Inchiesta della Dda, «fatti inquietanti»: il Pd porta il caso in Antimafia

Il Pd porta l’indagine sul traffico illecito di rifiuti – fra Molise e Puglia – che coinvolge anche il governatore Roberti all’attenzione della Commissione bicamerale Antimafia.
«L’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Campobasso che ha riguardato anche il presidente della Regione Molise (interessato per ipotesi di reato legato alla corruzione) ha fatto emergere, nel suo insieme, un quadro di grande preoccupazione», così in una nota il senatore Walter Verini, capogruppo dem in Commissione.
«L’indagine documenta fatti inquietanti legati allo smaltimento dei rifiuti, con il coinvolgimento di forze della criminalità organizzata del foggiano, di società e di decine di soggetti. È una conferma della pericolosità e della capacità di espansione e penetrazione di forze della “quarta mafia” anche in altri ambiti territoriali, a partire dal Molise. Come gruppo Pd in Commissione bicamerale Antimafia – ancora Verini – chiederemo che l’organismo parlamentare acquisisca gli atti giudiziari dell’inchiesta per verificare, nel rispetto del lavoro della Magistratura, ogni aspetto legato alla penetrazione e alle complicità della criminalità organizzata. E per tenere acceso un faro e incoraggiare, anche in quella Regione, l’impegno per la legalità e la trasparenza».

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Ex Roxy sede della Regione, «approssimazione e ritardi»

La vicenda dell’ex hotel Roxy, destinato di nuovo a diventare “casa della politica” del Molise, dimostra che il governo regionale procede «senza una visione chiara, con il rischio concreto che anche questa operazione si trasformi nell’ennesimo progetto privo di concretezza».
A puntare il dito è il consigliere regionale 5s Roberto Gravina che commenta così la delibera del 28 febbraio scorso con cui l’esecutivo «ha finalmente deciso di rimuovere l’immobile dal piano delle alienazioni e di destinarlo alla realizzazione della nuova sede regionale. Questa decisione arriva con un ritardo inaccettabile e, come già detto, dopo un anno di immobilismo e tentativi maldestri di vendita».
L’ex sindaco di Campobasso, candidato presidente del campo progressista alle elezioni del 2023, ha presentato un’interpellanza al governatore Roberti per chiedere chiarimenti su tempi, risorse e progettazione. «La Regione ha perso oltre un anno (dal fallimento dell’operazione con Invimit per realizzare all’ex Roxy uno studentato, ndr) senza una strategia chiara, prima tentando inutilmente di vendere l’immobile e poi lasciandolo in una condizione di incertezza. Solo ora si decide di destinarlo alla realizzazione della nuova sede regionale, finanziandolo con 35 milioni di euro del Fondo Sviluppo e Coesione. Il problema è che non vi è alcuna certezza su come e quando questi fondi verranno effettivamente impiegati».
Uno dei punti critici, secondo Gravina, riguarda la pubblicazione del bando di vendita, avvenuta il 7 febbraio 2024, nonostante il disinteresse già espresso da Invimit (società del Mef) per l’acquisizione dell’immobile in data precedente (il 5 febbraio del 2024). «La giunta regionale dovrà spiegare perché si sia proceduto comunque alla pubblicazione del bando, pur sapendo della conclamata assenza di interesse da parte di Invimit. Infatti, ci si chiede se si era interessati davvero a quell’operazione, come era stato proclamato e sbandierato pubblicamente e sui media, o se, invece, si è tentata la vendita anche per altro?», ha aggiunto il consigliere del M5S. E ancora: «Dopo il fallimento del bando di vendita, la Regione ha atteso oltre un anno per prendere una decisione, lasciando l’immobile in un limbo amministrativo e senza alcuna prospettiva di utilizzo». L’interpellanza chiede anche di fare chiarezza sull’effettivo stato della progettazione. «Esiste già un progetto elaborato internamente o, al contrario, si è ancora fermi alla fase iniziale? In quest’ultimo caso, il cronoprogramma fissato per la progettazione tra il secondo semestre del 2024 e il secondo semestre del 2025 è evidentemente già compromesso» ha dichiarato Gravina.
Un altro aspetto su cui si chiedono risposte è la reale destinazione dei 35 milioni di euro indicati come copertura finanziaria per la nuova sede regionale. «Non è chiaro se l’intera somma sia destinata esclusivamente a questo intervento o se, invece, debba essere ripartita su più progetti. Se ci sono altri interventi previsti, è necessario conoscere nel dettaglio quali siano e quali risorse resteranno effettivamente disponibili per la realizzazione della sede regionale. Altrettanto giusto è capire bene se ci sono, da parte della Regione, anche ipotesi di project, per le quali è sacrosanto conoscere gli aspetti finanziari e, soprattutto, come s’intende valorizzare il patrimonio pubblico. La Regione, insomma, è chiamata a dire chiaramente se intende procedere con risorse interamente pubbliche o se, invece, sta valutando altre soluzioni».
In conclusione, per Gravina «tutta questa vicenda dimostra l’approssimazione con cui la Regione sta gestendo il proprio patrimonio immobiliare. Prima si è inseguita una vendita impossibile, poi si è rimasti fermi per un anno senza una direzione chiara e ora si annunciano finanziamenti senza che vi sia un progetto definito e verificabile».

