Messa alla prova, nasce uno sportello ad hoc anche nel capoluogo pentro

Al terzo piano del Tribunale di Isernia è stato inaugurato lo sportello Map, acronimo di Messa alla prova: servirà per accorciare i tempi della Giustizia favorendo il reinserimento rapido nel sociale del soggetto che abbia maturato una pena inferiore ai quattro anni.
Per il momento lo sportello sarà operativo per un giorno a settimana, dal prossimo anno dovrebbe funzionare invece tutti i giorni lavorativi.
È stato il presidente del Tribunale di Isernia, Vincenzo Di Giacomo, a spiegare l’importanza dello sportello Map per l’utenza: «Si tratta di un servizio che rendiamo al cittadino e anche agli avvocati, finalizzato appunto alla messa alla prova, una misura che serve per il reinserimento dell’individuo e che si svolge attraverso lavori socialmente utili. Noi come Tribunale abbiamo fatto delle convenzioni con quasi tutti i Comuni della provincia di Isernia proprio per lavori socialmente utili».
Viene attuato, così, quanto previsto dal 168 bis, in materia dunque di risarcimento del danno causato alla società da parte di un imputato per un reato con pena inferiore ai quattro anni. Prima di ieri, a Isernia tale sportello non esisteva. Adesso, grazie all’iniziativa del Presidente del Tribunale, del Procuratore della Repubblica, del Direttore dell’Ufficio esecuzione penale esterna, del Presidente dell’Ordine degli avvocati e del Presidente della Camera penale, è stata aperto una sede nel capoluogo pentro, per agevolare il lavoro degli avvocati che possono contare sulla presenza dell’ufficio sul posto.

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Le birre artigianali in Molise: influenze nella gastronomia

Nella Sala del Consiglio comunale del Municipio di Campobasso, si è tenuto un interessante incontro in occasione del convegno annuale, organizzato dalla locale Delegazione dell’Accademia Italiana della Cucina, su temi culturali sempre diversi.
“Le birre artigianali in Molise: influenze nella gastronomia. Dove osano le birre…”, questo il titolo dell’edizione 2024 dell’iniziativa.
Alla presenza di un folto pubblico, di ospiti prestigiosi e di esperti relatori, si è parlato di questa bevanda di cui si sa molto poco, nonostante faccia parte degli usi e dei consumi di mezzo mondo, delle tradizioni alimentari di molti popoli da secoli.
Marialuisa Forte, sindaca della città, ha portato i saluti istituzionali dell’Amministrazione, complimentandosi con la Delegazione dell’importante istituzione culturale della Repubblica Italiana per l’iniziativa idonea a diffondere una migliore conoscenza del proprio territorio che costituisce poi la base per ogni concreta innovazione.
Ernesto Di Pietro, Delegato di Campobasso e Coordinatore territoriale per il Molise dell’Accademia Italiana della Cucina, ha aperto i lavori. «Noi siamo un Paese – ha detto – a tradizione vitivinicola: tutti sanno quali sono le materie prime per produrre vino, della birra invece si sa poco, anzi pochissimo; eppure la birra trova consensi in un pubblico sempre più folto talvolta restio al consumo di bevande alcoliche. È necessario informare il consumatore affinché apprezzi la birra per i suoi aromi e per il suo gusto, oltre che per la capacità di rinfrescare e dissetare. In Italia si vive una vera e propria rinascita qualitativa del settore, legata al proliferare di piccole realtà artigianali che stanno rivoluzionando l’universo produttivo. Anche in Molise molti produttori artigianali, con entusiasmo e creatività, offrono ai loro clienti bevande genuine dai sapori e dagli aromi spesso sorprendenti. Questi bouquet aromatici, poliedrici e deliziosi, sono particolarmente apprezzati anche in gastronomia dove le birre possono essere usate sia come strumenti tecnologici in una delle fasi della preparazione della pietanza sia come ingredienti apportatori di sapori».
Sebastiano Delfine, docente del Dipartimento Agricoltura, Ambiente ed Alimenti dell’Unimol, ha presentato in maniera accattivante le potenzialità della nostra regione : «La biodiversità vegetale del Molise può diventare il vero ingrediente per la produzione di una birra di qualità. Orzo, cereali e luppolo autoctoni hanno tutti i requisiti necessari per la produzione di una birra regionale unica; si realizzerebbe in tal modo un concreto esempio di filiera agricola corta e sostenibile».
Pierluigi Cocchini, agronomo e Coordinatore Abruzzo e Molise della Guida Birre d’Italia Slow Food ha evidenziato la crescita esponenziale di birrifici artigianali di qualità in Italia dagli inizi degli anni Duemila ad oggi (erano solo 240 i birrifici recensiti in guida nel 2013, circa il doppio nella nuova guida del 2025 appena uscita). «Purtroppo questa crescita – ha affermato Cocchini – sia quantitativa che qualitativa dei birrifici non va di pari passo con la cultura birraria della maggioranza dei consumatori che resta ancorata ad un consumo di birre industriali di scarso valore; ovviamente non conoscendo gli innumerevoli stili di birra che esistono si perdono diverse occasioni che si potrebbero creare per berle o anche per degustarle in abbinamento ai cibi, a casa o al ristorante».
Simona De Castro, cuoca e titolare, insieme al fratello Stefano del Ristorante Monticelli, ha illustrato un accattivante menu a base di birra, evidenziando quanto potenziale ci sia in questa bevanda profumata e piacevole, che può trasformarsi in un valido ed eclettico ingrediente.
Gabriella Iacobucci, segretario della Delegazione di Campobasso, ha moderato i lavori; a seguire due giovani mastri birrai molisani hanno parlato della loro esperienza presentando le diverse specialità prodotte:
Romain Verrechia del Birrificio Kashmir di Filignano (in provincia di Isernia);
Aurelio Nardelli del Birrificio Tre Torri di San Giuliano di Puglia (in provincia di Campobasso).
A chiusura dei lavori Ernesto Di Pietro, Delegato di Campobasso, ha proceduto alla consegna dei premi alle eccellenze del territorio, insieme alla sindaca Forte e all’assessore al Commercio Giose Trivisonno.

