Isernia. Centro Alzheimer, traguardo vicino: a giorni il via ai lavori

La battaglia di Bruno Esposito per la realizzazione del Centro diurno per l’Alzheimer a Isernia potrebbe arrivare presto al risultato.
È di ieri un post del presidente dell’associazione “Non ti scordar di me” che su Facebook ha fatto sapere: «Il sindaco Castrataro mi ha appena comunicato che martedì 1 aprile si conclude la gara e si assegnano i lavori del Centro Alzheimer che dovrebbero iniziare la settimana dopo, se non è un pesce di aprile! Sono fiducioso, nonostante tutto, ma qualora non dovesse succedere riprenderò a protestare davanti al Comune!».
A fine gennaio, Esposito aveva scritto all’Asrem per sollecitare un’informativa sullo stato dell’arte.
In quella occasione, abbiamo ripercorso su queste colonne gli ultimi sviluppo della vicenda. con una determina dirigenziale del 27 dicembre 2024, il Comune di Isernia ha provveduto alla nomina della struttura di supporto al Rup, relativamente all’intervento di rifunzionalizzazione ed efficientamento energetico dell’edificio comunale situato in località Acqua Solfurea da adibire a Centro diurno per malati di Alzheimer, e ha indetto una procedura negoziata, preceduta dalla pubblicazione di una manifestazione d’interesse, per l’affidamento dei lavori per l’importo complessivo dell’appalto, comprensivo dei lavori e degli oneri speciali per la sicurezza non soggetti a ribasso, pari a 366.796,83 euro. Contestualmente, è stata approvata la documentazione di gara, redatta dal secondo servizio attivo presso il Settore tecnico in conformità della normativa vigente e delle indicazioni fornite dall’amministrazione delegante
L’intervento è finanziato per il 65% dal Gestore dei servizi energetici e per il 35% dal Comune di Isernia con fondi propri: gli interventi previsti, come più volte ha spiegato il primo cittadino di Isernia, comprendono l’isolamento termico, impianti fotovoltaici e un sistema di ventilazione meccanica controllata, che renderanno l’edificio un modello di sostenibilità.

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Guglionesi. Giovedì l’ultimo saluto a Nicola Di Carlo

È stata fissata per oggi l’autopsia sulla salma di Nicola Di Carlo, il sessantatreenne deceduto mercoledì scorso dopo che il pullman da lui guidato è precipitato nel Po, all’altezza dei Murazzi, a Torino. L’esame, affidato all’anatomopatologa Lucia Tattoli su disposizione della Procura, dovrà stabilire se la causa del decesso sia stata l’annegamento o un malore che potrebbe aver preceduto l’incidente. Nel frattempo, la comunità di Guglionesi si prepara a dare l’ultimo saluto a Di Carlo. I funerali si terranno giovedì 3 aprile alle ore 10:30 presso la Chiesa Madre del paese. A piangerlo, la moglie Annamaria, i figli Carmine e Vincenzo, il cognato Corrado, la cognata Concettina e i nipoti Micheal, Valentino e Carmine. Grande commozione anche tra i colleghi autisti e i passeggeri abituali della Di Carlo Tours. Le testimonianze raccolte sinora sembrano avvalorare l’ipotesi del malore. Alcune maestre, che si trovavano a bordo con una scolaresca lombarda in visita al Museo Egizio, hanno riferito che l’uomo aveva manifestato disturbi fisici già prima dell’incidente, accennando a dolori alla schiena e alla spalla, sintomi compatibili con un possibile preinfarto. L’episodio è attualmente al centro di un’indagine coordinata dal pubblico ministero Rossella Salvati. Gli inquirenti stanno valutando anche la possibilità che un guasto meccanico possa aver avuto un ruolo nella tragedia. Il pullman coinvolto, un Volvo immatricolato circa vent’anni fa e dotato di pilota automatico, è sotto esame da parte degli esperti per verificare il corretto funzionamento del sistema di guida. Determinante potrebbe essere l’analisi delle immagini amatoriali riprese durante l’incidente. In un primo momento si era ipotizzato che l’autista si fosse alzato dal posto prima dell’impatto, ma le testimonianze confermerebbero invece che l’uomo è stato estratto dal veicolo mentre era ancora seduto alla guida. Un dettaglio che potrebbe aiutare a ricostruire con maggiore precisione la dinamica dell’accaduto. Le indagini proseguono con il supporto della Polizia locale e di tecnici specializzati, mentre Guglionesi e l’intera comunità di autisti e passeggeri abituali piangono la scomparsa di Nicola Di Carlo, ricordato come un professionista esperto e una persona stimata da tutti.

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Investì e uccise l’orsetto Juan Carrito, 33enne risarcito dalla Regione Abruzzo

È stato risarcito dalla Regione Abruzzo il 33enne di Castel di Sangro che investì, uccidendolo, l’orso Juan Carrito sulla statale 17.
Davanti al giudice civile del Tribunale di Sulmona si è infatti arrivati a una conciliazione: il 33enne, difeso dagli avvocati Aldo e Gaetana Di Ianni, ha rinunciato a portare a termine la causa civile e in cambio la Regione Abruzzo gli ha riconosciuto 15mila euro a titolo di risarcimento del danno e tremila euro per il pagamento delle spese legali.
Un accordo che è destinato comunque a far discutere, vista l’eco che suscitò la morte dell’orso simbolo del Parco nazionale.
L’incidente risale al 23 gennaio 2023 quando, sulla statale 17 all’altezza di Castel di Sangro, la Volkswagen Golf guidata dal giovane non riuscì a evitare l’animale, sbucato dal lato sinistro della carreggiata.
Furono chiamati i Carabinieri che a loro volta allertarono il servizio veterinario Asl, ma il decesso del plantigrado avvenne di lì a poco. Dall’informativa stilata dai militari si evince che quella sera «la statale 17 era priva di illuminazione pubblica. L’asfalto era bagnato. Presenza di nebbia. Dunque scarsa visibilità e andamento dell’automobilista a velocità moderata».
Inoltre, in quel tratto non c’erano segnali che indicavano il pericolo di attraversamento della fauna selvatica. Per questo la Regione ha detto sì all’accordo transattivo, risarcendo il 33enne. Il filone penale era stato archiviato, mentre vanno avanti le indagini sulla diffamazione aggravata. L’automobilista era stato riempito di offese sui social e il giudice ha disposto ulteriori accertamenti per risalire agli autori.
Juan Carrito era uno dei quattro cuccioli dell’orsa Amarena, il più intraprendente, il più insistente. Spesso, di sera, arrivava in paese, prima a Villalago e poi a Roccaraso, e faceva scorribande, arrampicandosi sugli alberi e correndo per strada.
La prima volta era stato avvistato a Bisegna, ma si spostava tranquillamente tra Roccaraso e Pescasseroli, nel Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise.

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