Treni in Molise? Una chimera. Fine lavori sulla tratta nel 2028

A settembre di quest’anno, salvo imprevisti, i bojanesi vedranno finalmente i treni elettrici entrare nella nuova stazione. I campobassani sono molto meno “fortunati”. Loro invece dovranno aspettare il 2028. Avete letto bene, altri tre anni servono probabilmente a Rfi per completare l’elettrificazione della tratta da Roccaravindola al capoluogo di regione.
La stima nell’uno (Bojano) e nell’altro caso (Campobasso) è dei vertici dell’azienda ed è emersa – qualche mese fa ma oggi è arrivata alla stampa attraverso una nota della consigliera del Pd Alessandra Salvatore – nell’ambito dell’inchiesta conoscitiva sul trasporto ferroviario avviata dalle Commissioni I e III di Palazzo D’Aimmo presiedute in modalità congiunta da Roberto Di Pardo (presidente della I e delegato ai Trasporti dal governatore Roberti).
A fine novembre del 2023, rispondendo alle domande di Primo Piano, Rfi rese noto che l’opera sarebbe terminata a fine 2024 e che in totale costerà 290 milioni. Avete letto bene pure in questo caso. Dagli 80 milioni iniziali a 290.
L’intervento, è fin troppo evidente, non si è concluso nel 2024. E nel frattempo nella sezione dedicata all’opera sul sito del governo Opencoesione (che dà conto dell’andamento degli investimenti finanziati dal fondo Fsc in tutta Italia) la fine prevista dei lavori è slittato al 30 giugno 2026. Ma il 27 novembre scorso, ascoltato in via IV Novembre, il responsabile Rfi Campania e Molise, Fabio Rapuano, ha scioccato i componenti delle due commissioni: sul tratto da Bojano a Campobasso ci sono problemi per il crollo di una galleria a causa di un invaso d’acqua non regimentato a dovere, quindi è necessaria una gara per l’intervento “riparatore”. Bisogna cioè procurarsi una TBM, macchinario che in gergo è chiamato “talpa meccanica”, e pare sia molto complesso reperirlo sul mercato attualmente. Questo in sintesi quanto riferito dai consiglieri che lo hanno ascoltato. Calcolando tutto, la deadline del 2028 è verosimile. Neanche è certa.
Ma prendendola per buona, dieci anni per elettrificare 82,6 chilometri di ferrovia (la fonte è l’ex ad di Rfi Gentile, queste le sue dichiarazioni il giorno della firma dell’intesa con la Regione) al costo di 290 milioni (in audizione Rapuano ha confermato la cifra, la “talpa meccanica” quindi sarebbe compresa nel prezzo). Ogni chilometro sarà costato, euro più euro meno, 3,5 milioni.
Altro spunto che ha allarmato i consiglieri regionali, in maniera bipartisan, è che la quota Pnrr dell’investimento complessivo (210 milioni, 80 sono invece a valere sul Fondo Sviluppo e Coesione) sarebbe servita tutta per la Roccaravindola-Campobasso. Di conseguenza, per ora, addio all’ammodernamento della Campobasso-Termoli.
Tutti elementi su cui il primo a volerci vedere chiaro, gli riconoscono i componenti di Commissione delle minoranze, è il presidente Roberto Di Pardo (Noi Moderati). Per questo, entro un paio di settimane saranno riconvocati gli amministratori di Rfi a cui erano stati chiesti anche documenti a supporto di quanto riferito all’organo del Consiglio regionale. Al momento, però, a Palazzo D’Aimmo – fa sapere Salvatore – non è arrivato nulla. Più di qualche alzata di sopracciglio la vicenda ha causato anche all’ex assessore Vincenzo Niro, che in passato è stato assessore ai Trasporti e ora, da sottosegretario alla presidenza della giunta, spinge per avere spiegazioni e chiarimenti su un ritardo talmente eclatante che è difficile perfino trovare l’aggettivo adatto.
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Fascicolo elettronico violato, Molise Dati: non c’è colpa grave

