I bandi per l’agricoltura trovano il plauso di Coldiretti

Per gli investimenti in agricoltura sono in arrivo sei bandi, saranno pubblicati la settimana prossima, per un valore complessivo di 17 milioni a valere sul Complemento di sviluppo rurale Molise 2023-2027.
«Primo passo verso un concreto sostegno al settore agricolo regionale», il commento di Coldiretti dopo la conferenza stampa del presidente Francesco Roberti e dell’assessore Salvatore Micone.
Non meno rilevante – sottolineano da Coldiretti – è stata la comunicazione da parte dell’assessore Micone, di voler consentire dal prossimo anno alle imprese agricole, di presentare unitamente alle domande di biologico o integrato, anche quella dell’indennità compensativa. «Opportunità che quest’anno era stata inibita e resa incompatibile. Decisione questa che aggiunta al taglio lineare del 20% sulle misure a superficie» lasciò l’organizzazione fortemente “perplessa”.
Il settore primario, infatti, pur nelle grandissime difficoltà del momento produce, come sottolineato dallo stesso presidente Roberti, gran parte del Pil della regione, rappresentando quindi una colonna portante dell’economia molisana. Le aziende agricole e zootecniche non si limitano “solo” a produrre cibo sano e genuino per l’intera collettività ma favoriscono – rilevano dall’organizzazione regionale – anche l’occupazione e rappresentano un indispensabile presidio di tutela e manutenzione del territorio, sempre più esposto, specie nelle aree interne, al rischio di dissesto idrogeologico, abbandono e spopolamento.
A questo proposito, a margine dell’ultima riunione del “tavolo verde”, il direttore regionale di Coldiretti Molise Aniello Ascolese ha rimarcato una serie di priorità per il settore.
Uno dei primi interventi da attuare nel più breve tempo possibile – la proposta di Ascolese – è senza dubbio la diminuzione del numero di cinghiali che stanno continuando a causare danni e costringendo alla chiusura decine di aziende agricole e zootecniche. Intervento che sarebbe realizzabile attraverso l’attivazione di tutte le misure previste nel Piano di eradicazione della Psa (peste suina africana) approvato a giugno dalla Regione.
«Oltre a ciò – ha affermato Ascolese – sarebbe assolutamente necessario procedere al recepimento dell’art 19-ter che modifica della legge 157/92 prevedendo uno specifico Piano straordinario delle catture, abbattimento e smaltimento, che ha valenza sull’intero territorio nazionale, indipendentemente dalla emergenza collegata alla peste suina africana».
Operazione per Coldiretti non più derogabile considerando che in Molise ci sono circa 140 allevamenti specializzati e circa 3550 a carattere familiare per un totale di oltre 35mila suini, a fronte di una presenza, sottostimata, di oltre 40.000 cinghiali.
Oltre a ciò grandissimo rilievo assume anche la questione relativa all’incontrollato aumento di “parchi” per la produzione di energia. «Questione di estrema importanza – ha spiegato Ascolese – dal momento che questi impianti sottraggono terreno fertile e coltivabile all’attività agricola, dove insistono anche produzioni di eccellenza, senza dimenticare il danno paesaggistico che queste aree subiscono e le distorsioni sui prezzi di affitti e vendite dei terreni dal momento che le grandi multinazionali dell’energia offrono cifre esorbitati agli imprenditori agricoli per realizzare tali impianti sui territori».
Il 1 luglio scorso è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il decreto 21 giugno 2024 sulla “Disciplina per l’individuazione di superfici e aree idonee per l’installazione di impianti a fonti rinnovabili”. Il testo dispone che le Regioni redigano la mappa delle aree idonee sul loro territorio entro 180 giorni dalla data di pubblicazione, ovvero entro il 1° gennaio 2025.

