La riforma degli Ats accende lo scontro: «Fanelli c’è, meno male»

Conoscendo il piglio e il decisionismo di entrambe le protagoniste (la capogruppo del Pd in Regione Micaela Fanelli e la consigliera delegata alle Politiche sociali Stefania Passarelli), era intuibile che sulla riforma degli Ambiti territoriali sociali “scoppiasse” un botta e risposta serrato.
Scelte calate dall’alto, questa l’accusa mossa da Fanelli, che rischiano di smontare un sistema che funziona. «Meno male che la Fanelli c’è! E che fortuna possedere la sfera di cristallo così da conoscere, nel dettaglio, quello che accade nel corso delle riunioni del gruppo tecnico che sta lavorando al nuovo Piano sociale regionale – la risposta di Stefania Passarelli – Leggo con stupore che, secondo la consigliera, “squadra che vince non si cambia”: sostiene, la collega Fanelli, di non comprendere perché si potrebbe arrivare (a valle di un percorso di confronto costante e continuo, checché ne pensi lei) alla riduzione del numero degli Ats che, negli anni, dagli iniziali 11 è passato agli attuali sette nonostante la normativa di riferimento disponga che debbano coincidere con i distretti sanitari.
Le parole della consigliera Fanelli (“basta decisioni calate dall’alto”) si scontrano con quanto invece accade al Comune di Campobasso, guidato dalla sindaca espressione del centrosinistra, che proprio in ossequio al principio che guida il “Fanelli-pensiero” ha disposto la rotazione dei dirigenti comunali e di fatto ha modificato radicalmente l’assetto delle Politiche sociali che ha funzionato e funziona ancora talmente bene che l’Ats di Campobasso è un esempio, a livello nazionale.
E proprio su questo terreno scivolosissimo, alcuni degli alleati della stessa coalizione hanno deciso di assumere una posizione chiara e contraria (il riferimento è al caso De Marco che anche in queste ultime ore sta infiammando il dibattito a Palazzo San Giorgio, ndr).
La consigliera Fanelli – ancora Passarelli – poi sostiene che il dibattito sul nuovo Piano sociale regionale deve essere allargato e portato in Consiglio: al momento, è oggetto del lavoro del gruppo tecnico individuato dalla Giunta regionale con deliberazione numero 88 del 19 febbraio scorso. Nella fase successiva, quando lo schema di Psr passerà al vaglio della Commissione consiliare competente, saranno avviate le fasi di confronto e le audizioni con l’intero sistema che compone il variegato mondo delle Politiche sociali.
Strano che non le sia noto così come è quantomeno curioso che l’argomento, oggetto di una interrogazione firmata anche dalla collega Salvatore (la riforma degli Ats, ndr), diventi così rilevante proprio oggi, a qualche ora di distanza dalla mia presenza a Riccia ospite di un nutrito gruppo di cittadini desiderosi di essere ascoltati e di avere risposte!
Resta anche da capire se le due consigliere regionali del Pd si parlino visto che la stessa Alessandra Salvatore ha preso parte all’incontro dedicato proprio al Piano sociale con le associazioni del Terzo Settore nella sede della Biblioteca del Consiglio regionale.
Si supera in preveggenza, poi, la consigliera Fanelli quando affronta il tema delle cooperative sociali ergendosi a paladina dei loro diritti (messi a serio rischio proprio dalle decisioni assunte dalla ‘sua’ sindaca!) per presunti conti in rosso: eppure, sembrerebbe – e invito la collega ad informarsi – che gli adeguamenti contrattuali non siano stati richiesti da alcuna cooperativa che attualmente gestisce la maggior parte dei servizi sociali del territorio in conseguenza dei risparmi che sembra consentano la tranquilla gestione dell’attuale fase di proroga.
Per il nuovo Piano sociale regionale, la fase di confronto auspicata dalla collega non sarà disattesa e avverrà quando lo schema di Psr sarà messo nero su bianco così come dispone la norma. Per il resto, “stia serena”: il confronto con gli Ats, i sindaci, le associazioni, le cooperative sociali, i lavoratori e con chiunque abbia davvero a cuore i bisogni e le necessità dei soggetti più fragili avviene quotidianamente. E non perché qualcuno lo reclama di punto in bianco, usando strumentalmente un argomento che merita invece rispetto e tanta sensibilità».

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Lotto zero, ribaltone in Consiglio di Stato: via libera al progetto

