Campobasso. Montella scalza Salotto e ‘guadagna’ due preferenze: ora è il primo dei non eletti di FdI

Accolto anche il ricorso proposto da Andrea Montella – difeso dagli avvocati Salvatore Di Pardo, Nicola Scapillati e Andrea Latessa – nei confronti Giuseppe Salotto, che mirava alla correzione della proclamazione degli eletti. Il candidato consigliere della lista Fratelli d’Italia è infatti risultato sesto, con 161 voti, dietro proprio a Giuseppe Salotto con 163 preferenze. I giudici hanno invece ‘ribaltato’ le posizioni facendo guadagnare due voti ad Andrea Montella che ora è ufficialmente il primo dei non eletti, dietro ai consiglieri Francesco Pilone, Mario Annuario e Stefania Di Claudio e Giovanni Varra, campione di preferenza di FdI prima di passare al gruppo misto. Dunque, qualora uno dei tre esponenti di Fratelli d’Italia dovesse rinunciare al posto in aula, scatterebbe la surroga per Montella.
«Desidero esprimere il mio più sentito ringraziamento agli avvocati Di Pardo Scapillati e Latessa – ha commentato Montella dopo la sentenza – per il loro impegno e la loro dedizione. Hanno saputo evidenziare l’importanza del principio democratico, fondamentale per garantire che il potere derivi dalla volontà del popolo attraverso elezioni libere e ricorrenti. Come disse Giulio Andreotti “la democrazia è come una fotografia: si può sviluppare solo se esposta alla luce dei cittadini”».

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Respinto il ricorso di Pd e 5s, il centrodestra spera ancora: verdetto il 7 maggio

Rigettato il ricorso del centrosinistra, accolto in parte quello del centrodestra ma con la decisione ‘congelata’ fino al 7 maggio. Questo, in sostanza, il verdetto del Tar che ieri si è pronunciato sui ricorsi elettorali presentati da Pd e 5s e dal candidato sindaco sconfitto Aldo De Benedettis. A 24 ore dall’udienza, il collegio presieduto dal giudice Nicola Graviano e dai magistrati Luigi Lalla e Sergio Occhionero, si è espresso già in mattinata sulla richiesta del centrosinistra, rigettando il ricorso proposto da Giuseppe D’Elia e Antonio Federico e curato avvocati Piero Neri e Roberto Ruta.
In sostanza il centrosinistra ha mosso dei rilievi sul superamento della soglia del 50% da parte delle liste del centrodestra chiedendo invece l’attribuzione del premio di maggioranza alla squadra Forte, con 20 seggi attribuiti a Pd, Verdi e Socialisti e 5 Stelle, 10 al centrodestra e 2 al Cantiere civico. Tesi bocciata dal Tar.
Dunque, nessuna ‘rivoluzione’ in aula con gli equilibrio del Consiglio che restano invariati.
«Prendiamo atto della decisione del Tar Molise – il commento di Peppe D’Elia e Antonio Federico – ed attendiamo il deposito delle motivazioni per ogni valutazione successiva.
Prendiamo atto della decisione del TAR Molise che ha respinto il ricorso da noi presentato per l’ottenimento del “premio di maggioranza” (come previsto – a nostro avviso – dalla normativa vigente) alla coalizione della sindaca Forte.
Prendiamo atto, altresì, della compensazione delle spese ed attendiamo il deposito delle motivazioni per ogni valutazione successiva, compresa quella di proporre appello al Consiglio di Stato, convinti della fondatezza e della bontà delle nostre ragioni».
Nel pomeriggio è poi stato pubblicato il dispositivo sul ricorso di Aldo De Benedittis. Due i motivi proposti dal candidato sindaco del centrodestra sconfitto al ballottaggio, rappresentato dagli avvocati Enrica Verrusio e Stefano De Benedittis: il primo mirava al riconteggio delle schede, il secondo invece contestava la regolarità dei documenti relativi ai firmatari delle liste del campo progressista e del cantiere civico, chiedendo l’annullamento delle elezioni.
I giudici hanno respinto in parte il primo motivo, ma hanno anche disposto «una verificazione ai sensi dell’art. 66 cod. proc. amm., onerando il prefetto di Campobasso dell’individuazione di uno più funzionari cui delegare l’incarico di procedere agli incombenti istruttori di cui ai punti in motivazione. Alla relativa procedura potranno assistere i legali delle parti, ai quali dovrà essere dato avviso almeno 3 giorni prima dell’avvio. La relazione conclusiva con i relativi allegati dovrà essere depositata entro il termine del 7 aprile 2025. Viene fissata per il prosieguo del giudizio l’udienza pubblica del 7 maggio 2025».
In definitiva i giudici hanno imposto una ulteriore verifica sui voti da parte della Prefettura mentre si sono riservati di decidere sul motivo relativo ai documenti dei firmatari delle liste. Gli avvocati Stefano De Benedittis ed Enrica Verrusio «esprimono ampia soddisfazione per il provvedimento con cui il Tar Molise ha disposto la verificazione dei voti nella maggior parte delle sezioni scrutinate, affidando l’attività di verificazione alla prefettura di Campobasso.
Gli stessi legali precisano che dal provvedimento si evince la chiara volontà dei giudici amministrativi di riservarsi ogni valutazione, all’esito dell’istruttoria, anche sui motivi attinenti alla nullità delle operazioni elettorali».
Insomma, tutto rinviato al 7 maggio: solo in quella data si conosceranno le sorti di Palazzo San Giorgio.