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Campitello Matese, incertezze sulla stagione invernale. Primiani interroga Roberti

Manca poco più di un mese alla data convenzionalmente fissata per la partenza della stagione invernale, il giorno dell’Immacolata – l’8 dicembre – ma come accade ormai ogni anno la preoccupazione degli operatori del turismo di Campitello Matese è alta per via delle incertezze legate alla manutenzione da eseguire su uno degli impianti più attrattivi della stazione. A sganciare la bomba è il consigliere regionale Angelo Primiani: «Ad oggi non vi sono certezze sull’apertura della seggiovia Lavarelle – spiega -, si tratta dell’impianto di risalita più basso della stazione sciistica, quello che muove il 90% dei turisti visto che è il più adatto alle famiglie, il più semplice da innevare artificialmente, quello che spesso rimane aperto quando le condizioni meteo avverse non consentono di salire a quote più alte».
Come accaduto in passato con altri impianti – come la Capo d’Acqua e la Del Caprio -, la seggiovia Lavarelle deve effettuare infatti la manutenzione straordinaria, quella che viene eseguita ogni 20 anni: un intervento significativo per cui occorre impegnare circa 900mila euro. «Oggi le difficoltà in tal senso riguardano la situazione finanziaria e societaria in cui versa la partecipata regionale Funivie Molise, che è in attesa di un riscontro dal Tribunale sulla richiesta di concordato preventivo – afferma Primiani -. Insomma, se a dicembre dovesse nevicare è praticamente certo che la stazione sciistica più importante della regione, quella che dovrebbe essere una delle più attrattive del Centro-Sud Italia come avveniva un tempo, non sarà in grado di offrire un’offerta completa ai visitatori per i soliti problemi che da anni ne frenano lo sviluppo nonostante la buona volontà e l’impegno di albergatori, operatori e gestori degli impianti.
È inammissibile – prosegue -. Da anni, puntualmente, mi trovo a sollecitare la Regione ad affrontare l’argomento con l’obiettivo di programmare l’attività da svolgere e anticipare le emergenze. Puntualmente, invece, accade che nel disinteresse totale di chi governa ci si ritrova a rincorrere gli eventi. A subirne i danni, purtroppo, sono sempre i molisani e chi nell’area del Matese vive di turismo».
Per questi motivi, Primiani annuncia di aver depositato un’interpellanza rivolta al presidente della Giunta regionale, Francesco Roberti: «deve spiegare cosa si intende fare per evitare che Campitello apra a regime ridotto anche quest’anno, neve permettendo, ma non solo. Il presidente deve spiegare ai molisani quali azioni intende intraprendere per lo sviluppo della montagna, sempre che abbia effettivamente intenzione di sostenere un asset che produce ancora un’importante fetta del nostro Pil. Il tempo degli spot da campagna elettorale è scaduto – conclude -, ora servono i fatti, se non vogliamo assistere inermi alla chiusura definitiva di Campitello».

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«Il Punto nascita andrà oltre il nostro confine»

Ha idee chiare, anzi chiarissime, il neo primario del reparto di Ginecologia e Ostetricia dell’ospedale San Timoteo di Termoli, Vincenzo Biondelli. Prendere le redini di un Punto nascita che negli anni ha battagliato per restare in vita, come quello di viale San Francesco, non è una scommessa da poco, specie per chi ha avuto numeri ragguardevoli al vicino ospedale San Pio di Vasto. Proprio per questo, ora la sfida è di sovvertire l’ordine numerico, non più subire trasmigrazioni, ma accogliere donne molisane e non. Atteso il primo ottobre in corsia, ha dovuto ritardarne l’ingresso a causa di alcuni adempimenti di carattere burocratico, ma da ieri è ben saldo alla guida dell’unità operativa complessa dell’Asrem. Il suo programma snocciolato in un briefing alla direzione ospedaliera.