Ora è ufficiale: la Quarta Sezione del Consiglio di Stato ha accolto l’appello presentato da Regione Molise, Arpa Molise e Anas spa, ribaltando la sentenza numero 80 del Tar Molise che aveva di fatto sancito lo stop al Lotto Zero, annullando per l’effetto la proroga della Valutazione di impatto ambientale (Via) e l’autorizzazione paesaggistica per il progetto. Un ribaltone quasi clamoroso – se non fosse che negli anni la vicenda ne ha subiti parecchi – che oggi si traduce in un via libera per la realizzazione dell’opera fortemente sostenuta dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini: una decisione, quella arrivata con sentenza numero 105/2025, che segna dunque un importante punto di svolta per il futuro dell’infrastruttura viaria che dovrà collegare il bivio di Pesche al Lotto 1 della SS17. Una strada lunga cinque chilometri e 45 metri che comprenderebbe anche due gallerie, otto viadotti e svincoli, per un costo complessivo di circa 135 milioni di euro.
Nei mesi scorsi il Consiglio di Stato aveva accolto l’istanza cautelare in virtù dell’appello proposto dalla Regione Molise, dall’Azienda regionale protezione ambientale Molise e dall’Anas, rappresentati e difesi dall’Avvocatura generale dello Stato, a cui si è aggiunta la società aggiudicataria dell’appalto, la Vianini Lavori, al ricorso presentato da Comune di Isernia e Wwf per verificare la regolarità delle procedure che hanno portato al rilascio delle autorizzazioni per l’avvio del cantiere.
Il Tar, dunque, aveva inizialmente dato ragione ai ricorrenti, ritenendo scaduta la Via rilasciata nel 2013, sostenendo che la proroga concessa nel 2021 fosse illegittima. Secondo il Tar, la scadenza quinquennale del provvedimento rendeva impossibile la sua estensione. Tuttavia, il Consiglio di Stato ha stabilito che la Conferenza di Servizi svolta nel 2016, durante la quale l’opera è stata approvata all’unanimità con la partecipazione delle autorità ambientali e paesaggistiche, ha confermato la validità della Via e degli atti connessi. Una procedura, dunque, che ha semplificato il procedimento amministrativo, producendo nel 2016 un risultato favorevole, sostituendo a tutti gli effetti gli atti autorizzativi richiesti.
In tal senso, spiegano i Giudici: «La complessità dell’azione amministrativa e la necessità di rifuggire da soluzioni eccessivamente formalistiche, quando non suffragate da adeguate e comprovate ragioni, consente di ritenere che i modelli di conferenza di servizi si integrano a vicenda al fine del raggiungimento dell’obiettivo pubblico nel miglior modo possibile e nel più breve tempo possibile».
Altro elemento chiave toccato dal Consiglio di Stato nella sentenza numero 105 è che il progetto sottoposto a proroga non ha subito variazioni rispetto a quello originariamente approvato. Questo ha contribuito a consolidare la posizione degli appellanti, che hanno ribadito la piena conformità dell’opera alle normative vigenti.
Il clamoroso ribaltone si era ventilato già all’accoglimento dell’istanza cautelare, dopo il ricorso in appello proposto dalla Regione, dall’Azienda regionale protezione ambientale Molise e dall’Anas, a cui si è aggiunta la stessa Vianini Lavori. Allora, infatti, fu sospesa l’esecutività della sentenza numero 80 del Tar, e di conseguenza erano riprese subito anche le attività di pre-cantieraggio, salvo poi fermarsi di nuovo per altri motivi, soprattutto in attesa della conclusione definitiva della vicenda giudiziaria.
In teoria, però – ma il condizionale è d’obbligo visto che si parla sempre di una vicenda caratterizzata da tante controversie -, il cantiere potrebbe ripartire, portando avanti un’opera che mira a snellire il traffico e migliorare i collegamenti in una regione spesso penalizzata proprio dal punto di vista infrastrutturale.

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San Martino. Giudice di pace annulla multa dell’autovelox

Una sentenza che segue il filone degli annullamenti delle multe effettuate con l’autovelox sulla statale 87, quella emessa dal giudice di pace di Larino, Giancarlo Casale, depositata il 7 gennaio, su istanza dell’avvocato Valeria Cacchione, che ha tutelato una donna automobilista di Termoli. Verbale che risale 17 febbraio 2023, notificato il 25 ottobre dello stesso anno dal comando di Polizia municipale del Comune di San Martino in Pensilis. Infrazione rilevata in direzione Larino al km 210+100. L’udienza è sempre riferita al 7 gennaio, ha visto l’integrale accoglimento dell’opposizione, «Preventivamente ricordando come il giudizio viene deciso sulla base della ragione più liquida, con riferimento alla sentenza del giorno 17.02.2023 n. 5078 della sezione II della Cassazione civile – stesso giorno dell’infrazione – in cui gli ermellini hanno affermato come “Il provvedimento prefettizio di individuazione delle strade lungo le quali è possibile installare apparecchiature automatiche per il rilevamento della velocità senza obbligo di fermo immediato del conducente, previsto dal Dl 121 del 2020, articolo 4, può includere soltanto le strade del tipo imposto dalla legge, mediante rinvio alla classificazione (di cui all’articolo 2, commi 2 e 3) e non dovendosi ritenersi necessaria l’esistenza delle caratteristiche minime per la configurazione di una strada urbane come ‘a scorrimento veloce’ per rendersi legittimo il posizionamento dell’apparecchio fisso di rilevazione elettronica della velocità (Cass. 20.6.2019, n. 16622, Cass. 14.2.2019, n. 4451)’. Gli Ermellini (Cass. Civ., sentenza del giorno 15/09/2021 n. 24936), già in precedenza, hanno avuto modo di ribadire come: ‘La strada a scorrimento veloce deve avere alcune caratteristiche precise: intanto carreggiate indipendenti o separate da spartitraffico, ciascuna con almeno due corsie di marcia, e poi la banchina pavimentata a destra e marciapiedi con eventuali intersezioni semaforizzate. Due strisce continue da sole non bastano’. Appare fuor di ogni dubbio (o, per lo meno, indubbio, nel caso di specie, il difetto di prova contraria) come il tratto stradale teatro dell’asserita violazione non costituisca, sulla scorta delle precedenti argomentazioni, strada a scorrimento veloce, con conseguente illegittimità del posizionamento del meccanismo rilevatore; circostanza, questa, idonea ad incidere sulla pretesa sanzionatoria rivendicata dal resistente ente pubblico territoriale, Comune di San Martino in Pensilis, travolgendola irrimediabilmente. A fronte dei superiori rilievi, la domanda proposta merita integrate accoglimento, con assorbimento di altri motivi in facto e diritto posti a fondamento della dispiegata opposizione». Il giudice di pace ha liquidato le spese a carico del Comune di San Martino in Pensilis, che dovrà fare fronte a entrambe le posizioni, ricorrente e resistente.

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