«Regione Molise e Molise Dati continuano a lavorare con trasparenza e responsabilità garantendo il massimo livello di protezione dei dati personali dei cittadini e collaborando attivamente con le autorità per il miglioramento continuo della sicurezza informatica».
Così la società in house, braccio operativo di Palazzo Vitale per l’information technology, interviene in merito ai provvedimenti e alle sanzioni del Garante della Privacy sull’episodio di vulnerabilità riscontrato nel 2022 sul portale del Fascicolo sanitario elettronico (Fse) che aveva consentito a un cittadino autenticato come “assistito”, attraverso una manipolazione della Url, di effettuare una ricerca di informazioni relative a sette individui presenti nell’Anagrafe regionale del Molise.
Regione, Molise Dati e Engineering sono state condannate ciascuna al pagamento di una multa da 10mila euro.
Il Garante, spiega nella nota Molise Dati, «pur rilevando la presenza di una vulnerabilità, ha riconosciuto che la Regione ha agito prontamente per risolvere l’anomalia e rafforzare la sicurezza» e che «la responsabilità primaria della vulnerabilità è stata attribuita a Engineering Ingegneria Informatica Spa che ha commesso un errore di codifica del software». Inoltre, «non vi è stata alcuna intenzionale negligenza o violazione consapevole delle norme sulla protezione dei dati da parte di Regione Molise e Molise Dati». Infine, «come evidenziato dal Garante, non vi è colpa grave da parte della Regione Molise e di Molise Dati».

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Robot al Cardarelli, rush finale per l’avviso della Regione

L’arrivo del robot nelle sale operatorie del Cardarelli (per essere precisi in una sala in particolare che sarà adibita alla chirurgia robotica) è questione di settimane. Scadrà il prossimo 10 febbraio, infatti, l’avviso per manifestazione di interesse pubblicato dalla Regione Molise. Subito dopo, la procedura negoziata per l’acquisto fra le ditte che avranno risposto. L’acquisizione del sistema di chirurgia robotica colmerà una lacuna che dura da decenni: il Molise è l’unica regione a non avere un robot (il sistema è più comunemente noto come Da Vinci) in dotazione nella sanità pubblica.
Finanziato con fondi del Piano di sviluppo e coesione (2 milioni) e dell’articolo 20 (600mila euro per i servizi accessori), l’intervento è stato approvato mesi fa dalla giunta Roberti su proposta dell’assessore alle Politiche di Coesione Iorio. L’esecutivo di Palazzo Vitale ha anche stanziato materialmente le risorse. Poi l’Asrem ha inoltrato alla Centrale unica di committenza le specifiche e tutto ciò che tecnicamente occorre per la gara. Quindi, il 16 gennaio scorso il direttore della Cuc Raffaele Malatesta ha indetto una consultazione preliminare di mercato «finalizzata all’avvio di una procedura di appalto per la fornitura di un sistema di chirurgia robotica assistita multidisciplinare».
L’avviso è stato pubblicato il 17 gennaio, le risposte dal mercato entro il 10 febbraio alle 12.
L’obiettivo della Regione, si legge nel documento, è l’acquisizione di un sistema di chirurgia robotica assistita multidisciplinare, comprensivo di tutti gli accessori, dispositivi medici, necessari al completo svolgimento delle attività chirurgiche che sono elencate in dettaglio. In particolare, al Cardarelli, l’attività chirurgica tramite sistema robotico sarà utilizzata per: chirurgia generale; otorinolaringoiatria; urologia; chirurgia toracica; chirurgia endocrina; chirurgia bariatrica; ginecologia e chirurgia pediatrica.
L’avviso specifica poi le procedure che vengono effettuate nell’ospedale del capoluogo: tumore esofago, tumore pancreas; tumori fegato e vie biliari, tumore stomaco; tumore retto, tumore colon laparoceli e ernie, tumore mammella; tumore polmone. Timectomie, tumore rene; surrene; tumore ovaio, tumore utero con linfoadenectomia; chirurgia bariatrica, sleeve, bypass, redosurgery; chirurgia del politrauma; malattie infiammatorie croniche intestinali; chirurgia d’urgenza.
In considerazione dell’utilizzo altamente specialistico a cui la tecnologia è destinata, è richiesto che disponga di caratteristiche prestazionali a livello avanzato, in particolare, relative al livello di automazione, versatilità, ergonomia e sicurezza d’uso
Il sistema deve essere costituito da tre componenti principali: console chirurgica; carrello/i braccia robotiche; colonna laparoscopica completa con sistema video di acquisizione e registrazione delle
immagini. Inoltre, deve essere dotato di ruote e freni di sicurezza per poter essere spostato all’interno della sala operatoria, di un simulatore robotico in grado di ottimizzare la fase di training, di allarmi e deve consentire di poter acquisire immagini e/o video delle procedure chirurgiche e condividerli con equipe chirurgiche all’esterno dell’Azienda, garantendo la privacy del paziente, essere dotato di un’ampia gamma di accessori disponibili in relazione alle procedure chirurgiche da effettuare. Deve essere presente, inoltre, una seconda consolle per permettere il tutoraggio durante l’intervento sia per i nuovi chirurghi che per gli specializzandi.
Nel piano degli investimenti tecnologici approvato di recente dall’Asrem è previsto che, dopo l’acquisto del robot per il Cardarelli ne venga acquisito un altro per il San Timoteo di Termoli.

ppm

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