«Vi ringrazio innanzitutto di avermi accolto così calorosamente e lasciatemi fare solo un ringraziamento al presidente Roberti, alla direzione generale tutta, il dottor Di Santo, il direttore sanitario, il direttore amministrativo e tutti gli uffici che hanno lavorato veramente con grande pazienza e solerzia. Sono emozionato perché dopo 25 anni torno nella mia terra, ma sono veramente soddisfatto perché questa volta ho trovato uno spirito di innovazione, cioè c’è un intero gruppo che vuole migliorare, che vuole crescere e questo mi ha fatto veramente piacere; è una nuova sfida, la sanità è fatta di progetti e questa volta ho trovato chi ha voglia di pianificare per il medio-lungo periodo., perché questa è la strada che porta a uno standard altissimo e ti consente di avere la qualità sempre alta nel tempo». Da Biondelli viene lanciato un messaggio di fiducia alle donne e alle mamme del Molise: «Allora, quello che dico alle mamme è innanzitutto che non mi piace parlare di miglioramenti, quello che vorrei dire è che lavoreremo per assicurare degli standard altissimi e moderni, quindi inizieremo a parlare di umanizzazione del parto, di tutta una serie di servizi per la mamma, che vanno dalla gravidanza al Punto nascita, quindi alla nascita, senza però demonizzare quello che è stato fatto, perché quello che chi finora ha diretto il reparto, il dottor Saverio Flocco, con tutta la sua equipe, ha fatto un lavoro straordinario, perché ha mantenuto il Punto nascita attivo e ha coccolato nel miglior modo possibile tutte le mamme che sono venute qui».
«Uno stimolo e un’ispirazione che – ha ribadito Biondelli – mi hanno spinto a riflettere profondamente sul valore di questo progetto e a decidere, dopo tanti anni dedicati ad un altro territorio, a credere all’opportunità che esso rappresenta, non solo per il reparto di Ginecologia e per l’ospedale di Termoli, ma per l’intera comunità. Benché l’emotività non sia certo la cifra che più mi contraddistingue, oggi sinceramente fatico a nascondere la mia profonda emozione nel presentarmi a Voi tutti nel mio primo giorno di lavoro come nuovo Primario del reparto di Ginecologia e Ostetricia dell’Ospedale San Timoteo di Termoli. Come forse potrete immaginare da molisano e, ancor prima, da termolese, essere chiamato a guidare questo reparto ha per me una valenza del tutto particolare che mi rende orgoglioso e onorato. Ringrazio tutti coloro che hanno creduto in me e che mi hanno dato fiducia. In particolare, consentitemi di ringraziare sentitamente il Presidente Roberti e tutta la Dirigenza della A.S.Re.M. per aver saputo presentare e perorare un progetto di rinascita e rilancio non soltanto del reparto di ginecologia e dell’ospedale di Termoli ma, più in generale della sanità molisana, un progetto che pone al centro i bisogni del territorio promuovendo una medicina vicina alle persone e ai professionisti. La loro convinzione e la loro visione, che punta all’eccellenza e alla valorizzazione delle risorse umane quale reale valore aggiunto del servizio sanitario, ha rappresentato uno stimolo e un’ispirazione che mi ha spinto a riflettere profondamente sul valore di questo progetto e a decidere, dopo tanti anni dedicati ad un altro territorio, a credere all’opportunità che esso rappresenta, non solo per il reparto di ginecologia e per l’ospedale di Termoli, ma per l’intera comunità. E’ un progetto che ho deciso di sposare e di portare avanti con impegno e dedizione poiché ne condivido in pieno le motivazioni: costruire insieme un reparto che sia un punto di riferimento per la salute delle donne, un luogo sicuro, accogliente e all’avanguardia.
Questa nomina rappresenta per me una grande responsabilità, ma anche una straordinaria occasione di crescita e innovazione.
Sono pronto a iniziare un lavoro che possa rispondere concretamente ai bisogni del territorio, partendo da solidissime basi.
So di entrare a far parte di un team affiatato e di grande competenza, che ha già fatto un lavoro straordinario nel prendersi cura delle donne, delle madri e dei neonati che passano per queste mura. È mia priorità continuare a portare avanti una tradizione di eccellenza, puntando sempre a migliorare, sia dal punto di vista professionale che umano; del resto il nostro è un reparto molto speciale perché ci occupiamo dei momenti più delicati della vita di una donna, la sosteniamo nelle fasi più vulnerabili e, spesso, nei momenti di grande gioia e di grande prova.
