Crollo della Jovine, 22 anni dopo la parola d’ordine resta ancora “prevenzione”

Una ferita «sempre aperta, impossibile da rimarginare». Così il governatore Francesco Roberti che ha concluso col suo intervento la seduta del Consiglio regionale che si è svolta ieri mattina per celebrare la “Giornata della memoria” nel ricordo dei 27 bambini e della loro maestra morti il 31 ottobre 2002 nel crollo della scuola Jovine di San Giuliano di Puglia a seguito di una violenta scossa di terremoto.
«Anche noi delle istituzioni – ha aggiunto – dobbiamo prendere esempio dai genitori di quei bambini e mantenere sempre alta l’attenzione. La sicurezza dei nostri cittadini, dei nostri figli e delle nostre strutture deve essere la priorità assoluta». Il presidente della Regione ha poi proposto che le prossime sedute commemorative dell’Assemblea legislativa regionale si svolgano nell’Aula consiliare di San Giuliano di Puglia «perché rimanga ad imperitura memoria quello che è accaduto».
La sessione straordinaria di Palazzo D’Aimmo è stata aperta dal presidente dell’Assise Quintino Pallante che ha voluto evocare per nome ciascuna delle vittime della Jovine prima del minuto di silenzio in loro onore. Poi ha focalizzato l’attenzione sulla prevenzione. «La cultura della prevenzione diffusa ed attuata – ha detto il vertice di Palazzo D’Aimmo – sia l’arma più forte ed incisiva per non veder ancora immagini di quel tipo. Da quelle macerie, da quel dolore – ancora Pallante – deve venire per tutti l’impegno solenne ad attuare e perseguire politiche, programmazioni, pianificazioni e azioni concrete volte alla sicurezza dei cittadini e segnatamente degli studenti».
Come di consueto, prima del contributo del governatore, gli interventi di due eletti, uno per la maggioranza, Fabio Cofelice, e uno per la minoranza, Roberto Gravina.
Anche Cofelice (Noi Moderati) ha rimarcato il valore della prevenzione: «Ricordare il sacrificio degli Angeli di San Giuliano significa mantenere in noi viva la consapevolezza e la coscienza che quell’evento e eventi simili si possano in qualche modo prevenire». Questa consapevolezza, però, «non deve mai essere utilizzata per scontri ideologici, per contrapposizioni politiche e strumentali. Deve cioè contribuire alla necessità che maggioranza e minoranza, in Consiglio regionale ma in tutti consessi» acquisiscano un’altra, non meno importante consapevolezza: vale a dire quanto si è fatto, ha concluso Cofelice, e quanto c’è ancora da fare.
Infine Gravina ha acceso i riflettori su «luci e ombre» che caratterizzano la situazione dell’edilizia scolastica a 22 anni dal sisma di San Giuliano. «Sono stati stanziati fondi, sono stati promessi piani straordinari, ma in molti casi abbiamo assistito a interventi che si sono rivelati incapaci di produrre un cambiamento sostanziale ed esteso. La burocrazia, da un lato, continua a rallentare i processi, ma dall’altro deve essere vista come una fase di controllo fondamentale per garantire la sicurezza e la trasparenza. Dobbiamo dunque – ha proposto il consigliere 5s – trovare un equilibrio: la burocrazia deve diventare un alleato nella ricostruzione, non un ostacolo. Ciò significa rispettare leggi e procedure, ma anche definire chiaramente le responsabilità, affinché ogni soggetto possa interagire in modo efficace con gli altri. È attraverso una rete di interazioni responsabili, che coinvolga enti e cittadini, che possiamo costruire un modello di società coesa».

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Al via l’era Biondelli al Punto nascita del San Timoteo

Risolte alcune questioni di natura burocratica, che hanno ritardato di un mese l’ingresso in reparto, al via da oggi l’attività del dottor Vincenzo Biondelli al Punto nascita di Termoli. Il medico originario proprio della nostra città e formatosi in Abruzzo, lascia la guida del reparto di Ginecologia e Ostetricia dell’ospedale San Pio di Vasto per assumere quella del San Timoteo, ricevendo l’eredità del direttore facente funzioni, il dottor Saverio Flocco, che dallo scorso febbraio a oggi ha restituito fiducia a una Uoc nel mirino del tavolo tecnico ministeriale. Di recente, abbiamo dato notizia dell’inversione di tendenza dei parti, in calo negli ultimo dieci anni e che in questo 2024, finalmente, tornerà in saldo attivo sull’anno precedente. Intanto, il dottor Biondelli si presenta oggi, con un briefing nella direzione sanitaria di viale San Francesco, alle 11, a cui partecipa anche il direttore generale dell’Asrem, Giovanni Di Santo.

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Isernia. Una dolce letterina a difesa degli animali: la richiesta di Nina a Piero Castrataro

A volte, i messaggi più forti arrivano da chi ha ancora il dono di guardare il mondo senza filtri, con gli occhi puri di una bambina di 8 anni. Nina, dolcissima bimba di Isernia, ha deciso di prendere carta e penna e scrivere al sindaco Piero Castrataro per chiedergli una cosa semplice ma importante: che nella sua città possano arrivare solo circhi senza animali.
Tutto è iniziato quando il circo è approdato nel capoluogo pentro. Nina, che ama profondamente gli animali, ha provato un senso di disagio e tristezza nel vedere i cavalli rinchiusi nei recinti, lontani dall’ambiente naturale in cui dovrebbero scorrazzare. Così, invece di unirsi agli amici per assistere allo spettacolo, ha scelto di far sentire la sua voce. Non con rabbia o proteste, ma con la gentilezza e l’innocenza di una richiesta sincera, affidata a un biglietto scritto con cura: «Secondo me, i cavalli dovrebbero stare nella natura, non nei circhi dove li maltrattano e gli danno il cibo solo quando fanno delle acrobazie».
Con la semplicità che contraddistingue i bambini, Nina ha espresso il suo desiderio, accompagnato da un pensiero profondo: «Sei stato già molto bravo a vietare gli animali esotici, ti vorrei chiedere se fai venire solo circhi senza nessun animale perché tutti gli animali sono allo stesso livello. Grazie di tutto e buon lavoro!». Parole che colpiscono e arrivano direttamente al cuore di chi legge.
La risposta del sindaco non si è fatta attendere. E dopo aver invitato la piccola Nina in Comune per ricevere la letterina, ha raccontato: «L’abbiamo letta insieme, lei è dolcissima e dimostra una grande sensibilità. Quando è arrivata era un po’ timida, ma con le idee molto chiare: mi ha chiesto di fare il possibile affinché ad Isernia arrivino solo circhi senza animali, di nessun tipo. Le dispiace vederli così ed io le ho promesso che non accadrà. Abbiamo tutto da imparare dalla spontaneità dei bambini. Grazie Nina, è stato davvero bello incontrarti. Per lei e per tutti i bambini, la mia porta è sempre aperta» – ha concluso Castrataro.
Un appello, quello della piccola Nina, che fa riflettere sulla sensibilità delle nuove generazioni verso il rispetto degli animali. Sono sempre di più i bambini e i ragazzi che sviluppano un rapporto profondo e rispettoso con la natura, manifestando la volontà di difendere creature che non possono farlo da sole.

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