È molisana la prima donna al comando del Battaglione Gennargentu

È molisana la prima donna al comando del Battaglione “Gennargentu”. Si tratta del tenente colonnello Luisa Ricci, originaria di San Giuliano del Sannio, a cui ieri mattina nel comprensorio “Monfenera – Villasanta” di Cagliari, il tenente colonnello Leandro Giordano ha ceduto il comando del Battaglione Trasmissioni . Il reparto assicura le comunicazioni strategiche e la cyber defence per tutte le unità che insistono nella regione Sardegna, garantendo il collegamento con i reparti impiegati nei teatri operativi.
La cerimonia di avvicendamento, presieduta dal colonnello Matteo Caggiari, comandante del 3° Reggimento Trasmissioni di Roma, ha visto la partecipazione di autorità militari, civili e religiose locali e dei Labari delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma.
Nel suo discorso di commiato, il comandante uscente, nel ringraziare gli uomini e le donne del Battaglione Trasmissioni “Gennargentu” per aver garantito, in ogni situazione, i servizi di telecomunicazione ai reparti dell’Esercito presenti in Sardegna e in addestramento sull’isola, ha anche sottolineato l’altruismo e la grande generosità d’animo dei suoi trasmettitori, sempre in prima linea nel partecipare a iniziative benefiche dall’alto valore etico e sociale.
Il tenente colonnello Lucia Ricci è la prima donna ad assumere la guida del Reparto. Laureata in Scienze strategiche delle Comunicazioni, sposata, un figlio, è stata tra le prime in Italia a entrare all’Accademia militare di Modena a seguito della riforma del 1999 che ha aperto le porte delle Forze armate al reclutamento femminile.
Arruolata nel 2000 come volontario in ferma breve, Lucia Ricci ha prestato servizio prima al 235/o Reggimento ‘Piceno’ di Ascoli, successivamente al 2/o Reggimento Trasmissioni di Bolzano. La svolta importante della sua carriera c’è stata nel 2002 quando è entrata come Cadetto all’Accademia militare di Modena.
Successivamente ha frequentato, in qualità di ufficiale, la Scuola di applicazione e studi militari di Torino.
Nel 2008 ha assunto il ruolo di vice comandante della Compagnia Comando e Supporti logistici al terzo Reggimento Trasmissioni del Battaglione ‘Gennargentu’ di stanza a Cagliari.
Per lei anche due missioni all’estero. La prima nel 2009, come ufficiale di staff, alla ‘Multinational Task Force West’ – operazione Joint Enterprise – in Kosovo. La seconda nel 2013, in qualità di ufficiale di staff di comando multinazionale, nell’operazione Kfor-Nato ‘Joint Guardian’ sempre in Kosovo.
La sua carriera da ufficiale è iniziata nel 2005 con la nomina a Sottotenente, nel 2007 è stata promossa al grado di Tenente, nel 2012 Capitano, nel 2019 è stata nominata Maggiore e il 1/o luglio 2024 Tenente Colonnello con incarico di Comandante. Nel corso della sua carriera anche diverse onorificenze, riconoscimenti ed encomi: due medaglie ‘Non Article 5 Nato’ per le operazioni svolte nei territori della ex Jugoslavia, due Croci commemorative per la missione militare di pace in Kosovo, e un encomio semplice ‘Italian senior national representative Hq-Kfor’.

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Bojano senza pediatra, Romano porta il caso a Palazzo D’Aimmo

Nella seduta di martedì prossimo l’assemblea di Palazzo D’Aimmo affronterà la mozione proposta dal consigliere Massimo Romano riguardante la carenza di pediatri a Bojano. La questione è diventata urgente dopo l’annuncio della sospensione, a partire da domani 8 settembre, dell’attività della specialista di libera scelta assegnata provvisoriamente al Distretto di Campobasso per la sede di Bojano. L’esponente di Costruire Democrazia ha formalmente diffidato i vertici dell’Asrem, coinvolgendo anche la Regione e i sindaci dei comuni matesini che si appoggiano su Bojano per il servizio pediatrico. Nella sua richiesta, il consigliere ha esortato l’Azienda sanitaria a bandire immediatamente una procedura selettiva per coprire questa grave carenza, proponendo nel frattempo di assegnare un incarico provvisorio per evitare interruzioni nel servizio e garantire il diritto alla salute di centinaia di bambini. Nel frattempo la comunità di Bojano non è rimasta indifferente e ha avviato una petizione popolare, raccogliendo 1700 firme a sostegno di una soluzione rapida. Tuttavia, nonostante questo significativo appoggio, né la Regione né l’Asrem hanno ancora dato risposte concrete. Proprio per questo, Romano ha portato la questione all’attenzione del Consiglio regionale già ad agosto, e la sua mozione sarà finalmente discussa nella prossima seduta. «È impensabile che, in un contesto in cui il servizio sanitario regionale fatica già a essere attrattivo, si finisca per ostacolare l’operato di professionisti stimati e apprezzati dall’utenza» ha rimarcato il consigliere di Cd esprimendo la propria preoccupazione per l’inattività delle istituzioni. Ha quindi rimarcato che, sebbene la soluzione sia chiaramente delineata da provvedimenti amministrativi già adottati dall’Asrem, questi non sono mai stati messi in atto. Questa situazione solleva riflessioni sullo stato della sanità in Molise, dove la mancanza di coordinamento e tempestività delle istituzioni rischia di compromettere servizi essenziali come la pediatria, su cui le famiglie del territorio fanno affidamento. La mobilitazione popolare e l’iniziativa del consigliere Romano sono segnali di una comunità che non accetta passivamente la sospensione di servizi vitali e che reclama un’attenzione maggiore da parte delle istituzioni. Le carenze strutturali del sistema sanitario locale richiedono soluzioni immediate, e la seduta di martedì rappresenta un’opportunità cruciale per affrontare e risolvere una situazione che sta mettendo a dura prova la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.

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Dramma a Campobasso: 48enne trovata in casa senza vita

Ancora un dramma della solitudine a Campobasso, una notizia che ha sconvolto il centro storico dove ieri mattina, poco prima delle 13, è stato trovato il corpo di una donna in avanzato stato di decomposizione. La vittima, una 48enne originaria di Molfetta, viveva da sola in un appartamento di via Sant’Antonio Abate ed era in cura al Centro di salute mentale dell’Asrem. Gli operatori, però, non avevano sue notizie da qualche tempo così ieri mattina è scattato l’allarme. Quando i vigili del fuoco sono entrati nell’abitazione insieme agli agenti della Municipale hanno trovato il corpo della donna nel bagno. Secondo il medico legale, arrivato sul posto, le condizioni del corpo lasciano ipotizzare che il decesso possa essere avvenuto da due mesi. La salma è stata trasferita all’obitorio dell’ospedale Cardarelli a disposizione dell’autorità giudiziaria, il pm Carollo, che potrebbe disporre l’autopsia.
Ancora da chiarire, infatti, la causa del decesso ma tutte le ipotesi sono aperte, dal malore al gesto volontario. Stando alle poche informazioni trapelate, la donna aveva pochi contatti e rapporti sociali a Campobasso e conduceva una vita riservata. Sul caso sono in corso le indagini della polizia municipale.

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