 

I riconoscimenti

1. PREMIO “DINO VILLANI” al, prodotto artigianale tradizionale da tutelare, TARTUFO D’ESTATE A FETTE IN OLIO D’OLIVA della Ditta TESORI DEL MATESE SRL di Dana Pietroiacovo di San Massimo (CB)
2. PREMIO “MASSIMO ALBERINI” al PANIFICIO FRATELLI PALAZZO di Francesco Palazzo per l’eccellente produzione di prodotti da forno
3. PREMIO “GIOVANNI NUVOLETTI” allo studioso di enogastronomia FRANCO MIRANDA che ha contribuito in modo significativo alla conoscenza e valorizzazione della buona tavola tradizionale regionale
4. DIPLOMA DI BUONA CUCINA al Ristorante Monticelli – Campobasso di Simona e Stefano De Castro per l’eccellenza dei piatti proposti che, pur rimanendo nel solco della migliore tradizione culinaria molisana, si caratterizzano per la qualità e per l’ingegnoso apporto innovativo.

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Dimensionamento, tra i tagli proposti dalla Provincia ‘spunta’ a sorpresa la Colozza

L’ultima parola spetterà al Consiglio regionale, ma quanto deliberato dalla Provincia sul dimensionamento scolastico ha già scatenato dure reazione. Il ‘taglio’ su Campobasso era già nell’aria, tanto da spingere l’assise di Palazzo San Giorgio, alcune settimane fa, ad approvare all’unanimità una mozione per salvaguardare gli istituti cittadini. Atto che, evidentemente, non ha sortito gli effetti sperati. E mentre le indiscrezioni indicavano la Jovine come possibile ‘vittima’ del dimensionamento, il Consiglio di via Roma ha in qualche modo sparigliato le carte proponendo la soppressione della dirigenza dell’Istituto Colozza. La delibera è stata approvata da tutti gli inquilini di Palazzo Magno, eccetto il vicepresidente Alessandro Pascale e la consigliera Fiorella Del Borrello, assenti. Mentre il consigliere Bruno Fraraccio non ha preso parte alla votazione per problemi tecnici. Quattro gli istituti su tutto il territorio provinciale che potrebbero perdere l’autonomia: la Colozza di Campobasso che sarà accorpata alla D’Ovidio, l’Iiss Boccardi – Tiberio di Termoli, che sarà aggregato all’Ipseoa Federico di Svevia di Termoli; l’Istituto Comprensivo Amatuzio-Pallotta di Bojano, che sarà associato all’Iiss Lombardo – Radice di Bojano; l’I.c. V. Cuoco di Petacciato, i cui plessi saranno ridistribuiti secondo le preferenze del Comune di Petacciato.
Eppure Campobasso, come ricordano la sindaca Marialuisa Forte e l’assessore all’Istruzione Mimmo Maio ha già ‘pagato’ gli effetti del dimensionamento lo scorso anno, con i tagli all’istituto Pilla di via Veneto. «La soppressione della dirigenza della Colozza non è accettabile», tuona la prima cittadina.
Una contrarietà espressa da tutto l’amministrazione comunale che sottolinea come la soppressione della dirigenza della Colozza e della altre tre vada in direzione opposta agli sforzi per mantenere aperte le scuole nella città e nella regione. L’istruzione, così come la sanità, è un servizio essenziale innanzitutto pubblico ed accessibile a tutti.
