Campobasso. D’Ovidio, trovata la soluzione anche per la Primaria

Un ricordo profondo e commosso quello della sindaca di Campobasso Marialuisa Forte che, prima di indossare la fascia tricolore, è stata insegnante e dirigente scolastico. Dunque l’anniversario del crollo della Scuola Jovine di San Giuliano di Puglia è ancora più sentito. «Questa tragedia – le parole della Forte – scolpita indelebilmente nella memoria di ogni molisano, portò via 27 giovani vite e quella della maestra Carmela Ciniglio, seppelliti sotto le macerie del luogo che dovrebbe essere il più sicuro per i nostri ragazzi.
Quella drammatica data ha rappresentato uno spartiacque perché ha aumentato la consapevolezza e l’importanza della prevenzione, ma il nostro impegno come istituzioni non deve mai venire meno. Le parole dell’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, pronunciate durante i solenni funerali delle vittime, rimangono un monito: “Non abbiamo saputo proteggere i nostri figli”».
La sindaca Forte annuncia inoltre una importante novità, attesa da mesi dai genitori degli alunni della D’Ovidio, sia dalla minoranza che, sul tema, ha dato battagli: «Affinché tragedie simili non si ripetano, è imperativo che le scuole, luoghi di conoscenza e forma-zione, siano anche luoghi sicuri, dotati di mura e tetti solidi in grado di proteggere i nostri ragazzi da eventuali calamità. Molto è stato fatto in questa direzione. Le scuole di competenza del Comune di Campobasso – Jovine, Colozza e Petrone – sono tutte a norma. A breve poseremo la prima pietra per la nuova scuola Montini.
Nel frattempo, abbiamo trovato una sistemazione temporanea anche per gli alunni della D’Ovidio che, grazie a un cospicuo finanziamento, sarà abbattuta e ricostruita. Le classi della Primaria saranno ospitate nello stabile dell’ex Avvocatura dello Stato in via Garibaldi, mentre gli studenti della Secondaria di primo grado troveranno accoglienza presso l’istituto “Pilla” in via Veneto.
Oggi, nel ricordare questa dolorosa tragedia, rinnoviamo il nostro impegno a garantire ambienti sicuri e protetti per l’intera comunità scolastica affinché il sacrificio di Martina Vassalli (7 anni), Luca Jacurto (6 anni) e del cuginetto Paolo Romano Jacurto (6 anni), Morena Morelli (6 anni), delle sorelline Valentina Picanza (6 anni) e Maria Celeste Picanza (8 anni), Lorenzo Francario (10 anni), Luigi Occhionero (8 anni), Antonella Borrelli (6 anni), Gianni Nardelli (9 anni), Maria Colantuono (6 anni), Michela Bonaugurio (6 anni), Valentina Ianiri (6 anni), Giovanna Ritucci (7 anni), Maria Di Renzo (7 anni), Giovanna Nardelli (10 anni), Sergio Di Cera (8 anni), Costanza Serrecchia (10 anni), Domenico La Fratta (10 anni), Antonio Astore (8 anni), dei gemelli Gianmaria e Luca Riggio (9 anni), Melisa D’Elisio (9 anni), Luigi Petacciato (7 anni), Antonio Di Renzo (8 anni), del piccolo Umberto Visconti (9 anni) – che lottò un mese in un letto dell’ospedale Bambin Gesù di Roma prima di arrendersi – e della maestra Carmela Ciniglio (47 anni) non sia stato vano».

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Babygang e violenza, maxi operazione della Polizia

Vasta operazione della Polizia di Stato che, con l’impegno di 800 agenti coordinati dal Servizio Centrale Operativo, ha messo a segno arresti e perquisizioni in 30 province, tra cui Campobasso. Il blitz scattata anche ad Ancona, Arezzo, Bergamo, Bologna, Brescia, Campobasso, Caserta, Como, Fermo, Forlì-Cesena, Genova, Gorizia, Imperia, L’Aquila, Lecco, Messina, Milano, Monza-Brianza, Napoli, Novara, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rieti, Siena, Terni, Trieste, Udine, Varese e Verona, è finalizzato al contrasto della criminalità giovanile e dei correlati fenomeni di devianza e disagio che hanno fatto registrare, negli ultimi mesi, gravi episodi delittuosi ad opera di singoli o di esigui gruppi.
L’attività dei poliziotti delle Squadre Mobili, con il supporto di equipaggi dei Reparti Prevenzione Crimine e di altri uffici della Polizia di Stato, ha consentito di controllare, soprattutto in aree di spaccio e della cosiddetta “movida”, 8.657 persone, di cui 2.514 minorenni. Sono state tratte in arresto 37 persone, tra cui 5 minorenni, per reati contro la persona e il patrimonio e in materia di stupefacenti, 51 denunciate in stato di libertà, di cui 17 minorenni, per ricettazione, possesso di armi e strumenti atti ad offendere e detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio.
Sono stati controllati 2172 veicoli, 67 immobili e diversi luoghi di aggregazione come piazze, giardini pubblici, aree limitrofe alle stazioni ferroviarie, centri commerciali, ristoranti, bar, sale slot e scommesse. A seguito delle verifiche sono state elevate 161 sanzioni amministrative di diversa natura, in particolare per uso di sostanze stupefacenti e somministrazione di bevande alcoliche a minori.

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Rubato pannello fotovoltaico, in tilt semaforo sul viadotto

Da alcuni giorni è attivo il nuovo semaforo sul viadotto principale della diga del Liscione, tra il km 57,050 e il km 57,500. Ebbene, ieri pomeriggio i disagi che già comportano tempi di percorrenza più lunghi di circa dieci minuti, si sono acuiti a dismisura, a causa del furto di un pannello fotovoltaico che alimenta proprio l’impianto semaforico, andato ovviamente in tilt. Sul posto anche i Carabinieri della compagnia di Larino, oltre ai tecnici della Cosmo servizi che hanno ripristinato in serata la colonnina che disciplina il senso unico alternato. Umore a picco per conducenti e autisti, per il disguido subito. Si tratta di un furto, certo, ma al di là del danno provocato all’impresa e le noie alla circolazione, così si è messa a rischio anche l’incolumità stessa di chi era al volante o era passeggero, in un tratto a dire poco delicato.

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