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Parco del Matese, il Ministero accelera sulla “partenza”

Dopo la sentenza del Tar Lazio sull’istituzione del Parco nazionale del Matese, notizia ormai di diverse settimane fa, dalla Direzione generale tutela della biodiversità e del mare del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica è arrivata nei giorni scorsi una nota alle Regioni Campania e Molise e agli Enti locali interessati contenente la proposta di misure di salvaguardia da applicare alle diverse zone dell’istituendo Parco e la relativa cartografia chiedendo di esprimere il “sentito” di competenza nel termine per il riscontro, cioè 20 giorni per i Comuni e 45 giorni per le Regioni.
Le procedure per l’istituzione del Parco nazionale del Matese, quindi per la delimitazione provvisoria e la fissazione delle regole che ne determineranno il funzionamento fino alla stesura e all’entrata in vigore del Piano del Parco, vanno avanti nei tempi fissati dal Tar, dopo il ricorso presentato da Italia Nostra.
Nella nota ministeriale si legge che è stato sottoposto alla valutazione tecnico scientifica dell’Ispra quanto pervenuto da parte della Giunta regionale Campania e delle note acquisite da parte dei Comuni di Bojano; Campochiaro, Capriati a Volturno, Casalduni, Castelpizzuto, Castelvenere, Colli a Volturno, Longano, Monteroduni, Morcone, Pietraroja, Pontelandolfo, Prata Sannita, Pratella, Roccamandolfi, San Giuliano del Sannio, San Gregorio Matese, San Massimo, San Polo Matese, Sassinoro, e Venafro.
L’Ispra, sulla base degli elementi conoscitivi e tecnico-scientifici disponibili, di elementi fisici ben riconoscibili sul territorio, nonché delle carte di valore ecologico e di sensibilità ambientale già disponibili, ha trasmesso le valutazioni relative alle proposte di modifica della zonazione, della perimetrazione e delle misure di salvaguardia trasmesse rispettivamente dai Comuni interessati e dalla Regione Campania.
Per quanto concerne la perimetrazione del Parco del Matese, l’Ispra – sulla base della istruttoria sinora espletata -, rispetto ai Comuni ricadenti nel territorio della Regione Campania di cui alla proposta tecnica di perimetrazione provvisoria trasmessa in data 10 aprile 2024, considerato lo stato naturalistico-ambientale del territorio, ha proceduto all’esclusione completa dal Parco del Comune di Pratella ed ha incluso la parte naturalisticamente più interessante del territorio del Comune di Castelvenere.
Ciò che più interessa invece il versante molisano sono le misure di salvaguardia dell’istituendo del Parco nazionale del Matese: sul tema diversi Comuni avevano presentato osservazioni al fine di rendere il Parco più vicino alle esigenze delle comunità locali, e in una dettagliata scheda tecnica l’Ispra ha ora spiegato i motivi di quelle richieste ritenute “non accoglibili”. Motivazioni ancora tutte da analizzare e comprendere, al fine di chiarire quali saranno le effettive risultanze della nascita del Parco per il territorio.
Sul tema, in Consiglio regionale era stata approvata all’unanimità una mozione – a prima firma della consigliera Alessandra Salvatore, sottoscritta anche dei consiglieri Vittorino Facciolla, Micaela Fanelli, Roberto Gravina e Angelo Primiani – per chiedere che l’iter istitutivo del Parco si chiudesse in tempi strettissimi e che la sede legale dell’Ente fosse indicata in Molise. Ma non solo, perché l’atto dava mandato affinché venissero accolte proprio le istanze dei Comuni.
Dal Ministero fanno sapere – ad ogni modo – che si procederà alla emanazione del decreto di perimetrazione e delle misure di salvaguardia così come stabilito dalla sentenza del Tar Lazio numero 18581/2024 del 24 ottobre scorso.

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