Il 4 novembre scorso, il Consiglio comunale di Palazzo San Giorgio ha approvato all’unanimità una mozione che esprime la ferma opposizione a eventuali e inopportuni dimensionamenti delle scuole della città. Con questo provvedimento, maggioranza e opposizione hanno ribadito l’importanza di difendere la città capoluogo e i suoi servizi essenziali. Istanza respinta al mittente con il provvedimento varato dalla Provincia guidata dal presidente Puchetti. Ma la battaglia non finisce certo qui. L’amministrazione comunale esprime la piena solidarietà alla scuola Colozza, finita sotto la scure dei tagli in nome di una spending review smentita da atti che privilegiano e incentivano invece le iscrizioni nelle scuole private. Sopprimendo le sei dirigenze (quattro in provincia di Campobasso e due in quella di Isernia), si risparmieranno meno di 800mila euro. Nulla rispetto ai 65 milioni di euro destinati, sotto forma di voucher ed esenzione IMU, agli istituti paritari grazie ad un emendamento alla legge finanziaria.
«Il governo nazionale – denuncia la sindaca – da una parte vuole fare cassa tagliando organici e sopprimendo 700 istituti pubblici per un risparmio di 88 milioni di euro, dall’altro dal 2025 destina alle famiglie un voucher di 1.500 euro a studente spendibile esclusivamente presso una scuola paritaria.
Non vorrei che ci trovassimo di fronte a prove tecniche di privatizzazione della scuola», sottolinea la sindaca Forte che porterà il tema della difesa della scuola pubblica nella prima seduta dell’Anci.
«Come vicepresidente dell’Anci con delega al Mezzogiorno e alla coesione territoriale – sottolinea Forte – mi farò carico di questo problema che deve diventare vertenza nazionale. È una battaglia di sopravvivenza, i tagli alle scuole pubbliche sono un’ipoteca sul futuro dei territori marginali». A sostegno di questa tesi, l’ultimo rapporto Svimez che conferma il dramma della fuga dei giovani dal Molise e dal Mezzogiorno. Senza correttivi immediati e scelte politiche ambiziose, anche secondo la Svimez, gli effetti sulla tenuta del sistema scolastico saranno dirompenti, mettendo a rischio i presidi scolastici nelle aree marginali di tutto il Paese.
Nella delibera il Consiglio provinciale, oltre alle proposte di soppressione, esprime parere favorevole anche alle richieste di attivazione di nuovi indirizzi e corsi, in particolare al corso di primo livello del CPIA di Campobasso presso la sede carceraria di Larino, al corso serale dell’indirizzo “Amministrazione, finanza e marketing” dell’Istituto Marconi – Pilla di Campobasso e all’indirizzo “Liceo scientifico – opzione scienze applicate – curvatura informatica e intelligenza artificiale” presso l’Istituto “Mario Pagano” di Campobasso. Ora la palla passa alla Regione e, esattamente come un anno fa, non si escludono colpi di scena e battaglie a colpi di ricorsi davanti al Tar, come per il caso dell’Istituto Alighieri di Ripalimosani.

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