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Autonomia provinciale, 55 anni di storia tra conquiste e incertezze

Il 3 marzo del 1970 la Provincia di Isernia nacque come nuovo punto di riferimento istituzionale al servizio del territorio e dei cittadini. A 55 anni di distanza, le istituzioni celebrano questo importante traguardo, con la consapevolezza delle difficili sfide da affrontare, vista anche la richiesta di referendum avanzata da oltre 5mila cittadini che chiedono la riannessione del territorio pentro all’Abruzzo.
«Desidero rivolgere un pensiero a tutta la comunità, a tutti coloro che, in questi anni, hanno contribuito con impegno allo sviluppo del nostro territorio – ha affermato il presidente della Giunta regionale, Francesco Roberti -. Questa data segna un momento cruciale nella storia del Molise: con la nascita della Provincia di Isernia, che si è affiancata a quella di Campobasso, è stato dato un impulso fondamentale alla crescita economica, sociale e culturale di questa parte della nostra regione. In questi anni, sono state rafforzate l’identità e le peculiarità delle comunità che fanno parte della Provincia di Isernia. La valorizzazione delle risorse naturali, della storia e delle tradizioni locali ha rappresentato un faro per questi 55 anni di crescita e sviluppo. Il mio augurio va alla Provincia di Isernia e ai suoi cittadini, affinché, in stretta collaborazione con le istituzioni regionali e locali, il territorio possa continuare a progredire, generando nuove opportunità e migliorando il benessere di tutti, con un’attenzione particolare al ripopolamento delle aree interne. Su questo aspetto, la Regione Molise, di concerto con le istituzioni locali, è impegnata a trovare soluzioni efficaci e sostenibili. La Provincia di Isernia è chiamata ad affrontare diverse sfide, ma sono certo che, lavorando insieme, potremo costruire un futuro di crescita e benessere per l’intero territorio».
Anche il presidente di via Berta, Daniele Saia – visto anche il momento di acceso dibattito sul tema – non ha mancato di evidenziare quanto sia importante l’autonomia della Provincia come istituzione: «La battaglia per la conquista dell’autonomia non fu semplice – ricorda -. Il Comitato per l’istituzione della Provincia incontrò molte difficoltà nel suo percorso, nonostante l’appoggio di numerosi cittadini. Il gruppo rivendicava il giusto riconoscimento per un territorio pieno di valore, chiedeva l’apertura di uffici pubblici per garantire efficienza e favorire il decollo economico. Una crescita che, dalla nascita dell’Ente e per i successivi decenni, fu tangibile e importante, fino ai tagli dettati dalle riforme.
In questi 55 anni la Provincia di Isernia ha affrontato sfide complesse – prosegue -. Ha promosso lo sviluppo del territorio attraverso la costruzione di infrastrutture viarie e scolastiche, con un occhio vigile sulla tutela ambientale. Ha valorizzato il patrimonio culturale e paesaggistico. Un lavoro che continua ancora oggi.
Voglio cogliere l’occasione per ringraziare tutti coloro che a vario titolo si sono impegnati per l’Ente, dagli amministratori ai dipendenti. E soprattutto, ringrazio i cittadini che con la loro tenacia e il loro lavoro hanno reso il territorio dei 52 Comuni vivace e produttivo. Attualmente, ci confrontiamo con nuove sfide, spinte che auspicano cambiamenti e riassetti geografici.
Credo, però, che le nostre prospettive non debbano focalizzarsi sulla questione dei margini territoriali, ma sull’attenzione nei confronti di un rinnovato e impegnato spirito collaborativo che esalti la vicinanza tra le istituzioni e i cittadini.
L’attenzione del Governo nei nostri confronti non deve essere di carattere assistenziale, ma deve essere un sostegno reale per un nuovo disegno di crescita che tenga conto di tutte le esigenze di territori come i nostri, che possono essere definiti nella loro totalità come aree interne. Occorre una nuova alleanza per il progresso che passi dalla promozione di innovative avventure imprenditoriali che garantiscono lavoro fino alle nuove opportunità per i giovani, con la speranza di attivare presto percorsi formativi a Isernia grazie all’Università degli Studi del Molise, un progetto a cui da tempo sta lavorando il Comune capoluogo. In questo programma, non bisogna dimenticare l’importanza della sanità pubblica che deve tornare ad avere la sua centralità.
Solo con questo disegno potremo vincere il male più grande del nostro tempo: lo spopolamento – conclude -. I territori della Provincia non devono resistere, ma attivamente esistere. Con radici salde che elogiano la loro storia e con lo sguardo fiero che guarda al futuro. E allora, auguri Provincia di Isernia, auguri sinceri per affrontare positivamente tutte le sfide del domani».

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