I prossimi anni ci presenteranno certamente delle sfide. La medicina è in costante evoluzione, e così devono essere i nostri metodi e le nostre conoscenze, puntando sempre più a una medicina di genere, di cui io sono fermo sostenitore, perché pur partendo dalla medesima premessa della medicina convenzionale, ovvero l’uguale diritto di tutti ad essere curati nel migliore dei modi, propone un approccio del tutto innovativo basato sul fatto che non tutti siamo uguali e la diagnosi e la cura devono tener conto delle differenze di genere cioè delle differenze tra donne e uomini in tema di salute.
In quest’ottica ho intenzione di promuovere una continua formazione e l’aggiornamento di tutto il personale, affinché ognuno di noi possa essere al passo con le migliori pratiche internazionali e offrire alle nostre pazienti un’assistenza sempre più sicura e personalizzata.
A tal proposito una delle primissime iniziative che ho in animo di portare nel reparto di Termoli è un corso di chirurgia laparoscopica, aperto a tutti i colleghi, con la preziosa collaborazione del dottor Erik Francescangeli direttore della Uoc di Ostetricia e Ginecologia della clinica Sant’Anna di Brescia che consentirà ai medici di formarsi con tale innovativo approccio metodologico e alle pazienti di usufruire da subito di tale modalità di intervento.
Credo da sempre nell’importanza di un ambiente di lavoro sereno e collaborativo. Un reparto efficiente nasce dalla valorizzazione di ciascun professionista, dall’infermiere al medico specialista, dall’ostetrica al personale di supporto. Ciascuno è essenziale per garantire che il servizio sia completo e di qualità, e farò del mio meglio affinché ognuno possa sentirsi valorizzato e rispettato. Ringrazio di cuore tutti per l’accoglienza e per la fiducia che mi avete accordato.
Mi impegnerò per ricambiarla mettendo a disposizione la mia esperienza maturata in otre 25 anni di lavoro, la mia professionalità e la completa dedizione a questo progetto in cui credo fortemente.
Sono certo che con un lavoro sinergico si potranno raggiungere ottime performance, rendendo il reparto di ginecologia e ostetricia di Termoli un punto di riferimento non solo per il territorio molisano, ma anche per i territori limitrofi, invertendo quella che è stata a lungo una tendenza di segno opposto e di cui, in verità, fino ad oggi sono stato anche ‘corresponsabile’».
Anche il direttore generale dell’Asrem, Giovanni Di Santo, ha espresso favore per l’avvio del nuovo corso al Punto nascita di Termoli.
Dunque, la direzione strategica dell’Asrem continua a profondere forze nel rafforzare i presidi ospedalieri della regione, così come quello termolese.
«Il San Timoteo di Termoli – ha rimarcato Di Santo – è un ospedale di confine fondamentale e con il suo potenziamento, con la venuta di bravi professionisti e le garanzie di cure efficaci ed efficienti, puntiamo a ridurre sempre più, magari fino ad ‘azzerarla’, la mobilità passiva. Al dottor Biondelli l’augurio di un buon e proficuo lavoro». L’Asrem sottolinea come il professionista, di origine molisana, torni a casa dall’Abruzzo, portando con sé tutta la sua esperienza e non nascondendo una profonda emozione. «Orgoglioso e onorato nell’intraprendere un nuovo ed importante percorso lavorativo, il dottor Biondelli, questa mattina, a Termoli, ha tenuto una conferenza stampa
ringraziando il presidente della Regione, Francesco Roberti e l’Asrem per l’impegno profuso affinché la sanità molisana venga rilanciata: un progetto che pone al centro i bisogni del territorio promuovendo una medicina vicina alle persone e agli stessi professionisti. Convinzioni e visioni che puntano all’eccellenza e alla valorizzazione delle risorse umane quali reale valore aggiunto del servizio sanitario».

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