Campobasso. Abbonamenti dei parcheggi in calo dopo gli aumenti, De Benedittis va al Tar

La seduta però si è aperta con la discussione dell’interrogazione presentata dal consigliere De Benedittis circa le modifiche delle tariffe su parcheggi e abbonamenti. L’esponente del centrodestra è stato l’unico a dirsi contrario al provvedimento dell’amministrazione ed ha chiesto di conoscere, alla luce degli aumenti, il numero degli abbonamenti sottoscritti nel periodo 01.01.2025 – 27.01.2025, rispetto allo stesso periodo dell’anno 2024.
«Ebbene, il dato emerso vale più di mille discussioni: si è registrato un calo del 35%, con 321 abbonamenti nel 2024 rispetto a 210 del 2025. Oltre 100 abbonamenti in meno – ha dichiarato De Benedittis – e questo deriva da quella improvvida delibera che avete approvato e di cui si lamentano tantissimi cittadini. La morale? Tentare di fare cassa sulla pelle di residenti e commercianti – senza alcun momento di confronto – non è soltanto ingiusto, ma pure controproducente e rivela gli evidenti limiti politici di una maggioranza arrogante, presuntuosa e lontana dalla realtà, che si è già chiusa nel palazzo e non vuole imparare dai propri errori.
Io nel frattempo vado avanti, sempre più convinto di rappresentare su questo tema e non solo la stragrande maggioranza dei cittadini. Confermo, in tal senso, che dopo essermi opposto in tutte le commissioni e aver promosso la predetta interrogazione, persone a me vicine hanno presentato ricorso al T.A.R. Molise per chiedere l’annullamento delle delibere di Giunta comunale nn. 321/2024, 340/2024 e 10/2025.
Ne attendiamo l’esito, fiduciosi di aver evidenziato l’ingiustizia dei provvedimenti adottati dalla Giunta e dal sindaco».

The post Campobasso. Abbonamenti dei parcheggi in calo dopo gli aumenti, De Benedittis va al Tar appeared first on PrimoPiano Molise.

