario che vi lavora che della cittadinanza tutta.
Ulteriore punto dolente, come se le criticità strutturali non bastassero, è rappresentato dalla gestione dell’Istituto, il quale, è ad oggi privo, di un comandante di Reparto titolare, sostituito di volta in volta dai più alti in grado presenti in servizio e con un direttore che, pur con tutto l’impegno profuso e la indiscussa professionalità, si deve dividere tra più Istituti, ben distanti tra di loro, che le permettono di essere presente nell’Istituto campobassano, un paio di mezze giornate a settimana! Pleonastico evidenziare che con comandanti di giornata e autorità dirigenti a mezzo servizio le problematiche e le criticità si moltiplicano a discapito della sicurezza e del lavoro degli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria, che sono ormai ridotti nei ranghi, ma soprattutto nello spirito, dovendo sopperire alla sopra esposta discutibile organizzazione, fungendo spesso da capretto espiatorio nelle criticità che si susseguono con la popolazione detenuta. Inoltre, l’aumento considerevole dei numeri di quest’ultima, circa 170 presenze, con l’invio continuo e sistematico di detenuti che già si sono resi responsabili in altri Istituti di condotte turbative dell’ordine e della sicurezza, non fa altro che innescare scintille, sulla già precarissima e infiammabile situazione del carcere di Campobasso. Con continue risse e colluttazioni, invii presso il locale Pronto soccorso, ricoveri, tentativi di introduzione dall’esterno di materiale non consentito».
La Uilpa chiede dunque «una seria riflessione su quanto sopra esposto, nonché, nelle more, si chiede all’Amministrazione penitenziaria di porre in essere un interpello straordinario o comunque attuare le procedure utili per dare sostegno al personale di Polizia penitenziaria giunto ormai allo stremo, che, a causa dell’attuale situazione, vede continuamente negati i propri diritti: orari di servizio più che raddoppiati, trattenimento d’ufficio in prestazione di lavoro straordinario, richiamo in servizio dal congedo, mancato godimento del riposo settimanale e finanche impossibilità ad usufruire della mensa di servizio, come da pregressa nota di questa O.S. della scorsa settimana.
Fiduciosi di un urgente interessamento alla precaria situazione della Casa Circondariale di Campobasso, ognuno per quanto di competenza – conclude Trotta -, si porgono distinti saluti, rimanendo a disposizione per eventuali chiarimenti in un ottica di fattiva collaborazione utile alla risoluzione delle problematiche rappresentate».

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