Carenza di personale medico, caos al pronto soccorso: intervengono le forze dell’ordine

«Qui al Pronto soccorso ci sono dei problemi. Ho chiamato la Polizia perché siamo accampati qua fuori e nessuno ha notizie dei familiari che stanno dentro. Ho mia suocera che sta dentro dall’una e ha una patologia abbastanza seria, mia moglie non ha notizie della mamma e come me tutte le altre persone che sono qui, perché non fanno entrare e non fanno chiedere, nessuno risponde».
Sono le parole di un utente che si è rivolto a Teleregione per denunciare le lunghe attese e l’assenza di comunicazioni, in una nottata “complicata” trascorsa al Pronto soccorso del Veneziale, tra lunedì e martedì. Dopo la segnalazione dell’uomo, sul posto sono dunque intervenute le forze dell’ordine.
Come è noto, il Pronto soccorso di Isernia affronta ormai da tempo situazioni di forte stress generate da carenza di personale medico e affollamento di pazienti.
Dopo l’ennesima nottata dai ritmi insostenibili, i medici ieri mattina hanno incontrato il Direttore sanitario al quale hanno chiesto un incontro urgente con i vertici dell’Azienda sanitaria regionale. Qualora non ascoltati, i camici bianchi avrebbero intenzione di convocare una conferenza stampa per illustrare le difficoltà che quotidianamente si trovano ad affrontare.
Alle ore 20 di lunedì primo settembre erano 28 i pazienti in attesa di essere visitati, solo due i medici in servizio. Per fortuna due medici esperti che sanno come gestire le emergenze e i casi più urgenti, ma che comunque non hanno potuto fare nulla per evitare lunghe attese e momenti di tensione.
Orfano di due medici venezuelani che non molto tempo fa hanno lasciato l’incarico, il Pronto soccorso di Isernia alcune notti può contare su un solo professionista: una situazione di difficoltà che avrebbe bisogno di un intervento forte e immediato.

The post Carenza di personale medico, caos al pronto soccorso: intervengono le forze dell’ordine appeared first on PrimoPiano Molise.

Parco del Matese, Romano presenta ricorso a Mattarella

No intesa? No Parco. Rispolvera un vecchio tormentone di una nota pubblicità con George Clooney, il consigliere regionale Massimo Romano, annunciando l’intenzione di passare dalle parole ai fatti, per quanto riguarda la lunga diatriba inerente al Parco nazionale del Matese, istituito con legge dello Stato nell’ormai lontano 2017 e arrivato a un punto di svolta nei mesi scorsi con l’emanazione del decreto ministeriale che ha approvato formalmente la perimetrazione provvisoria e le clausole di salvaguardia dell’area protetta.
«Il 26 agosto ho presentato, in qualità di consigliere regionale, ricorso straordinario al Capo dello Stato per bloccare l’istituzione del Parco del Matese – annuncia ora Massimo Romano -. La legge infatti ha previsto che venisse “sentito” il Consiglio regionale già sul decreto ministeriale che fissa le misure di salvaguardia e acquisita “l’intesa” sul successivo Decreto del Presidente della Repubblica istitutivo, ma in Molise sono incredibilmente saltati entrambi i passaggi, esautorando l’Assemblea legislativa, oltre che i cittadini, rispetto ad una scelta che potrebbe portare in futuro a dei benefici (comunque tutti da dimostrare) ma che sin da ora, invece, pone dei vincoli severissimi alla fruizione della montagna.
Passiamo quindi dalle parole ai fatti – prosegue -, visto che la Regione si fa prendere in giro dal Ministero, ancora una volta ci facciamo carico di agire in prima persona, nell’interesse di cittadini, imprese, comuni e della stessa regione».
In molti lo ricorderanno: l’affaire Parco del Matese di fatto è giunto a un punto di svolta nei mesi scorsi dopo che a ottobre l’associazione Italia Nostra presentò ricorso per chiedere il rispetto delle tempistiche sull’istituzione dell’Ente. Dopo il decreto ministeriale, però, diversi Comuni, associazioni, comitati e alcune ditte operanti nel settore estrattivo e del cemento hanno fatto ulteriormente ricorso, nello specifico sul perimetro e sulle norme di salvaguardia. E nello specifico per una di quelle azioni legali è stata accolta la sospensiva dal Tar Campania, quindi ora si attende il giudizio di merito.
La questione che ora muove Romano è però ancor più “sottile”. A suo dire, infatti, è l’istituzione stessa dell’Ente che sarebbe “viziata” ab origine: «Il Parco non si può fare senza il consenso consapevole del territorio e delle sue istituzioni, e di certo non può essere una scelta ministeriale calata dall’alto sulla testa del Molise, che decreta la morte di attività d’impresa che danno lavoro a centinaia di persone, né è concepibile che l’Ente Parco sia utilizzato dai partiti politici per piazzarci i soliti amici degli amici che in alcuni casi sulle nostre montagne non hanno mai messo piede.
In breve – dichiara – serve uno strumento concreto ed effettivo per impedire che ancora una volta decida qualcun altro sulla testa dei molisani, esattamente come avviene per la sanità e come stanno provando a fare con l’acqua: quello strumento è il ricorso contro il Dm istitutivo del Parco adottato senza l’intesa con la Regione.
Non sono tornato all’impegno politico in Consiglio regionale per farmi prendere in giro da politicanti di professione che sanno fare solo chiacchiere e comunicati stampa inutili – conclude – e allora, visto che la Regione dorme, violando la delibera del 30 aprile scorso, ci vado io in Tribunale contro il Ministero e vediamo chi avrà ragione, se quattro burocrati di Roma o i cittadini molisani».

