Campobasso. Rubano catenine d’oro ai fan al concerto di Geolier, nei guai

Durante il concerto che si è svolto a Campobasso lo scorso sabato 2 agosto nell’Area Eventi Selvapiana, ben mimetizzati tra i tanti fan del noto cantante partenopeo che si è esibito davanti ad un folto pubblico, quattro soggetti provenienti dalla vicina Campania sono indagati perché si ipotizza che abbiano approfittato della confusione per appropriarsi di alcune catenine d’oro strappate dal collo di altrettanti ragazzi che stavano assistendo allo spettacolo, i quali hanno anche riportato delle escoriazioni dovute alla violenza usata per asportare i gioielli che indossavano.
I poliziotti della Squadra Mobile, impiegati nel dispositivo di ordine pubblico attuato per la circostanza dalla Questura proprio allo scopo di garantire anche un’efficace attività contro eventuali reati predatori, hanno immediatamente raccolto dalle vittime le notizie utili ad individuare gli autori dell’azione, riuscendo in brevissimo tempo a fermare tre maggiorenni ed un minorenne.
Condotti presso gli uffici di via Tiberio per gli accertamenti del caso, è risultato che i quattro campani erano giunti a Campobasso a bordo di un’auto noleggiata per l’occasione. Inoltre, durante la perquisizione sia personale che dell’autovettura, i poliziotti hanno rinvenuto una delle collanine scippate, riconsegnata al legittimo proprietario.
Al termine delle attività di rito, i quattro sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria competente.
Il tempestivo intervento dei poliziotti della Squadra Mobile ha impedito che il gruppo, ove risultasse dimostrata la responsabilità dei quattro indagati, potesse compiere altre azioni, potenzialmente molto pericolose in un contesto di assembramento ed in grado di innescare reazioni incontrollate di panico.
Nei confronti di tali soggetti il questore di Campobasso adotterà le misure di prevenzione del caso per impedire il possibile ritorno in questo territorio.

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Molise senza treni fino a gennaio, Regione verso un tavolo a Roma

Una “carota” che non vale il “bastone”, è evidente. In ritardo sui tempi che a febbraio erano stati annunciati in Consiglio dall’assessore Marone – che riferì dati comunicati da Rfi – l’hub ferroviario del Molise per Napoli e Roma si sposterà a Bojano (da Isernia) non a settembre prossimo ma a metà gennaio 2026. E, in aggiunta, fino ad allora nessun treno partirà nemmeno da Isernia perché il servizio sulla Isernia-Venafro sarà sospeso per lavori di upgrade sulla linea elettrica fra Roccaravindola e Venafro.
Un’odissea senza fine, denunciata dai sindacati del comparto ferroviario con una nota domenica. Fino al 12 settembre per Roma si va solo con autobus sostitutivo per lavori da Cassino alla Capitale. Dal 22 settembre, secondo quanto riferito ieri dal sottosegretario Vincenzo Niro (a cui il governatore Roberti ha affidato la delega ai Trasporti) durante la seduta dell’Assemblea legislativa, che ha immediatamente affrontato il tema, da Campobasso a Roma si proseguirà completamente in pullman. Per Napoli, invece, in bus fino a Vairano e da lì in treno verso Caserta e il capoluogo della Campania.
Perché queste informazioni rappresentano una “carota”? Perché quando a metà luglio Rete ferroviaria italiana ha comunicato le future interruzioni alla Regione ha messo nero su bianco un periodo molto più lungo. L’upgrade era programmato da gennaio a maggio 2026. Nel frattempo, però, la linea elettrificata e collaudata da Bojano a Isernia sarebbero rimasta così, bella, nuova ma inutilizzata perché fra Roccaravindola e Venafro sarebbe stato in corso un aggiornamento. «Sia io sia il sottosegretario Niro siamo insorti – ha spiegato in Aula l’assessore alle Infrastrutture Michele Marone – e abbiamo convocato subito Rfi e Trenitalia chiedendo, e poi ottenendo, che il collaudo da parte di Ansfisa (Agenzia nazionale per la sicurezza dei trasporti ferroviari) e upgrade si svolgessero nello stesso lasso di tempo, in modo da riattivare la linea con treni in partenza da Bojano a metà gennaio». La linea sarà riattivata, ha dichiarato Niro, con i dieci nuovi convogli elettrici, alcuni già consegnati, acquistati.
Alla fine della giostra, elettrificare la linea ferroviaria molisana (da Campobasso) costerà 290 milioni e la conclusione lavori, sempre stando al cronoprogramma fornito a febbraio, è prevista nel 2028. Tempi e costi triplicati, se non di più, rispetto a quelli dichiarati quando l’opera è stata avviata.
Completamente insoddisfatta delle risposte ricevute si è detta a fine seduta la consigliera dem Alessandra Salvatore, che ha proposto l’interrogazione urgente insieme ai colleghi dem Micaela Fanelli e Vittorino Facciolla. «Non si sta facendo abbastanza per tutelare gli interessi dei pendolari molisani. Lo affermo senza timore di smentita perché anche oggi, ascoltando le parole dell’assessore regionale ai Trasporti, abbiamo avuto la conferma che tutti i disservizi legati ai cantieri di Rfi permangono e non si è dato conto di azioni della Regione a garanzia di chi viaggia, o sarebbe meglio dire, viaggiava, utilizzando la rete ferroviaria molisana», ha commentato. Il servizio sostitutivo, ha aggiunto, non consente peraltro di portare con sé animali o bici, oltre a offrire posti più limitati, con conseguente grave compromissione delle normali regole di trasporto e relativa penalizzazione dei cittadini-utenti. «Il contratto di servizio parla chiaro – ha concluso – e se gli standard non vengono garantiti non è giusto che a farne le spese siano gli utenti e i lavoratori di Trenitalia. Ad oggi non abbiamo notizie di azioni giuridiche intraprese in tal senso. Terremo alta l’attenzione su un tema che riguarda tantissime persone e che dovrebbe essere oggetto di sforzi ed iniziative straordinarie da parte della Giunta Roberti».
Anche il consigliere 5s Roberto Gravina ha depositato un’interpellanza sul tema. «Siamo di fronte a un danno sistemico per la mobilità regionale – ha sottolineato – senza precedenti per durata e impatto. I servizi sostitutivi si sono rivelati del tutto inadeguati: mancano fermate intermedie essenziali come Cassino, gli orari sono incompatibili con le esigenze reali degli utenti, e i mezzi utilizzati non rispondono agli standard minimi, nemmeno per l’utenza più fragile».
Il governatore Francesco Roberti ha ammesso: «Sicuramente Rfi e Trenitalia, che in questo caso è esente da responsabilità perché non è Trenitalia a decidere su lavori ed esercizio della linea, devono garantirci un servizio migliore. Stanno lavorando in tal senso sia l’assessore Marone sia il sottosegretario Niro e io non ho molto altro da aggiungere rispetto a quanto hanno dichiarato. C’è sicuramente bisogno di aprire un tavolo a Roma, con tutti i protagonisti, e affrontare la questione».

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