Ddl sicurezza, la ‘difesa’ di FdI non basta: il Consiglio lo boccia

Questa mattina inizierà in Senato la discussione sul Ddl sicurezza. Una disegno di legge che ieri è finito al centro dei lavori di Palazzo San Giorgio grazie ad una mozione presentata come primo firmatario da Bartolomeo Terzano di Alleanza Verdi e Sinistra, che ha aperto il suo intervento in aula citando il Presidente Mattarella.
Terzano ha sottolineato come fenomeni autoritari stiano prendendo il sopravvento in alcuni Paesi, travisando i valori di democrazia e libertà. Ha inoltre evidenziato segnali preoccupanti nel panorama ecologista, sociale e politico, come l’inquinamento, la riduzione dei diritti di cittadinanza e l’arroganza politica.
«Il Ddl Sicurezza criminalizza il dissenso ecologico e sociale, colpendo chi lotta per diritti fondamentali come il lavoro, la casa e la salute» ha dichiarato il consigliere di maggioranza, esprimendo preoccupazione per l’articolo 31 del DDL, che obbliga università ed enti di ricerca a collaborare con i servizi segreti, violando il diritto alla privacy e trasformando le università in spazi di sorveglianza.
Durante il suo discorso, Terzano ha sottolineato l’urgenza di riflettere sulle difficoltà dei migranti climatici e di guerra, troppo spesso criminalizzati anziché accolti. Ha denunciato la repressione sistematica delle lotte sociali, ambientaliste e pacifiste, invitando all’unità e alla solidarietà per fermare la deriva autoritaria.
Sulla stessa linea anche gli interventi dell’assessore Giose Trivisonno, della consigliera dem Maria Concetta Fimiani che ha sottolineato come «l’inasprimento esasperato di alcune situazioni non porterà sicuramente al superamento del problema, ad esempio in materia di occupazione abusiva. Il semplice sospetto di una occupazione, senza che venga accertata da un giudice, farà scattare lo sfratto da parte di un agente di polizia, armato per altro. Non c’è certezza sull’accertamento del reato – ha spiegato Fimiani – questo è gravissimo».
Anche il capogruppo 5 Stelle Luca Praitano, per altro appartenente alle forze dell’ordine, si è detto contrario ad una misura «che non fa altro che inasprire le pene ma senza avere soluzioni concrete sulla sicurezza. Si tratta di una marchetta elettorale, quando non si è capaci di trovare delle risorse per aumentare la sicurezza, come ad esempio aumentare gli organici delle forze dell’ordine, allora si inaspriscono le norme perché non costa nulla.
Contrari alla mozione i consiglieri di centrodestra, in particolare modo il gruppo di Fratelli d’Italia: «È fondamentale chiarire che l’intento del Ddl sicurezza non è in alcun modo quello di limitare il diritto di dissenso, un principio irrinunciabile delle democrazie moderne, ma piuttosto di fornire un quadro normativo più rigoroso e mirato per garantire la sicurezza collettiva e l’ordine pubblico.
Quando durante manifestazioni pubbliche ed in luoghi pubblici vediamo scene di violenza che si concretizzano in atti vandalici contro persone e cose, sia pubbliche che private, gli autori di questi atteggiamenti criminosi vanno puniti senza se e senza ma. Il disegno di legge mira a fare chiarezza, anzi a garantire i diritti, quelli veri, quelli delle persone che hanno sudato per mettere su un’attività commerciale, un negozio e che per colpa di quattro “imbecilli”, se lo vedono distrutto.
Il Ddl 1660 si inserisce in un contesto normativo volto a rispondere a crescenti esigenze di sicurezza pubblica e protezione dei diritti fondamentali. Pur essendo stato oggetto di critiche, il disegno di legge non intende limitare la democrazia o i diritti civili, ma piuttosto mira a garantire che la sicurezza della collettività venga tutelata senza compromettere i principi costituzionali. È fondamentale che il dibattito sul D.D.L. 1660 sia affrontato con un approccio equilibrato, che riconosca la necessità di misure di sicurezza adeguate senza sacrificare i diritti civili e politici».
La mozione è stata approvata a maggioranza (14 voti a favore, 10 contrari e 9 assenti) ed impegna la sindaca Marialuisa Forte e la sua giunta a intraprendere iniziative urgenti, anche in collaborazione con altri Comuni e in sede Anci, contro l’approvazione del Ddl Sicurezza.
Il Presidente del Consiglio ora dovrà trasmettere il documento votato questa mattina al Governo e ai gruppi parlamentari. L’invito alla sindaca Forte invece è quello di intraprendere iniziative contro l’approvazione del provvedimento “repressione” in Senato. La stessa sindaca ha rimarcato anche ieri in aula che il ruolo di un amministratore non può essere quello dello sceriffo. «La sicurezza deriva da una politica integrata che non passa solo dalla repressione, ma soprattutto dalla prevenzione e dal potenziamento dei presidi sociali ed educativi, dalla rigenerazione urbana e da misure contro l’emergenza abitativa. Non c’è sicurezza senza giustizia sociale, e in questa nostra Italia democratica vanno rispettati i diritti di tutti. Per questa ragione – ha annunciato Forte – nella prossima seduta vogliamo dare un segnale importante, ovvero approvare la modifica del regolamento sulla cittadinanza onoraria di Campobasso che sarà concessa a tutti i minori stranieri nati qui. Un atto simbolico che va nella direzione del riconoscimento dello ius soli».

The post Ddl sicurezza, la ‘difesa’ di FdI non basta: il Consiglio lo boccia appeared first on PrimoPiano Molise.

Parco del Matese: fronte del no in protesta, incontri e raccolte firme in tutto il territorio