The post Parco del Matese, Romano presenta ricorso a Mattarella appeared first on PrimoPiano Molise.

Incendio sul monte Sant’Onofrio, denunciato il piromane

Sessanta ettari di vegetazione andati in fumo e una delle aree naturalistiche simboliche di Agnone devastata dalle fiamme. Una ferita ancora aperta, rispetto alla quale la reazione dell’Arma è stata pronta ed efficace.
Ha un nome, infatti, il presunto responsabile dell’incendio sul monte Sant’Onofrio. A conclusione dell’attività investigativa i Carabinieri della Compagnia di Agnone, in sinergia con il Comando Gruppo Carabinieri Forestale di Isernia, hanno individuato il presunto piromane, considerato responsabile dell’incendio boschivo che lo scorso 22 luglio ha interessato due aree dell’Alto Molise, Sant’Onofrio e località Macchia, provocando la distruzione di oltre sessanta ettari di vegetazione.
I Vigili del fuoco del distaccamento di Agnone operarono per oltre due giorni, con un massiccio spiegamento di uomini e mezzi, prima di avere la meglio sulle fiamme che minacciavano di aggredire anche il vicino bosco di Montecastelbarone. Per domare il rogo si rese necessario anche l’impiego di alcuni canadair della flotta aerea del corpo nazionale dei Vigili del fuoco. Le indagini, avviate subito dopo il rogo e proseguite nei giorni successivi, hanno permesso ai militari di raccogliere elementi di prova circostanziati che hanno portato all’identificazione dell’autore del gesto criminale.
Si tratta di un anziano residente della zona, ora deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Isernia per il reato di incendio boschivo, previsto e punito dall’articolo 423-bis del Codice Penale. Il grave episodio ha destato forte preoccupazione nella comunità locale per l’ampiezza dell’area colpita. «L’attività investigativa, condotta attraverso rilievi tecnici, testimonianze e analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza, si è rivelata determinante per ricostruire la dinamica dei fatti e risalire al responsabile» spiegano dal comando dei Carabinieri. L’Arma rinnova l’appello alla cittadinanza di «segnalare tempestivamente qualsiasi comportamento sospetto o potenzialmente pericoloso per il patrimonio ambientale, ribadendo l’importanza della collaborazione tra istituzioni e cittadini nella prevenzione e repressione degli incendi boschivi». Chiaramente il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari durante il quale l’indagata potrà far valere la sua difesa ai sensi del Codice di Procedura Penale.

foto dell’Associazione nazionale Carabinieri di Agnone

The post Incendio sul monte Sant’Onofrio, denunciato il piromane appeared first on PrimoPiano Molise.