Mese: Maggio 2025
Liscione, la Puglia ora alza la voce. Martedì piomba il pirotecnico Tutolo

L’annuncio è già tutto un programma: «Martedì 27 maggio sarò davanti alla sede del Consiglio regionale del Molise per far capire ai cittadini che l’acqua che arriverebbe in Puglia sarebbe l’eccesso che la loro regione butta in mare, circa 120 milioni di metri cubi. Uno spreco immane di risorsa idrica che può essere utilizzata per i circa 6mila ettari di terreni del basso Molise e ciò che “avanza” per la Capitanata».
Antonio Tutolo, capogruppo di Per la Puglia, contribuirà ad animare un dibattito che si annunciava già particolarmente acceso sulla mozione presentata dal Pd.
Quindi il “pirotecnico” ex sindaco di Lucera (celebri le sue dirette Fb durante il periodo della pandemia), ribadisce la sua posizione e critica la capogruppo dem Micaela Fanelli e i suoi colleghi. «L’emergenza idrica è una sfida che non dovrebbe mai essere oggetto di strumentalizzazione politica o di indecorosi spettacoli a danno dei cittadini. Mescolare le acque con dibattiti fuorvianti non fa un buon servizio né alle comunità molisane né a quelle pugliesi. Recuperare l’acqua in eccesso che, come avviene da tempo, finisce dispersa in mare è una questione di responsabilità e buon senso, non un pretesto per contese», è la sua prima osservazione.
Rivendica di aver organizzato il primo «serio incontro interlocutorio con i rappresentanti della Regione Molise» per «sbloccare decenni di inerzia». Il confronto, lunedì scorso in V Commissione al Consiglio regionale della Puglia, riferisce Tutolo, «ha messo in luce le esigenze chiare e reciproche. La necessità di potenziamento della condotta del Liscione può dissetare il Nord della Puglia e contemporaneamente garantire l’acqua per l’irrigazione del basso Molise. Parliamo di cifre importanti: circa 120 milioni di metri cubi di acqua dolce che ogni anno vengono buttati a mare.
La Puglia non chiede di sottrarre nulla, ma di utilizzare ciò che avanza dopo l’irrigazione dei 6.000 ettari di terreni molisani (parliamo di circa 18 milioni di metri cubi), che sarebbero raggiunti dalla nuova rete di distribuzione, alleviando condizioni critiche anche lì. Quindi l’acqua in eccesso sarebbe tanta, e solo quella, andrebbe alla Puglia per uso potabile, liberando così la diga di Occhito per l’irrigazione. Ho invitato il consigliere molisano Guido Massimo Sabusco proprio per avviare questo dialogo e lo ringrazio per aver accolto l’invito, dimostrando un’apertura fondamentale. Per questo, mi riesce difficile comprendere come esponenti del Partito Democratico molisano, lo stesso partito che in Puglia è in maggioranza, possano andare contro un’interlocuzione basata su un principio così semplice: l’utilizzo di risorse in eccesso. Si dimentica un fatto fondamentale: l’acqua non è proprietà né del Molise né della Puglia. È un bene comune. Il dialogo è, dal mio punto di vista, una necessità irrinunciabile per trovare soluzioni condivise. Ma sia chiaro: l’assenso del Molise a concedere l’acqua in eccesso alla Puglia, secondo le normative vigenti, non è giuridicamente necessario», conclude. Non senza eccesso di zelo e chiarezza.
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Centrodestra attendista usa la ‘carta’ del ricorso al Tar

La tempesta in un bicchiere d’acqua. La crisi a Palazzo San Giorgio, con il passare delle ore, si sta lentamente sgonfiando. Chi si aspettava la spallata definitiva dal Cantiere civico (che nel frattempo deve fare i conti con addii e malumori al suo interno) supportato dal centrodestra rimarrà ‘deluso’. Di fatto quello che era stato già paventato dall’area moderata (Lega compresa) di Palazzo San Giorgio, è stato confermato anche al termine del vertice dei segretari regionali riuniti ieri mattina a Roma. È prevalsa la linea attendista e ‘prudente’, escludendo la possibilità di alleanze con Pino Ruta, né sul fronte della mozione di sfiducia, né tantomeno sulla dimissioni in blocco. A margine della riunione i partiti della coalizione – Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega, Noi Moderati, Unione di Centro, Popolari per l’Italia – hanno diramato una nota in cui «ribadiscono con fermezza la solidità e la coerenza della coalizione. In merito alla situazione politica del Comune di Campobasso, desideriamo sottolineare che gli sviluppi recenti non coinvolgono né riflettono la linea politica della nostra coalizione. Rimaniamo distanti da qualsiasi forma di accordo o compromesso che non sia coerente con i valori e le aspettative dei nostri elettori. La nostra opposizione a livello comunale è stata e continuerà a essere responsabile, trasparente e rispettosa del mandato ricevuto- dunque, per il momento nessuno lascerà lo scranno, ndr – anche in considerazione del risultato elettorale acquisito al primo turno, che ha visto premiata la coalizione di centrodestra con una percentuale di circa il 53% e la maggioranza dei consiglieri Comunali. A testimonianza della nostra coerenza e del nostro impegno per la legalità e la trasparenza, abbiamo presentato un ricorso al Tar Molise riguardante presunte irregolarità commesse dal centrosinistra nella presentazione delle liste durante le ultime elezioni comunali di Campobasso. La discussione di tale ricorso è prevista per i primi giorni del prossimo mese di luglio (il 16 per l’esattezza, ndr) e confidiamo che la giustizia amministrativa possa fare piena luce sulla questione. La prossima settimana, la coalizione del centrodestra si riunirà con tutti i propri eletti per consolidare e rafforzare il messaggio di unità e coerenza che ci contraddistingue. Questo incontro sarà l’occasione per ribadire il nostro impegno a lavorare con determinazione e responsabilità per il futuro del nostro Comune, nel rispetto dei principi che ci uniscono e della fiducia che i cittadini molisani hanno riposto in noi. Rinnoviamo dunque il nostro impegno a interpretare con serietà, coerenza e trasparenza il mandato ricevuto dai molisani». Questa la posizione espressa dal senatore e coordinatore di Forza Italia in Molise, Claudio Lotito, dal coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, Filoteo Di Sandro, dal coordinatore regionale della Lega, Aldo Patriciello, dal coordinatore regionale di Noi Moderati, Fabio Cofelice, dal segretario regionale di Popolari per l’Italia, Vincenzo Niro, e Teresio Di Pietro per l’Unione di centro.
Insomma, a meno di eclatanti colpi di scena l’attuale amministrazione resterà in sella almeno fino al 16 luglio e probabilmente anche oltre, considerando che, in caso di annullamento delle elezioni da parte dei giudici amministrativi, ci sarà comunque appello in Consiglio di Stato.
Nel frattempo la sindaca Marialuisa Forte dovrà necessariamente riassegnare le deleghe rimesse dagli assessori del Cantiere civico: Lavori pubblici, Urbanistica e Cultura le più importanti. Resta da capire come si comporterà il Consiglio comunale: se l’opposizione, di cui ormai fanno parte anche i civici, voterà secondo coscienza valutando i singoli provvedimenti volta per volta, o se prevarrà la linea del ‘no’ ad ogni proposta, rendendo di fatto impossibile amministrare.
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