Il dibattito sull’istituzione del Parco nazionale del Matese si accende sempre di più. Mentre le istituzioni portano avanti l’iter per la perimetrazione e l’avvio ufficiale dell’area protetta – che dovrà avvenire entro la data limite del 22 aprile, come imposto dal Tar Lazio dopo il ricorso avanzato da Italia Nostra – numerosi comitati di cittadini, allevatori, agricoltori e cacciatori stanno organizzando una serie di incontri sul territorio per informare la popolazione e raccogliere firme contro il progetto. Nei giorni scorsi hanno fatto tappa prima a Roccamandolfi, poi a San Massimo e Pozzilli.
Tra i principali promotori della mobilitazione figurano il Comitato Matese libero e il Comitato allevatori del territorio, realtà molisane che da anni denunciano la mancata consultazione delle comunità locali e gli effetti potenzialmente devastanti che il Parco – a loro dire – potrebbe avere sulle attività economiche tradizionali della zona.
Gli oppositori del Parco hanno avviato quindi un ciclo di incontri nei vari comuni del Matese, sia molisani che campani, per sensibilizzare cittadini e amministratori locali sugli aspetti critici dell’istituzione dell’area protetta. Il fronte del ‘no’ sostiene che il Parco sia stato “calato dall’alto” senza una reale partecipazione delle popolazioni interessate e che le conseguenze potrebbero essere gravissime per il settore agro-pastorale, forestale e venatorio.
I promotori della protesta sostengono che le aree protette in Italia si siano rivelate, nella maggior parte dei casi, strumenti di centralizzazione del potere piuttosto che di tutela ambientale. In particolare – sostengono – «va tenuto conto dell’esperienza negativa di altri Parchi d’Italia dove le attività economiche locali hanno subito una drastica riduzione a causa delle rigidissime restrizioni imposte».
Uno dei timori principali dei contrari al Parco è che quest’ultimo possa quindi rappresentare un ulteriore ostacolo alla già fragile economia delle aree interne. Alcuni allevatori, nello specifico, denunciano il rischio di limitazioni ai pascoli, con vincoli ambientali che potrebbero rendere insostenibile la loro attività. Mentre alcuni boscaioli temono nuove restrizioni sul taglio del legname, e i cacciatori prevedono il divieto di attività venatoria, con conseguenze sulla gestione della fauna selvatica e sulla sicurezza dei raccolti.
«Ci vogliono imporre un modello di sviluppo che non tiene conto della nostra realtà economica e culturale» – afferma Romeo D’Andrea, portavoce del Comitato Matese Libero. «Il rischio concreto è lo spopolamento forzato delle aree rurali, con l’abbandono di terreni e attività produttive in favore di una visione puramente turistica che non può garantire la sopravvivenza delle comunità locali».
Nei comuni dove si sono già svolti gli incontri pubblici promossi dal fronte del ‘no’, il dissenso è apparso forte e diffuso, con molti cittadini che chiedono ai sindaci di prendere una posizione chiara contro il progetto.
Come è noto, però, il Tar del Lazio, nell’ottobre 2024 ha imposto al Ministero dell’Ambiente di avviare la delimitazione provvisoria e l’adozione di misure di salvaguardia. La sentenza è arrivata in seguito a un ricorso presentato dall’associazione Italia Nostra, che ha spinto per accelerare la creazione dell’area protetta.
Gli oppositori sottolineano però come questa decisione sia un ulteriore segnale della mancanza di democrazia nel processo: «Non possiamo accettare che una scelta così impattante sulla vita di migliaia di persone venga imposta da un tribunale amministrativo, senza che le comunità abbiano voce in capitolo» – sostengono ad esempio dal Comitato allevatori del territorio.
Oltre agli incontri pubblici, i Comitati contrari al Parco – due molisani e due campani, uno per ogni provincia coinvolta, Matese Libero, No Parco-Territorio Libero, Allevatori e agricoltori del territorio e Start Matese – hanno già inviato una diffida al Mase denunciando «gravi lacune procedurali e la mancata consultazione degli enti locali». Secondo i comitati, l’iter non avrebbe rispettato i passaggi di concertazione previsti dalla legge, escludendo le amministrazioni locali dalla definizione della perimetrazione. Ma non solo, perché hanno anche avviato una raccolta firme per chiedere una revisione del progetto e l’apertura di un vero tavolo di confronto con i due governi regionali e quello nazionale. L’obiettivo è portare ancora una volta il dissenso all’attenzione delle istituzioni. L’iniziativa sta ottenendo il sostegno anche di alcune associazioni nazionali – come l’Associazione nazionale libera caccia -, che vedono nel Parco del Matese l’ennesimo tentativo di «espulsione dell’uomo dall’Appennino in nome di un ambientalismo ideologico e lontano dalle reali esigenze del territorio».

The post Parco del Matese: fronte del no in protesta, incontri e raccolte firme in tutto il territorio appeared first on PrimoPiano Molise.